Regionali Puglia, apertura di Emiliano al PD per lasciare il campo libero a Decaro: resta il rebus Vendola

Apertura di Michele Emiliano per la candidatura di Antonio Decaro nel centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia. L’attuale governatore è pronto a fare un passo indietro e a rinunciare alla candidatura al consiglio regionale dopo il colloquio avuto con Francesco Boccia, capogruppo del PD al Senato.

L’unico paletto è rappresentato dalla non candidatura di Nichi Vendola. Emiliano è disposto a non candidarsi a patto che anche Vendola non sia candidato. Domani potrebbe essere una giornata chiave visto che i leader nazionali del centrosinistra si incontreranno a Roma sul palco della festa di Alleanza Verdi e Sinistra.

Poi la segretaria del Pd è attesa venerdì a Bisceglie, in occasione della festa regionale dell’Unità. L’ufficialità della candidatura di Decaro potrebbe arrivare quel giorno.

Regionali Puglia, Vendola apre alla presidenza Decaro: “Profilo migliore per età, esperienza e storia”

“In questo momento credo che il profilo giusto, per ragioni anagrafiche, di esperienza e di storia, sia quello di Antonio Decaro”. Nichi Vendola, ex governatore della Puglia, apre alla candidatura dell’ex sindaco di Bari alla presidenza della Regione. L’intervento è avvenuto a Bisceglie, in occasione dell’anteprima di Libri nel borgo antico.

“Esorterei i miei alleati a fare un salto di qualità. A occuparsi di ciò che immaginiamo debba essere la Puglia del 2050 – ha aggiunto -. Penso che non abbiamo mai smesso di parlarci. E continueremo a farlo. Poi è difficile che ci sia un passo indietro, anche perché non lo considero un veto, è una discussione che impropriamente tira in ballo me”.

“Riguarda, piuttosto, questioni interne al Pd, che deve sciogliere certi nodi. Certo, servono delle discontinuità da creare, che io stesso invoco da anni. Il centrosinistra deve essere uno spazio di trasparenza, cambiamento, servizio al bene comune”, ha continuato Vendola.

“Non deve mai accettare le dinamiche opache del trasformismo. Su questa discontinuità io voglio dare una mano: al futuro governatore della Puglia, a un centrosinistra che, dopo vent’anni di radicamento, non può essere un sistema di potere, ma una speranza per i giovani”, precisa l’ex governatore.

Regionali Puglia, PD: “Decaro si è reso disponibile. Porteremo la sua candidatura al tavolo della coalizione”

“La Segreteria regionale del Partito Democratico, riunitasi martedì sera, ha accolto con favore la disponibilità di Antonio Decaro – seppur con riserva – a candidarsi alla guida della Regione. È una notizia positiva per l’intero PD. Ora siamo pronti a portare questa candidatura al tavolo della coalizione”. Queste le parole del segretario del Partito Democratico Pugliese Domenico De Santis al termine della segreteria regionale convocata ieri.

“Spetta alla politica ora il compito di sciogliere i nodi e costruire l’unità. Nei prossimi giorni avvieremo un confronto serrato tra tutte le forze progressiste, per dare vita insieme e con coraggio a un percorso comune. Perché solo uniti possiamo affrontare le sfide del presente e costruire il futuro – aggiunge -. I governi di Vendola ed Emiliano hanno cambiato il destino della Puglia. Una regione che sembrava marginale e che invece, da vent’anni, vive una stagione straordinaria: nel lavoro, nell’economia, nel turismo, nella cultura, nel cinema e nell’innovazione. Difendere e rilanciare questo percorso significa costruire il domani dell’Italia: un’Italia giusta, progressista, coraggiosa”.

“Non possiamo permetterci di ripetere gli errori del 2022. La divisione ci è costata cara: ha consegnato il Paese alla destra. Questa volta dobbiamo dimostrare di aver imparato la lezione. La nostra forza è l’unità, non la frammentazione. E questo vale per il PD come per tutto il campo progressista – aggiunge De Santis -. Il Partito Democratico porterà al tavolo il proprio contributo: un manifesto programmatico ambizioso e condiviso, frutto di mesi di lavoro sul territorio, insieme agli iscritti, ai sindacati, alle associazioni e alle tante energie vive della nostra società”.

