Aeronautica Militare, volo salvavita da Bari: bimbo di un anno trasportato d’urgenza a Ciampino con un C-27J

Si è concluso il trasporto sanitario d’urgenza, dall’aeroporto di Bari Palese a quello di Ciampino, in favore di un bambino di poco più di un anno di vita effettuato con un C-27J della 46^ Brigata Aerea di Pisa. Il piccolo paziente, ricoverato presso l’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII di Bari, è stato imbarcato presso l’aeroporto di Bari Palese sul velivolo da trasporto militare. Durante il volo di trasferimento il piccolo è stato accompagnato da una equipe medica che lo ha costantemente assistito.

Il velivolo militare è successivamente atterrato all’aeroporto di Roma-Ciampino, sede del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare, dopo circa un’ora di volo. Da qui il bimbo è stato trasferito a bordo di un’ambulanza, proseguendo il suo viaggio verso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Lo speciale volo sanitario, richiesto dalla Prefettura di Bari ed autorizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stato tempestivamente disposto e coordinato dalla Sala Situazioni di Vertice del Comando della Squadra Aerea – 1a Regione Aerea, la sala operativa dell’Aeronautica Militare che ha tra i propri compiti anche quello di attivare e gestire i trasporti sanitari urgenti, dando l’ordine di decollo ai velivoli che la Forza Armata tiene pronti, 24 ore su 24, in varie basi, per questo genere di necessità.

Missioni di questo tipo richiedono di agire con la massima tempestività, garantita da una minuziosa organizzazione e da procedure ben rodate. Sono centinaia, ogni anno, le ore di volo effettuate dai velivoli dell’Aeronautica Militare per trasporti sanitari di urgenza, sia di persone in pericolo di vita sia di equipe e/o organi, per voli umanitari, per missioni di ricerca e soccorso. Equipaggi del 31° Stormo di Ciampino, del 15° Stormo di Cervia e dei Centri SAR (Search and Rescue) dipendenti, della 46^ Brigata Aerea di Pisa e del 14° Stormo di Pratica di Mare sono pronti 365 giorni all’anno, 24 ore su 24, a decollare in brevissimo tempo, con mezzi ed equipaggi in grado di operare, anche in condizioni meteorologiche complesse, per qualsiasi destinazione in Italia e all’estero su richiesta.

Stalking, calunnia e interruzione di pubblico servizio: ex primario del Pediatrico di Bari a processo

Leonardo Milella, ex direttore della terapia intensiva della cardiochirurgia pediatrica del Giovanni XXIII di Bari, è stato rinviato a giudizio per stalking, calunnia e interruzione di pubblico servizio. La prima udienza è fissata al 3 dicembre 2025. A chiedergli i danni il primario dello stesso reparto, Gabriele Scalzo, e il Policlinico, azienda di cui fa ancora parte il Pediatrico di Bari nonostante il via libera della Regione alla scorporazione. 

Secondo l’accusa nel 2018 Milella “avrebbe posto in essere condotte vessatorie e moleste» nei confronti del personale in servizio nel reparto di cardiochirurgia minacciando e utilizzando toni intimidatori nei confronti anche dei medici. Primo fra tutti il primario Gabriele Scalzo. In più occasioni lo avrebbe aggredito impedendogli di fare accesso alla terapia intensiva e quindi di seguire il decorso post operatorio dei piccoli pazienti operati”. A riportarlo è La Gazzetta del Mezzogiorno.

“Tu non sei nessuno. Questa è casa mia, è la mia terapia intensiva”, alcune delle frasi proferite da Milella nei suoi confronti. Lo avrebbe anche diffamato “riferendo falsamente ai genitori dei pazienti, il cui decorso aveva avuto esito infausto, che le cause del decesso fossero conseguenza della incapacità del cardiochirurgo” e calunniato “accusandolo di gravi fatti di reato prima con una diffida inviata alla direzione generale del Policlinico e poi con un ricorso al Tar”.

Pediatrico Bari, muore a 12 anni sotto i ferri. Svolta nell’inchiesta sul caso Zaray: disposta una nuova perizia

La piccola morì il 19 settembre 2017 per una ipertermia maligna durante un intervento di riduzione di una frattura al femore all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari. Il Tribunale, al termine di un lungo processo, non ha disposto una sentenza e ha disposto una nuova perizia medico legale. L’unico imputato resta Leonardo Milella, l’ex primario del reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, che rischia una condanna a 2 anni di reclusione.

