Capriati, Strisciuglio, Parisi-Palermiti e Diomede-Mercante: la mappa e gli affari dei clan baresi – IL REPORT

Sotto il profilo della criminalità organizzata il quadro d’insieme della regione Puglia nel 2024 rimane sostanzialmente immutato. Questo è quanto emerge dalla relazione annuale della DIA.

La città metropolitana di Bari, così come la sua provincia, sono infiltrati dalla camorra barese, Foggia e la sua provincia dalle mafie foggiane, mentre il Salento, con le province di Lecce e Brindisi e solo parzialmente quella di Taranto, restano appannaggio della sacra corona unita. Discorso a parte va fatto per la provincia BAT, la quale costituisce una sorta di crocevia in cui convergono gli interessi delle mafie locali e di quelle baresi e foggiane. La provincia di Taranto, da ultimo, ad esclusione della zona di Manduria, risulta controllata da gruppi mafiosi locali.

Le evidenze investigative dimostrano come, anche nel corso del 2024, i gruppi mafiosi pugliesi continuano a perseguire la loro strategia di controllo del territorio e di autosostentamento, con particolare riguardo al settore del traffico di stupefacenti, avvalendosi anche della collaborazione di sodalizi stranieri, specialmente albanesi, ormai da decenni radicati in zona anche per effetto della collocazione geografica della regione, che funge da naturale testa di ponte tra l’Italia e le grandi rotte balcaniche.

Il crimine organizzato in Puglia si caratterizza per la sua perdurante instabilità, frutto di continue fibrillazioni sia interne che esterne ai vari sodalizi, come dimostrato dai 9 omicidi e circa 19 tentati omicidi commessi nel corso del 2024. Sono confermati i rapporti con la ‘ndrangheta e la camorra, anch’esse molto attive nell’azione di inquinamento dell’economia locale (per i dettagli sugli interessi della ‘ndrangheta in Puglia si rimanda al box di approfondimento sui provvedimenti interdittivi prefettizi).

LA RELAZIONE SU BARI

Il panorama del capoluogo pugliese è caratterizzato dalla presenza della camorra barese articolata su 4 clan egemoni: i CAPRIATI, gli STRISCUGLIO, i PARISI-PALERMITI ed i DIOMEDE-MERCANTE. Questi sono espressioni di altrettante famiglie, dominanti sulle restanti consorterie cittadine con la loro forte presenza sul territorio ed il loro riconosciuto spessore criminale.

Sotto l’egida dei predetti clan o comunque in posizione subordinata operano nella città di Bari vari gruppi, mentre il controllo delle consorterie sui comuni dell’hinterland barese si estende attraverso una fitta rete di uomini di fiducia.

La principale fonte di sostentamento è costituita dal traffico e dallo spaccio di sostanze stupefacenti, cui vanno ad aggiungersi i reati contro il patrimonio, in particolare le estorsioni, ed altre forme di aggressione più articolate dell’economia locale, come testimoniato dai molteplici sequestri operati, derivanti dall’accumulo e dal reimpiego di provento di attività delittuose, e dai provvedimenti interdittivi emessi, che hanno riguardato, come detto, anche società colluse con esponenti della ‘ndrangheta, a riprova dei frequenti rapporti della camorra barese con le cosche calabresi in ragione delle opportunità offerte dall’economia del territorio e il conseguente inquinamento dell’economia locale.

Il clan CAPRIATI è radicato nel Borgo Antico della città e per tramite dei suoi referenti/reggenti è fortemente ramificato anche nei quartieri di Fesca e San Cataldo, nonché in molti comuni della città metropolitana e alcuni della provincia BAT, a seguito di una “poli- tica espansionistica” seguita negli ultimi anni dai suoi capi. È dedito prioritariamente al traffico di stupefacenti, alle estorsioni e al gioco d’azzardo. Il 1° aprile 2024, in località Torre a Mare (BA) è stato ucciso uno degli elementi di spicco del clan che, scarcerato da pochi mesi dopo una lunga detenzione, avrebbe ripreso la conduzione degli affari della consorteria criminale. Il 27 aprile 2024 i Carabinieri hanno tratto in arresto un pregiudicato ritenuto contiguo al clan CAPRIATI poiché trovato in possesso di 4 pistole e relativo munizionamento. Il 7 maggio 2024 la Polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare851 nei confronti di 4 soggetti intranei al clan CAPRIATI, ritenuti responsabili di detenzione ai fini di spaccio di stupefacente e detenzione abusiva di arma da fuoco.

Il 31 ottobre e il 5 novembre 2024 è stata data esecuzione alla sentenza di condanna definitiva, nell’ambito del processo “Porto”, nei confronti di 5 appartenenti al clan CAPRIATI, tra cui un importante esponente di vertice, per il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso, finalizzata al traffico di stupefacenti, ed estorsione.

