Truffa e calunnia, indagato il candidato regionale De Virgilis (Lega) in Puglia: la Procura chiede i domiciliari

Rischia gli arresti domiciliari l’avvocato Francesco Ferretti De Virgilis, 51 anni, di Manduria (Taranto), candidato della Lega alle prossime elezioni regionali in Puglia. Come riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, la Procura di Taranto ha chiesto la misura cautelare nei suoi confronti per i reati di calunnia e danneggiamento fraudolento di beni assicurati.

L’inchiesta nasce da un incidente dell’8 dicembre 2023 sulla strada provinciale Manduria-San Pietro in Bevagna, in cui perse la vita un giovane di 26 anni. Il giorno successivo, Ferretti De Virgilis avrebbe contattato i familiari della vittima al cimitero, sostenendo di aver rintracciato tre testimoni oculari dell’incidente.

Ma le verifiche della Polizia locale e della Polstrada hanno rivelato che nessuno di loro era presente al momento dello schianto e che la dinamica dell’incidente (il giovane era alla guida di un’auto che impattò contro la recinzione di un’abitazione) era diversa da quella descritta.

Per la procura, il legale avrebbe poi presentato richiesta di risarcimento all’assicurazione senza attendere gli esiti ufficiali delle indagini. Già coinvolto, secondo quanto evidenziato dal quotidiano, in altre inchieste su presunti sinistri falsi e truffe alle compagnie, l’avvocato dovrà comparire lunedì davanti al gip Giovanni Caroli per l’interrogatorio di garanzia, al termine del quale sarà decisa l’eventuale misura cautelare. Il pm, a quanto si è appreso, ha chiesto i domiciliari anche per un’altra persona che avrebbe rilasciato una falsa testimonianza.

Stalking, calunnia e interruzione di pubblico servizio: ex primario del Pediatrico di Bari a processo

Leonardo Milella, ex direttore della terapia intensiva della cardiochirurgia pediatrica del Giovanni XXIII di Bari, è stato rinviato a giudizio per stalking, calunnia e interruzione di pubblico servizio. La prima udienza è fissata al 3 dicembre 2025. A chiedergli i danni il primario dello stesso reparto, Gabriele Scalzo, e il Policlinico, azienda di cui fa ancora parte il Pediatrico di Bari nonostante il via libera della Regione alla scorporazione. 

Secondo l’accusa nel 2018 Milella “avrebbe posto in essere condotte vessatorie e moleste» nei confronti del personale in servizio nel reparto di cardiochirurgia minacciando e utilizzando toni intimidatori nei confronti anche dei medici. Primo fra tutti il primario Gabriele Scalzo. In più occasioni lo avrebbe aggredito impedendogli di fare accesso alla terapia intensiva e quindi di seguire il decorso post operatorio dei piccoli pazienti operati”. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

“Tu non sei nessuno. Questa è casa mia, è la mia terapia intensiva”, alcune delle frasi proferite da Milella nei suoi confronti. Lo avrebbe anche diffamato “riferendo falsamente ai genitori dei pazienti, il cui decorso aveva avuto esito infausto, che le cause del decesso fossero conseguenza della incapacità del cardiochirurgo” e calunniato “accusandolo di gravi fatti di reato prima con una diffida inviata alla direzione generale del Policlinico e poi con un ricorso al Tar”.

Bari, definì l’avvocato Chiariello un “quasi affiliato” ai clan: il pentito Oreste condannato per calunnia

Le dichiarazioni, ritenute oggi false, furono utilizzate dal giudice di Lecce per riconoscere nei confronti dell’avvocato l’aggravante dell’agevolazione mafiosa nell’inchiesta per corruzione in atti giudiziari in cui Chiarello è rimasto coinvolto insieme all’ex gip Giuseppe De Benedictis.

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