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Pediatrico Bari, bimbo di 13 mesi al Pronto Soccorso per 6 ore. La mamma: “Andati via senza cure è uno schifo”

“Ho deciso di scrivervi per rendere pubblico quanto accadutomi qualche sera fa quando ho portato d’urgenza mio figlio di 13 mesi all’ospedaletto”. Inizia così la denuncia di una mamma arrivata in redazione.

“Sono arrivata in Pronto Soccorso, alle ore 20.15, con mio figlio con problemi respiratori, febbre a 39, vomito e astenia completa. Effettuo accettazione e dicono di attendere il mio turno, consegnandomi il numero 37. Nel frattempo i minuti sono diventati ore, tante nelle quali ho visto passare avanti numeri in ordine sparso, con apparenza meno urgenza di un bambino di 13 mesi che alle 2 di notte attendeva ancora di essere visitato”, continua.

“Alle 2. Un bambino di 13 mesi, con problemi respiratori. Voglio denunciare quanto accaduto che mi ha portato ad andare via alle 2, senza aver ricevuto il minimo soccorso, pregando che mio figlio potesse non sentirsi peggio, sfinito e assonnato si è addormentato con fatica alle 4 del mattino. Il giorno dopo ho fatto visitare e curare privatamente il mio piccolino – conclude -. Questo è uno schifo totale. Un sistema che non funziona ed è grave, molto grave che il malfunzionamento si verifichi soprattutto nell’unico polo pediatrico, considerato d’eccellenza, in tutta la Puglia. Sono schifata”.

Pediatrico Bari, 12enne muore dopo frattura al femore: l’ex primario Milella rischia 2 anni

Leonardo Milella, ex primario del reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari, rischia una condanna a 2 anni di reclusione nell’ambito dell’inchiesta sulla morte della 12enne Zaray Tatiana Coratella Gadaleta, avvenuta il 19 settembre 2017 a causa di un’ipertermia maligna dopo un intervento di riduzione di una frattura al femore, procurata da una banale caduta mentre giocava in un parco.

L’accusa è di omicidio colposo per non aver diagnosticato in tempo la patologia congenita di cui soffriva la bambina. Alla 12enne fu somministrato in ritardo il farmaco salvavita (assente nella sala operatoria) e la 12enne fu trasferita in Terapia Intensiva con una febbre di oltre 43 gradi. La famiglia della piccola vittima, costituita parte civile con l’avvocato Michele Laforgia, ha chiesto un risarcimento danni di un milione di euro. Nell’ambito della stessa inchiesta, per il reato di omicidio colposo, l’anestetista ha già patteggiato la pena a 14 mesi di reclusione per aver in questo caso somministrato un farmaco controindicato per l’anestesia.

Bari, farmaco innovativo al Pediatrico: trattamento su due pazienti affetti dalla malattia rara SEUa

Avviata oggi in nefrologia pediatrica al Giovanni XXIII di Bari la somministrazione di un farmaco innovativo per il trattamento della Sindrome Emolitico Uremica atipica (SEUa). A due giovani pazienti è stato somministrato un farmaco di recente introduzione, che ha il grande vantaggio di richiedere una somministrazione ogni 2 mesi anziché ogni 2 settimane, come avveniva con il precedente. La Sindrome Emolitico Uremica Atipica (SEUa) è una malattia rara che colpisce i piccoli vasi sanguigni nei reni e in altre parti del corpo. È diversa dalla forma più comune della malattia la Seu, spesso causata da infezioni batteriche.

“La somministrazione di questa terapia consente un netto miglioramento della qualità di vita dei giovani pazienti e delle famiglie, riducendo accessi ospedalieri, evitando assenze scolastiche e dal lavoro da parte dei caregivers”, spiega il dottor Mario Giordano, direttore dell’unità operativa di nefrologia e dialisi pediatrica, Centro riconosciuto dalla Regione Puglia per il trattamento di questa patologia che ha in cura 6 tra bambini ed adolescenti.