Regionali Puglia, Emiliano vota a Bari: “Affluenza non altissima mi dispiace per questo”

“Buon voto a tutti. C’è ancora qualche ora per votare e per tenere un po’ su questa affluenza che non è altissima, e un po’ mi dispiace. Mi auguro che questa campagna elettorale si concluda serenamente così come è cominciata”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano uscendo dal seggio allestito nell’istituto Vivante in piazza Diaz a Bari, dove ha votato poco fa.

Abbraccio tra Emiliano e Decaro a Bari, l’ex governatore su Whatsapp: “Scrivetemi e vi dico per chi votare”

Segni di distensione tra il governatore uscente Michele Emiliano e il candidato del centrosinistra alle Regionali, Antonio Decaro.

Un abbraccio tra i due ha segnato ieri il disgelo dopo mesi di tensioni e rapporti tesi dopo il veto alla candidatura a consigliere regionale di Michele Emiliano, imposto da Decaro.

L’occasione è stata l’iniziativa elettorale organizzata al Palamartino di Bari dal candidato dem Ubaldo Pagano e alla quale hanno partecipato entrambi.

Decaro è arrivato quando la manifestazione era iniziata e, non trovando posto in platea, si è seduto sul palco. Emiliano allora si è avvicinato, si è seduto vicino a lui e lo ha abbracciato mentre dal pubblico si è sollevato un caloroso applauso. A presentare Decaro sul palco è stato poi proprio Emiliano.

Curiosità. Emiliano, tramite un messaggio WhatsApp inviato alla sua rubrica telefonica, ha spiegato di non essersi potuto ricandidare in qualità di consigliere semplice per non “turbare il suo successore” ma di essere “a disposizione per un indirizzo di voto” e per “sapere quale potrebbe essere l’indirizzo di voto”.

Emiliano è pronto a dare consigli. “Se non volete riceverlo, potete espressamente chiedermi di escludervi da questa lista”, aggiunge poi nella parte finale del messaggio.

Guerra Decaro-Emiliano, i primi caduti. Sindaco trattato come un ragazzino: “Fai la lettera uagliò”

“Fai la lettera uagliò”. A pronunciare la frase che sta facendo il giro dei social è Luigi Lorusso, per molti il vero Sindaco di Altamura. Il destinatario è il professor Antonio Petronella, il reale primo cittadino, quello regolarmente eletto seppure con meno di una manciata di voti. Il contesto non è la chiacchierata al bar dello sport tra due amici, ma l’ennesimo Consiglio comunale saltato per mancanza del numero legale. La maggioranza scricchiola, lo abbiamo già detto.

“Fai la lettera uagliò”, manco se il presidente del consiglio comunale si stesse rivolgendo all’ultimo praticante del suo studio. Lorusso, che ha già espresso la sua volontà di querelarci, quasi certamente non sapeva di essere ancora registrato e quindi ha sentito l’esigenza di rivolgersi a Petronella nel modo più diretto possibile. “Fai la lettera uagliò”, all’uso pane al pane, quello doc, e vino al vino dalla Murgia più verace. Un avvertimento? Un ultimatum? Quale lettera? La nomina del nuovo comandante della Polizia Locale Maria Pia Stefanelli, parente dello stesso Lorusso? Oppure quella la revoca all’assessore Annarita Marvulli?

Il responsabile del verde pubblico, invece, nonostante la strage evitata resta al suo posto. Entrambe le cose, lo sanno anche le pietre dei muretti a secco, sono state caldeggiate da Lorusso, sponda Dem targata Emiliano. Il presidente uscente è ormai ai ferri corti con il ramo del lago targato Decaro. In ogni caso la situazione grottesca di Altamura è lo specchio dei più beceri giochi politici regionali. Avevamo iniziato a informarci sul nuovo comandante della Polizia Locale, sulla sua scontata riconferma, sul reale grado di parentela col Presidente del Consiglio, sugli evidenti attriti in maggioranza, ma ci siamo trovati nel pieno di una situazione vergognosa, tipica di una campagna elettorale. Giochi politici ad alto livello sulla pelle di intere comunità – Altamura è il solo caso – per vendette personali o per blindare posizioni e candidature. Vergognoso.