Il 5 dicembre 2024, a Bari, nel quartiere del Borgo Antico, i Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza custodiale nei confronti di cinque persone, vicine al clan CAPRIATI, per spaccio di sostanze stupefacenti. L’attività ha dimostrato ancora una volta come il predetto sodalizio sia tuttora ben radicato nel centro storico, nonostante sia un territorio fortemente conteso con l’avverso clan STRISCIUGLIO, anche attraverso piazze di spaccio gestite in modo capillare e con l’ausilio di “vedette” che segnalano costantemente la presenza delle forze dell’ordine.

Il clan PARISI-PALERMITI, sempre ben saldo nella sua roccaforte originaria del quartiere Japigia, si caratterizza per la sua struttura piramidale, con i suoi capi storici che, nonostante la detenzione, riescono a mantenere le redini del sodalizio e che, per tramite di suoi gruppi subordinati, opera anche nei quartieri Madonnella e Carrassi ed in altri comuni della città metropolitana. Le attività delittuose del clan PARISI-PALERMITI spaziano dalle estorsioni all’usura, dal traffico di stupefacenti al contrabbando di gasolio, dal riciclaggio alla gestione del gioco d’azzardo per arrivare anche allo scambio elettorale politico mafioso. Durante il periodo in esame diverse operazioni di polizia hanno contribuito a delinearne la struttura, il territorio di influenza, le attività criminali e gli ambiti istituzionali e dell’economia legale dove tende ad infiltrarsi, in particolare nel settore dell’autotrasporto di merci per conto terzi.

Il 12 febbraio 2024, la Polizia di Stato di Bari ha eseguito una misura cautelare nei confronti di un esponente apicale della fazione PALERMITI, ritenuto responsabile di lesioni personali, violenza privata ed atti persecutori, reati aggravati dalle circostanze di cui all’art. 416 bis, per il ferimento a colpi d’arma da fuoco di un esponente del clan.

Il 26 febbraio 2024, la Polizia di Stato, nell’ambito dell’operazione “Codice interno”, ha eseguito 137 misure cautelari, emesse nell’ambito di due distinti procedimenti penali, i cui indagati sono stati ritenuti responsabili di associazione mafiosa, scambio elettorale politico-mafioso, turbata libertà degli incanti e frode in competizioni sportive. Le indagini hanno consentito di documentare l’operatività, almeno dall’anno 2016, del clan PARISI-PALERMITI ed hanno permesso di disvelare molteplici aspetti dell’operato criminale del sodalizio in questione, oltre a documentarne l’operatività nei territori controllati e a tracciare nel dettaglio il suo organigramma.

Le indagini hanno fatto luce su molteplici dinamiche, sia di tipo più spiccatamente delinquenziale, ma soprattutto sul modus operandi adottato per intaccare e permeare il tessuto economico e le istituzioni locali. Più nel dettaglio sono stati messi in evidenza: l’ascesa delle nuove generazioni, sempre più avvezzi a sistemi delinquenziali articolati quali le intestazioni fittizie ed il riciclaggio mediante la gestione di centri scommesse; la grande solidità interna del clan; l’infiltrazione nell’economia legale attraverso il condizionamento di numerose aziende cittadine, tra cui spicca una municipalizzata del Comune di Bari, della quale sarebbero state condizionate le scelte societarie anche imponendo assunzioni di sodali del clan o di loro parenti.

In merito a quest’ultimo aspetto il clan PARISI-PALERMITI avrebbe dimostrato di riuscire, grazie alla compiacenza di pubblici amministratori, ad infiltrarsi nei gangli dell’amministrazione comunale con la compartecipazione di esponenti del rivale clan STRISCIUGLIO.

Il 18 marzo 2024, i Carabinieri, nell’ambito dell’operazione “Dedalo” hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di 69 esponenti del clan PARISI-PALERMITI ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere armata finalizzata al traffico di droga ed aggravata dal metodo mafioso, nonché detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini hanno consentito di documentare ulteriormente l’attività nel quartiere Japigia della consorteria costituita dai PARISI-PALERMITI, dedita al traffico di sostanze stupefacenti avvalendosi di basi logistiche e automezzi modificati. In particolare è emersa la presenza di una “cassa comune”, finanziata dagli stessi sodali e utilizzata per gli acquisti delle sostanze stupefacenti, con una duplice contabilità la cui gestione era affidata a due figure apicali affiliate rispettivamente ai PARISI ed ai PALERMITI.

