Terremoto di magnitudo 4.2 in Basilicata: scossa avvertita anche in Puglia e a Bari. Secondo caso in pochi giorni

Un terremoto di magnitudo 4.2 si è verificato questa mattina alle 10.01 con epicentro a Vaglio di Basilicata, in provincia di Potenza, a 6km di profondità. La scossa è stata avvertita anche in Puglia e a Bari.

È la seconda volta in pochi giorni. Tra venerdì sera e sabato sono 14 le scosse di terremoto che hanno interessato la costa garganica, al nord della Puglia (Foggia), registrate dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. La prima delle quali alle 20.37 di magnitudo 4.7.

Terremoto in Puglia, 14 scosse su costa garganica da ieri sera: “Evento distinto da Campi Flegrei”. Nessun danno

Sono 14 le scosse di terremoto che hanno interessato la costa garganica, al nord della Puglia (Foggia), registrate dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Alle sette scosse registrate ieri sera, la prima delle quali alle 20.37 di magnitudo 4.7, ne sono seguite altre nella notte, fino alle 6.03 di questa mattina, tutte comprese tra 2 e 2.4 di magnitudo.

Nessun danno è stato registrato in provincia di Foggia e nel resto della Puglia, dove la scossa più forte è stata avvertita ovunque, creando solo tanta paura tra i residenti soprattutto dei Comuni più vicini alla costa garganica come San Nicandro, Lesina e Apricena.

Il sindaco di San Nicandro, Matteo Vocale, che ieri sera ha aperto il Centro operativo comunale, ha disposto per questa mattina la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per consentire ai tecnici le verifiche. Controlli effettuati fin da ieri sera dai vigili del fuoco, in particolare nella zona del centro storico, dove qualche crepa è stata riscontrata in edifici abbandonati, ma nulla di preoccupante.

Stamattina i controlli continueranno negli edifici pubblici e di culto e – sottolinea il primo cittadino – molte persone che a tarda sera erano ancora in strada hanno fatto rientro nelle abitazioni dove hanno trascorso la notte. La situazione è sotto controllo. Anche ad Apricena, il sindaco Antonio Potenza ieri sera ha attivato la macchina dei controlli, informando anche attraverso i canali social del Comune, che non sono stati registrati danni o problemi.

“Le scosse, avvenute quasi in contemporanea con quelle registrate nei Campi Flegrei, mettono molta agitazione ma si tratta di eventi distinti e separati”. Lo dichiara in una nota Giovanna Amedei, presidente dell’Ordine dei geologi della Puglia all’indomani delle scosse di terremoto che hanno interessato la provincia di Foggia. “La paura è normale – prosegue – ma dobbiamo ricordare che viviamo in un’area appartenente alla cosiddetta zona 2, con sismicità medio-alta dove scosse anche forti sono possibili”. “Ricordiamoci sempre di sapere come comportarci in caso di terremoti e nelle fasi successive perché possono sembrare banalità, ma non lo sono”, conclude Amedei.

Matera dalla Basilicata in Puglia? Il referendum si può fare: c’è l’ok della Corte Suprema di Cassazione

La Corte Suprema di Cassazione ha inviato tutte le procedure da seguire per redigere la domanda referendaria e ha individuato un delegato che seguirà l’iter amministrativo ritenendo legittima la richiesta presentata dagli ex parlamentari Corrado Danzi e Tito Di Maggio per il referendum sul passaggio di Matera dalla Basilicata alla Puglia.

All’origine della richiesta “le opportunità che la Puglia offre sul piano del dinamismo economico e dell’offerta dei servizi e di superare i limiti di subalternità e di autonomia decisionale in una Regione, la Basilicata, con due province dal peso amministrativo penalizzante (cento Comuni in provincia di Potenza, 31 in quella di Matera) che hanno favorito negli anni un accentramento di funzioni e servizi nel capoluogo di regione, impoverendo i territori e alimentando l’emigrazione penalizzando le potenzialità di Matera”.

