Attacco hacker all’app Muvt, l’Amtab scrive a 73mila utenti baresi: “Cambiate password”. Ma è avvenuto un anno fa

L’Amtab, l’azienda di trasporto pubblico barese, ha informato tramite email di aver subito un attacco informatico che ha rubato le credenziali personali di accesso tramite l’app Muvt, consigliando la modifica delle password. Sono 73mila gli utenti interessati.

“Tra il 29 e il 30 marzo 2025 si è verificato un attacco informatico che ha colpito i sistemi tecnologici, gestiti da myCicero srl e dai fornitori di servizi It, sui quali risiede anche l’app Muvt”, si legge.

“a violazione ha comportato il trasferimento dei suoi dati personali, incluse le credenziali di autenticazione all’app”, aggiunge l’Amtab che ha annunciato di aver già presentato una formale denuncia alla polizia postale e di aver attivato tutte le procedure di sicurezza per tutelare gli utenti.

Profilo social hackerato e minacce in chat, lascia la scuola per un anno: 16enne barese affidato ai servizi sociali

Decide di non andare più a scuola perché ha paura di incontrare di persona chi lo minaccia online. Protagonista un 16enne barese, il caso è attenzionato dal Tribunale dei Minori che ha affidato il ragazzo ai servizi sociali e che ha aperto un fascicolo per individuare i responsabili.

Al giovane è stato hackerato il profilo social, poi sono arrivate alcune minacce in chat. “Se non ti cancelli dal gruppo, ti facciamo arrivare gli assistenti sociali a casa”.

“Il minore ha sospeso la frequenza scolastica ed è vittima di un attacco informatico da parte di ignori che, oltre ad hackerare i suoi profili social, lo minacciano”, si legge nelle carte. Il Tribunale in precedenza aveva anche nominato un curatore speciale, prima di coinvolgere il consultorio e il centro servizi per le famiglie.

“L’obiettivo è quello di assicurare il necessario supporto psicologico al minore e valutare le capacità genitoriali avviando un percorso di sostegno alla genitorialità in loro favore”, si legge nel provvedimento.

Attacchi hacker filorussi, torna attivo il sito della Regione Puglia: “Sicurezza dei dati non compressa”

Nella mattinata del 25 febbraio, il sito istituzionale della Regione Puglia è stato oggetto di un attacco informatico di tipo DDoS, che ne ha causato temporaneamente l’irraggiungibilità.

La Regione, attraverso il proprio CSIRT (Computer Security Incident Response Team) e in coordinamento con l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), ha attivato immediatamente tutte le contromisure necessarie per contrastare l’attacco e ripristinare la piena operatività dei servizi.

Il Dipartimento per la Transizione Digitale di Regione Puglia comunica che l’attacco non ha compromesso in alcun modo la sicurezza, la riservatezza o l’integrità dei dati presenti sul sito istituzionale.

Attacchi hacker filorussi: irraggiungibile il sito della Regione Puglia

Prosegue anche oggi, per il nono giorno consecutivo, la campagna degli hacker filorussi NoName057(16) contro siti italiani. I target di oggi sono siti della Pubblica amministrazione locale.

Al momento non risultano raggiungibili i siti delle Province di Trapani, Ragusa, Caltanissetta, Enna, del Comune di Catania e della Regione Puglia. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha allertato i bersagli e le autorità e fornito suggerimenti per la mitigazione dell’impatto.

Hacker, attacchi cyber filorussi a settori trasporti e banche italiani: nel mirino anche il porto di Taranto

Il gruppo di hacker filorussi NoName057(16) ha avviato in mattinata una nuova serie di attacchi DDoS (distributed denial of service) contro i siti web di soggetti italiani, afferenti ai settori trasporti (aeroporti di Linate e Malpensa, Autorità trasporti, porti di Taranto e Trieste, tra gli altri) e finanziari ( Intesa San Paolo).

Al momento non risultano impatti effettivi sui servizi erogati. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha avviato l’opera di supporto e mitigazione alle prime avvisaglie delle azioni. Nella rivendicazione i NoName citano le dichiarazioni del presidente Sergio Mattarella, definito “russofobo’, sulla Russia e il Terzo Reich.

Aesthetic Franco, il giallo della clinica Iatropolis: cartelle hackerate, firme dubbie e querele

Dopo l’intervista a Daniela torniamo ad occuparci della clinica Iatropolis dove l’ormai ex medico, trasformatosi in dj, ha effettuato diverse operazioni. Nel nostro primo blitz il direttore sanitario della clinica privata ci aveva assicurato di aver cacciato Aesthetic Franco appresa la storia di Daniela, ma a quanto pare ha continuato ad operare nei giorni successivi. Qualcosa non torna.

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