Bari-New York, dopo Neos è il turno di United Airlines: dal 1° maggio 2026 quattro voli a settimana

Aeroporti di Puglia comunica che dal prossimo 1° maggio la compagnia United Airlines opererà il collegamento quadrisettimanale tra Bari e New York, aeroporto di Newark. Il collegamento prevede i seguenti orari: Bari – New York (EWR) (lunedì, martedì, giovedì, sabato) p. 9.45 a 14.00 New York (EWR) – Bari (lunedì, mercoledì, venerdì, domenica) p. 16.45 a. 7.45 (giorno successivo).

“Siamo in presenza di una notizia di straordinario valore – ha dichiarato il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile -. Un colosso dell’aviazione commerciale mondiale, inserito in un’alleanza della quale fanno parte alcuni tra i più importanti vettori internazionali, punta con decisione sul mercato pugliese e lo fa con una programmazione impensabile solo sino a qualche mese fa. Si aprono per la Puglia, per la sua industria del turismo e per la rete imprenditoriale, opportunità di sviluppo uniche. Una scelta che non è casuale atteso i lusinghieri risultati ottenuti dal primo anno di operatività della rotta con la metropoli statunitense e il crescente numero di cittadini americani che privilegiano la Puglia per trascorrere una vacanza all’insegna della cultura, della storia e delle migliori tradizioni popolari. Continuiamo a raccogliere i frutti di una programmazione strategica che ha individuato nei mercati di oltreoceano i punti cruciali per lo sviluppo del traffico e che già importanti successi ha ottenuto”.

“Sento forte il dovere di ringraziare il Governo regionale, gli Assessorati ai trasporti e al turismo, i Dipartimenti e le strutture regionali e il management e il personale di Aeroporti di Puglia – ha concluso il presidente Vasile – per la fiducia accordata nella nostra azione finalizzata allo sviluppo dei collegamenti e alla qualificazione e potenziamento delle infrastrutture civili e aeronautiche divenute sempre più attrattive, anche in termini di efficienza delle operazioni, per i più grandi player del trasporto aereo mondiale”.

Bari, droga nascosta nella carrozzeria e in un contenitore attaccato al balcone: 6 arresti tra Japigia e San Giorgio

Nei giorni scorsi a Bari, nel corso di uno straordinario controllo del territorio nei quartieri Japigia e San Giorgio, la Polizia di Stato ha tratto in arresto, complessivamente, sei persone ritenute presumibilmente responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo cocaina, hashish e marijuana.

Si tratta di accertamenti attualmente in fase di indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale davanti al giudice nel contraddittorio con la difesa.

Le perquisizioni hanno visto l’impiego di diversi equipaggi della Squadra Mobile, del Reparto Prevenzione Crimine ed Unità Cinofile antidroga ed antiesplosivo e si sono concluse con il sequestro totale di circa 2700 gr. di hashish, 220 gr. di cocaina e circa 80 gr. di marijuana oltre a tutto il materiale utilizzato per il confezionamento; inoltre, sono state sequestrate diverse somme di denaro, presumibile provento dell’illecita attività di spaccio, ammontante complessivamente ad oltre € 21000.

Diverse sono state le modalità adottate dagli indagati per occultare la sostanza stupefacente, nel tentativo di eludere i controlli delle Forze di Polizia; infatti una parte della sostanza stupefacente è stata rinvenuta all’interno di un contenitore ancorato magneticamente alla ringhiera di un balcone ed in un altro caso, per l’occultamento è stata utilizzata una auto-carrozzeria sita anch’essa nel quartiere Japigia.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Bus Rapid Transit a Bari, al via lunedì il cantiere della linea verde: “Tracciato da 10 chilometri con 35 fermate”

Partiranno lunedì 13 ottobre i lavori previsti per la realizzazione della “linea Verde” nell’ambito del progetto BRT – Bus Rapid Transit, finanziato dall’Unione Europea Next Generation EU – Trasporto Rapido di Massa – Misura M2C2 – Inv 4.2 del PNRR, dell’importo complessivo di € 159.171.170,07. È, infatti, in pubblicazione sull’Albo pretorio la determina dirigenziale con cui si approva il progetto esecutivo relativo alla “linea Verde”, dell’importo di € 37.347.163,62, completo di verifica di Asset.

