La rivelazione choc di Nancy Dell’Olio: “Emiliano ha provato a baciarmi e mi invitò a casa sua. Scoppiai a piangere”

“Se Emiliano ci ha provato? Certo che ci ha provato”. Il retroscena piccante infuoca il caso di Nancy Dell’Olio. Nella puntata delle Iene in programma questa sera, andrà in onda un’altra intervista all’ex ambasciatrice della Regione Puglia che ha accusato nelle scorte settimane di essere stata presa in giro e raggirata dallo stesso Emiliano.

Il retroscena piccante è ad una serata al Circolo della Vela del 29 maggio 2019. “Al termine della cena  ci spostammo sui divanetti per bere qualcosa. Lì il presidente trasformò il tono del nostro incontro. E ci provò in quell’occasione, in un modo che mi spiazzò. Prese la mia mano e cercò di baciarmi – rivela -. Emiliano mi chiese se volessi andare a casa sua a proseguire la serata, ma gli dissi di no”.

“Quando mi infilai in auto per tornare a casa la mia assistente mi vide sconvolta. Scoppiai a piangere. E piansi a lungo, ero turbata. Ho scritto tutto, date, momenti, su un diario. E questo il presidente Emiliano lo sa”, ha aggiunto. 

Emiliano ha negato tutto. “Mi dà la possibilità di ricevere questa tesi formalmente? Nancy Dell’Olio ha detto che mi deve denunciare, vero? Bene, aspetto questa denuncia. Se devo porgere delle scuse alla signora Dell’Olio? Non ho niente di cui scusarmi”, la replica del presidente della Regione Puglia.

Crisi industriali in Puglia. Ex ilva, Leonardo, polo automotive di Bari e Versalis: incontro tra Emiliano e sindacati

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, questa mattina ha incontrato presso la Fiera del Levante di Bari i rappresentanti sindacali impegnati in quattro vertenze sul territorio regionale: ex Ilva di Taranto, Leonardo di Grottaglie, Versalis di Brindisi e il polo dell’automotive concentrato nella zona industriale di Bari. Con Emiliano c’erano l’assessora alle Aree di crisi, Serena Triggiani e il presidente del comitato SEPAC, la task force lavoro, Leo Caroli.

“Qualche giorno fa – ha detto Emiliano in conferenza stampa – ho scritto al ministro Urso per chiedergli di poter condividere alcune questioni relative alla situazione industriale della Puglia: i punti di maggiore crisi riguardano soprattutto l’ex Ilva di Taranto, Leonardo a Grottaglie e Versalis a Brindisi.
Per quanto riguarda l’ex Ilva abbiamo il timore che all’interno del processo di cessione della fabbrica a terzi non ci sia la sufficiente garanzia da un lato dei livelli occupazionali, e dall’altro della effettiva realizzazione dei forni DRI e del processo di decarbonizzazione. Come Regione Puglia siamo convinti che sia difficile per il governo assicurare l’adempimento di questi due punti fondamentali, ovvero lavoro e salute, cedendo l’asset tarantino a terzi senza mantenere una partecipazione pubblica rilevante nella compagine sociale dell’azienda. Per quanto riguarda Eni Versalis, con grande rispetto, esprimo perplessità sulla ipotesi, che apparentemente da un punto di vista economico sembra avere una giustificazione, secondo cui c’è una perdita strutturale nella chimica di base italiana che produce un buco da 80-90 milioni di euro l’anno e che determina nei conti dell’azienda una perdita non giustificabile. Premettendo che per ragioni strategiche sull’ex Ilva perdiamo molto di più che 80-90 milioni l’anno, ci chiediamo perché la chimica di base non dovrebbe essere strategica quanto l’acciaio. Chiediamo al ministro di esprimere la sua posizione. Se la chimica di base non ha più margini di economicità in Europa, come sostiene Versalis, il problema non lo si risolve chiudendo gli impianti di cracking, ma cercando di individuare gli elementi per restituire competitività ad un sistema del quale il mercato ha comunque bisogno. Le nostre aziende, anche quelle di Brindisi, hanno bisogno di rifornirsi dei materiali che vengono dalle fabbriche della chimica di base. Ringrazio il ministro Urso che ha immediatamente risposto alla mia lettera convocando un incontro per il 5 marzo.

Per questo motivo, oggi ho riunito tutte le rappresentanze sindacali delle varie vertenze, assieme al presidente della task force per le crisi industriali Caroli e all’assessore Triggiani, proprio per stabilire con tutti i lavoratori quello che la Regione Puglia poi andrà a dire al ministro Urso”.