Il 22 giugno 2024, a Bari, la Polizia di Stato ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo per un valore complessivo stimato in 1,5 milioni di euro nei confronti di un soggetto considerato intraneo al clan PARISI. Il provvedimento è scaturito da indagini che hanno consentito di ricostruire il patrimonio del soggetto, costituito prevalentemente da beni intestati fittiziamente a terze persone.

Il 25 giugno 2024, a Bari, i Carabinieri hanno eseguito decreto di confisca869 emesso nei confronti di un soggetto intraneo al gruppo criminale DI COSIMO-RAFASCHIERI, operante sotto l’egida del clan PARISI-PALERMITI, riguardante un fabbricato acquisito mediante il reimpiego di proventi delle attività illecite.

Il 12 settembre 2024, in Bari, la Polizia di Stato ha eseguito un decreto di sequestro preventivo che ha interessato il patrimonio, già in parte oggetto di precedente sequestro, di uno degli elementi di vertice del clan PARISI-PALERMITI.

Il 28 ottobre 2024, i Carabinieri hanno eseguito 7 provvedimenti di esecuzione pena nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata dal metodo mafioso e ricettazione, avendo agevolato il clan PARISI-PALERMITI.

Il 15 novembre 2024, a Bari, nell’ambito dell’operazione “Run up”, i Carabinieri hanno eseguito 4 ordinanze custodiali emesse nei confronti dei soggetti fiancheggiatori della latitanza di un boss della ‘ndrina di Lauropoli (CS), arrestato nel novembre 2023 dopo aver trovato riparo nel capoluogo pugliese grazie ad esponenti del gruppo dei LOVREGLIO, facente capo al clan PARISI.

Il clan STRISCIUGLIO (o clan della luna) è al momento tra i più attivi e conta su un numero elevato di affiliati nell’ambito della criminalità organizzata barese, con i suoi capi storici saldamente al comando nonostante da anni reclusi in carcere. Per il tramite di suoi fedelissimi, il clan è di fatto egemone in molti quartieri e zone della città e del suo hinterland, segnatamente nel Borgo Antico, San Girolamo (in questi quartieri in contrasto con il clan CAPRIATI), Carbonara, Carbonara 2, Ceglie del Campo, Libertà, Stanic, San Paolo, Palese, Santo Spirito-Catino-San Pio ed inoltre, per tramite del gruppo CAMPANALE, con influenza sui quartieri Fesca e San Cataldo.

Il grado di autonomia tra i vari gruppi è frutto anche di frequenti tensioni interne. Gli interessi criminali del clan sono molteplici e partono dal traffico e spaccio di droga, per estendersi alle estorsioni, all’usura, al riciclaggio, al settore della raccolta, trasporto, stoccaggio e smaltimento di metalli e altro genere di rifiuti ed al controllo della distribuzione delle apparecchiature da gioco.

Inoltre, è emerso che il clan STRISCIUGLIO, parallelamente al rivale clan PARISI-PALERMITI, avrebbe partecipato ad accordi politico-mafiosi in cambio di utilità varie, coinvolgendo a tale scopo elementi apicali del gruppo MONTANI, operanti nei quartieri San Paolo e San Pio anche con il coinvolgimento, in passate tornate elettorali, di frange del tifo organizzato locale.

Il 18 febbraio 2024, a Bari, la Polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare nei confronti di 3 soggetti legati al clan STRISCIUGLIO, poiché ritenuti responsabili di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso a seguito di un’aggressione a colpi d’arma da fuoco nei confronti di un altro esponente di spicco del medesimo sodalizio criminale.

Il 12 aprile 2024, i Carabinieri hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di 10 soggetti riconducibili al clan STRISCIUGLIO operanti nel quartiere San Pio in ordine ai reati, tutti commessi con l’aggravante mafiosa, di porto abusivo di armi e lesioni aggravate nei confronti di un pregiudicato che aveva avviato un’attività di spaccio nel quadrante Santo Spirito del medesimo quartiere, senza il placet del clan. Tale circostanza dimostra ulteriormente come gli esponenti del sodalizio operino secondo logiche tipiche del contesto mafioso e di come abbiano esteso anche il loro raggio d’azione nell’ambito del quartiere Santo Spirito-Catino-San Pio.

Il 16 aprile 2024, nel quartiere Japigia i Carabinieri hanno tratto in arresto in flagranza di reato 5 persone per avere preso parte ad un agguato a colpi d’arma da fuoco nei confronti di un membro del clan PARISI. I 5 soggetti risulterebbero “vicini” al rivale clan STRISCIUGLIO e uno di questi sarebbe anche legato da vincoli di parentela alla vittima dell’agguato.