Aggressioni a medici, infermieri e operatori sanitari: in Puglia +180% di casi in un anno

In Puglia gli episodi di violenza ai danni di medici, infermieri e operatori socio-sanitari sono aumentati del 180% in un anno, passando dai 116 casi registrati nel 2023 ai 325 dello scorso anno. I dati, raccolti nelle aziende sanitarie e ospedaliere, sono stati diffusi dalla Regione Puglia in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari.

Le forme di aggressione più frequenti sono quelle verbali: 224 episodi (80 nel 2023); fisiche: 101 episodi (60 del 2023) a cui vanno sommati i 42 episodi di danneggiamento, rispetto ai 12 del 2023. In tre casi su quattro gli autori delle aggressioni sono i pazienti stessi. I luoghi più a rischio risultano essere i pronto soccorso, i servizi psichiatrici di diagnosi e cura, e i reparti ospedalieri. I professionisti più colpiti sono gli infermieri, seguiti dai medici e operatori socio-sanitari.

I dati, precisa la Regione, “sono ancora in corso di consolidamento e di progressivo perfezionamento nel sistema di monitoraggio, necessario per far confluire i dati nell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio sanitarie”. “La tutela di pazienti, medici, infermieri e operatori sanitari – commenta il governatore, Michele Emiliano – deve essere una condizione che va garantita e assicurata sempre. L’accordo con le Prefetture mira ad aumentare la sorveglianza e il pronto intervento delle forze dell’ordine e agisce sul fronte della protezione e della repressione”.

Emiliano ricorda che “stiamo lavorando anche sulla formazione degli operatori sanitari per migliorare la loro comunicazione con pazienti e familiari per prevenire sul nascere ogni forma di aggressività. E infine vogliamo sensibilizzare l’intera popolazione sul tema ed è questo il fine della campagna di comunicazione che lanciamo oggi in tutti gli ospedali pugliesi”.

Crisi idrica in Puglia, grave emergenza per il 2025: “Servono 1,3 miliardi”. Non esclusa riduzione dell’acqua potabile

La disponibilità idrica della Puglia, aggiornata alla fine di febbraio, conferma “una situazione di grave emergenza per l’anno 2025”. È un passaggio della delibera sul Piano di emergenza per il superamento della crisi idrica, approvato dalla giunta regionale e portata ieri all’attenzione del Consiglio regionale, riunito in seduta monotematica per discutere del tema.

Dall’ottobre del 2024, Acquedotto pugliese, al fine di contenere i consumi e preservare le riserve idriche residue, ha avviato riduzioni di pressione delle erogazioni sul territorio. Riduzioni che continueranno e che contempleranno meccanismi di sostegno agli agricoltori che subiranno danni a causa della scarsità idrica nel 2025. Non è del tutto esclusa, però, una riduzione dell’acqua potabile.

“In caso di peggioramento dell’attuale riserva idrica e in caso di totale assenza di pioggia – si legge nel Piano – i fabbisogni potabili potrebbero non essere completamente soddisfatti nel 2025”. La disponibilità complessiva dei sei invasi (Pertusillo, Locone, Occhito, Monte Cotugno, Conza, San Giuliano) al 28 febbraio 2025 è pari a 327,74 milioni di metri cubi d’acqua, a fronte dei 432,09 milioni di metri cubi presenti al 30 giugno 2024. L’invaso che desta maggiore preoccupazione è quello di Occhito: se la situazione non muta ma dovesse peggiorare “il volume utile disponibile per il prelievo si azzererebbe entro il mese di luglio 2025”.