Secondo l’assessora Triggiani quello di oggi è stato “un altro importante momento di ascolto di tutti i sindacati e di tutte le parti interessate a queste vertenze le cui istanze porteremo, con una voce unitaria, all’incontro con il Ministro Urso in programma nei prossimi giorni. Quest’oggi – sottolinea l’assessora regionale alle Crisi industriali, Serena Triggiani – siamo seduti a un tavolo di confronto con il presidente Emiliano che segue da tempo e in prima linea vertenze così complesse, insieme al Comitato SEPAC presieduto da Caroli e dal mio assessorato con delega alle crisi industriali. Si tratta di situazioni di crisi che riguardano settori produttivi e industriali determinanti sia per la tenuta dell’economia regionale e nazionale sia perché coinvolgono moltissime lavoratrici e lavoratori che meritano attenzione e, soprattutto, un futuro occupazionale certo. Ed è per questo che continueremo ad affrontare con fermezza queste vicende anche a livello nazionale con proposte concrete e ci auguriamo risolutive per la nostra Regione e le industrie che la caratterizzano”.

Ospedali San Cataldo, Moscati e SS. Annunziata: l’appello di Emiliano a Schillaci per potenziare la Sanità tarantina

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha inviato al Ministro della Salute, prof. Oronzo Schillaci, una lettera per una richiesta di finanziamento straordinario per le strutture sanitarie nella città di Taranto.

Nell’area di Taranto – si legge nella lettera di Emiliano a Schillaci – indagini ambientali ed epidemiologiche hanno documentato una compromissione dell’ambiente e dello stato di salute dei residenti con eccessi di mortalità comunale per malattie dell’apparato respiratorio, cardiovascolare e per diverse sedi tumorali; per queste cause la mortalità e le ospedalizzazioni confermano eccessi nei quartieri più vicini alla zona industriale.

I dati epidemiologici mostrano, in entrambi i generi, eccessi per cause per le quali il ruolo eziologico delle esposizioni ambientali del sito siderurgico è accertato o sospettato sulla base della valutazione a priori delle evidenze epidemiologiche. In particolare, tale circostanza vale per tutte le cause, tutti i tumori (inclusi tumore del polmone e della pleura), le demenze, le malattie del sistema circolatorio (incluse la malattia ipertensiva e la malattia ischemica del cuore), le malattie dell’apparato respiratorio (incluse le malattie respiratorie acute) e le malattie dell’apparato digerente (inclusa la cirrosi epatica). L’analisi dei trend temporali mostra tassi di mortalità superiori alla media regionale, in entrambi i generi; per lunghi periodi i tassi sono superiori anche alla media nazionale.

Il Direttore Generale della ASL di Taranto – prosegue la lettera di Emiliano a Schillaci – ha trasmesso quindi un Programma di attività e investimenti con riferimento a:

a) attivazione nuovo Ospedale San Cataldo: investimenti e assunzione di personale;

b) rifunzionalizzazione Ospedale SS Annunziata di Taranto;

c) istituzione dell’Ospedale di Base presso la città di Statte con relativo Pronto soccorso (Moscati).

A) Nuovo Ospedale San Cataldo. Il nuovo Ospedale si configura come una importante risposta per il territorio tarantino, in termini assistenziali, tale da determinare una offerta più qualificata ed organizzata, avvalendosi anche di tecnologie innovative.

“Appare evidente – si legge – che l’attivazione del nuovo Ospedale richiede specifiche procedure assunzionali, la cui copertura non può essere garantita dai tetti vigenti, nei limiti dello stanziamento massimo previsto dalla normativa vigente in materia. Una stima dei costi del personale necessario si aggira intorno ai 70 milioni di euro.

