Nunzia e signore delle orecchiette multate, Home Restaurant: “Parole dell’assessore Petruzzelli sconcertanti”

“Un servizio trasmesso oggi su Telenorba ha scatenato l’indignazione dell’intero comparto dell’ospitalità trasparente e legale, in particolare del settore Home Restaurant, sempre più preso di mira da fake news e strumentalizzazioni, mentre l’illegalità diffusa sembra godere della protezione di una parte della politica locale. Nel mirino delle polemiche, le dichiarazioni sconcertanti dell’Assessore comunale Pietro Petruzzelli, che di fronte alle multe comminate per occupazione abusiva di suolo pubblico nella zona di Bari Vecchia, ha commentato con superficialità: ‘È folklore. Non è detto che dovranno smontare i banchetti entro cinque giorni’. Parole che suonano come un insulto per tutti coloro che operano nel rispetto della legge, dei regolamenti fiscali e della sicurezza alimentare”.

Inizia così il comunicato di Home Restaurant Hotel Srl. “Da anni, infatti, le realtà abusive presenti nel cuore della città vecchia vendono cibo industriale spacciandolo per ‘fatto in casa’, senza emettere scontrini, senza autorizzazioni sanitarie e senza pagare un centesimo di tasse o canoni pubblici. Eppure, sono trattate da ‘folklore’ da chi dovrebbe rappresentare la legalità”, si legge nella nota.

Durissimo il commento di Gaetano Campolo, CEO della piattaforma Home Restaurant Hotel, che accusa apertamente. “Ci troviamo in un Paese capovolto: chi è in regola viene colpito da fake news e diffidenza, mentre l’illegalità viene giustificata da esponenti istituzionali. È uno scandalo. Le case trasformate in negozi abusivi, che truffano i turisti, vengono protette sotto la scusa della tradizione – le sue parole -. È questa l’economia che vogliamo promuovere? Il settore Home Restaurant, da anni impegnato per un modello trasparente, digitale e regolamentato, viene costantemente dipinto come zona grigia o ‘non sicura’, mentre chi opera totalmente fuori legge viene romanticizzato e perfino difeso da assessori in carica”.

L’appello di Campolo è chiaro. “Basta ipocrisie. Lo Stato deve garantire concorrenza leale. La gestione della cosa pubblica non può piegarsi al folklore quando c’è di mezzo l’illegalità. Qui si stanno ingannando i turisti, danneggiando le imprese oneste e calpestando la fiducia dei cittadini». Intanto, a Bari Vecchia, si continua indisturbati a mettere in scena la ‘recita del casalingo’, con bancarelle abusive che invadono le strade e vendono pasta industriale come se fosse tradizione di famiglia. Con il benestare, ormai pubblico, di chi dovrebbe vigilare come per esempio i Nas dei Carabinieri mentre la Procura dimostra di intervenire. Le domande sono: Petruzzelli rappresenta il Comune o gli abusivi? Chi tutela la legalità, se l’illegalità viene raccontata come ‘colore locale’? Un segnale pericoloso, che rischia di demoralizzare gli imprenditori onesti e normalizzare l’illegalità. E il prezzo, alla fine, lo pagheranno tutti.

“Tavolini di legno”, multato locale a Barivecchia: dalla truffa delle orecchiette al pelo nell’uovo

Un locale di Barivecchia è stato multato dalla Polizia Locale, al termine di approfonditi e mirati controlli, per aver posizionato all’esterno dell’attività tavolini di legno e non di plastica.

Dalla truffa delle orecchiette al pelo nell’uovo. Si tratta di un vero e proprio paradosso, visto che a distanza di pochi metri l’illegalità regna sovrana.

Truffa delle orecchiette, Nunzia e la rivoluzione dell’Arco Basso: offese educate e HACCP a sfazione

Torniamo ad occuparci dell’inchiesta sulle orecchiette di Barivecchia. Secondo quello che siamo riusciti ad apprendere, il 2 maggio scorso, il tecnico incaricato dal Comune ha elaborato il disciplinare per l’HACCP.

Finalmente esisterebbe dunque un documento per la gestione delle orecchiette. Non conosciamo i dettagli esatti, ma da quello che abbiamo appreso è previsto quantomeno il minimo sindacale. Come ad esempio l’utilizzo di guanti.

Siamo tornati sul posto nel pieno della festa di San Nicola, con una marea di turisti da tutto il mondo, e abbiamo constatato che non è cambiato niente. Emblematico il siparietto di due turisti stranieri che, con Google Translate, hanno chiesto la presenza o meno di noci all’interno dei prodotti causa allergia.