“In considerazione di una programmazione già in attuazione per oltre 630 milioni di euro e gli oltre 735 milioni di euro a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione e sul Programma Regionale 2021-2027, per aumentare la resilienza del sistema di approvvigionamento e utilizzo idrico pugliese, anche nelle situazioni future di deficit, l’obiettivo è di ottenere ulteriori finanziamenti necessari al completamento del programma di infrastrutturazione strategica nel settore idrico, pari a circa 1,3 miliardi di euro. Un ulteriore obiettivo – si legge ancora – è quello di accelerare i procedimenti di realizzazione delle opere pubbliche, semplificando la normativa, assumendo personale qualificato, implementando gli strumenti digitali per la gestione delle pratiche e il monitoraggio dei progetti”.

La rivelazione choc di Nancy Dell’Olio: “Emiliano ha provato a baciarmi e mi invitò a casa sua. Scoppiai a piangere”

“Se Emiliano ci ha provato? Certo che ci ha provato”. Il retroscena piccante infuoca il caso di Nancy Dell’Olio. Nella puntata delle Iene in programma questa sera, andrà in onda un’altra intervista all’ex ambasciatrice della Regione Puglia che ha accusato nelle scorte settimane di essere stata presa in giro e raggirata dallo stesso Emiliano.

Il retroscena piccante è ad una serata al Circolo della Vela del 29 maggio 2019. “Al termine della cena  ci spostammo sui divanetti per bere qualcosa. Lì il presidente trasformò il tono del nostro incontro. E ci provò in quell’occasione, in un modo che mi spiazzò. Prese la mia mano e cercò di baciarmi – rivela -. Emiliano mi chiese se volessi andare a casa sua a proseguire la serata, ma gli dissi di no”.

“Quando mi infilai in auto per tornare a casa la mia assistente mi vide sconvolta. Scoppiai a piangere. E piansi a lungo, ero turbata. Ho scritto tutto, date, momenti, su un diario. E questo il presidente Emiliano lo sa”, ha aggiunto. 

Emiliano ha negato tutto. “Mi dà la possibilità di ricevere questa tesi formalmente? Nancy Dell’Olio ha detto che mi deve denunciare, vero? Bene, aspetto questa denuncia. Se devo porgere delle scuse alla signora Dell’Olio? Non ho niente di cui scusarmi”, la replica del presidente della Regione Puglia.

Processo Codice Interno, respinta la richiesta della Regione Puglia: no al sequestro del vitalizio di Olivieri

Il gup Giuseppe De Salvatore ha rigettato la richiesta della Regione Puglia di sequestrare il vitalizio dell’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri di circa 3.500 euro netti (circa 800 sono già sottoposti a pignoramento). Alla base della decisione la mancanza del “periculum”, la Regione Puglia non avrebbe documentato il rischio che Olivieri possa dismettere il suo patrimonio e quindi sottrarsi al pagamento dei danni che gli sono stati chiesti.

Il Tribunale di Bari ha deciso, sempre nella giornata di ieri, di non ammettere quasi tutte le chat di Giacomo Olivieri, ex consigliere regionale in carcere dal 26 febbraio scorso per scambio elettorale politico-mafioso ed estorsioni, di cui la Dda di Bari aveva chiesto l’acquisizione nel processo (a dibattimento) nato dall’inchiesta ‘Codice interno’. L’indagine della Dda e della squadra mobile svelò i presunti intrecci tra mafia, politica e imprenditoria in città e convinse il Viminale a nominare una commissione per valutare possibili infiltrazioni mafiose nell’amministrazione comunale, ipotesi definitivamente scongiurata a febbraio.

A dibattimento ci sono 15 imputati, tra cui Maria Carmen Lorusso – moglie di Olivieri – e suo padre, l’oncologo Vito, finiti a processo per scambio elettorale politico-mafioso. La Dda, lo scorso 8 gennaio, aveva chiesto l’acquisizione di numerose chat estratte dal cellulare di Olivieri e di suo suocero, l’oncologo Vito Lorusso, ma molte di queste non erano presenti nel fascicolo delle indagini preliminari.