Gli ultimi dati epidemiologici disponibili rilevano, con riferimento all’incidenza dei tumori (2018-2021), eccessi di rischio rispetto al confronto con il resto della regione in entrambi i sessi per il complesso delle neoplasie, per il tumore del polmone, della vescica, dei melanomi della pelle, dell’encefalo. Importanti eccessi di rischio di ospedalizzazione (dati aggiornati al 2023) si osservano per le patologie cardiovascolari, acute e croniche, le patologie respiratorie, acute e croniche, le patologie dell’apparato digerente. Anche i tassi di prevalenza delle principali patologie croniche (dati aggiornati al 2022) risultano più elevati dei valori regionali. La realizzazione del nuovo Ospedale si inquadra in una strategia nazionale e regionale che punta al potenziamento dell’offerta sanitaria in un territorio caratterizzato, tuttora, da rilevanti criticità nel profilo di salute che richiedono presidi di diagnosi e assistenza di eccellenza al fine di poter corrispondere adeguatamente alla specifica vulnerabilità sanitaria che affligge la popolazione tarantina, e che determina, al momento, anche una mobilità passiva extraregionale importante, con un costo che, nel 2023, è risultato pari a circa 35 milioni di euro. Infatti, il Nuovo Ospedale consentirà di attivare più di 700 posti letto.

B) Ospedale SS Annunziata di Taranto. La Direzione strategica della Asl di Taranto ha previsto la riconversione dell’edificio monoblocco SS. Annunziata di Taranto a seguito del trasferimento delle attività ospedaliera al nuovo ospedale San Cataldo:

1. Attività rete territoriale (DM 77/2022);

2. Attività da concordare con il Comune (avviato un tavolo tecnico). In particolare, la riconversione dell’edificio monoblocco SS. Annunziata di Taranto a seguito del trasferimento delle attività ospedaliera al nuovo ospedale San Cataldo, prevede: • Casa di Comunità HUB; • Ospedale di Comunità (40 posti letto); • Hospice (40 posti letto); • Residenza Sanitaria Anziani (20 posti letto); • RSA R1 (40 posti letto).

C) Ospedale di Base presso la città di Statte con relativo Pronto soccorso. Tenuto conto del bisogno di salute della popolazione della città di Taranto e considerato l’elevato numero di accessi in Pronto soccorso presso l’Ospedale “SS. Annunziata”, si rende necessaria la istituzione di un Ospedale di Base, ai sensi del D.M. n. 70/2015 nella città di Statte, ove attualmente insiste l’Ospedale “Moscati”, con prevalente vocazione oncologica. In particolare, la istituzione dell’Ospedale di Base presso la struttura ospedaliera “Moscati”, consentirebbe di attivare un Pronto Soccorso, rivolto soprattutto alle patologie onco- ematologiche, pneumologiche nonché alle altre patologie riferite prevalentemente alle discipline mediche e non chirurgiche, che determinano un eccessivo sovraffollamento del P.S. dell’Ospedale SS. Annunziata di Taranto.

Infine, per quanto attiene gli accessi in pronto soccorso, si rappresenta che la concentrazione maggiore è riferita all’Ospedale Ss. Annunziata di Taranto (pari al 45% degli accessi quotidiani della Asl di Taranto), pertanto si ritiene che l’attivazione del Pronto soccorso presso l’Ospedale “Moscati” di Taranto, potrebbe alleggerire la pressione quotidiana sul P.S. di Taranto. Tenuto conto, altresì, del bacino di utenza previsto dal D.M. n. 70/2015, si ritiene che sia quanto mai necessario ed indispensabile istituire un Ospedale di base presso la città di Statte, con la relativa attivazione del Pronto soccorso”.

Le spese aggiuntive previste dal 2026 riguardano il nuovo ospedale San Cataldo, comprese le attività di Sanitaservice per 72.284.420 euro.

Per il “Moscati” (secondo pronto soccorso) saranno necessari altri 10.503.858 euro, per un totale di 82.788.279 euro .

Per la rifunzionalizzazione del “SS.Annunziata”, con adeguamento antisismico saranno necessari infine una tantum 19.759.439 euro

“Pertanto – scrive Emiliano al ministro – si chiede una deroga rispetto ai vigenti limiti di spesa per poter procedere con quanto necessario. Per sostenere le attività illustrate, si ritiene che, considerati i vigenti vincoli di spesa, nonché le prescrizioni del Piano di rientro, sia necessario chiedere uno specifico finanziamento al Ministero della Salute, in deroga ai vincoli di spesa, soprattutto per quanto attiene il piano assunzionale, attraverso una specifica norma di legge”. In allegato, le schede a cura della Asl Ta.

Nancy Dell’Olio denuncia Emiliano: “Promesse tradite e mai scuse. Sono stata presa in giro”

Nancy Dell’Olio, che per qualche anno ha ricoperto l’incarico di ambasciatrice della Puglia nel mondo, ha deciso di denunciare il governatore Michele Emiliano perché – spiega in una intervista al Corriere del Mezzogiorno – le fu “promesso” che il suo contratto con la Regione sarebbe stato rinnovato ma, afferma, “mi hanno presa in giro.