Non è cambiato assolutamente niente e questa volta lo abbiamo mostrato ironicamente, scherzando anche sul posto. In 23 minuti si vede la sintesi di tutto quello che abbiamo denunciato senza denunciare, con una semplice passeggiata all’Arco Basso.

Da quello che abbiamo appreso, al momento non è arrivata neppure la richiesta di occupazione di suolo pubblico con Nunzia in prima fila, l’unica signora ad oggi ad avere un’attività. Abbiamo infine avuto l’indicazione che oggi la priorità del Comune a quanto pare sembra essere la vendita di sgagliozze. Tra queste quelle vendute in piazza Mercantile, davanti alla Guardia di Finanza, con bombole di gas e tutti i pericoli annessi del caso.

Truffa delle orecchiette, Rudy Zerbi da Nunzia a Barivecchia. Home Restaurant: “Sistema di abusi e favoritismi”

“Si è consumato un altro capitolo della ben nota truffa delle orecchiette, una vicenda che ha travolto non solo politici locali, ma anche volti noti dello spettacolo. A sfilare inconsapevolmente nel cuore di Bari Vecchia, proprio nel pieno delle indagini, è stato Rudy Zerbi, celebre conduttore del talent Amici di Maria De Filippi. Incurante del clamore mediatico, Zerbi ha preso parte a un bagno di folla tra i vicoli storici, visitando anche il negozio illegale della nota pastaia Nunzia Caputo, la cui attività — priva di autorizzazioni — è sponsorizzata dal colosso Molino Casillo e protetta da un sistema massolobbista barese radicato e potente”.

Inizia così il duro comunicato da parte di Home Restaurant Hotel Srl. “La vicenda mette ancora una volta in luce un sistema di abusi e favoritismi che penalizza chi, come gli Home Restaurant regolari, lavora nel rispetto della legge. Proprio il settore Home Restaurant, infatti, è stato bersaglio di pesanti campagne diffamatorie orchestrate da Mi Manda Rai Tre, in sinergia con la lobby della FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) e con il coinvolgimento diretto dell’Assessore comunale di Bari, Pietro Petruzzelli”, si legge nella nota.

“È un duro colpo che non può restare senza conseguenze – commenta il CEO della piattaforma Home Restaurant Hotel, leader nazionale del settore con oltre 450 località servite in tutta Italia -. Queste dinamiche devono portare al ripristino della legalità, non solo come esempio per Bari, ma come segnale chiaro per tutto il Paese. Gli Home Restaurant vengono spesso ingiustamente ostacolati dalle autorità locali, mentre realtà abusive come quelle emerse a Bari Vecchia continuano a prosperare sotto la protezione di potenti sistemi di interesse”.

“Dal caso della piattaforma illegale delle Cesarine, da anni operante in una zona grigia senza adeguati controlli, fino alla scandalosa truffa delle orecchiette all’Arco Basso, si evidenzia un quadro preoccupante di illegalità e discriminazione che mina la crescita economica e l’innovazione imprenditoriale del nostro Paese – si legge nella parte finale del comunicato -. Home Restaurant Hotel si appella ora alle istituzioni nazionali affinché si pongano fine a questi abusi e si garantisca un mercato realmente equo, trasparente e competitivo, dove chi rispetta le regole non debba temere chi vive nell’illegalità protetta dalle grandi lobby”.

Truffa delle orecchiette e Silvio Sisto, numeri a confronto: offese e commenti stanno a zero

A volte è tempo di fermarci e fare il punto sul progetto di Quinto Potere. Non nascondiamo mai i nostri numeri, sempre ben visibili sui nostri canali social, ma questa volta andiamo oltre mostrandovi anche i ricavati dei vari servizi.

Chi ci segue non ha ancora ben compreso come su Quinto Potere si può trovare di tutto. L’inchiesta, come quella sulle truffa delle orecchiette di Barivecchia o sul Far West di piazza Moro, per citare le ultime due popolari.

Così come i video su Silvio Sisto o su Lello. Uno non esclude l’altro, nessuno è obbligato a seguire e vedere tutto. Se un tema non è ritenuto piacevole, si può anche non guardarlo. Che senso ha offendere e denigrare tutto il progetto Quinto Potere?

Tolte le etichette dai cartoni, truffa senza fine: la signora delle orecchiette paura non ha

Tutto è tornato come prima. Siamo tornati a rovistare nei cassonetti nella zona di Barivecchia e il modus operandi delle signore delle orecchiette sembra non essere cambiato.

