Diportisti dispersi in mare a Taranto, recuperato il secondo corpo: è il 60enne Domenico Lanzolla

È del 60enne Domenico Lanzolla il secondo corpo recuperato dei quattro dispersi in mare a Taranto. Il ritrovamento è avvenuto poco prima delle 20 nella stessa area in cui due giorni fa è stato recuperato il corpo di Claudio Donnaloia, a circa 11 miglia al largo di Policoro.

La conferma è arrivata nella serata di ieri dal comandante provinciale della Capitaneria di Porto di Taranto, Rosario Meo. Non si fermano le ricerche degli altri due diportisti dispersi, Antonio Dell’Amura e Pasquale Donnaloia.

 

Diportisti dispersi in mare a Taranto: trovato il secondo corpo. Continuano le ricerche degli altri due

Ritrovato il secondo corpo dei quattro dispersi in mare a Taranto. Al momento non è nota l’identità. Il ritrovamento è avvenuto poco prima delle 20 nella stessa area in cui due giorni fa è stato recuperato il corpo di Claudio Donnaloia, a circa 11 miglia al largo di Policoro.

La conferma arriva dal comandante provinciale della Capitaneria di Porto di Taranto, Rosario Meo. Si attende il riconoscimento dei familiari. Non si fermano le ricerche degli altri due diportisti dispersi.

Taranto, pretendono servizi agli sportelli e aggrediscono le assistenti sociali: panico in Comune

Mattinata di tensione negli uffici dei Servizi Sociali del Comune di Taranto, situati al secondo piano di uno stabile in via Lazio.

Due donne si sono presentate presso gli sportelli pretendendo l’erogazione di alcuni servizi che, secondo le operatrici comunali, non rientrano tra quelli previsti dalla normativa vigente.

Il confronto si è rapidamente acceso, fino a degenerare in un’aggressione. Lo riferisce la Cisl Fp del Comune di Taranto, aggiungendo che una delle due donne si sarebbe scagliata fisicamente contro le assistenti sociali, generando il panico tra il personale presente.

Le impiegate hanno chiesto aiuto alla guardia giurata in servizio al piano terra e, subito dopo, è stato allertato il 118. Le due dipendenti comunali sono state trasportate in ospedale per accertamenti.

In una nota il segretario aziendale della Cisl Fp, Fabio Ligonzo, esprime “la ferma condanna per l’aggressione avvenuta questa mattina presso gli Uffici dei Servizi Sociali nei confronti di due colleghe”.

“Un episodio di tale gravità – aggiunge – rappresenta un inaccettabile atto di violenza nei confronti di lavoratori e lavoratrici impegnati quotidianamente nel garantire servizi essenziali alla cittadinanza, spesso in condizioni difficili, sia dal punto di vista logistico sia sotto la pressione lavorativa”.

Ligonzo ha quindi rivolto un appello all’Amministrazione: “Chiediamo con determinazione che vengano adottate tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e l’incolumità del personale comunale, mediante l’implementazione di protocolli di prevenzione, l’installazione di adeguati sistemi di sicurezza e il coinvolgimento delle autorità competenti”.

Mistero a Taranto, 20enne gambizzato si presenta in ospedale: accompagnato da un motociclista

Un giovane di 20 anni, accompagnato da una persona su uno scooter, si è presentato ieri sera al Pronto Soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto con una ferita alla gamba sinistra provocata da un colpo d’arma da fuoco.

Chi lo ha accompagnato si è dileguato subito. Fortunatamente il giovane non è in pericolo di vita. Il 20enne è stato interrogato dalla Polizia che sta indagando sul caso.

Nessuna traccia dei tre diportisti dispersi a Taranto, fango social contro di loro. La figlia della vittima: “Vergognatevi”

Continuano senza sosta le ricerche dei tre dispersi in mare (Pasquale Donnaloia, Antonio Dell’Amura e Domenico Lanzolla) a Taranto, dopo il ritrovamento del corpo di Claudio Donnaloia. Sul caso è stato aperto un fascicolo d’indagine, mentre al momento è stato ritrovato un divanetto bianco che potrebbe appartenere all’imbarcazione sparita nel nulla.