C’è stata malafede”. “Dopo varie proroghe semestrali – ricostruisce Dell’Olio – per un anno e mezzo ho lavorato aspettando che il bando venisse in qualche modo riproposto e l’accordo formalizzato. Vai avanti, mi dicevano. E io andavo avanti, nell’interesse della Puglia. Mi hanno presa in giro. C’è stata malafede”.

L’ex ambasciatrice di Puglia ricorda di avere inviato circa un anno fa a Emiliano e alla Regione una lettera di diffida ma, spiega, non ha ricevuto “nessuna” risposta. Secondo quanto riferito nell’intervista, Dell’Olio firmò il suo contratto nel 2019 sulla base di un “bando in cui era previsto l’inserimento in Pugliapromozione di una figura senior, con contratto di sei mesi da rinnovare di volta in volta”. L’inizio dell’incarico, l’8 luglio, venne sancito nell’ambasciata italiana a Londra.

Poi alla fine del 2020 l’allora assessore alla Cultura e al Turismo, l’ex ministro Massimo Bray, “commissariò Pugliapromozione e la affidò per tre mesi all’avvocato Renato Grelle che sospese tutte le proroghe dei contratti” ricorda dell’Olio spiegando che “tutti mi rassicurarono” che il suo contratto sarebbe poi stato rinnovato. “Sarebbe bastato dirmi – afferma – ‘avvocata Dell’Olio, la sua consulenza non è più necessaria’. Mi fidavo, col senno di poi non avrei dovuto”.

Dell’Olio dice infine che ha cercato “di parlare con Emiliano senza successo. Mi venne accennato un accordo a tre anni ma con un compenso ridimensionato. Vinsi un nuovo bando con il Teatro Pubblico, però la nomina non partì. Cominciai a star male. Per questa storia sono in cura da un neurologo da circa due anni”.

La Regione Puglia impugna il bilancio dello Stato, Emiliano alla Meloni: “Tolti soldi degli indennizzi per i vaccini”

“Abbiamo deciso d’impugnare dinanzi alla Corte costituzionale il bilancio dello Stato per il 2025, nella parte in cui addebita alla Regione Puglia il pagamento di indennizzi in favore di soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati (c.d. indennizzi emotrasfusi), per una competenza chiaramente statale, con un onere annuale regionale di circa 22 milioni di euro”.

Lo dichiarano il presidente Emiliano, il vicepresidente Piemontese e l’assessore Amati. “La problematica, seppur risalente nel tempo, ha subito negli ultimi anni un notevole aggravio anche in considerazione della pretesa, avanzata dai Ministeri dell’Economia e della Salute, di escludere tali risorse dal Fondo e dalla perimetrazione sanitaria”, aggiungono.

“Un’ingiustizia che pesa in termini vitali sul bilancio della Regione, già impegnato per contributi alla Stato per circa 66 milioni quest’anno, per circa 97 milioni per il 2026, 2027 e 2028, e 107 milioni per il 2029”, concludono Emiliano, Piemontese e Amati.

Il Pd chiude le porte, Maurodinoia: “Sottoposta ad una quarantena. Passo in opposizione ma grata ad Emiliano”

Anita Maurodinoia ha lasciato il Pd. La consigliera regionale, che ha perso l’incarico di assessore regionali ai Trasporti dopo l’indagine per corruzione elettorale nell’inchiesta che vede al centro il marito, Sandrino Cataldo, ha comunicato nella giornata di ieri la sua decisione. La Maurodinoia passa all’opposizione, anche per volontà dello stesso partito che ha bocciato una sua eventuale ricandidatura.

“Passo in opposizione non a un governo che, con orgoglio e capacità, ho contribuito a costruire (come le opere realizzate dimostrano e che alcuni, bontà loro, mi riconoscono), né tantomeno a un presidente al quale sarò sempre grata per la sua umanità e fiducia. Quindi, all’opposizione, con la coscienza pulita, con il coraggio delle proprie idee, delle proprie scelte e con la libertà di votare anche a favore di provvedimenti proposti da chiunque, ma che siano nell’interesse dei pugliesi. Senza pregiudizi. Ma, tutto al più, come il buon senso insegna, in serena ed ottimista attesa di giudizi”, le parole riportate in una nota.