“Le scelte che riguardano il PD saranno prese nei nostri organismi, come è giusto che sia. Sul rinnovamento abbiamo già espresso una posizione chiara e unanime in Direzione regionale: liste rinnovate, con spazio a giovani e donne, fuori i consiglieri uscenti con pendenze giudiziarie, e basta anche con chi pensa al PD come a un autobus da prendere solo per farsi eleggere – conclude -. Siamo orgogliosi del cammino fatto e delle leadership espresse in questi anni. Ma soprattutto, crediamo che insieme possiamo fare ancora di più. Perché è solo il lavoro collettivo, non quello individuale, a renderci credibili. Il nostro compito non è parlare di noi stessi. È migliorare la vita dei pugliesi. Insieme”.

Torre a Mare, la bomboniera di Decaro sporca e invivibile. L’ira dei pensionati: “Niente più voti”

Dopo diverso tempo siamo tornati a Torre a Mare. Nel quartiere di residenza di Antonio Decaro, ex sindaco di Bari e oggi eurodeputato e presidente della commissione Ambiente dell’Eurocamera, dilaga la sporcizia.

La zona è diventato invivibile, ma non è l’unico problema emerso. Torre a Mare sembra essere dimenticata dall’Amministrazione e questo stona fortemente visto il legame di Decaro. A sostenerlo sono diversi pensionati che abbiamo incontrato e intervistato.

Bari città sporca, discarica in via dei Mille fa impazzire Nicola: “Ignorati Decaro e la Procura”

La sporcizia continua a dilagare a Bari. Purtroppo continuano ad arrivare segnalazioni in redazione, questa volta ci siamo recati da Nicola nel suo centro odontoprotesico in via Dei Mille. La sua è una battaglia che va avanti da mesi, tanto da essere stato costretto anche a rivolgersi alla Procura della Repubblica. Ha ottenuto la riduzione numerica dei cassonetti, ma non è l’unico problema da fronteggiare. Nel video allegato il suo appello.

Emiliano: “Con Decaro è sempre tutto a posto. I padri i figli se li devono tenere come sono e come vengono”

“Con Decaro tutto bene? “E’ sempre tutto a posto. Come si dice, i padri i figli se li devono tenere come sono. Come vengono, vengono”. Lo ha detto il governatore della Puglia, Michele Emiliano, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano delle tensioni tra lui e l’ex sindaco di Bari e presidente della commissione Ambiente dell’Ue, Antonio Decaro.

Emiliano, ormai alla fine del suo secondo mandato, vuole ricandidarsi come consigliere regionale in Puglia, una ipotesi che non piace a Decaro che per questo non scioglie la sua riserva per la candidatura alla presidenza della Regione.

Nei giorni scorsi, con una battuta, Decaro ha detto che Emiliano è “come un padre per me, ma in questo momento i figli di Emiliano sono un po’ inflazionati”, riferendosi al bambino – il quarto figlio – che il governatore pugliese aspetta dalla sua nuova compagna.

Regionali Puglia 2025, Vendola: “Non so se mi candido. Decaro forte ma il candidato lo sceglie la coalizione”

“Da qui alle elezioni sarà spesso in Puglia. La candidatura alle prossime Regionali è una cosa che interroga la mia coscienza, perché non è solo il partito che me lo chiede, sto ricevendo una sollecitazione continua anche per strada, dalle associazioni del mondo del volontariato”.

L’ex governatore Nichi Vendola, leader di Sinistra Italiana, non respinge i rumors su una possibile candidatura alle prossime Regionali.  “Non abbiamo ancora la data delle elezioni, non è una scelta semplice per molte ragioni – ha aggiunto in un evento nella sede di Sinistra Italiana-. Sia se sarò candidato sia se non lo sarò mi vedrete continuamente in Puglia. Credo che sia l’espressione del bisogno di costruire un clima attorno al centrosinistra che sia di partecipazione ed entusiasmo legato a un progetto forte: quale Puglia immaginiamo nel 2030 in un contesto mondiale difficile”.

“Al centrosinistra serve innanzitutto un progetto politico forte, non basta battere una destra debole. Decaro? Antonio è un amico e una enorme risorsa per la nostra coalizione, ma sulla sua candidatura decide la coalizione”, ha poi detto in un’intervista rilasciata a L’Edicola del Sud.

Bari, un Parco della Rinascita sul suolo dell’ex Fibronit: cantiere aperto con Emiliano, Decaro, Leccese e Vendola

Tra 330 giorni, dove un tempo sorgeva una fabbrica di elementi per l’edilizia in amianto, ci sarà un parco urbano che abbraccerà tre quartieri di Bari rappresentando un enorme polmone verde.