“Quante cavolate ho dovuto leggere, quanta ipocrisia, tutti lupi di mare pronti a sparare sentenze, tutti esperti, privi di empatia, rispetto. Che disgusto. Non mi ero ancora abituata a vivere senza la mamma. E adesso tu ci hai lasciato. Fai buon viaggio”, le parole di una delle figlie di Claudio Donnaloia dopo le accuse piovute sui social sulla scelta dei quattro appassionati di pesca di uscire in barca nonostante il forte vento.

“Non è tempo di processi né patiboli. È il momento del silenzio, del lutto, del rispetto – il commento di Protezione civile Era Magna Grecia, al quale apparteneva il 73enne Claudio Donnaloia impegnato nel mondo del volontariato -. Non riusciamo ancora ad accettare quanto accaduto. E quanto sta accadendo. Così come non sopportiamo i lupi di mare di turno, gli esperti, i tuttologi del nulla. È stata una enorme leggerezza andare in mare in quelle condizioni, lo sappiamo benissimo. E ci sembra che sia stata pagata amaramente, e che sia inutile girare il dito nella piaga. Abbiamo letto commenti privi di qualsiasi minimo rispetto per i quattro dispersi del semicabinato. Partoriti da ignoranti, la peggiore razza umana esistente sulla terra. Vergognatevi. Claudio amava la vita più di quanto voi crediate”.

Le indagini dovranno stabilire cosa è successo e perché nessuno è riuscito a dare l’allarme in capitaneria o alle famiglie. Una delle ipotesi seguita è che il motore, sottoposto ad una manutenzione poco prima, non era idoneo ad affrontare il mare di quel giorno. Al momento nessuna traccia dell’imbarcazione di poco più di 6 metri. Gli inquirenti sono convinti che sia sul fondo del mar Ionio, in un punto in cui la profondità raggiunge la quota di addirittura mille metri.

Ieri è stato effettuato l’esame sull’unico corpo recuperato, quello di Claudio Donnaloia, e non c’è nessun dubbio sull’annegamento. La salma è stata restituita ai familiari per i funerali.

Taranto, escono in barca e non fanno più ritorno. Trovato il corpo senza vita di Claudio Donnaloia

Un’uscita in barca come tante, un’abitudine consolidata tra amici, una domenica dedicata alla pesca sportiva nel mare di casa. Ma da quel momento si è aperto il vuoto sulla sorte di quattro uomini partiti da Taranto e mai rientrati. Fino a che il ritrovamento in mare nel pomeriggio di ieri di un cadavere al largo di Bernalda ha fatto piombare le famiglie nella paura più cupa.

Paura che si è poi concretizzata in serata quando al corpo è stato dato un nome, che è quello del 73enne Claudio Donnaloia, il più grande della comitiva. Gli altri tre dei quali non si hanno ancora notizie sono Antonio Dell’Amura, imprenditore 61 anni, che era al timone della sua imbarcazione semicabinata di circa sette metri, l’amico Domenico Lanzolla, meccanico di 60 anni, e Pasquale Donnaloia, di 67 anni, pensionato come il fratello Claudio. Pasquale era arrivato solo il giorno prima da Milano, dove vive, e si era aggregato all’ultimo momento all’uscita in barca.

La figlia, non riuscendo a contattarlo, ha lanciato l’allarme. I quattro erano salpati dal Molo Santa Lucia domenica mattina, diretti come spesso accade verso la zona dell’isola di San Pietro.

Le condizioni del mare, però, non erano ideali: forti raffiche di tramontana hanno agitato le acque del Golfo, tanto che la Capitaneria di porto ha ricevuto decine di richieste di soccorso. Dalla tarda mattinata, i telefoni dei quattro hanno smesso di funzionare.

Alle 17.30, i familiari hanno formalizzato la segnalazione di scomparsa alla Guardia Costiera. Da quel momento è scattata una massiccia operazione di ricerca, coordinata dalla Direzione marittima di Bari. In campo, mezzi navali e aerei della Capitaneria, della Guardia di Finanza e dell’Aeronautica militare.

