La Corato-Andria riapre 7 anni dopo la strage, il 3 aprile primo treno alle 5.15: “Ricordo della tragedia sempre vivo”

“Il ricordo del tragico incidente ferroviario del 12 luglio 2016 sulla tratta Andria-Corato sarà sempre vivo nella comunità pugliese. In questi anni, nel pieno rispetto delle vittime e dei familiari, l’Amministrazione regionale si è adoperata insieme a Ferrotramviaria per offrire al territorio una nuova infrastruttura moderna ed efficiente, a doppio binario con idonei sistemi di sicurezza. E così lunedì, 3 aprile, entrerà in funzione la nuova stazione di Andria Sud presso la quale alle ore 05:15 arriverà da Ruvo il primo treno in servizio sulla linea Andria-Corato riaperta al traffico ferroviario.” A dichiararlo è l’assessore regionale ai Trasporti e alla Mobilità sostenibile, Anita Maurodinoia.

Numerosi gli interventi che sono stati realizzati negli anni per ripristinare i collegamenti ferroviari. Oltre alla nuova stazione di Andria Sud e al raddoppio dei binari, c’è stata l’eliminazione di nove passaggi a livello con la realizzazione di sottopassi, sovrappassi e strade complanari. Completata positivamente la fase autorizzativa, con il rilascio delle AMIS (Autorizzazioni di Messa in Servizio) da parte di ANSFISA (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali), e la fase di switch off, finalmente la tratta può essere riaperta al traffico. “Lunedì avremo anche l’apertura ai passeggeri della seconda stazione di Corato, denominata ‘Corato Sud-Ospedale’ – aggiunge l’assessore -, sulla linea ferroviaria Ruvo-Corato, anch’essa oggetto di lavori di raddoppio del binario e sottoposta a positiva autorizzazione da ANSFISA. Possiamo dire che il 3 aprile inizierà una nuova stagione per il trasporto ferroviario sul territorio.”

Strage San Marco in Lamis: confermato ergastolo al presunto basista Giovanni Caterino

Condanna all’ergastolo confermata per Giovanni Caterino, il 42enne di Manfredonia ritenuto il presunto basista della strage del 9 agosto 2017 avvenuta nei pressi della stazione dismessa di San Marco in Lamis in cui furono assassinati il boss di Manfredonia Mario Luciano Romito, uscito da poco dal carcere, il cognato Matteo De Palma e i fratelli Luigi e Aurelio Luciani assassinati perché testimoni scomodi dell’agguato. Lo hanno deciso i giudici della Corte d’Assise di Appello di Bari confermando la pena data in primo grado e inoltre hanno inflitto anche la pena accessoria dell’isolamento diurno.