Incidente in Grecia, colpita dall’elica mentre risaliva sulla barca: grave una 30enne pugliese. Ricoverata a Corfù

Paura nelle acque greche per una 30enne originaria di Minervino di Lecce, rimasta gravemente ferita durante una vacanza con alcuni amici. L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio di ieri, 27 agosto, nelle vicinanze dell’isola di Othonoi.

Secondo una prima ricostruzione, la giovane si trovava in acqua insieme al gruppo dopo aver utilizzato alcuni gonfiabili. Al momento di rientrare sull’imbarcazione, mentre stava risalendo attraverso la scaletta nella parte posteriore della barca, sarebbe stata colpita dall’elica del mezzo, ancora in movimento.

L’impatto le avrebbe provocato una grave e profonda lesione a una gamba. Dopo essere stata portata nel porticciolo dell’isola, la 30enne ha ricevuto le prime cure dai sanitari, che l’hanno stabilizzata prima di disporre il trasferimento d’urgenza al General Hospital di Corfù. Le sue condizioni sono considerate gravi e la giovane resta sotto stretta osservazione dei medici, impegnati a curare la lesione riportata.

Sull’accaduto sono in corso gli accertamenti della Guardia costiera ellenica, chiamata a ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella che chi si trovava al timone non si sia accorto della presenza della ragazza in acqua al momento della manovra.

Caos al porto di Trani, sorprende il marito con un’altra donna e danneggia la barca: interviene la Polizia

Momenti di tensione nel porto di Trani, dove una presunta resa dei conti sentimentale si sarebbe consumata a bordo di un’imbarcazione ormeggiata nella darsena comunale. Secondo una prima ricostruzione, la moglie del proprietario, un imprenditore barese, avrebbe sorpreso il marito in compagnia di un’altra donna.

La situazione sarebbe rapidamente degenerata: la donna avrebbe impugnato una lama, danneggiando parte della tappezzeria dell’imbarcazione, per poi gettare l’oggetto in mare.

È stato l’uomo a chiedere l’intervento della polizia. Sul posto sono intervenute due volanti e un’ambulanza del 118. Nessuno è rimasto ferito, ma l’imprenditore è stato soccorso per un forte stato di agitazione.

La polizia ha avviato accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e verificare eventuali responsabilità.

Taranto, escono in barca e non fanno più ritorno. Trovato il corpo senza vita di Claudio Donnaloia

Un’uscita in barca come tante, un’abitudine consolidata tra amici, una domenica dedicata alla pesca sportiva nel mare di casa. Ma da quel momento si è aperto il vuoto sulla sorte di quattro uomini partiti da Taranto e mai rientrati. Fino a che il ritrovamento in mare nel pomeriggio di ieri di un cadavere al largo di Bernalda ha fatto piombare le famiglie nella paura più cupa.

Paura che si è poi concretizzata in serata quando al corpo è stato dato un nome, che è quello del 73enne Claudio Donnaloia, il più grande della comitiva. Gli altri tre dei quali non si hanno ancora notizie sono Antonio Dell’Amura, imprenditore 61 anni, che era al timone della sua imbarcazione semicabinata di circa sette metri, l’amico Domenico Lanzolla, meccanico di 60 anni, e Pasquale Donnaloia, di 67 anni, pensionato come il fratello Claudio. Pasquale era arrivato solo il giorno prima da Milano, dove vive, e si era aggregato all’ultimo momento all’uscita in barca.

La figlia, non riuscendo a contattarlo, ha lanciato l’allarme. I quattro erano salpati dal Molo Santa Lucia domenica mattina, diretti come spesso accade verso la zona dell’isola di San Pietro.

Le condizioni del mare, però, non erano ideali: forti raffiche di tramontana hanno agitato le acque del Golfo, tanto che la Capitaneria di porto ha ricevuto decine di richieste di soccorso. Dalla tarda mattinata, i telefoni dei quattro hanno smesso di funzionare.

Alle 17.30, i familiari hanno formalizzato la segnalazione di scomparsa alla Guardia Costiera. Da quel momento è scattata una massiccia operazione di ricerca, coordinata dalla Direzione marittima di Bari. In campo, mezzi navali e aerei della Capitaneria, della Guardia di Finanza e dell’Aeronautica militare.

Le ricerche si estendono da Taranto fino alle coste di Basilicata e Calabria, con perlustrazioni fino a 15 miglia dalla costa e l’impiego di elicotteri e velivoli da pattugliamento marittimo. Il corpo recuperato questo pomeriggio si trovava a circa 14 miglia da Bernalda e a 11 miglia in linea d’aria da San Vito, a Taranto. Il ritrovamento è avvenuto in una delle zone individuate come prioritarie per le ricerche, come confermato dal comandante della Capitaneria, Rosario Meo.

Uno dei dispersi è affetto da diabete, una condizione che rende ancora più drammatica l’attesa. Intanto, la macchina dei soccorsi non si ferma: la sala operativa ha allertato anche le navi mercantili e i diportisti presenti nella zona, invitandoli a collaborare. Ma finora, nessuna traccia dell’imbarcazione né degli altri tre uomini.