Al netto della solita mancata raccolta differenziata, ora hanno iniziato a staccare l’etichetta dal cartone per non risalire alla nuova azienda che le fornisce, anche se qualcuna distratta non lo fa.

Noi non ci rassegniamo e certamente non ci siamo fatti sfuggire l’occasione per tornare a parlare della truffa delle orecchiette. Nel video allegato gli aggiornamenti.

Truffa delle orecchiette, la Finanza a Barivecchia. Le “padrone” dell’Arco Basso: “Ci hai rovinato”

Siamo tornati a Barivecchia e all’Arco Basso, nella strada delle orecchiette, per parlare del blitz effettuato dalla Guardia di Finanza. Pare che sia stato trovato un quantitativo elevato di orecchiette industriali sui banchetti, c’è chi ha continuato a venderle nonostante il polverone mediatico nazionale alzato nelle scorse settimane.

Abbiamo provato ad avere conferme sul posto direttamente dalle signore delle orecchiette e l’accoglienza ovviamente non è stata delle migliori. L’aria è tesissima. Nel video allegato tutti i dettagli.

Truffa delle orecchiette, King of Mortadella si converte: “Nunzia la tradizione va regolarizzata”

The King of Mortadella si converte. Dopo il dissing social a distanza, con tanto di video al fianco della regina delle orecchiette Nunzia, anche per lui è arrivato il tempo della redenzione. Ora è d’accordo con il nostro punto di vista. La tradizione, seppure autentica e bellissima, è assolutamente da regolarizzare. Ed è proprio quello che noi abbiamo sempre cercato di dire.

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Truffa delle orecchiette, Home Restaurant Hotel non molla: denuncia del CEO Campolo contro il Bari calcio e i NAS

Gaetano Campolo, CEO della piattaforma Home Restaurant Hotel, torna a parlare della cosiddetta “Truffa delle Orecchiette” e critica aspramente l’ultima trovata pubblicitaria che vede protagonista Nicola Bellomo, numero 10 del Bari Calcio, in un noto negozio abusivo a Bari Vecchia, situato ad Arco Basso. Il punto vendita, gestito da Nunzia Caputo, è da tempo al centro di indagini della Procura di Bari per la vendita di orecchiette spacciate come fatte a mano, ma in realtà di produzione industriale.

Campolo evidenzia come, dopo l’appoggio di politici e VIP, ora anche il Bari Calcio si trovi coinvolto in questa operazione di marketing, che sembra avere come unico obiettivo quello di confondere ulteriormente l’opinione pubblica e aumentare la popolarità della signora Caputo. Da oltre vent’anni, secondo quanto denunciato da diverse segnalazioni, lei e altre “pastaie” vendono prodotti industriali facendoli passare per artigianali, inscenando finte preparazioni su suolo pubblico e allestendo banchetti per attirare turisti e acquirenti ignari.

Ricapitolando Gaetano Campolo, CEO della piattaforma Home Restaurant Hotel, è intervenuto nella vicenda della “Truffa delle Orecchiette” dopo che un servizio di Mi Manda Rai Tre aveva diffuso un’informazione fuorviante, facendo credere che il problema a Bari Vecchia fosse l’attività di home restaurant di Nunzia Caputo. Campolo ha prontamente smontato questa narrazione con le sue denunce, dimostrando che Nunzia Caputo non è un home restaurant, bensì una venditrice abusiva che opera su suolo pubblico senza alcuna autorizzazione.

L’attività della Caputo e delle altre pastaie di Arco Basso non ha nulla a che vedere con il concetto di home restaurant, che si svolge in un contesto privato e regolamentato, mentre nel loro caso si tratta di vendita illegale di prodotti industriali spacciati per artigianali, con tanto di inscenate dimostrazioni per attirare turisti e clienti ignari. Campolo ha evidenziato come il servizio della Rai abbia contribuito a creare confusione nell’opinione pubblica, spostando l’attenzione su un fenomeno che non esiste, mentre la vera irregolarità è sotto gli occhi di tutti: banchetti abusivi su strada, orecchiette industriali vendute come fatte a mano e nessun controllo da parte delle autorità competenti.

Un aspetto ancora più controverso della vicenda è il ruolo della Molino Casillo, che da un lato promuove l’attività illegale di Nunzia Caputo e dall’altro è anche sponsor ufficiale del Bari Calcio. Questo legame evidenzia una strategia di marketing che avvantaggia entrambe le parti, con la squadra biancorossa che, attraverso testimonial come Nicola Bellomo, sembra contribuire a rafforzare l’immagine di una realtà illegale già sotto indagine. Campolo sottolinea come questa sinergia tra Bari Calcio, Molino Casillo e Nunzia Caputo rappresenti un’operazione studiata per legittimare una vendita che viola le normative igienico-sanitarie e commerciali, mentre altre attività regolari devono sottostare a regole rigide e le Lobby di Bari sia Fipe che Confcommercio si sono poste a tutela delle pastaie ignorando i propri associati.