Il 19 aprile 2024, i Carabinieri hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di 5 soggetti responsabili di varie estorsioni, con l’aggravante dell’aver agito con modalità mafiose, perpetrate in una zona portuale del capoluogo ai danni di pescatori professionisti e proprietari di imbarcazioni da diporto. Questi ultimi erano costretti ad accettare la “protezione” degli indagati che si erano imposti come guardiani della zona, obbligando le vittime ad usufruire dei loro servizi per scongiurare danni ai natanti. Pur in assenza di diretti riscontri in tal senso, non si può escludere un possibile coinvolgimento del clan STRISCIUGLIO anche nella considerazione che l’area portuale ricade nei quartieri Santo Spirito-Catino-San Pio e, quindi, sotto il controllo del predetto clan.

Il 18 giugno 2024, la Polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare nei confronti di 11 soggetti legati al clan STRISCIUGLIO poiché responsabili di tentato omicidio, detenzione e porto d’arma da fuoco, con l’aggravante del metodo mafioso. L’indagine ha riguardato l’agguato di cui furono vittime due pregiudicati intranei al clan PARISI-PALERMITI e si inserisce nel conflitto che venne a crearsi nel quartiere Madonnella tra i due clan per contese legate al controllo della zona.

Il 3 luglio 2024, i Carabinieri hanno dato esecuzione ad una misura cautelare nei confronti di 2 pregiudicati riconducibili al clan STRISCIUGLIO, ritenuti responsabili dei reati di lesioni personali e porto illegale di armi con l’aggravante del metodo mafioso. Il provvedimento è scaturito dalle indagini esperite a seguito del ferimento di un soggetto gravato da precedenti di polizia.

Il 6 novembre 2024, i Carabinieri hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di 4 soggetti, di cui 2 appartenenti al clan STRISCIUGLIO, ritenuti responsabili, in concorso e con l’aggravante del metodo mafioso, di sequestro di persona a scopo di rapina e lesioni personali aggravate nei confronti di un soggetto per motivi legati a pregressi debiti di droga.

Il 13 novembre 2024, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 4 soggetti, in concorso con altri 14 indagati in stati di libertà, ritenuti responsabili di spaccio di stupefacenti, estorsioni, porto illegale ed esplosione di colpi d’arma da fuoco, con l’aggravante del metodo mafioso. L’indagine riguarda affiliati del clan STRISCIUGLIO operanti nel quartiere Libertà, dediti ad estorsioni in danno di venditori ambulanti di fuochi pirotecnici.

Il quarto clan operante in diverse aree del capoluogo pugliese è quello dei DIOMEDE-MERCANTE. Federato con il clan CAPRIATI, è particolarmente attivo nel traffico di stupefacenti e nelle estorsioni evidenziando recentemente un interesse all’infiltrazione di aziende operanti nel settore delle forniture di beni e servizi. La componente DIOMEDE, dedita principalmente allo spaccio di droga, risulta atti- va nei quartieri Poggiofranco, Picone, Carrassi e San Pasquale. I MERCANTE hanno come principali basi di riferimento i quartieri Libertà e San Paolo, contesi con il rivale clan STRISCIUGLIO, che ne avrebbe ridimensionato lo spessore criminale anche in ragione dell’azione di contrasto subita dalle Forze di Polizia.

Strutture ricettive a Bari, 551 sanzioni nel 2024: 8 denunce penali e 10 attività chiuse. Incassati 4 milioni di euro

Nell’ambito delle attività svolte dal settore della polizia Annona relativamente alle operazioni effettuate dalla task force voluta dall’amministrazione comunale per sostenere le politiche di contrasto all’abusivismo nel settore dell’ospitalità e della ricettività, si rendono noti i dati del 2024.

A fronte delle 1.900 strutture iscritte al 31.12.2023 alla piattaforma Paytourist (imposta di soggiorno), al 31.12.2024 sono risultate iscritte 3.255 strutture, con un aumento delle registrazioni pari a oltre il 70%, rispetto al 10% delle previsioni interne. Questi dati risultano ancora più rilevanti se messi in relazione con il numero dei controlli e delle verifiche condotte ed effettuate in loco.

Va precisato, inoltre, che, a seguito delle 439 verifiche eseguite, sono scaturite 551 sanzioni, di cui 8 denunce penali per violazione dell’art 109 del TULPS (mancata segnalazioni degli ospiti all’autorità di PS) e 10 ordinanze di chiusura di attività completamente abusive, tra cui un albergo.

Altro dato significativo è rappresentato dall’incasso realizzato dall’ente comunale in merito alle verifiche sull’imposta di soggiorno per l’anno 2024: a fronte di una previsione di bilancio pari a 2 milioni di euro, grazie anche all’attività della task force che ha lavorato al progetto, sono stati incassati circa 4 milioni di euro.