“Non ho esitato un attimo, quando sono stata coinvolta come indagata nella vicenda giudiziaria dello scorso anno a rassegnare volontariamente e con effetto immediato le dimissioni da assessore regionale, pur ritenendomi estranea ai fatti contestati. Scelta sostenuta sia per fiducia nella Magistratura, sia per evitare ombre e difficoltà al Presidente Emiliano e al partito in cui sono stata eletta – ha aggiunto -. A volte è più difficile restare che andarsene soprattutto quando in determinate situazioni, invece di aspettarti un ambiente solidale, ti ritrovi circondata da un clima asfissiante tra l’altro appesantito da veleni, ostacoli, freni ed impedimenti ammantati dalla più bieca ipocrisia. Sono stata sottoposta a una quarantena insostenibile: esclusa da incontri, riunioni, iniziative e commissioni consiliari. Un isolamento che, di fatto, conferma un giudizio che, a quanto pare, i colleghi del gruppo e del partito hanno già sentenziato, a differenza di chi, invece, per legge, deve ancora farlo”.

Caso Olivieri, il viceministro Sisto contro Emiliano: “Gli chiederò di nuovo i danni dichiarazioni diffamatorie”

“Quasi un anno fa ho già chiesto al presidente della Regione Michele Emiliano un risarcimento danni per diffamazione, ma vedo che insiste: quanto ha affermato ieri è molto grave, temo che ne dovrà rispondere ancora”. Il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, risponde duramente al governatore della Regione Puglia.

“Vedo che il centrodestra barese continua a servirsi delle bugie di un criminale reo confesso che loro stessi hanno reclutato nella loro coalizione, dando credito a una storiella ridicola, quella della trappola elettorale che fu costruita invece, da Sisto e D’Attis come è a tutti noto”, aveva detto Emiliano commentando le parole in aula di Giacomo Olivieri.

“In gioco c’è la mia onorabilità e quella del vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia On. Mauro D’Attis – aggiunge Sisto -. Emiliano allora dichiarò sostanzialmente che io e D’Attis eravamo i soggetti destinatari della campagna elettorale a suon di voti comprati da Giacomo Olivieri. Bene, all’epoca ho avviato una richiesta di danni, attivando la mediazione civile nei confronti di Emiliano per le sue dichiarazioni lesive della mia reputazione e onorabilità. Il governatore non ha inteso presentarsi davanti al mediatore, disertando la seduta. Di qui la mia decisione di insistere per un risarcimento per diffamazione”.

“A distanza di quasi un anno, commentando questa volta ciò che Olivieri avrebbe dichiarato in aula in sede di interrogatorio, Emiliano insiste con dichiarazioni che si pongono sulla medesima linea di quelle di un anno fa. Si tratta, anche qui, di affermazioni infondate e offensive nei miei confronti, per le quali, evidentemente, mi toccherà ulteriormente insistere con le appropriate azioni nelle sedi giudiziarie competenti”, conclude Sisto.

Olivieri in Tribunale: “Avevo un patto con Emiliano contro il centrodestra”. Emiliano attacca: “Ridicolo lo querelo”

Le parole del governatore della Regione Puglia in relazione ai commenti di esponenti del centrodestra e alle dichiarazioni fatte in tribunale da Giacomo Olivieri, ex consigliere regionale arrestato e a processo con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso, nell’ambito dell’inchiesta codice interno.

Continue reading

Esposto di Emiliano sul falso nella legge di Bilancio, la Digos negli uffici della Regione Puglia: atti acquisiti

Dopo l’esposto, con l’ipotesi di falso, presentato nelle scorse settimane dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, alla procura di Bari – in riferimento al caso della legge di Bilancio promulgata con un emendamento che era stato bocciato per errore – ieri gli uffici del Consiglio regionale pugliese hanno consegnato all’autorità giudiziaria la documentazione inerente le contestazioni rilevate dal governatore.

I poliziotti della Digos si sono presentati negli uffici di via Gentile. In particolare la documentazione è riferita all”emendamento Laricchia, riguardante le nomine negli enti regionali, che nella seduta del 18 dicembre scorso era stato inizialmente respinto in aula sulla base di una interpretazione dello Statuto poi riconosciuta erronea dall’Ufficio di presidenza.

Ieri gli uffici del Consiglio, si legge in una nota, hanno consegnato tutti gli atti che ricostruiscono l’iter legislativo/amministrativo, “peraltro già interamente pubblicati sul sito istituzionale”.