E allora il Sindaco Petronella, che ha motivato sui social la scelta di revocare l’incarico alla Marvulli, in quel post afferma di fatto ciò che stiamo dicendo. La Marvulli non è allineata e il politico al quale fa riferimento, Francesco Paolicelli, viene accusato a denti stretti. Ma esattamente di cosa si sarebbe macchiato, tirando in causa la coerenza e la trasparenza citate da Petronella? Mio nonno diceva che il più pulito ha la rogna. La Marvulli – abbiamo detto – appartiene a Francesco Paolicelli, delfino di Antonio Decaro. Appartiene, s’intende politicamente. Ad Altamura è facile trovare altri gradi di appartenenza. Luigi Lorusso e il suo gruppo dominante nella maggioranza di Altamura, invece, sono roba di Michele Emiliano. A meno di un mese dalle elezioni una situazione inconcepibile. Il maestro e l’allievo, quest’ultimo ormai più potente e influente del primo, litigano di brutto. Ma chi pensa ai cittadini mal governati? Tanto non sarà colpa di nessuno, in quel continuo scaricabarile tipico di un Paese alla deriva, in cui le apparenze sono tutto. Basta vedere spot, storie, post e reel ipocriti sui social. Dicevamo della guerra a livelli superiori. Emiliano, non smentendo il modo con cui ha saputo costruire il suo apprezzamento nei vent’anni da imperatore della Puglia, sta dando fondi, nomine e incarichi come mai finora. Il terreno sotto i piedi è sempre meno stabile a causa dell’incedere beffardo dell’ex figliolo prediletto. Una di queste nomine in extremis è andata manco a dirlo a Luigi Lorusso, cugino seppure non diretto del comandante Stefanelli. Emiliano l’ha nominato nel Colleglio dei revisori dell’Asl di Taranto, già nel collegio sindacale dell’Adisu.

Decaro contro Emiliano, una guerra senza esclusione di colpi, sulla pelle dei cittadini ai quali chiedono il voto per continuare a gestire la cosa pubblica come fanno da vent’anni a questa parte. Intanto l’assessore “amico” di Decaro è stato revocato e siamo pronti a scommettere che arriverà presto il rinnovo della Stefanelli al comando della Polizia Locale di Altamura, nonostante molti scivoloni e scelte discutibili. E allora davvero quel “Fai la lettera uagliò” sarebbe potuto essere “Fai le lettere uagliò”.

Del resto io sono io e voi non siete un cazzo. E se Sparta piange, Atene di sicuro non ride. L’avvocato Michele Barattini, dal primo minuto alleato di Petronella, si stacca e passa in Fratelli d’Italia che lo candida nelle sue liste alle regionali. Un altro discorso, ma indispensabile per comprendere il quadro generale altamurano. Il vero dramma è un alto: alle urne e subito dopo il voto sarà tutto dimenticato e tra qualche mese non sarà mai nemmeno esistito. Altamura, però, è l’unica città al mondo con tre Sindaci. Sì, perché c’è quello ombra Alessio Dipalo, che continua a sollevare sospetti e smascherare ogni giorno presunte magagne. Si votasse oggi sarebbe lui il più suffragato.

Emiliano ne ha per tutti: “Ho cancellato il centrodestra in Puglia. Avevo accordo con Decaro ma mi ha fermato”

“Ho commesso un errore. Mi devo scusare con il centrodestra pugliese. Perché il centrodestra pugliese con me al governo è stato completamente destrutturato. Qui stanno rischiando di perdere 80 a 20, 70 a 30. Percentuali inimmaginabili che daranno l’impressione della Bulgaria. Il centrodestra pugliese non esiste praticamente più. La colpa è mia e questo ha determinato nel nuovo candidato una particolare sicurezza in se stesso, ed anche un desiderio di dare l’impressione di ricominciare da zero”.

Queste sono le parole rilasciate ieri dal governatore uscente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al programma Tagadà in onda su La 7. “In realtà qui sono 20 anni che governiamo positivamente e si è creata un’opinione comune che noi siamo più bravi del centrodestra. Questo elemento non vuol dire che la Puglia è diventata perfetta, ma certamente in una condizione del genere, purtroppo la personalizzazione della politica diventa quasi una necessità”, ha aggiunto.

“Difronte al rischio che il candidato pugliese sul quale io ho investito sin da quando l’ho nominato assessore al traffico al comune di Bari, potesse non candidarsi perché temeva la mia presenza in Consiglio regionale, e lo capisco anche perché non è mai accaduto che un presidente di Regione, sia disponibile a scalare da priore a frate semplice, ho fatto un passo indietro – spiega Emiliano -. Io in questo caso ero disponibile, avevo fatto un accordo con lui per fare una cosa del genere, per molti mesi è stato d’accordo, poi evidentemente su questo punto lui ha ritenuto che questa cosa potesse non farlo lavorare liberamente e quindi alla fine ho fatto un passo indietro. Zaia si candida? Per me è una cosa logica. Perché quando per tanti anni uno costruisce un modello, e nel caso mio abbiamo costruito il centrosinistra che prima non esisteva in Puglia e adesso è una forza egemone, può essere utile. Io avevo pensato di poter essere utile a Decaro”.