Le attività propedeutiche alla realizzazione della linea Verde sono partite la scorsa estate dall’allestimento delle aree di cantiere in via di Maratona (in prossimità delle Piscine Comunali), che diventerà uno dei tre capolinea del BRT, dove si attesteranno la linea Blu e la linea Verde, e due aree in via Caldarola e via di Vittorio. Nello specifico, l’area di via di Maratona sarà uno dei nodi di scambio intermodale in cui arriveranno anche alcune delle nuove linee del trasporto pubblico locale “ordinario” che circoleranno nei quartieri San Paolo, Santo Spirito, Palese, San Girolamo.

L’intervento in via di Maratona riguarda un’area di 9150 metri quadri, nel tratto compreso tra via Verdi e l’accesso carrabile allo stadio della Vittoria, e prevede la sistemazione e il rifacimento dei marciapiedi perimetrali con la creazione delle sezioni di ingresso e uscita degli autobus. All’interno saranno realizzati quattro stalli per la fermata degli autobus BRT e 12 stalli per autobus a servizio del TPL. L’attuale pavimentazione sarà totalmente sostituita. L’area ospiterà, inoltre, un edificio di servizio per gli autisti Amtab e due aree di parcheggio per le auto, e sarà organizzata con nuove piantumazioni di alberi, segnaletica verticale e orizzontale.

Il primo cantiere partirà, dunque, dalle due estremità della linea Verde (via di Maratona e via Aquilino) e proseguirà lungo tutto il percorso per cantieri più piccoli, avvisando per tempo i cittadini sulle zone interessate dai lavori. Per quanto riguarda i cantieri delle altre tre linee (Lilla, Rossa e Blu), si attende il completamento del procedimento di verifica, di modo da approvare i rispettivi progetti esecutivi e partire con i lavori entro metà novembre.

“Il BRT rivoluzionerà completamente il concetto di mobilità nella città di Bari – ha spiegato l’assessore alla cura del territorio Domenico Scaramuzzi – . Grazie all’integrazione con la rete del trasporto pubblico locale, sarà possibile spostarsi dalla periferia al centro in tempi molto più rapidi di quanto avviene oggi. La frequenza delle corse del BRT, che sarà di 6 minuti nelle ore di punta e di 10 minuti nelle ore di morbida, unita all’utilizzo di corsie preferenziali, con semafori ‘superintelligenti’ in grado di azionarsi all’arrivo dei mezzi, permetterà infatti ai bus di muoversi agevolmente anche nelle aree normalmente interessate da flussi di traffico più intenso. È stato questo il criterio adottato per posizionare i tracciati delle linee. Dal 2027, poi, ci sarà una riorganizzazione complessiva dei percorsi del TPL, che entreranno in interoperatività con il BRT, con 1 milione di chilometri in più rispetto ai 12 milioni attuali. Oggi, per citare un esempio, il tempo di percorrenza del bus 12 è soggetto alle variazioni del traffico, e per arrivare da Torre a Mare alla stazione di Bari centrale ci vogliono da tabella di marcia almeno 63 minuti, a cui si aggiungono i possibili ritardi determinati dalle variabili del traffico. Con l’introduzione del nuovo sistema combinato TPL più BRT, sarà possibile ridurre considerevolmente questa tempistica, proprio grazie alla frequenza continua dei bus e all’utilizzo delle corsie preferenziali”.

PROGETTO ESECUTIVO DELLA LINEA VERDE

Il sistema BRT ricalca il piano di sviluppo e ottimizzazione delle linee urbane di trasporto pubblico presenti nel PUMS cittadino e coinvolgerà una parte essenziale della rete portante che si snoda in base alla presenza di attrattori cittadini e di rango metropolitano quali Palazzo di Città, le sedi Universitarie dell’area centrale, il Campus delle facoltà scientifiche, il Policlinico e alcuni nodi di scambio importanti: due dei tre Park&Ride e la stazione ferroviaria “Executive” di prossima realizzazione.

Il sistema Bus Rapid Transit è costituito da quattro linee (linea Blu, linea Rossa, linea Verde e linea Lilla), più una quinta linea di rinforzo nelle ore di maggiore domanda (linea Verde di rinforzo), tutte realizzate in sede riservata con preferenziazione semaforica. Le linee saranno percorse con bus elettrici, prevedendo la realizzazione di opportune stazioni di ricarica ai capolinea: è prevista la percorrenza di complessivi 2.215.080 chilometri all’anno.

Il programma di realizzazione del nuovo sistema BRT, in corso di attuazione da parte dell’amministrazione, prevede due fasi:

1. linea Verde (incluse le fermate, il capolinea Aquilino e il capolinea Maratona)

2. linee Blu/Rossa/Lilla (incluse le fermate i capilinea e piazzali di ricovero e ricarica).

