Ssc Bari, rinviata al 1° ottobre l’udienza sull’istanza di liquidazione: la Procura chiede tempo per leggere le carte

È stata rinviata al 1° ottobre l’udienza sull’istanza di liquidazione giudiziale presentata a luglio nei confronti della Ssc Bari. Il procuratore Roberto Rossi ha chiesto e ottenuto dal giudice delegato Michele De Palma altri venti giorni per esaminare le migliaia di pagine di documenti depositati dalla società biancorossa.

Il giudice ha riconosciuto che la memoria del Bari tiene conto di fatti successivi alla presentazione del ricorso. La Procura avrà tempo fino al 17 settembre per presentare le proprie osservazioni, mentre il club potrà replicare entro il 25 settembre.

Al centro della memoria difensiva c’è il bilancio 2026, chiuso con una perdita di 7,6 milioni di euro. La rinuncia ai crediti da parte del socio unico Filmauro ha però consentito di riportare il patrimonio in positivo. Inoltre, Aurelio De Laurentiis ha garantito attraverso una lettera di patronage le risorse necessarie per affrontare il campionato di Serie C, con l’obiettivo di tornare rapidamente in Serie B.

Dal bilancio emerge anche un aumento dei costi per gli stipendi, saliti a 15,7 milioni di euro, mentre la campagna acquisti per la Serie C è costata circa 950mila euro, a fronte di 700mila euro incassati dalle cessioni.

La perdita complessiva, considerando anche i 7,4 milioni maturati negli anni precedenti e non ripianati grazie alla deroga Covid, è stata coperta attraverso una riserva di 15,8 milioni costituita da anticipazioni di capitale di Filmauro. Una soluzione che ha consentito di evitare, almeno per ora, una nuova ricapitalizzazione da parte della famiglia De Laurentiis.

Ssc Bari, il caso finisce in aula: udienza il 10 settembre sull’istanza di liquidazione giudiziale. Lo scenario

È stata fissata per il 10 settembre (non il 3 settembre come precedentemente emerso) l’udienza davanti al giudice delegato della sezione fallimentare del Tribunale di Bari, Michele De Palma, primo passaggio dell’istanza con cui la Procura di Bari chiede la liquidazione giudiziale della SSC Bari.

Secondo i magistrati Roberto Rossi, Ciro Angelillis e Milto De Nozza, il club verserebbe in uno stato di insolvenza irreversibile, tale da non consentire il regolare pagamento delle proprie obbligazioni. Entro i sette giorni precedenti all’udienza, la società dovrà depositare una situazione economico-patrimoniale aggiornata e completare la ricapitalizzazione.

L’istanza si inserisce nell’inchiesta per false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta, nell’ambito della quale lo scorso 7 luglio sono state eseguite perquisizioni nelle sedi del Bari, del Napoli e della controllante Filmauro.

Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti c’è anche la cessione del portiere Elia Caprile. Secondo l’accusa, il Bari avrebbe rinunciato ai benefici economici derivanti dalla futura rivalutazione del calciatore, ceduto al Napoli nel 2023 per 2,2 milioni di euro quando il club pugliese era già in difficoltà finanziaria.

La successiva vendita del portiere al Cagliari per circa 8 milioni avrebbe generato una plusvalenza di circa 7 milioni, incasso che, secondo gli investigatori, avrebbe potuto contribuire a migliorare la situazione economica del Bari.

Voto di scambio e mafia, prime 9 istanze al Riesame: Nacci saluta la politica. Oggi l’interrogatorio del Brasiliano

Davanti al Riesame nella giornata di ieri sono state discusse le prime 9 istanze presentate da altrettanti arrestati coinvolti nella maxi inchiesta “Codice Interno” della Dda di Bari. Tra loro c’è anche Michele Nacci, candidato alle Comunali del 2019 al fianco di Lorusso. Sarebbe dovuto entrare lui in Consiglio comunale essendo il primo dei non eletti ma è in carcere e poi ha deciso di non proseguire la propria carriera politica.

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