Disturbi alimentari, Perinetti e la storia della sua Emanuela: “Voleva vivere la vita è bella”

“Io volevo vivere, ho sbagliato”. Questa frase rappresenta il punto di inizio della storia di Emanuela Perinetti. Figlia di Giorgio Perinetti dirigente sportivo italiano ed attuale direttore generale dell’Athletic Club Palermo, Emanuela era una manager del marketing sportivo di 33 anni. Davanti a lei una carriera florida divisa tra progetti con brand importanti ed atleti dal grande spessore sportivo. La sua energia però si è spenta nel 2023 a causa dell’anoressia.

La frase citata rappresenta una confessione esposta ai suoi familiari in un momento in cui il suo quadro clinico si è aggravato. Lo sfogo e la successiva scomparsa della giovane hanno rappresentato l’inizio di una campagna volta alla sensibilizzazione che ha visto Giorgio Perinetti trasformare il suo dolore in una testimonianza utile per molte altre famiglie che vivono quotidianamente il problema legato ai disturbi alimentari.

Dalla voglia di tendere la mano verso il prossimo per evitare che spiacevoli storie si ripetano nel tempo prende vita un libro, un viaggio nelle emozioni intitolato Quello che non ho visto arrivare. Per raccontare la vita della giovane, Perinetti, si è avvalso della collaborazione del giornalista Michele Pennetti. Il libro è stato presentato al Circolo Canottieri Barion martedì 13 gennaio alle ore 18:00. A condurre l’incontro il giornalista pugliese Michele Salomone, voce storica del panorama calcistico che assieme a Perinetti ha vissuto la promozione del Bari in Serie A in quel lontano 2009. Presente anche il Presidente del Circolo, Francesco Rossiello.

L’esperienza raccontata da Perinetti è uno scrigno di riflessioni e ricordi legati ad Emanuela. Lei, una ragazza dai mille sogni ed ambizioni la cui carriera stava proseguendo a gonfie vele. Dopodichè un tunnel dinanzi a lei, quello dei disturbi alimentari. In un’era in cui la frenesia della vita e gli impegni lavorativi hanno la meglio, il direttore generale dell’Athletic Club Palermo ha deciso di focalizzare l’attenzione sull’importanza del dialogo e della comunicazione.

Queste, le due componenti attraverso cui si può provare a scoprire lo stato d’animo dei nostri cari e non “vittime” perchè definirli così sarebbe ingiusto in quanto siamo tutti vittime di un sistema che ci richiede sempre la perfezione. C’è un mondo complesso alle spalle dei disturbi alimentari, un qualcosa di profondo e radicato da anni nella società contemporanea che ci vorrebbe simili ai modelli che il panorama impone. Solo attraverso le campagne di sensibilizzazione verso le tematiche potremo sperare che il fenomeno trovi una piccola riduzione.

Bari, investito da auto sul lungomare: il 70enne Filippo Di Marzo muore dopo giorni di agonia

Non ce l’ha fatta Filippo Di Marzo, il 70enne investito lo scorso 3 novembre sul lungomare di Bari all’altezza della ruota panoramica. La vittima, direttore sportivo del circolo Barion, è morto dopo settimane di agonie.

Era stato travolto da un’auto, guidata da un 50enne, mentre stava attraversando le strisce pedonali. A causa dell’impatto ha rimediato un grave trauma cranico. Il conducente si è fermato per prestare soccorso, Di Marzo è stato trasportato d’urgenza in codice rosso al Policlinico di Bari. Le condizioni sono apparse subito gravi. È rimasto in prognosi riservata fino al decesso.

Le indagini sono affidate alla Locale. L’automobilista, forse, era distratto dall’uso del cellulare che è stato sequestrato. I funerali sono in programma oggi alle 16:30 presso la Parrocchia della Beata Vergine Immacolata.

Il Presidente e il Consiglio Direttivo del Circolo Canottieri Barion Sporting Club hanno espresso il loro più profondo cordoglio. “Filippo ha dedicato decenni della sua vita alla crescita della nostra Associazione, contribuendo con passione, competenza ed entusiasmo allo sviluppo dello sport e alla promozione dei valori che ci uniscono. La sua presenza discreta e costante, la sua pacatezza e generosità, e i suoi modi sempre gentili hanno rappresentato per tutti noi un esempio luminoso e hanno lasciato un segno indelebile nei nostri cuori», si legge nella nota. «Il Consiglio Direttivo, insieme a tutti i soci, atleti e dipendenti, si stringe con affetto sincero alla moglie Rosanna e alla figlia Giuliana, condividendone l’immenso dolore e ricordando con profonda gratitudine l’uomo che Filippo è stato: una guida, un punto di riferimento e, soprattutto, un amico. Il suo esempio e il suo ricordo continueranno ad accompagnare e ispirare il cammino della nostra Associazione. In segno di lutto domani il Circolo rimarrà chiuso”.