Elementi di progetto di un sistema BRT sono: sede riservata e protetta per almeno il 70% del percorso, telecontrollo e presenza di elementi informativi e comunicazione all’utenza sia in fermata che in vettura, elevato livello di accessibilità delle fermate e delle vetture, asservimento semaforico con precedenza.

Le ricariche dei mezzi BRT che percorreranno le diverse linee avverranno in appositi ricoveri e durante le ore notturne: deposito Amtab, largo Pacha, via Di Vittorio, via Caldarola.

Tracciato della linea Verde (72 incroci e 35 fermate)

La linea Verde svolge il ruolo di connettore trasversale, che, muovendosi prevalentemente lungo la seconda mediana della città, interseca un’area densamente abitata e intercetta alcuni attrattori particolarmente significativi. In particolare, sono da sottolineare il Campus Universitario, in cui sono situate diverse sedi universitarie afferenti a “Politecnico di Bari” e “Università degli Studi” e che, per questo, rappresenta il polo universitario destinazione del maggior numero di iscritti, e i parcheggi di scambio di Parco Due Giugno e Vittorio Veneto. Il Capolinea della linea verde è in via Aquilino, situato nelle vicinanze dell’edificio della Regione Puglia, condiviso con la linea Rossa. La linea Verde condivide con la Rossa il tratto finale del percorso da via Caldarola fino al capolinea. Il percorso della linea, procedendo da est verso ovest, si muove lungo via Loiacono in direzione est e in via Arturo Toscanini in direzione ovest, procedendo lungo via Caldarola per poi imboccare ponte Padre Pio. Di qui prosegue, attraversando via Adolfo Omodeo, per poi entrare su via Fanelli ed entrare in rotatoria, procedendo su via di Vittorio, viale don Luigi Sturzo, viale Papa Giovanni XXIII. Il percorso, poi, del BRT procede lungo viale Solarino, , per poi imboccare viale Louis Pasteur. Terminato il viale, il BRT si immette con circolazione promiscua in entrambi i sensi nel sottopasso esistente per uscire in via Brigata Bari, proseguendo su via Brigata Regina in sede riservata, procedendo, in sovrapposizione alla linea Blu, per corso Vittorio Veneto, viale Vittorio Emanuele Orlando, Largo Pacha, e termina la corsa percorrendo via di Maratona, dove è situato il capolinea. Nelle ore di punta si prevede un incremento della frequenza dei BTR lungo un tratto parziale di linea Verde, secondo un percorso a “L” che va dall’intersezione tra via Brigata Regina e corso Vittorio Veneto, fino alla rotatoria all’estremo est di via di Vittorio, dando vita alla “linea Verde di Rinforzo”.

Fermate

Le pensiline di fermata, oltre alla funzione primaria di riparo dei passeggeri in attesa, costituiscono l’elemento fisico essenziale caratterizzante il sistema BRT e rivestono un ruolo centrale nella nuova infrastruttura. Il progetto è costituito da una struttura in tubolari in acciaio rivestiti con una lamiera verniciata di color bianco di 60 centimetri di profondità che disegna una sorta di linea spessa che suggerisce l’immagine di un vagone del bus. Partendo da una verticale, la struttura corre per un breve tratto in orizzontale, si rialza poi quasi a formare un portale, chiudendosi, infine avvolgendosi su sé stessa a formare una seduta. La scelta di un colore neutro quale il bianco consente di far meglio risaltare gli elementi cromatici (segnaletica e comunicazione) delle quattro linee identificate con 4 colorazioni differenti (blu, lilla, rosso, verde) e di semplificarne l’inserimento in qualsiasi contesto; con il vantaggio, nella sua semplicità lineare di non fungere mai da schermo fisico e visivo, nei casi di collocazione in prospettive di particolare pregio visivo o in prossimità di monumenti.

Le dotazioni previste per la banchina di fermata sono le seguenti: telecamera TVCC installata a controsoffitto della pensilina; diffusore sonoro a tromba fissato al palo della luce; telefono di emergenza del tipo citofonico SOS, con pulsante PPP rosso e cartello indicazioni di utilizzo; access point di fermata wi-fi; quadro elettrico di fermata, integrato all’interno di un vano con portella, ricavato nella parte inferiore del totem di fermata; Monitor 55”, per la trasmissione di messaggi pubblicitari e/o istituzionali, con touch-screen frontale, sistema di comunicazione 4G e unità di elaborazione dati; pannello a messaggio varabile, per l’informazione dinamica all’utenza relativamente al servizio BRT (orari di passaggio, tempi di attesa, ecc.).