“Gli uffici comunali stanno lavorando a pieno regime sul contrasto all’abusivismo nel settore della ricettività e i risultati sono oggi ancora più evidenti – commenta l’assessore allo Sviluppo locale Pietro Petruzzelli -. Non siamo certamente affezionati al numero delle sanzioni ma riteniamo importante dare risalto al lavoro effettuato sull’emersione che i controlli messi in campo sono stati capaci di produrre. Siamo consapevoli che questo è solo l’inizio ma siamo determinati a proseguire su questo percorso, anche lavorando con gli altri soggetti in campo, come la Guardia di Finanza, con la quale abbiamo già condiviso una serie di azioni che ci permetterà di essere ancora più incisivi nei controlli sulle strutture abusive, che rappresentano un disvalore per la città sotto tutti i punti di vista. Come abbiamo sempre detto, il turismo è una grande opportunità per la città, ma proprio la straordinaria performance ottenuta dalla città di Bari, confermata anche dagli ultimi dati di Puglia Promozione alla Bit di Milano, ci impone di continuare a tenere alta la guardia così da arginare eventuali distorsioni nel settore dell’offerta ricettiva”.

“Questi dati testimoniano la presenza e l’efficacia del lavoro degli agenti di Polizia locale e del settore della Polizia annonaria che sostengono le politiche di contrasto ad ogni forma di abusivismo condotte dall’amministrazione comunale – spiega l’assessora alla Polizia locale Carla Palone -. È importante sostenere il lavoro dei nostri agenti che, è bene sottolinearlo, non ha mai uno scopo vessatorio ma persegue sempre l’obiettivo del rispetto delle regole. Perché le attività che agiscono e guadagnano abusivamente lo fanno sulle spalle e sui sacrifici di chi invece rispetta le regole”.

Omicidi, spaccio, furti, spaccate, maltrattamenti, estorsioni e truffe a Bari: il report 2023 della Polizia – I DATI

Il report della Polizia è relativo al periodo di riferimento è gennaio 2023 – dicembre 2023, confrontato con quello precedente, relativo all’anno 2022.

ORDINE PUBBLICO

Il numero di ordinanze dispositive dei servizi di ordine pubblico evidenzia come Bari e la sua Area Metropolitana siano state caratterizzate da un maggiore attivismo sociale, con un aumento degli eventi e manifestazioni, che dalle 1063 del 2022 passano di numero alle 1186 del 2023. In flessione le manifestazioni di carattere politico (-16) mentre è cresciuto il numero degli eventi religiosi (+5), di quelli sportivi (+104) e di protesta (+30). Due soli sono gli episodi critici dal punto di vista dell’ordine pubblico che abbiamo dovuto affrontare. La mattina del 24 giugno scorso, a Bari, nel quartiere Japigia, a conclusione della messa funebre di un giovane malavitoso deceduto in un incidente stradale, occorsogli a causa del suo tentativo di sfuggire al controllo di una pattuglia delle FF.OO., un centinaio di persone, che a bordo di numerosissimi motocicli accompagnava il carro funebre, ha inscenato un corteo, sino al locale cimitero. Durante il percorso, alcuni dei partecipanti alla sfilata hanno minacciato l’autista del carro funebre, per obbligarlo a transitare in contromano per la carreggiata che costeggia le mura perimetrali della Casa Circondariale di Bari, dopo averne bloccato la circolazione, destando clamore mediatico e lo sdegno generale. La Squadra Mobile ha individuato e denunciato diversi tra coloro che hanno preso parte alla sfilata e tra questi 11 sono stati raggiunti dal provvedimento restrittivo emesso dall’A.G. . Il secondo, la mattina di sabato 26 agosto 2023 , allorquando alcuni attivisti del movimento ambientalista “Ultima Generazione” hanno inscenato una manifestazione estemporanea bloccando la SS16, in entrambe le direzioni, nei pressi del comune di Mola. Il pronto intervento della Polizia di Stato ha permesso di rimuovere il blocco, durato circa 5 minuti, e di ripristinare la regolare circolazione del traffico. Devo citare l’impegno del IX Reparto Mobile di Bari, per l’insostituibile apporto nei servizi di ordine pubblico e che li porta in tutta Italia.

