Secondo quanto denunciato da COSP e CONAIPPE, in questi minuti è in corso una sommossa al carcere minorile di Bari. Sul posto è intervenuta la Polizia.
Continue readingBari, rissa nel carcere minorile: ragazzino stacca pezzo di orecchio al compagno di cella con un morso
Un’altra rissa si è verificata all’interno del carcere minorile Fornelli di Bari nella giornata di ieri. Secondo quanto raccontato dal sindacato CoSP, un ragazzino minorenne ha staccato con un morso un pezzo di orecchio al compagno di cella. La vittima è stata soccorsa dal 118 e trasferita in ospedale.
“Il 24 luglio prossimo incontrerò personalmente il direttore del centro minorile – afferma il segretario Domenico Mastrulli -. Non è possibile che nell’Ipm ci siano 36 detenuti, di cui tre psichiatrici, ma solo quattro agenti in servizio, che arrivano a fare anche 16 ore di lavoro consecutive. Abbiamo già inviato diverse missive al ministro della Giustizia, ai sottosegretari, richiedendo atti ispettivi e un numero idoneo di poliziotti penitenziari: ora aspettiamo risposte concrete”.
Bari, maxi rissa nel carcere minorile tra detenuti stranieri e italiani: feriti due agenti
Una “maxi rissa” tra detenuti italiani e stranieri è avvenuta ieri mattina nel carcere minorile di Bari. Lo rende noto Federico Pilagatti della segreteria nazionale del Sappe aggiungendo che due agenti intervenuti per riportare la calma sono rimasti feriti e hanno dovuto recarsi al pronto soccorso per farsi medicare.
Pilagatti parla di rissa “cruenta e violenta” tra detenuti che “si sono affrontati con spranghe di ferro e materiale prelevato dalla locale palestra”. Ragazzi che “non si fanno più scrupoli – osserva il sindacalista – poichè sono coscienti che alla fine saranno sempre scusati, assolti, difesi, compresi, da educatori della domenica e politici che in alcuni casi criticano e incolpano sempre gli altri, a partire dalla polizia penitenziaria”.
A Bari, osserva Pilagatti, “sono presenti 36 detenuti, un numero più alto di quelli che può ospitare la struttura. L’organico di poliziotti penitenziari dovrebbe essere di circa 45 unità, mentre in servizio non sono più di una ventina compresi coloro che sono impiegati in compiti amministrativi”. Il Sappe chiede “un immediato sfollamento dei detenuti facinorosi in sezioni apposite dove possano riflettere sulle loro azioni, nonché l’invio urgente presso la struttura minorile di almeno altre 10 unità in aggiunta alle 5 già previste”.
Detenuto dà fuoco alla stanza, tragedia sfiorata nel carcere minorile di Bari. Sappe: “Scenario inaccettabile”
“La giornata di sabato è stata disastrosa per i penitenziari pugliesi poiché dopo l’aggressione di un poliziotto nel carcere di Taranto, nella stessa serata un minore straniero ristretto nel carcere minorile di Bari con problemi psichiatrici ha dato fuoco alla stanza in cui era ospitato con altri due stranieri, creando caos all’interno della sezione ove era ristretto. Il pronto intervento dei poliziotti in servizio in servizio ha evitato che il drammatico evento si trasformasse in tragedia, poiché il velenoso fumo del materasso ignifugo che aveva avvolto la stanza eppoi propagatosi in tutta la sezione, non avrebbe lasciato scampo all’incendiario ed agli altri ristretti. Dalle notizie in nostro possesso sembrerebbe che proprio chi ha appiccato il fuoco è stato accompagnato d’urgenza presso l’ospedale da dove dopo le cure del caso è stato dimesso e riaccompagnato al Fornelli”. Inizia così il comunicato del Sappe, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria.
“Si ritiene inaccettabile la politica dell’amministrazione penitenziaria minorile poiché due dei tre occupanti la stanza incendiata, provenivano dal carcere minorile di Milano Beccaria ove avevano creato grandi problemi, dopo essere passati da Roma creando anche li guai per poi arrivare a Bari che in questo momento vive una situazione drammatica a seguito del sovraffollamento dei detenuti a cui fa da contraltare la grave carenza di poliziotti, circa una ventina (la metà) – si legge -. Ma come è possibile che i Dirigenti della giustizia minorile invece di affrontare i problemi per risolverli, li scaricano alle strutture minorili che non hanno alcuna possibilità per gestire tali detenuti? E’ mai possibile che si possa permettere a dei ragazzi che noi chiamiamo delinquenti, tanto cari ad una certa politica che li coccola e non solo, di andare in giro per la nazione a distruggere sezioni mettendo a rischio anche la vita degli altri ristretti nonché dei poliziotti penitenziari? Perché questi criminali non vengono trattati così come avviene nei penitenziari di nazioni più civili delle nostre come l’Inghilterra, Stati Uniti? Perché si permette a pochi delinquenti di fare tutto quello che vogliono nelle carceri minorili come accaduto proprio nel carcere di Milano? Perché non si trattano questi personaggi che mettono a ferro e fuoco le nostre carceri per minori, facendo danni ingenti e creando problemi anche agli altri ristretti, come meritano?”
“Il SAPPE non può non ringraziare i tre poliziotti che quella sera gestivano l’intero Istituto e che hanno messo a repentaglio la propria vita per salvarla a a questi irresponsabili, nonché riportare la calma nella sezione ove si era creato forte malessere e protesta da parte degli altri ristretti preoccupati dal fumo che avvolgeva la sezione – conclude -. Il SAPPE chiede inoltre che si proceda con un immediato sfollamento del Fornelli nonché con l’invio urgente presso la struttura minorile di almeno 10 unità per far fronte alla situazione e garantire la sicurezza del carcere nonché dei ristretti”.
Carcere minorile di Bari, appicca incendio e distrugge la cella: intossicato detenuto 15enne. Grave agente
L’episodio nella serata di sabato. Entrambi sono stati trasportati in ospedale in gravi condizioni.
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I controlli da parte degli agenti della Polizia Penitenziaria sono stati avviati dopo la pubblicazione di alcuni articoli di stampa, tra cui quello di Quinto Potere del 22 gennaio scorso.
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Il 51enne è accusato di corruzione e cessione di sostanza stupefacente. A processo anche un collega di 52 anni, accusato di omessa custodia della pistola di ordinanza, lasciata incustodita in un armadietto e rubata da ignoti all’interno del carcere.
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