Altamura, maggioranza in crisi. Presidente zittisce tutti: rissa dopo il Consiglio Comunale

Ieri per l’ennesima volta è andato in scena un altro teatrino politico ad Altamura. Dopo i consigli comunali saltati di cui vi abbiamo parlato, si votava per l’elezione dell’organo più importante con la nomina del presidente del Collegio dei Revisori dei Conti.

La maggioranza non è riuscita anche a questo giro a compattarsi, votando divisa due diversi professionisti, con 10 e 8 voti. Sei le schede bianche. Il consigliere Onofrio Gallo (Forza Italia, minoranza) chiede di poter prendere parola, ma il presidente Luigi Lorusso gliela nega. A quel punto chiede di intervenire anche Michele Denora (Azione Civica, ex opposizione poi passato alla maggioranza dopo il mancato voto a Gallo all’Area Metripolitana). Anche in questo caso Lorusso nega l’intervento e chiude il Consiglio Comunale.

Ma non finisce qui. Il suocero di Denora, Francesco Petronella, rincorre Lorusso tra i corridoi chiedendo conto della decisione presa in aula, pare avendo una colluttazione con quest’ultimo. Lo stesso Denora interviene in soccorso del suocero. La tensione sale. Lorusso si barrica nella stanza del Gabinetto del Sindaco, mentre Denora cerca di entrare.

Risultato? Il vetro della porta si rompe (come testimoniato dalla foto). Intanto sul posto intervengono carabinieri e 118 per prestare soccorso soprattutto a Petronella, nel frattempo fatto stendere sulle sedie per un malore. L’altro Petronella, il Sindaco, dovrebbe prendere atto di non avere più una maggioranza e rassegnare le dimissioni. Peccato per Altamura e i suoi molteplici problemi da risolvere.

Bari, farmaci rubati dall’Oncologico: l’ex primario Vito Lorusso patteggia a 4mila euro

Ha patteggiato il pagamento di 4.240 euro, per i farmaci presi dai locali dell’istituto Oncologico ‘Giovanni Paolo II’ di Bari, l’ex primario di Oncologia medica Vito Lorusso, già in carcere per peculato e concussione per aver chiesto soldi a pazienti per visite, ricoveri e per velocizzare pratiche burocratiche (per questa vicenda patteggiò una pena di cinque anni).

Il patteggiamento, già proposto in udienza preliminare ma respinto, è arrivato oggi in dibattimento, Lorusso è assistito dagli avvocati Gaetano e Luca Castellaneta e dovrà anche pagare le spese legali sostenute dalla parte civile costituita, l’Oncologico, già risarcito.

Nell’ambito dell’inchiesta sui farmaci rubati dalla struttura già sette tra infermieri e operatori sanitari avevano patteggiato pene da un anno e quattro mesi a due anni di reclusione.

Lorusso è attualmente a processo a dibattimento nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Bari ‘Codice Interno’, sui legami tra mafia, politica e imprenditoria. Per l’accusa, avrebbe avuto un ruolo nella raccolta di voti dalla criminalità organizzata in favore della figlia, Maria Carmen, per le elezioni amministrative di Bari del 2019.

Maria Carmen Lorusso, anche lei a processo a dibattimento, fu poi eletta in una lista di centrodestra. Un ruolo di primo piano l’avrebbe avuto Giacomo Olivieri, ex consigliere regionale e marito di Maria Carmen Lorusso, che per la stessa vicenda è a processo con rito abbreviato e risponde di scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione. Per lui la Dda di Bari ha chiesto la condanna a dieci anni di reclusione, la sentenza del gup Giuseppe De Salvatore è prevista per domani.