“Il pericolo poteva essere che io prendessi molti voti. Io mi sarei candidato solo in una provincia, non dappertutto. Volevo fare onestamente il mio lavoro mettendo a disposizione di tutta la Puglia la mia esperienza nel Consiglio regionale, che è l’Assemblea, senza nessun potere. Non volevo fare l’assessore- ha aggiunto Emiliano -. Volevo semplicemente proseguire la mia attività utilizzando le mie conoscenze e la mia esperienza. Però il candidato presidente mi ha messo difronte ad un aut aut: ‘se ti candidi tu al consiglio regionale io non mi candido alla presidenza della Regione. Onestamente non volevo portarmi addosso la responsabilità di non aver fatto candidare quello sul quale per 20 anni avevo investito per farlo diventare presidente della Regione. E per questo mi sono fatto a lato. Gli investimenti in politica non si fanno per avere un ritorno, ma si fanno perché sono giusti. Io non ho sbagliato nel pensare che fosse il migliore per fare il sindaco di Bari dopo di me, che fosse il migliore per fare il Presidente dopo di me evidentemente. Il fatto che sia stato grato o ingrato, che si senta sicuro o insicuro sono cose irrilevanti”. 

Regione, il congedo del governatore Emiliano in Consiglio: “Ho fatto quello che potevo. Ora la Puglia è una Ferrari”

“Ringrazio tutti i cittadini pugliesi. Ringrazio la maggioranza. Ringrazio l’opposizione che ha contribuito a correggere gli errori e migliorare il lavoro di governo. In bocca al lupo e viva la Puglia”.

Con queste parole Michele Emiliano ha chiuso il suo ultimo intervento da presidente della Regione Puglia nel Consiglio che si è riunito oggi per l’approvazione del bilancio previsionale 2026.

“La Puglia è oggi una Ferrari, potente ma complessa, che va costantemente registrata”, le parole di Emiliano che ha rivendicato gli obbiettivi raggiunti in questi 10 anni alla guida dalle Regione come “lo sviluppo economico e occupazionale senza precedenti, il turismo in crescita continua e la sanità che scala le classifiche dei livelli essenziali di assistenza”.

“Si andrà al voto in un clima sereno e senza conflitti, segno di una comunità che vuole continuare su questo percorso”, ha poi sottolineato. “Il mio è stato un percorso giunto naturalmente al termine – ha aggiunto -. In politica non c’è nulla di obbligatorio. Ho fatto tutto quello che potevo fare e sono felice di ciò che abbiamo costruito insieme. Avrei voluto dare una mano in un ruolo diverso, bisogna essere felici e gioiosi nell’esercizio delle funzioni politiche. La politica ti toglie tempo e serenità, ma resta un servizio straordinario”.

 

Protesta dei disabili alla Regione, Emiliano ascoltato in aula: “Chi manifestò non fece violenze né danneggiamenti”

“La Regione non si è mai lamentata della manifestazione, l’immobile è pubblico. La loro presenza non ha assolutamente rallentato le attività della Regione. Non ero irritato per aver subito un oltraggio, eravamo in difficoltà perché gestire la presenza di qualunque persona dentro gli uffici, durante la notte, era complicato”.

Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ascoltato oggi in Tribunale a Bari come testimone del processo in cui in sette sono imputati per interruzione di pubblico servizio e invasione di edificio relativamente alla manifestazione ‘Stop alle barriere’, avvenuta all’interno e all’esterno del palazzo della presidenza della Regione Puglia – ininterrottamente – tra il 13 e il 16 luglio 2021.

La manifestazione fu organizzata da persone disabili che reclamavano “la modifica dei piani assistenziali, il diritto all’assistenza infermieristica e l’erogazione degli assegni di cura”, e avevano manifestato per “illustrare ai delegati regionali le modifiche da apportare ai provvedimenti locali in materia di assistenza alle persone diversamente abili”, come si legge nel capo di imputazione.

I sette manifestanti furono raggiunti da un decreto penale di condanna contenente una multa a 9425 euro e, dopo essersi opposti al decreto, sono finiti a giudizio in Tribunale. C’era – ha detto Emiliano – una “particolare irremovibilità del direttore amministrativo della Asl di Bari su come acquistare i presìdi”, soprattutto le sedie a rotelle, ma “io come presidente della Regione non posso dire come effettuare gli acquisti”. “La Asl formalmente aveva ragione, ma io ritenevo avessero ragione anche i manifestanti”. I manifestanti lasciarono la presidenza solo alle 18 del 16 luglio, dopo aver raggiunto un accordo.