I percorsi tattili per ipovedenti sono stati ottimizzati e completati con l’inserimento di mappe tattili a una delle estremità di accesso della banchina. Per agevolare l’incarrozzamento e l’accostamento del mezzo BRT in corrispondenza delle fermate, si prevede l’adozione di cordoli opportunamente sagomati. La fermata sarà illuminata, nel complesso due lampioni a led da palo e due streep a led integrati nel controsoffitto della pensilina.

Cantierizzazione

Complessivamente l’estensione della rete da realizzare per la linea Verde è pari a circa 10 chilometri. Nel progetto della cantierizzazione sono state valutate la tipologia del tessuto urbano, la sua funzione territoriale e soprattutto le interferenze con la viabilità esistente e con l’ambiente attraversato, con particolare attenzione agli insediamenti e alle attività presenti.

La cantierizzazione delle quattro linee BRT e delle opere connesse, in base alla posizione delle stesse e al tessuto urbano presente, è stata concepita individuando un totale di 17 macrocantieri, ciascuno dei quali suddiviso in microcantieri di estensione limitata. Lo svolgimento dei singoli cantieri di linea del BRT avanzerà secondo le seguenti fasi principali, previo allestimento delle aree di lavoro mediante recinzione e segnaletica di cantiere: spostamento eventuali sottoservizi interferenti; realizzazione del pacchetto stradale della sede BRT; sistemazioni urbanistiche (marciapiedi e fermate); asfaltature sede traffico privato.

Si procederà alla cantierizzazione di tratti di lunghezza pari a 200 metri circa, così da minimizzare la chiusura al traffico di più intersezioni successive.

Al fine di proteggere i pedoni e ciclisti dall’eventuale caduta accidentale lungo le vie di corsa BRT, tutti i marciapiedi in adiacenza alle corsie saranno dotati di parapetti metallici. Lungo tutte le strade interessate dal passaggio del BRT sono previsti interventi di manutenzione straordinaria selettiva sia delle pavimentazioni destinate al traffico BRT che di quelle destinate al veicolare ordinario, oltre che dei marciapiedi.

Bari, bancarotta fraudolenta e usura: chieste 5 condanne per aver svalutato il patrimonio della Maiora fallita nel 2019

La Procura di Bari ha chiesto condanne, dai tre ai quattro anni di reclusione, per cinque imputati a processo con rito abbreviato, accusati di bancarotta fraudolenta e usura (accusa contestata a soli due imputati) nel caso di un’operazione effettuata dalla Maiora Group spa, società dichiarata fallita nel 2019.

In particolare, i cinque avrebbero contribuito a distrarre dal patrimonio della società un terreno agricolo di Conversano, su sui sorgeva anche una masseria, svendendolo per 500mila euro alla società agricola Masseria del Monte, a fronte di un valore reale stimato dalla Procura in non meno di 1,9 milioni di euro.

A processo ci sono gli ex amministratori di fatto di Masseria del Monte, Donato Venerito e Michele D’Attoma (rispettivamente, anche ex direttore generale e consigliere del cda di Banca di Credito Cooperativo di Conversano), i soci al 50% della società agricola, Alessandro Venerito e Orlando D’Attoma, e il professionista Orazio Nicola Trisolini.

Vito Fusillo, ex amministratore delegato di Maiora, ha scelto di essere giudicato con rito ordinario. Per Donato Venerito e Michele D’Attoma, accusati anche di usura, la Procura di Bari ha chiesto la condanna a 4 anni di reclusione, per gli altri tre imputati è stata chiesta la condanna a tre anni.

A Donato Venerito e Michele D’Attoma è contestata anche l’usura perché, come dg e consigliere del cda di Bcc Conversano, “esercitando la propria influenza dominante sugli organi deliberanti dell’istituto bancario», avrebbero favorito l’erogazione di un mutuo da 2,8 milioni in favore di un’altra società riconducibile a Fusillo, la Soiget (“gravata da una pesante esposizione debitoria”), ottenendo un vantaggio usurario di 1,43 milioni, corrispondente alla differenza tra il prezzo d’acquisto del terreno agricolo con masseria in favore della società Masseria del Monte e il suo reale valore. L’udienza è stata aggiornata al 28 gennaio per la discussione delle difese.

