Ssc Bari, il 1° ottobre l’udienza sulla liquidazione giudiziale: il club rinuncia al Riesame contro i sequestri

La Ssc Bari ha rinunciato al Riesame dopo il sequestro di documenti disposto a luglio nell’ambito delle perquisizioni nella sede del club, in quelle del Napoli e della Filmauro. La decisione arriva in attesa dei nuovi documenti che la Procura depositerà davanti al Tribunale civile.

Il 1° ottobre è infatti fissata l’udienza per discutere la richiesta di liquidazione giudiziale avanzata dalla Procura. I due procedimenti, civile e penale, sono collegati: l’ipotesi di bancarotta fraudolenta contestata ai De Laurentiis presuppone l’accertamento dell’insolvenza della società.

La Procura dovrebbe presentare una nuova memoria e un’integrazione della consulenza tecnica per sostenere la richiesta. La difesa del Bari, invece, ha depositato documentazione per dimostrare che i conti del club sono in ordine, anche alla luce dell’approvazione dell’ultimo bilancio.

Tra i punti contestati c’è la cessione di Elia Caprile al Napoli per 2,2 milioni di euro. Secondo la Procura, il prezzo non sarebbe stato congruo rispetto al valore successivamente riconosciuto al portiere, ceduto dal Napoli al Cagliari per 8 milioni. La consulenza della difesa sostiene invece che l’operazione abbia generato per il Bari un effetto economico netto di circa 1,7 milioni di euro e che il successivo aumento di valore sia legato alla valorizzazione del giocatore nei due anni successivi.

Ssc Bari, rinviata al 1° ottobre l’udienza sull’istanza di liquidazione: la Procura chiede tempo per leggere le carte

È stata rinviata al 1° ottobre l’udienza sull’istanza di liquidazione giudiziale presentata a luglio nei confronti della Ssc Bari. Il procuratore Roberto Rossi ha chiesto e ottenuto dal giudice delegato Michele De Palma altri venti giorni per esaminare le migliaia di pagine di documenti depositati dalla società biancorossa.

Il giudice ha riconosciuto che la memoria del Bari tiene conto di fatti successivi alla presentazione del ricorso. La Procura avrà tempo fino al 17 settembre per presentare le proprie osservazioni, mentre il club potrà replicare entro il 25 settembre.

Al centro della memoria difensiva c’è il bilancio 2026, chiuso con una perdita di 7,6 milioni di euro. La rinuncia ai crediti da parte del socio unico Filmauro ha però consentito di riportare il patrimonio in positivo. Inoltre, Aurelio De Laurentiis ha garantito attraverso una lettera di patronage le risorse necessarie per affrontare il campionato di Serie C, con l’obiettivo di tornare rapidamente in Serie B.

Dal bilancio emerge anche un aumento dei costi per gli stipendi, saliti a 15,7 milioni di euro, mentre la campagna acquisti per la Serie C è costata circa 950mila euro, a fronte di 700mila euro incassati dalle cessioni.

La perdita complessiva, considerando anche i 7,4 milioni maturati negli anni precedenti e non ripianati grazie alla deroga Covid, è stata coperta attraverso una riserva di 15,8 milioni costituita da anticipazioni di capitale di Filmauro. Una soluzione che ha consentito di evitare, almeno per ora, una nuova ricapitalizzazione da parte della famiglia De Laurentiis.

Ssc Bari, conti risanati e bilancio approvato: De Laurentiis prova a evitare la liquidazione. Udienza il 10 settembre

Bilancio approvato, conti riequilibrati e una perizia contabile depositata in tribunale. La Ssc Bari della famiglia De Laurentiis prova così ad allontanare lo spettro della liquidazione giudiziale per insolvenza, in vista dell’udienza fissata per il 10 settembre davanti al giudice Michele De Palma.

A certificare il nuovo equilibrio finanziario della società sono il bilancio approvato dall’assemblea dei soci e una perizia contabile firmata da Elbano De Nuccio, depositata agli atti in vista dell’udienza. Sarà però il giudice a stabilire se la documentazione prodotta sarà sufficiente a superare le contestazioni della Procura di Bari.

L’istanza di liquidazione giudiziale è stata presentata dalla Procura, che ipotizza per la società un buco complessivo di circa 30 milioni di euro maturato tra il 2019 e il 2025. Nell’inchiesta per bancarotta e false comunicazioni sociali risultano indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis.

Secondo la consulenza disposta dalla Procura, il patrimonio netto della Ssc Bari sarebbe risultato negativo dal 2022, a causa delle perdite d’esercizio accumulate senza soluzione di continuità dal 2019. Per far fronte alle difficoltà finanziarie, il socio unico Filmauro avrebbe immesso ripetutamente liquidità nelle casse del club, continuando a sostenere la società anche in vista della nuova stagione in Serie C.

Un altro elemento decisivo potrebbe essere la disponibilità manifestata dalla stessa Filmauro a rinunciare ad alcuni crediti vantati nei confronti della Ssc Bari. Un’operazione che consentirebbe di ripristinare l’equilibrio finanziario e, di conseguenza, potrebbe far venir meno l’obbligo di ricapitalizzazione. A giugno, i De Laurentiis avevano comunque manifestato la propria disponibilità a intervenire con una nuova ricapitalizzazione.

Durante l’estate, penalisti, civilisti e consulenti hanno lavorato alla strategia per scongiurare il rischio di fallimento. La soluzione potrebbe essere contenuta proprio nel bilancio recentemente approvato e ora agli atti del procedimento.

Il prossimo passaggio sarà l’udienza del 10 settembre. Prima toccherà alla Procura di Bari valutare la documentazione e preparare le proprie controdeduzioni; successivamente sarà il giudice Michele De Palma a decidere sul futuro societario del Bari.

Sul campo, intanto, la squadra ha iniziato la stagione di Serie C con una pesante sconfitta per 3-0 nel derby contro il Barletta, prima di rialzare la testa in Coppa Italia con il successo contro il Picerno. Una vittoria che, però, non è bastata a placare il malcontento di una piazza alle prese con una stagione che si è aperta tra incertezze societarie e una forte contestazione.

Giornalismo, “master” inutile e società in liquidazione: corsisti diffidano Il Quotidiano Italiano

Torniamo a parlare del Quotidiano Italiano. La società editrice che gestiva il giornale è in liquidazione e a far discutere è soprattutto l’ultimo master di giornalismo avviato a ridosso proprio dello stop del giornale. Il master si è fermato da un giorno all’altro, senza preavviso.

Sono diversi i giovani che hanno riconosciuto cifre importanti per sostenere il corso e che all’improvviso hanno visto i loro investimenti andare in frantumi.  Come Antonella che ha denunciato tutto in un video che alleghiamo al nostro servizio.