Regionali Puglia, Lopalco non si ricandida: “Più utile come tecnico che come politico. Da Emiliano tante delusioni”

Pierluigi Lopalco, epidemiologo e professore ordinario di Igiene, non si ricandiderà alle prossime elezioni Regionali in Puglia, in programma il 23 e il 24 novembre. Nel 2020 era stato convinto da Emiliano per coordinare l’emergenza Covid in Puglia, poi l’elezione come civico e l’incarico da assessore alla Salute lasciato in polemica con il governatore uscente, prima dell’ingresso nel Pd.

“Ai vertici del partito avevo detto già da qualche settimana che non mi sarei ricandidato. Penso di poter essere più utile come tecnico che come politico, e dunque torno al mio mestiere che comunque non ho mai abbandonato: da quando sono all’Università del Salento ho anche messo su un piccolo team di ricerca”, le sue parole a La Gazzetta del Mezzogiorno.

“Da Emiliano e dalla politica ho avuto tante delusioni, ma ho anche imparato molto: mi ritenevo per carattere un buon mediatore, ora credo di essere diventato un ottimo mediatore. A Emiliano sono affezionato, nel bene e nel male”, ha poi aggiunto. 

Emiliano: “Decaro dopo Schlein? Sarebbe terribile. In Puglia vinciamo anche senza di lui l’esito è scontato”

“In Puglia abbiamo 40 punti di vantaggio nei sondaggi e li abbiamo anche per la personalità di Antonio. Ma, sondaggi alla mano, con lui abbiamo 6/7 punti in più, senza di lui avremmo vinto con 32/35 punti di vantaggio”.

Il governatore Michele Emiliano, ospite della trasmissione Tagadà di La7, non ha risparmiato qualche bordata diretta all’ex sindaco di Bari, candidato presidente del centrosinistra alle prossime elezioni regionali.

“Decaro successore di Schlein alla segreteria nazionale del Pd? Sarebbe terribile. Un tradimento molto pesante che io escludo perché Antonio mi ha assicurato che lui vuole fare il presidente della Regione per dieci anni, sennò non si dovrebbe candidare”, ha poi aggiunto.

L’attacco di Emiliano: “Se Decaro continua così mi farà lasciare la politica”. L’ex sindaco: “Ci siamo parlati”

“Emiliano è arrabbiato con me? L’ho sentito, ci siamo parlati”. Queste le parole di Antonio Decaro, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia, a margine del secondo appuntamento con le Giornate del Mezzogiorno alla Fiera del Levante di Bari.

Un botta e risposta a distanza con Michele Emiliano che nella serata di ieri, sempre in Fiera, ha parlato ai microfoni di TeleNorba delle ultime vicende politiche.

“Mai dimettersi, bisogna cadere sul campo, farsi ammazzare. Tutti dobbiamo morire, meglio morire come si deve che morire da conigli – le sue parole riportate da La Gazzetta del Mezzogiorno -. Lasciare la politica? Dipende da Decaro. Se continua così, me la farà lasciare. Antonio ha 55 anni, quelli che avevo io quando sono entrato alla presidenza della Regione. Le giovani generazioni hanno una visione delle relazioni personali e della parola data diversa dalla mia”.

Regionali, Emiliano: “Arrabbiato con Decaro ma lo voto. In Puglia avremmo vinto anche senza di lui”

“Sono un po’ arrabbiato perché lui mi ha fatto esporre sulla mia candidatura e poi, sul giornale, ho trovato che non voleva più che io mi candidassi. Ci sono rimasto male, mettiamola così”.

Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, intervenuto in diretta ieri a ’10 minuti’, la trasmissione di Rete4 condotta da Nicola Porro, riferendosi al veto posto da Antonio Decaro sulla sua candidatura al Consiglio regionale pugliese.

“Io e Decaro stiamo insieme, questo vorrei chiarirlo. Voterò Decaro, lo sosterrò e cercheremo di battere il centrodestra. Non è vero che siamo divisi, semplicemente ogni tanto qualcuno di noi ha delle idee un po’ particolari. Noi cerchiamo poi di superare queste paturnie senza dividerci e in Puglia ci siamo sempre riusciti”, ha aggiunto.

“I sondaggi in Puglia per il centrodestra sono devastanti, hanno 30 punti di distacco – ha concluso -. Se non avessimo candidato Decaro, avremmo vinto comunque. Avremmo persino vinto con un candidato 5S, quindi vuol dire che in questi 20 anni le cose sono andate bene”.