SICUREZZA PUBBLICA

Controllo del territorio e repressione dei reati:

Il confronto tra i 12 mesi appena trascorsi e il 2022 evidenzia un decremento delle chiamate di utenti al 113 (77160 contro 78665), che però ha comportato un numero maggiore di interventi per gli Agenti delle Volanti (7676 contro 7191).  E’ sensibilmente aumentato il numero delle persone controllate dalla Polizia di Stato nell’intera area metropolitana di Bari (758.303 contro 520.232) e quello dei veicoli controllati (150.397 contro 111.359). Il dato statistico sulla delittuosità segna nell’intera Area metropolitana una diminuzione dei reati segnalati all’Autorità Giudiziaria (-8%), così come nella città di Bari il dato registra un (-5%). Relativamente ai reati di maggiore gravità, nel 2023 si registrano 9 attentati, 6 omicidi e 30 tentati omicidi. Diminuiscono del 24% le denunce di estorsione. In diminuzione il dato complessivo dei furti (-8%), con una netta riduzione dei furti in abitazione, furti in esercizi commerciali, furti di autovetture e furti su auto in sosta. Unico dato in controtendenza, quello dei furti di motocicli che registra un aumento del +12%. Diminuiscono le rapine (-17%), ma si registra un aumento delle rapine commesse sulla pubblica via (+8%). In calo anche il dato relativo ai danneggiamenti (-5%) e ai danneggiamenti seguiti da incendio (-15%). Lieve aumento (+2%) delle truffe e frodi informatiche, segno di una maggiore consapevolezza degli utenti sui pericoli del web.

Aumentato il numero degli arresti in flagranza (245 contro 211) e delle denunce (1725 contro 1712). Nel Capoluogo la concentrazione temporale di alcuni episodi delittuosi ascrivibili a microcriminalità ha destato particolare allarme sociale. Il fenomeno delle spaccate in centro città, i furti ai danni di esercizi pubblici e commerciali che si sono concentrati soprattutto nei primi quattro mesi del 2023. La Polizia di Stato ha consentito di ridurre sensibilmente il fenomeno con l’arresto di 5 persone, perlopiù tossicomani, tutti già noti per i loro precedenti, e ritenuti responsabili degli episodi commessi ai danni di negozi del centro. Inoltre, un altro soggetto è stato successivamente arrestato perché ritenuto il responsabile di ben 7 spaccate commesse nel periodo ottobre-novembre 2023.

Un altro fenomeno che ha destato all’arme all’inizio del 2023 è stata quella delle aggressioni ad opera di giovanissimi, spesso minori, nei confronti di coetanei, che è stato interrotto con il tempestivo deferimento all’A.G. minorile dei responsabili. Nel 2023 i minorenni arrestati sono n. 2 e denunciati n. 52, dati superiori a quelli dell’anno precedente (1 minore arrestato e 35 denunciati nel 2022).

Altri fatti che hanno destato allarme in estate sono state le truffe agli anziani, che si sono concentrate nel Capoluogo nel periodo estivo. Sono 7 le persone individuate ed arrestate e in alcuni casi è stata anche recuperata la refurtiva e restituita ai legittimi proprietari.

Sempre alto il livello di attenzione per la prevenzione ed il contrasto dei reati in materia di sostanze stupefacenti. Sequestrati 125 Kg. di droga, 192 le persone denunciate e arrestate nel 2023 per reati in materia di sostanze stupefacenti nell’intera area Metropolitana di Bari. Da sottolineare l’attenzione posta al Borgo Antico di Bari che ha consentito, tra l’altro, l’arresto in flagranza di un giovane esponente del clan Capriati, che gestiva un traffico di stupefacenti. Sul fronte meramente preventivo diverse le iniziative che hanno caratterizzato il 2023. Dall’inizio dell’anno particolare attenzione a Bari è stata dedicata alle zone della Stazione Ferroviaria, di piazza Moro e di piazza Umberto, insieme alle altre Forze dell’Ordine, con i controlli ad “Alto Impatto”, al fine di prevenire e contrastare episodi di violenza e lo spaccio di sostanze stupefacenti che spesso sono balzati alla cronaca.

Per contrastare i furti di auto, sono stati pianificati e realizzati numerosi servizi nel nord barese, sotto la responsabilità del Commissariato di PS di Bitonto, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Centrale” e del IX Reparto Volo della Polizia di Stato. Grazie al sorvolo dell’elicottero, assicurato anche nelle prime ore del giorno, l’osservazione dall’alto ha consentito alle pattuglie su strada di rinvenire complessivamente 44 autovetture appena rubate e ancora integre, così restituite ai legittimi proprietari, nonché di individuare un furgone ove erano stati appena caricati pezzi di autovetture poco prima “cannibalizzate” e di arrestare il suo conducente, oltre al sequestro di due potenti autovetture, anch’esse rubate, appena abbandonate dai ladri costretti alla fuga e cariche dei sofisticati dispositivi elettronici necessari a disabilitare gli impianti antifurto dei veicoli. Disposti anche numerosi controlli presso aziende di recupero e vendita di parti di ricambio, al fine di verificare l’eventuale sussistenza di attività di riciclaggio di autoveicoli provento di furto o parti di essi.