Bari, fermato svuota cantina per una ditta di traloschi: scoperta discarica abusiva vicino allo stadio San Nicola

Sono 40 gli episodi di abbandono di rifiuti lungo le strade registrati nel territorio barese nel mese di settembre. Tra le operazioni più significative la scoperta di una discarica abusiva nei pressi dello Stadio San Nicola.

Un uomo, incaricato da una ditta di traslochi, ha effettuato attività di svuota-cantine sversando illecitamente rifiuti di ogni genere, dagli ingombranti al materiale cartaceo. Effettuato anche il primo ritiro di patente di guida, come previsto dalle nuove disposizioni legislative.

Maculopatia, terapia con una sola iniezione per salvare la vista: prima somministrazione al Policlinico di Bari

Una singola somministrazione al posto di iniezioni ripetute per tutta la vita: grazie alla terapia genica sarà possibile controllare la degenerazione maculare senile essudativa, principale causa di perdita visiva in età avanzata nel mondo occidentale.

Per la prima volta al Policlinico di Bari è stata somministrata la terapia genica da parte del prof. Francesco Boscia, ordinario di oftalmologia dell’Università di Bari, su una paziente donna di 83 anni che dal oltre un anno era costretta a recarsi in ospedale per eseguire le iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF ogni 4-6 settimane.

La degenerazione maculare senile è causata proprio da un’eccessiva produzione di VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor), una molecola che stimola la crescita anomala di nuovi vasi sanguigni nella retina, e la malattia viene trattata con iniezioni periodiche per controllare la progressione della patologia.

“Le attuali terapie richiedono una gestione cronica, con un notevole impatto sulla qualità di vita dei pazienti e sui costi del sistema sanitario. L’innovazione della terapia genica consiste nell’iniettare al di sotto della retina un farmaco che insegna alle cellule retiniche a produrre in modo continuo e autonomo le molecole di anti-VEGF, contrastando così la causa scatenante della malattia. L’obiettivo è quello di ridurre o eliminare del tutto la necessità delle iniezioni periodiche, che oggi rappresentano lo standard di cura”, spiega il prof. @francescoboscia

Si tratta di uno studio multicentrico che coinvolge centri di eccellenza in tutto il mondo, in Italia solo pochissimi centri come l’Ospedale Oftalmico “Sacco” di Milano e l’università Cattolica di Roma. Bari partecipa alla ricerca con il team della Clinica Oculistica Universitaria. Il team clinico è composto, oltre che dal prof. Francesco Boscia, dai dirigenti medici Maria Oliva Grassi, Giancarlo Sborgia e Pasquale Puzo, dai medici specializzandi Termite e Lolli, dalle ortottiste Molfetta, Malerba, D’Addario e dagli infermieri Sottile, Milillo e Masiello.

Mulino Bianco festeggia i 50 anni: dal 17 ottobre tappa a Bari con maxi installazione in Largo Giannella

In occasione dei suoi 50 anni, la Mulino Bianco ha deciso di fare tappa anche a Bari con il suo villaggio. A partire da venerdì 17 ottobre, in largo Giannella, sarà allestita una grande MulinoSveglia.

Dopo Milano e Roma, tocca a Bari. Sarà installata l’iconica sveglia a forma di Mulino degli anni ’80 in formato extralarge che non passerà certamente inosservata e si potranno ammirare da vicino gli oggetti iconici che hanno preso parte alla storia del brand.

All’esterno dell’installazione ci saranno delle postazioni dove i consumatori potranno registrarsi o accedere al proprio account Mulino Bianco per ricevere una box degustazione. All’interno invece ci saranno alcuni prodotti e un leaflet per partecipare al concorso attivo tutto l’anno. Previsto anche un ricordo buono legato a Mulino Bianco in cambio di una sorpresa.

“Un’esperienza immersiva permetterà a tutti di rivivere 50 anni di storia e di emozioni, riscoprendo prodotti, oggetti, immagini e suggestioni che sono parte del patrimonio comune degli italiani”, fa sapere Mulino Bianco.

Integratori scaduti e senza tracciabilità, blitz dei Nas di Bari: sequestrati 800 chili di polveri e creme

I carabinieri del Nas di Bari, nel corso di una verifica igienico-sanitaria in uno stabilimento specializzato nella produzione di integratori ed alimenti ad alto contenuto proteico della provincia di Barletta-Andria-Trani, hanno sequestrato circa 800 chilogrammi di materie prime (tra cui polveri, creme ed aromi) prive di indicazioni riferibili alla rintracciabilità alimentare, scadute e/o con termine minimo di conservazione superato.

