Bari, al Policlinico eseguito trapianto di linfonodi robotico: è la prima volta nel sud Italia

È stato eseguito per la prima volta al Policlinico di Bari un intervento di trapianto di linfonodi addominali per un linfedema degli arti inferiori completamente con tecnica robotica.

Nello stesso tempo operatorio, la fase di prelievo addominale è stata eseguita dall’équipe di chirurgia generale diretta dalla prof. Angela Pezzola con l’impiego del robot “Da Vinci”, mentre le suture microchirurgiche sono state realizzate dall’équipe di Chirurgia Plastica e ricostruttiva del professor Maruccia con l’impiego dell’innovativo sistema Symani, uno dei sistemi più avanzati a livello internazionale per la microchirurgia.

Si tratta della prima volta nel Sud Italia che questa tecnologia viene utilizzata a supporto di interventi di chirurgia ricostruttiva ad alta complessità. In particolare il robot per la chirurgia plastica assistita è dotato di una console che assiste il chirurgo durante le procedure microchirurgiche grazie a strumenti miniaturizzati, i più piccoli al mondo dotati di polso articolato, progettati per operare con estrema precisione su strutture di dimensioni millimetriche.

Il Policlinico di Bari sta, infatti, valutando l’impiego della chirurgia robotica anche nella chirurgia plastica e ricostruttiva, con particolare attenzione ai contesti di maggiore complessità clinica. I primi interventi, realizzati all’interno dell’Unità operativa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, diretta dal prof. Giuseppe Giudice, sono stati eseguiti dal prof. Michele Maruccia e dalla prof. Rossella Elia, che hanno già completato uno specifico percorso di training e formazione avanzata insieme all’equipe infermieristica dedicata.

“L’introduzione della robotica rappresenta un salto di qualità straordinario per la nostra unità operativa di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva. È il risultato di una visione condivisa che punta su innovazione, formazione e centralità del paziente”, evidenzia il direttore dell’unità operativa, prof. Giuseppe Giudice.

Secondo il prof. Michele Maruccia, che si è formato e ha effettuato i primi interventi: “La tecnologia robotica ha sicuramente ulteriori potenzialità di sviluppo e potrà essere progressivamente integrata nella pratica clinica, ampliando le indicazioni e migliorando ulteriormente i risultati per i pazienti”. Anche la prof. Rossella Elia sottolinea l’importanza dell’innovazione introdotta: “la robotica applicata non sostituisce il chirurgo, ma ne amplifica le capacità, soprattutto in microchirurgia, dove ogni dettaglio è decisivo”.

Policlinico di Bari, terzo espianto di midollo osseo in 20 giorni: è il quinto nel 2025

Al Policlinico di Bari è stato effettuato il terzo espianto di midollo osseo in venti giorni in un donatore non familiare, il quinto nel 2025.

Lo comunica in una nota il presidio universitario sanitario, evidenziando che grazie all’intervento “pazienti con un tumore del sangue, senza legami familiari o di consanguineità con il donatore, potranno ricevere un trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche, che può rappresentare l’unica possibilità terapeutica potenzialmente curativa per alcune gravi patologie ematologiche, quando le terapie convenzionali non sono sufficienti o non più efficaci”.

Per il Policlinico si tratta del più alto numero registrato in questi anni della procedura. Pellegrino Musto, direttore dell’Ematologia con trapianto, sottolinea “l’importanza e la necessità delle donazioni di cellule staminali e la grande generosità dei ragazzi pugliesi che in questi giorni abbiamo toccato con mano”. Le donazioni sono state effettuate da cinque giovani pugliesi (per poter donare occorre avere dai 18 ai 35 anni), in maniera anonima.

Licenziato dopo il trapianto, pagato l’asilo con le prime donazioni. Denis: “Non siamo più soli”

Torniamo a parlare di Katia e Denis. Sono sposati da 5 anni, hanno due bimbi di 3 e 6 anni. Katia ci ha scritto per chiederci aiuto dopo quanto accaduto nel 2023.