Uno degli aspetti più inquietanti della vicenda, sottolinea Campolo, è l’assenza di controlli da parte dei NAS dei Carabinieri. Nonostante l’attività si svolga apertamente su strada pubblica, senza alcuna autorizzazione sanitaria, i NAS non sono mai intervenuti per verificare le condizioni igienico-sanitarie e la regolarità delle vendite. Un paradosso se si considera, afferma Campolo, che i NAS hanno invece provato a effettuare controlli in alcuni home restaurant, senza successo, in comuni come Passignano sul Trasimeno e in Provincia di Torino. Qui, operando in abitazioni private, tali verifiche richiederebbero un mandato, evidenziando così una disparità di trattamento che solleva interrogativi sulla coerenza delle azioni delle autorità.

Campolo ribadisce che la questione non è solo commerciale ma anche di sicurezza alimentare. Se da un lato l’home restaurant, operando in un contesto privato, deve rispettare normative e regolamenti imposti dalla Costituzione, dall’altro la vendita su suolo pubblico di prodotti alimentari di dubbia provenienza sembra godere di una preoccupante impunità.

Il CEO di Home Restaurant Hotel si chiede dunque per quale motivo le istituzioni non intervengano per mettere fine a questa situazione, mentre realtà innovative e perfettamente legali come gli home restaurant continuano a essere oggetto di ccontrolli incostituzionali che si perdono nel nulla allarmando chi pratica Home Restaurant addirittura come nel caso di Passignano sul Trasimeno, i Nas dei carabinieri hanno provato a violare l’inviolabilità del domicilio privato tutelato dalla Costituzione Italiana.

Campolo invita infine le autorità a intervenire con maggiore equità, ponendo fine a questa anomalia e garantendo ai consumatori trasparenza e sicurezza, affinché la tradizione gastronomica non diventi un pretesto per inganni e operazioni di marketing fuorvianti.

DI SEGUITO LA NOTA DEL LEGALE DI NICOLO BELLOMO

Spettabile REDAZIONE, ho ricevuto mandato dal sig. Nicola Bellomo di impugnare, contestare e, conseguentemente, ai sensi della normativa richiamata in oggetto, acchè provvediate alla immediata rettifica di talune sezioni che compongono la narrativa di un articolo edito sulla Vostra pagina internet il 07.03.25, dal titolo “Truffa delle Orecchiette: Gaetano Campolo Denuncia il Coinvolgimento del Bari Calcio e l’Inazione dei NAS” con dichiarazioni rilasciate dal CEO della nota società Home Restaurant Hotel apprezzabili, per quel che riguarda la posizione del mio assistito, solo per il loro contenuto allusivo e diffamatorio, giacché sfornite del benché minimo supporto probatorio.

Le considerazioni calunniose e diffamatorie che il sig. Campolo ha espresso con riguardo alla posizione del mio assistito rinvengono da una fotografia che ritrae la sig.ra Nunzia Caputo ed il predetto Nicola Bellomo, abbracciati nel locale occupato dalla prima. Detta fotografia compare anche sul sito della società di cui il sig. Campolo è il CEO (vedasi: https://www.homerestauranthotel.com/attualita/truffa-delle-orecchiette-gaetano-campolo-denuncia- il-coinvolgimento-del-bari-calcio-e-linazione-dei-nas/). Ebbene, da ciò il sig. Campolo ne ha inferito per una ipotizzata (e ripetiamo, non dimostrata) attività di sponsorizzazione che il sig. Bellomo Nicola (il cc.dd. testimonial) avrebbe consapevolmente prestato a beneficio della attività svolta dalla sig.ra Cutolo. E’ quindi necessario chiarire che il sig. Bellomo Nicola, nato nel Borgo Antico di Bari conosce la sig.ra “Nunzia” sin da quando era bambino; la foto in questione è viceversa inquadrabile nel normale rapporto di affetto umano tra persone che non solo hanno una conoscenza trentennale ma che, nel caso di specie, si innerva nella passione calcistica della sig.ra Nunzia verso il Bari Calcio e, per l’effetto, dei suoi calciatori; categoria questa alla quale, nell’attualità, appartiene il sig. Bellomo. E’ pertanto solo nei predetti ambiti (di affetto umano e tifo sportivo) che la fotografia in questione deve essere interpretata”.