Contestate sanzioni amministrative per 3500 euro. Il titolare dell’azienda è stato segnalato alle autorità sanitaria ed amministrativa competenti. Se immessa sul mercato la merce avrebbe fruttato circa 10mila euro.

Dalla Palestina a Bari, una nuova vita per i piccoli Saif e Joulia: sono affetti da Atrofia Muscolare Spinale

Un lungo viaggio per sfuggire agli orrori della guerra, nella speranza di un futuro migliore. È stato questo il motore che ha spinto i genitori di Saif e Joulia a lasciare la Palestina e a raggiungere l’Italia. I due bambini, rispettivamente di 2 e 3 anni, affetti da Atrofia Muscolare Spinale, hanno trovato sostegno nell’associazione Famiglie SMA, da sempre al fianco delle persone colpite da questa malattia rara.

Grazie alla sinergia con la Regione Puglia e, in particolare, con la città di Bari, la famiglia ha finalmente trovato pace, serenità e accoglienza. Una situazione già complessa a causa della patologia dei piccoli era stata resa drammatica dalla guerra, che aveva reso quasi impossibile l’accesso alle cure necessarie.

“In un periodo storico così cupo, segnato da individualismo e ingiustizie, storie come questa sono ossigeno. Dimostrano che ognuno di noi può fare la differenza”, dichiara Anita Pallara, Presidente di Famiglie SMA, che si è attivata sin da subito per garantire ai bambini un viaggio sicuro e tranquillo verso l’Italia. Per migliorare la qualità di vita di Saif e Joulia, l’associazione ha coinvolto anche la sede di Bari dell’azienda Ottobock.care – leader nella produzione di protesi e ortesi – che ha fornito carrozzine e ausili personalizzati ai bimbi.

“Abbiamo trovato in Ottobock professionalità, disponibilità e grande sensibilità. Le ortesi e le carrozzine hanno restituito autonomia ai piccoli, migliorando in modo radicale le loro condizioni psicofisiche. Finalmente sono più sereni, giocano e sentono un clima di tranquillità”, aggiunge Pallara.

“Iniziare Medicina a 25 anni? Meglio consegnare le pizze”, la prof si scusa: “Volevo spronare gli studenti”

“Ho sempre incoraggiato i ragazzi a non mollare gli studi e cerco di aiutarli in tutti i modi. Chi mi conosce sa che non avevo la minima intenzione di demotivarli, anzi. Il mio discorso è nato dopo che i ragazzi mi hanno manifestato qualche difficoltà con questo nuovo sistema”.

A parlare è la docente del semestre filtro della facoltà di Medicina dell’Università di Bari finita al centro delle polemiche negli ultimi giorni. Secondo quanto denunciato dagli studenti avrebbe detto che “dovrebbe studiare Medicina solo chi proviene dal liceo classico o scientifico” e “se avessi avuto un figlio di 25 anni lo avrei mandato a consegnare le pizze piuttosto che fargli seguire il semestre filtro”.

La protagonista della vicenda fa dietrofront, amareggiata dal clamore della vicenda e dal fatto di essere stata fraintesa. “Ho spiegato loro che dovrebbero stare attenti a non perdere troppi anni per cercare di entrare a medicina, ma utilizzare l’opportunità di iscriversi a un corso affine che potrebbero trovare anche interessante – le parole riportate da La Repubblica -. Il rischio sarebbe quello di entrare a medicina, magari a 25 anni, ma dover frequentare le lezioni in modo obbligatorio, studiando di giorno, e guadagnarsi uno stipendio magari consegnando pizze, visto che è un lavoro serale. Solo una voglia di spronarli non c’era la minima intenzione di farli desistere. Mi spiace se non sono stata molto chiara”.

“La mia è stata una risposta a una studentessa che proveniva da un tipo di scuola superiore in cui non ha mai studiato la mia materia, e che mi ha riferito di avere grandi difficoltà a studiare. Le ho risposto che per quel motivo ho consigliato ai miei figli di iscriversi al liceo classico oppure allo scientifico, solo per avere basi più adeguate a certi corsi di laurea – ha aggiunto -. Se mi avessero interrotta e chiesto spiegazioni avrei chiarito il mio punto di vista. Nella mia esperienza ho sempre avuto un ottimo rapporto umano con gli studenti, cercando di instaurare un dialogo costante con loro, motivandoli alla collaborazione, al confronto e al sostegno reciproco”.