+++ RACCOLTA FONDI PER AIUTARE KATIA E DENIS +++

Denis è affetto da una malattia rara ed è stato costretto al trapianto di fegato. Katia in lacrime ci ha raccontato le varie tappe, Denis è stato licenziato dopo aver firmato un contratto a tempo indeterminato e così hanno avviato una raccolta fondi necessaria per il trapianto.

La loro storia ha colpito gran parte della nostra community, anche se qualcuno ha messo in discussione e in dubbio tutto quello che Katia ha raccontato. Ma Quinto Potere va oltre questo e la catena di solidarietà sta travolgendo Katia e Denis.

I due non riescono a trattenere l’emozione, nonostante le difficoltà hanno voluto ringraziare tutti coloro che si sono fatti avanti. Nel video allegato tutti gli aggiornamenti.

Dona un rene al marito, al Policlinico di Bari trapianto senza trasfusioni per scelta religiosa: entrambi stanno bene

Un trapianto di rene da donatore vivente senza l’utilizzo di trasfusioni di sangue, per scelta religiosa del paziente, è stato eseguito al Policlinico di Bari dal professore Pasquale Ditonno, direttore dell’unità operativa di urologia e trapianto rene del Policlinico di Bari.

In sala operatoria una coppia di coniugi, entrambi testimoni di Geova attivamente impegnati nella loro comunità religiosa. La moglie di 35 anni ha scelto di donare un rene al marito di 49 anni, in grave insufficienza renale.

La donazione è avvenuta prima che il paziente iniziasse il percorso di dialisi, riducendo così i rischi di complicanze e l’attesa di un organo compatibile, che può arrivare anche a tre anni. “Abbiamo maturato un’esperienza importante al Policlinico di Bari nell’esecuzione di trapianti di rene da donatore vivente, in questo caso però – spiega Ditonno – non potevamo commettere errori e far ricorso a trasfusioni nel rispetto delle volontà dei pazienti”.

“Tutte le scelte di donazione da vivente – aggiunge il professor Loreto Gesualdo coordinatore del Centro regionale trapianti – sono importanti e il Centro regionale trapianti le sottopone, come previsto, alla valutazione di una commissione terza. In questo caso la scelta religiosa ci ha messo davanti a una sfida importante”.

“I coniugi – sottolinea – nonostante il rischio intrinseco legato alla loro decisione, hanno affrontato l’intero percorso con una straordinaria determinazione, certi della scelta di affidarsi al Policlinico di Bari e con il supporto della loro comunità religiosa che li ha sostenuti in ogni fase del percorso”.

“Il successo dell’intervento – conclude il direttore generale dell’azienda ospedaliero universitaria barese, Antonio Sanguedolce – conferma ancora una volta l’elevata specializzazione del Policlinico di Bari nell’attività trapiantologica”.

Da Sassari a Bari, al Policlinico il primo trapianto di cuore del 2025 in Italia: a riceverlo un 68enne

Il primo trapianto di cuore eseguito in Italia nel 2025 è stato realizzato il 1° gennaio al Policlinico di Bari dall’equipe della cardiochirurgia diretta dal prof. Tomaso Bottio. Il ricevente, un uomo di 68 anni, con una storia clinica caratterizzata da una lunga lotta contro una grave insufficienza cardiaca: nel 2020 era stato sottoposto a un intervento di bypass aorto-coronarico e, tre settimane fa, aveva affrontato un episodio critico di scompenso cardiaco, che lo aveva costretto a terapie farmacologiche inotropiche continue.

“Il paziente è stato inserito in lista d’attesa a luglio del 2024, a causa proprio di questa cardiopatia infartuale evoluta in dilatazione ipocinetica refrattaria ai trattamenti convenzionali. Il trapianto di cuore in questi casi è l’unica strada per ripristinare una funzionalità adeguata e migliorare la qualità della vita del paziente”, spiega il prof. Bottio.

L’intervento è stato reso possibile grazie a una donazione effettuata a Sassari. La macchina del Centro nazionale trapianti si è attivata e il centro trapianti della Puglia, coordinato dal prof. Loreto Gesualdo, verificata la compatibilità del donatore ha fatto partire il volo sanitario che ha portato l’equipe cardiochirurgica di Bari in Sardegna per il prelievo dell’organo cuore. Nel pomeriggio di ieri è stato poi eseguito il trapianto e il paziente è attualmente in terapia intensiva cardiochirurgica per la fase di degenza post operatoria.