Per questo, accogliendo parzialmente le eccezioni degli avvocati Gaetano e Luca Castellaneta (che difendono sia Olivieri sia i due Lorusso), il Tribunale ha deciso di ammettere a dibattimento solo le chat già presenti nel fascicolo delle indagini preliminari, ovvero quelle tra Olivieri e Michele De Tullio (ex dipendente della municipalizzata Amtab ritenuto vicino al clan Parisi) e quelle tra Olivieri e Whitney Falco, la figlia del ‘re delle rapine’ Angelo Falco.

“La trascrizione delle ulteriori conversazioni chat di cui i pm hanno chiesto l’acquisizione, invece, non è suscettibile di essere acquisita in atti in quanto prodotta per la prima volta in dibattimento”, si legge nell’ordinanza del presidente Marco Guida.

“Tale conclusione – è scritto ancora – vale anche con riferimento alle chat relative al cellulare iPhone 11 di Lorusso Vito, sequestrato in altro procedimento penale”. Il cellulare di Lorusso fu sequestrato nell’ambito di un’altra indagine per peculato e concussione per la quale il medico, ex primario di Oncologia medica dell’istituto tumori ‘Giovanni Paolo II’ di Bari, ha patteggiato una pena di cinque anni che sta scontando in carcere.

Stop di 3 anni alla pesca dei ricci di mare: dalla Regione Puglia via libera dei ristori ai pescatori con licenza

“L’attesa è finita: la Giunta regionale ha approvato i criteri e le modalità di assegnazione dei ristori ai pescatori con licenza, fermi da maggio 2023 per lo stop triennale alla pesca dei ricci di mare stabilito con legge regionale. Un provvedimento a mia firma, che ha trovato unanime condivisione non solo in Consiglio regionale ma a che nel mondo scientifico e da parte di tutti gli attori della filiera ittica: pescatori autorizzati, distributori e ristoratori”.

Inizia così la nota del capogruppo La Puglia Domani verso Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro. “Il fermo pesca è stato un atto coraggioso ma necessario, per concedere ai ricci di mare ormai in estinzione il tempo di ripopolarsi. I risultati stanno superando le aspettative, e dunque faccio appello soprattutto ai pescatori amatoriali perché rispettino lo stop fino a quando il divieto sarà in vigore, e cioè maggio 2026. È un atto di responsabilità che deve vederci tutti coinvolti per collaborare al ripopolamento di una specie indispensabile per l’equilibrio dell’ecosistema marino, senza dimenticare le sanzioni salate a cui vanno incontro i trasgressori. Gli amanti dei ricci di mare possono comunque continuare a mangiarli, chiedendo la certificazione di provenienza che attesti che non sono stati prelevati dai fondali delle acque pugliesi”, si legge.

“Intanto, per i pescatori professionali con licenza di tipo A si apre finalmente la possibilità di accedere ai ristori messi a bando dalla Regione dopo nostre insistenti sollecitazioni – aggiunge Pagliaro -.Ma, per dare piena applicazione alla legge, resta ancora un aspetto a cui dare seguito: la campagna di comunicazione e sensibilizzazione per informare tutti i cittadini e contrastare la pesca abusiva. Non basta l’azione forte ed efficace messa in campo da Capitanerie di porto, Guardia di finanza e forze dell’ordine, di cui li ringrazio”.

“Tocca a tutti noi vigilare perché non si faccia razzia di ricci, denunciando chi trasgredisce la legge, perciò è importante l’opera di sensibilizzazione istituzionale, che sollecito la Regione a finanziare e attuare con urgenza visto che la stagione estiva è alle porte – conclude -. Siamo stati i primi ad approvare una legge tanto importante a cui altre Regioni guardano come modello, e possiamo dirci davvero orgogliosi di essere d’esempio per la tutela del riccio e dell’intero patrimonio marino che abbiamo il dovere di preservare”.

Sanità, il report di Gimbe: in Puglia il 37% dei medici di base supera il massimale di 1500 assistiti

Il 35% dei medici di medicina generale (Mmg) in Puglia supera il massimale dei 1.500 assistiti contro una media nazionale del 51,7%. Lo indica il rapporto della Fondazione Gimbe sui medici di base elaborato con i dati Sisac (Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati).