Il cantiere del Parco della Rinascita, sui suoli della ex Fibronit bonificati, è stato inaugurato oggi. Entro la primavera del 2026, grazie al co-finanziamento del Pnrr, diventerà un’area verde aperta a tutta la città, con spazi di socializzazione, aree per lo sport e per i bambini, servizi e un imponente progetto di forestazione urbana.

Alla cerimonia erano presenti, fra gli altri, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l’eurodeputato Antonio Decaro, il presidente di Sinistra Italiana Nichi Vendola, il sindaco Vito Leccese e il presidente del Comitato cittadino ex Fibronit, Nicola Brescia.

“Questo parco non restituirà serenità alle famiglie colpite – ha detto Leccese – ma il compito di noi amministratori è seminare speranza, e oggi quei semi cominciano a germogliare”. L’area, ha aggiunto, “diventerà “un luogo di vita, rinascita, rigenerazione urbana”.

Emiliano ha ricordato che il progetto rappresenta “una delle rarissime varianti da area edificabile ad area a verde, ci siamo arrivati partendo dal basso, con la collaborazione dei cittadini”. E ha inoltre evidenziato che in Puglia “75 milioni di euro serviranno a rimettere in sicurezza le discariche”, senza dimenticare la “battaglia per la salute dei cittadini di tarantini. Il ministro Urso ci ha promesso che la siderurgia italiana sarà decarbonizzata a questo è un risultato straordinario”.

Brescia ha sottolineato che “per il Comitato questo cantiere rappresenta il raggiungimento dell’ultimo obiettivo, ora saremo presenti per verificare che tutto vada nel modo giusto”, per la città invece rappresenta “una rinascita morale e civile, perché è un risarcimento minimo per il dolore subito dalle famiglie”.

Le scuse di Decaro: “Il Bari ai De Laurentiis una mia scelta. Il club era stato venduto prima della finale playoff persa”

“Non sono qui a cercare scuse, quella è stata una scelta mia e mi prendo tutte le responsabilità”. Lo ha detto l’ex sindaco di Bari, Antonio Decaro, durante l’incontro con i tifosi della squadra biancorossa organizzato per fare chiarezza sulla multiproprietà del club, avviata nel 2018.

I tifosi biancorossi contestano la multiproprietà dopo la cessione del club, fallito e retrocesso in serie D, alla Filmauro, già proprietaria del Napoli. Decaro, attuale presidente della commissione Ambiente dell’Ue, e possibile candidato come prossimo presidente della Regione Puglia, ha aggiunto: “Quella che stia facendo questo incontro per i voti è l’accusa più assurda, parlare del Bari non porta consenso per chi si voglia candidare per un incarico regionale”.

“Come tifoso mi sento tradito, si è rotto un rapporto che non si sanerebbe neanche andando in Serie A. Ho stigmatizzato in prima persona alcuni episodi e dichiarazioni”, ha poi aggiunto Decaro che ha ricostruito i giorni della cessione del titolo sportivo del club, fallito e retrocesso in Serie D. A fine luglio 2018, precisamente il 23 luglio, su richiesta della Figc fu pubblicata la manifestazione di interesse – “la prima del genere in Italia”, ha detto Decaro – per affidare il titolo sportivo del Bari.

La data ultima per l’iscrizione al campionato era stata fissata al 6 agosto. “Parteciparono 11 società – ha ricostruito Decaro – la documentazione completa fu presentata solo da tre società. La commissione valutò l’esperienza già maturata a livello professionistico, quindi sia i De Laurentiis e un’altra società, demandando a me la decisione definitiva. Io scelsi De Laurentiis e oggi, per le condizioni che c’erano allora, rifarei la stessa scelta”.

Quanto alla Serie A sfiorata nel 2023, che avrebbe imposto ai De Laurentiis di vendere il club, Decaro ha affermato che “avevano ormai venduto, erano tre persone e io le ho conosciute”, riferendosi a chi avrebbe dovuto acquistare il club in caso di promozione. “Erano tre imprenditori italiani. Però non siamo andati in Serie A”.

“Ho ritrovato una frase di Aurelio De Laurentiis in un’intervista nella quale diceva che lui ci mette la faccia e che è abituato a vincere, non a partecipare – ha poi concluso -. Quindi mi aspetto che provi a vincere e non solo a partecipare, perché in questo periodo stiamo solo partecipando. Altrimenti l’alternativa, come abbiamo detto più volte visto che il rapporto con la tifoseria si è rotto, è vendere la società trovando un altro acquirente o un socio”.