Bari, al Policlinico nuovo dispositivo per trasporto del cuore: “Assicura raffreddamento stabile dell’organo”

Un dispositivo avanzato per rendere sempre più sicuro il trasporto del cuore del donatore in quanto assicura un raffreddamento stabile dell’organo e il monitoraggio in tempo reale della temperatura e della posizione. È stato acquistato dal Policlinico di Bari grazie ai fondi Pnrr ed è stato subito impiegato dall’unità operativa di cardiochirurgia, diretta dal professore Tomaso Bottio, per prelevare il cuore di un donatore di Reggio Calabria. “Quattro ore – spiega Bottio – è il tempo massimo che può passare dal prelievo del cuore dal donatore al suo trapianto nel ricevente.

In questo tempo di ischemia, in cui l’organo è privato dell’apporto naturale di sangue e di ossigeno, è fondamentale che l’organo sia mantenuto a temperatura costante. Questo nuovo dispositivo ci permette di standardizzare le variabili della conservazione e fornisce ai medici che prelevano e trasportano il cuore un monitoraggio in tempo reale dei tempi, della temperatura e l’esatta geolocalizzazione”. Il dispositivo di trasporto è particolarmente importante quando l’organo cuore viene prelevato fuori regione o fuori dalla macro area sud, e lo scorso anno i cardiochirurghi del Policlinico di Bari per 42 volte si sono spostati, 23 volte al nord, 16 fuori dalla Puglia e 3 volte sono andati all’estero per il prelievo.

“Grazie all’organizzazione del Centro regionale trapianti e alla professionalità del professore Bottio e della sua giovane equipe di cardiochirurghi, che in qualsiasi momento sono pronti a mettersi in viaggio, il Policlinico di Bari nel 2023 è stato il primo centro in Italia per numero di trapianti di cuore. Con questa innovazione nel trasporto miglioreremo la sicurezza e gli esiti dei trapianti di cuore, contribuendo a salvare più vite”, conclude il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce.

Fegato amaro, il calvario post trapianto a Bari. Franco: “Amo la mia città ma penso di trasferirmi”

Dopo avervi raccontato la storia di Isa, in tanti ci hanno contattato per denunciare storie analoghe. Questa volta è il turno di Francesco. Nonostante il centro di Bari, è stato costretto a farsi trapiantare il fegato a Bologna. Ma non finisce qui. Perché hanno riscontrato a Bari diversi problemi anche nella fase post trapianto, tanto da rivolgersi al centro di Salerno e valutare l’idea poi di trasferirsi in Emilia Romagna.

Continue reading

Altamura, primo trapianto di cornea nell’ospedale della Murgia: “Una giornata che ricorderemo a lungo”

L’équipe di oculistica dell’ospedale della Murgia, nel Barese, ha eseguito stamane il primo trapianto di cornea. Un risultato importante per Altamura dopo l’ingresso, ad ottobre scorso, nella rete dei centri Asl Bari del dipartimento Neurosensoriale, diretto dal dottor Antonio Acquaviva, attrezzati per poter effettuare questa tipologia di intervento, in stretta collaborazione con il Centro regionale trapianti. Il trapianto è stato effettuato su un paziente affetto da opacità della cornea a causa degli esiti di un’infezione virale, applicando una metodica ormai indispensabile al ripristino della trasparenza corneale con conseguente miglioramento della funzione visiva in presenza di diverse patologie.

“Per l’ospedale della Murgia – commenta il primario Vito Primavera – è una giornata che davvero ricorderemo a lungo. E’ stato effettuato il primo trapianto ad un paziente affetto da opacità della cornea causata degli esiti di un’infezione virale. L’evento è rilevante perché allarga ulteriormente l’offerta assistenziale e sarà di sicuro stimolo alla cultura della donazione per la popolazione della Murgia che ora, anche per questa tipologia di intervento, sa di poter trovare un saldo punto di riferimento nel proprio ospedale”.