Dal report emerge che in Puglia il numero medio di assistiti è di 1.325 (medica nazionale 1.374). Secondo la stima Gimbe, che ha tenuto in considerazione il rapporto ottimale pari a 1 Mmg ogni 1.200 assistiti, al primo gennaio 2024 in regione mancano 267 medici. Nel periodo tra il 2019 ed il 2023, in medici di medicina generale in Puglia si sono ridotti del 25,8%, a fronte di una media nazionale del 12,7%.

C’è un altro elemento che viene evidenziato per la Puglia nell’analisi della Fondazione Gimbe: nel 2024 i partecipanti al concorso nazionale per il corso di Formazione Specifica in Medicina Generale sono stati inferiori ai posti disponibili. In particolare -33 candidati (-17%) rispetto alle borse finanziate (media Italia -15%).

Aeroporti di Puglia, nei primi 2 mesi del 2025 +16% passeggeri: cresce anche Bari. Boom Foggia

Nei primi due mesi del 2025 il totale passeggeri in arrivo e partenza negli aeroporti di Bari, Brindisi e Foggia è stato di 1.201.502 con un incremento del 16%, di questi 411.784 (+28,4%) sono stati i passeggeri di linea internazionale.

Lo comunica aeroporti di Puglia che rileva anche che a febbraio il totale passeggeri nei tre scali pugliesi è stato di 607.443, con un incremento del 18,6% rispetto allo stesso mese del 2024 quando il totale era stato di 512.170 passeggeri. Nel dettaglio, i passeggeri in arrivo e partenza nell’aeroporto Karol Wojtyla di Bari a febbraio sono stati 424.364, pari al 21,5% in più rispetto ai 349.217 dello stesso mese del 2024.

Il traffico di linea nazionale ha registrato un incremento dell’9,8%, mentre la linea internazionale con 188.344 passeggeri ha determinato una crescita del 39,2% rispetto ai 135.339 passeggeri dello scorso anno. Questo ha determinato una crescita nei primi due mesi del 18,3% per il totale traffico passeggeri che si è attestato a 843.955 unità rispetto alle 713.654 dei primi due mesi dello scorso anno.

“Numeri importanti” – sottolinea Adp – per l’aeroporto Gino Lisa di Foggia, dove nei primi due mesi del 2025 i passeggeri sono stati 12.824, il 170% in più rispetto ai primi due mesi del 2024 quando i passeggeri erano stati 4.761. Nel solo mese di febbraio i passeggeri in arrivo e partenza da Foggia sono stati 6.328 contro i 2.206 del febbraio 2024, con un incremento del 187%.

Per l’Aeroporto del Salento di Brindisi, il mese di febbraio si è chiuso con un +10% (176.751 passeggeri rispetto ai 160.747 di febbraio 2024). Ciò ha fatto sì che nei primi due mesi del 2025 il traffico sia passato dai 317.563 passeggeri del 2024 ai 344.723 del primo bimestre di quest’anno con un incremento dell’8,6%. Stessa percentuale di crescita è stata registrata per i passeggeri di linea internazionale che sono stati 40.226 a fronte dei 37.039 dello stesso periodo dello scorso anno.

“A circa due anni dalla presentazione del Piano Strategico – ha dichiarato il presidente di Aeroporti di Puglia, Antonio Maria Vasile – i parametri di crescita stimati, pur in una congiuntura geopolitica complessa, sono in linea con quanto previsto. Ringrazio la struttura di pianificazione strategica, il management e l’azionista Regione Puglia per la determinazione con cui stanno perseguendo l’obiettivo di crescita della rete aeroportuale pugliese. Questo risultato – ha concluso – conferma il ruolo di primo piano dei nostri aeroporti nel panorama nazionale e internazionale”.