Le ricerche si estendono da Taranto fino alle coste di Basilicata e Calabria, con perlustrazioni fino a 15 miglia dalla costa e l’impiego di elicotteri e velivoli da pattugliamento marittimo. Il corpo recuperato questo pomeriggio si trovava a circa 14 miglia da Bernalda e a 11 miglia in linea d’aria da San Vito, a Taranto. Il ritrovamento è avvenuto in una delle zone individuate come prioritarie per le ricerche, come confermato dal comandante della Capitaneria, Rosario Meo.

Uno dei dispersi è affetto da diabete, una condizione che rende ancora più drammatica l’attesa. Intanto, la macchina dei soccorsi non si ferma: la sala operativa ha allertato anche le navi mercantili e i diportisti presenti nella zona, invitandoli a collaborare. Ma finora, nessuna traccia dell’imbarcazione né degli altri tre uomini.

Escono in barca e non fanno rientro, 4 uomini scomparsi in mare a Taranto: corpo senza vita trovato a Policoro

Un corpo senza vita sarebbe stato trovato a Policoro. Si tratta di uno dei quattro – e non tre come era stato riferito in un primo momento – uomini dispersi in mare da ieri a Taranto. Il cadavere è stato recuperato dalla Guardia Costiera e adesso dovrà essere identificato.

I tre scomparsi dei quali si conoscono i nomi sono Domenico Lanzolla, di 60 anni; Claudio Donnaloia, di 73, e Antonio Dell’Amura, di 61 anni, tutti di Taranto.

Il quarto uomo è il fratello di uno dei diportisti già segnalati, salito ieri mattina a bordo dell’imbarcazione della quale non si hanno più tracce. La figlia ne ha denunciato la scomparsa. Le operazioni di ricerca proseguono senza sosta.

 

Tragedia sulla Taranto-Massafra, schianto tra auto e una betoniera: 2 morti e 3 feriti

Tragedia questa mattina sulla SS7 Appia Taranto-Massafra dove due persone sono decedute in un incidente stradale nei pressi del distributore Ip e nel territorio di Statte.

Nello schianto sono rimasti coinvolti tre mezzi, due automobili e una betoniera. Tre i feriti che non in pericolo di vita. Sul posto il 118 e le Forze dell’Ordine per soccorsi e rilievi. La strada è temporaneamente chiusa in entrambe le direzioni.

Escono in barca e non fanno rientro, sono 4 gli uomini scomparsi in mare a Taranto: ricerche senza sosta

Sono quattro – e non tre come era stato riferito in un primo momento – gli uomini dispersi in mare da ieri a Taranto.

Il quarto uomo è il fratello di uno dei diportisti già segnalati, salito ieri mattina a bordo dell’imbarcazione della quale non si hanno più tracce. Poco fa, a quanto si è appreso, la figlia ne ha denunciato la scomparsa.

I tre scomparsi dei quali si conoscono i nomi sono Domenico Lanzolla, di 60 anni; Claudio Donnaloia, di 73, e Antonio Dell’Amura, di 61 anni, tutti di Taranto. Le operazioni di ricerca e soccorso proseguono senza sosta. La quarta persona dispersa risiederebbe a Milano.

Escono in barca e non fanno rientro, tre uomini scomparsi in mare: ricerche nel golfo di Taranto

Ore di apprensione a Taranto per tre uomini, tra i 60 e i 70 anni, scomparsi in mare da oltre 24 ore. I tre erano partiti ieri mattina dal Molo Santa Lucia a bordo di una barca semicabinata di circa sette metri, ma da mezzogiorno di domenica si sono perse le loro tracce.

Le ricerche sono in corso da ieri pomeriggio nel Golfo di Taranto, dove le condizioni meteo erano proibitive al momento dell’uscita in mare. L’assenza di comunicazioni radio ha subito fatto scattare l’allarme. Uno dei dispersi sarebbe affetto da diabete, patologia che rende ancora più urgente il ritrovamento.

La macchina dei soccorsi è coordinata dalla Guardia Costiera, con il comandante Rosario Meo alla guida delle operazioni. In mare operano motovedette della Capitaneria e della Guardia di Finanza, con pattugliamenti spinti fino a 15 miglia dalla costa.

In volo, elicotteri dell’Aeronautica e della Finanza garantiscono il monitoraggio dall’alto. Al momento, nessun avvistamento. Le ricerche proseguono senza sosta.