E’ stato assicurato il rafforzamento dei Posti di Polizia presso diverse strutture ospedaliere. La Questura di Bari ha previsto una maggiore operatività dei presidi di polizia presso il Policlinico di Bari e presso l’Ospedale San Paolo, ora operativi anche nelle ore serali. Inoltre è stato attivato un Posto di Polizia presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Putignano. E’ da rilevare che dopo l’adozione di queste misure si è registrato una sensibile diminuzione degli interventi della Volante presso questi ospedali.

Nel periodo natalizio, è stata intensificata l’attività di controllo al fine di prevenire e contrastare il fenomeno della detenzione illegale di manufatti esplosivi non omologati, di genere pirotecnico. Sequestrati 229 kg. di fuochi pirotecnici. Da citare, a Bari, l’arresto di un uomo da parte dei poliziotti della Squadra Volante e del Nucleo Artificieri della Questura. Dopo aver eseguito una perquisizione domiciliare, estesa anche alla cantina di pertinenza dell’abitazione di un 21enne, hanno rinvenuto e posto sotto sequestro penale manufatti aventi un contenuto esplosivo netto pari a 27,873 chilogrammi di tipo non omologato e di 24,228 chilogrammi di manufatti omologati, con marchio CE, nella Categoria F2 ed F4. Da evidenziare sono i 1001 inserimenti nell’applicativo SCUDO, rispetto ai 692 dell’anno precedente.

Un importante strumento per prevenire e contrastare la violenza di genere, che lascia memoria in banca dati di tutti gli interventi operati dalle FF.OO. in occasioni di liti e violenze domestiche. Queste informazioni rimarranno in evidenza e nell’eventualità di successivi interventi daranno modo di valutare immediatamente l’avvio delle procedure del “codice rosso” o quelle dell’ammonimento del Questore. Sempre sull’attività di prevenzione, si segnala che il numero di persone sottoposte a fotosegnalamento nella Città Metropolitana di Bari da parte del Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica è aumentato notevolmente, 3934 contro le 2701 dell’anno precedente, dato anch’esso sintomatico dell’azione sul territorio della Polizia di Stato.

Da segnalare, l’impegno, portato a termine insieme all’Arma dei Carabinieri e la Guardia di Finanza, in occasione della campagna olearia, che ha efficacemente assicurato da furti e rapine ai danni di imprenditori agricoli e operatori del settore. Per la Polizia di Stato l’attività ha interessato la zona rurale che si sviluppa tra i comuni di Bitonto, Corato e Monopoli. L’attività è stata resa efficace per l’impiego dell’elicottero messo a disposizione dal IX Reparto Volo della Polizia di Stato e per i 332 controlli amministrativi svolti presso frantoi, a verifica della provenienza della materia prima. Nel corso di tale attività sono stati recuperati 17 quintali di olive poi restituiti ai legittimi proprietari.

La Polizia di Stato, inoltre, sotto la direzione dell’Autorità Giudiziaria, ha raggiunto obiettivi degni di nota nel campo delle investigazioni. Tra questi si evidenziano: – le varie operazioni condotte dalla Squadra Mobile nel contrasto alla criminalità mafiosa e al traffico di stupefacenti; – l’arresto operato dalla Squadra Mobile di Bari e dal Compartimento Polizia Stradale “Puglia” di 4 persone, ritenute responsabili del reato di tentata rapina aggravata in danno di un notaio; – l’arresto della Squadra Mobile, in esecuzione di sentenza penale a conclusione dell’operazione “Doppio Gioco”, nei confronti di 7 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, traffico di sostanze stupefacenti, violazione della legge sulle armi ed estorsioni, con l’aggravante della mafiosità; – l’arresto della Squadra Mobile di un uomo ritenuto responsabile del reato di rapina, in concorso con altre persone. L’uomo, il 20 ottobre del 2021 avrebbe fatto parte di un gruppo di rapinatori (sei persone armate e con il volto travisato) che hanno bloccato e rapinato, nei pressi dell’uscita dal casello autostradale Bari-Sud, un autoarticolato che trasportava valori e tabacchi, per un bottino complessivo di 2 milioni di euro; – l’arresto della Squadra Mobile che a Noicattaro ha tratto in arresto tre fratelli trovati in possesso di un ingente quantitativo di cocaina, marijuana ed hashish, oltre alla somma di 154.000 euro in contanti ed una pistola Beretta mod. 81, cal. 7,65 mm, con matricola abrasa; – l’arresto della Squadra Mobile di Bari, con l’ausilio della Squadra Mobile di Cagliari, di 8 persone a cui sono stati contestati due omicidi, un tentato omicidio, la detenzione ed il porto illegali di armi da guerra e comuni da sparo, il favoreggiamento personale e la ricettazione, con l’aggravante mafiosa. A Corato i poliziotti del Commissariato di PS hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di un ventinovenne gravato da precedenti penali e di polizia e già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno. L’uomo, durante la festa di San Cataldo, Santo Patrono della città, a fini di estorsione, presso una zona adibita a luna park, avrebbe esploso a scopo intimidatorio alcuni colpi di arma da fuoco all’indirizzo dell’automezzo di un “giostraio”.

La Digos della Questura di Bari ha segnalato all’Autorità Giudiziaria 59 persone, tra le quali oltre trenta per reati commessi in occasione di manifestazioni sportive presso lo stadio “San Nicola”, e una decina di persone per manifestazioni non preavvisate e per blocco stradale. Inoltre, ha arrestato 3 persone responsabili di reati commessi in occasione di partite di calcio.

Misure di prevenzione

Il numero di provvedimenti di ammonimento per atti persecutori emessi dal Questore di Bari è stabile rispetto all’anno precedente (da 44 a 42). Diminuiscono i rimpatri con foglio di via obbligatorio nei confronti di persone pericolose, 114 contro 182. Emessi, inoltre, 83 Daspo (contro i 141 del 2022 ) e 24 Dacur (26 nel 2022).

Polizia Amministrativa

Sono 24.553 i passaporti rilasciati nell’ultimo anno, contro i 16.814 del periodo precedente, aumentate anche le dichiarazioni di accompagnamento per minorenni (732 contro le 556 dell’anno prima). La Questura di Bari ha provveduto ad ampliare gli orari di apertura dell’Ufficio Passaporti dopo averne implementato l’organico. Inserita la procedura di rilascio del passaporto con carattere d’urgenza che consente la prenotazione e il rilascio in tempi brevi del documento ai cittadini che abbiano stretta necessità di recarsi all’estero. Aumentano i primi rilasci e i rinnovi di porto d’arma, resta basso il numero dei provvedimenti di sospensione dell’attività di esercizi pubblici per ragioni di ordine pubblico (ai sensi dell’art.100 TULPS), 3 contro i 4 dell’anno precedente, un indicatore da ritenere sicuramente positivo.

Immigrazione

Nella città Metropolitana di Bari sono 23155 i cittadini stranieri che hanno richiesto il titolo di soggiorno, numero in leggera flessione rispetto a quello dell’anno precedente. Rilasciati 2.005 permessi di soggiorno per richiesta di asilo politico. L’Ufficio Immigrazione della Questura di Bari, che è stato recentemente rafforzato, riceve in media una utenza pari a circa 200 persone al giorno. Nel corso del 2023 inoltre sono stati registrati 10 sbarchi (1444 migranti), a fronte di uno solo registrato nel 2022 (260 migranti). La sicurezza, inoltre, è garantita dall’apporto essenziale delle specialità della Polizia di Stato.

La Polizia Stradale segnala una flessione degli incidenti rilevati rispetto al precedente anno, 318 contro i 457, con lieve aumento degli incidenti mortali (4 contro 2); in calo gli incidenti che hanno cagionato lesioni (144 contro 232). Tra i risultati in evidenza, il sequestro di 493 autovetture; 12.226 le contravvenzioni elevate.

Il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Polizia Postale e delle Comunicazioni “Puglia” segnala una minore incidenza dei reati informatici rispetto al periodo precedente, probabile segno di una maggiore consapevolezza degli utenti del web. Per aver commesso reati in materia di pedofilia/pedopornografia online, frodi/truffe online, reati contro la persona e violazione della sicurezza informatica, sono 366 le persone indagate in stato di libertà e 11 quelle arrestate. Da segnalare l’impegno di questa specialità della Polizia di Stato nell’attività di informazione assicurata con 140 incontri presso scuole e convegni che hanno raggiunto circa 21.774 persone. La Polizia Ferroviaria ha concorso attivamente garantendo la sicurezza della Stazione Ferroviaria di Bari, identificando ben 75.885 persone e assicurando 14 arresti e 130 denunce.

La Polizia di Frontiera di Bari, che ha l’onere di garantire la sicurezza del Porto e dell’Aeroporto di Bari, nel 2023 ha visto aumentare il proprio impegno in ragione del maggiore flusso di arrivi, assicurando il controllo 1.427.176 persone (789.169 in Aeroporto e 638.007 al Porto), 234.319 veicoli e 4.475 navi. (nell’anno 2022 erano state controllate 1.116.050 persone, 469.175 in aeroporto, 646.875 presso il porto e 208.298 veicoli e 4604 navi). Sono 1.010 (1.898 nel 2022) le persone nei cui confronti è stato operato respingimento per mancanza di requisiti per l’accesso sul territorio nazionale, 61 le persone arrestate (81 nel 2022) e 60 quelle denunciate in stato di libertà (40 nel 2022).