Choc a Taranto, abusi sessuali su bimbi di 11 e 12 anni in cambio di giri in moto: 56enne a processo

Un 56enne di Taranto è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale su minore. Secondo quanto ricostruito dalle indagini avrebbe costretto due bambini di 12 e 11 anni a subire violenze tra giugno e luglio scorso. Per l’uomo è stato disposto il giudizio immediato.

Le vittime sono amici di suo nipote, il 56enne sarebbe riuscito ad allontanarsi con loro offrendo alcuni giri in moto in cambio di rapporti sessuali in un parcheggio isolato.

In più avrebbe minacciato uno dei due bimbi di affogarlo in mare premendogli la testa sott’acqua a lungo. Le piccole vittime hanno però raccontato ai genitori le violenze subite e le indagini, condotte dalla squadra mobile, sono partite dopo le denunce.

Sgomento a Taranto, i cani Billy e Nina uccisi a fucilate: “Crudeltà senza parole. Applicare pena massima”

Sono stati uccisi due cani di quartiere intestati al Comune di Taranto e seguiti da una volontaria: un maschio simil pastore tedesco, di nome Billy, e una femmina simil maremmana, di nome Nina, entrambi innocui e socievoli, che amavano stare insieme.

Billy è stato gravemente ferito il 6 gennaio, sulla strada provinciale 90, con ripetuti colpi di fucile soprattutto sul muso, che appariva ormai informe, ed è morto il giorno dopo nella clinica veterinaria di Castellaneta dove hanno tentato invano di salvargli la vita; Nina è stata ritrovata morta ieri, per colpi d’arma da fuoco, non lontano dal punto dove Billy era stato colpito.

“E’ un atto di crudeltà che lascia increduli, attoniti, senza parole, un atto per il quale la Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente presenta denuncia e anticipa che, qualora sia individuato il responsabile o siano individuati i responsabili, si costituirà parte civile, chiedendo che sia punito o siano puniti sulla base del secondo comma dell’art.544 bis del Codice penale, come modificato dalla legge Brambilla, per aver ucciso con l’intenzione di prolungare la sofferenza”, afferma Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente e autrice della legge che ha inasprito le pene per i reati contro gli animali, commentando l’uccisione dei due cani.

“Mi auguro – conclude Brambilla – che le indagini già in corso facciano piena luce su quanto accaduto, ma i fatti riferiti da fonti di stampa fanno supporre due vere proprie esecuzioni, compiute con l’intento di prolungare la sofferenza. Esattamente la fattispecie più grave di uccisione di animale, per la quale la legge Brambilla prevede da uno a quattro anni di reclusione e la multa da 10 mila a 60 mila euro”.

Tentato omicidio a Taranto, 40enne picchiato e accoltellato: altri tre giovani arrestati – I NOMI

Salgono a quattro le persone arrestate per il tentato omicidio di un 40enne, brutalmente picchiato e poi accoltellato il 20 dicembre scorso nella zona tra la stazione ferroviaria e il varco est del porto di Taranto.

Dopo il fermo di Giuseppe Sambito, 28 anni, eseguito il 22 dicembre, questa mattina sono finiti in carcere anche il 19enne Gaetano Sambito, il 32enne Claudio Sambito e il 18enne Mattia Giannetti.

Ai tre è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Alessandra Rita Romano su richiesta del pm Francesca Paola Ranieri, ed eseguita dai carabinieri. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vittima stava passeggiando con la compagna quando due giovani su uno scooter lo avrebbero affiancato, insultato e aggredito con pugni, schiaffi e calci al volto, anche dopo la caduta a terra.

I due si sarebbero poi allontanati per tornare poco dopo con altri soggetti. Il 40enne, che aveva tentato di nascondersi dietro alcune auto in via Niceforo Foca, è stato nuovamente colpito e ferito con un’arma da taglio al torace. Soccorso dal 118, è stato trasportato all’ospedale SS. Annunziata e sottoposto a un delicato intervento chirurgico d’urgenza.

Ha riportato gravi lesioni traumatiche e numerose ferite, restando in prognosi riservata per diversi giorni. Le indagini, supportate da testimonianze e dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza, hanno consentito di ricostruire la dinamica e identificare gli autori e i loro ruoli nelle diverse fasi dell’aggressione.

Tragedia a Taranto, 25enne muore in casa: aveva partorito da pochi giorni. Aperta inchiesta

È morta nella serata di ieri, nella sua abitazione di Lama, borgata alla periferia di Taranto, una giovane donna di 25 anni che aveva dato alla luce il suo primo figlio alla vigilia di Natale.

La tragedia si è consumata in pochi minuti, dopo un improvviso malore. A lanciare l’allarme è stato il marito. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile.

La giovane è deceduta prima del trasferimento in ospedale. Secondo le prime informazioni, il decesso sarebbe avvenuto per cause naturali, ma non si escludono complicazioni legate al parto.

La vicenda è ora all’attenzione della Procura. Il pm di turno, Remo Epifani, sta valutando se disporre l’autopsia per chiarire le cause della morte. Al momento non è stata ancora presa una decisione in merito.

Dall’Asl si apprende che la 25enne aveva partorito il 24 dicembre all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto. Durante la degenza le era stata effettuata una trasfusione di sangue, ma non erano state riscontrate criticità. La donna era stata dimessa il 28 dicembre.

Taranto, paziente psichiatrico si lancia dalle scale e muore dopo 13 ore d’attesa in ospedale: indagati due medici

Richiesta di rinvio a giudizio per due medici e due infermieri dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto nell’ambito dell’inchiesta aperta sul suicidio di un paziente psichiatrico di 57 ani, avvenuta all’interno del nosocomio di Taranto l’11 gennaio scorso.

L’uomo, dopo 13 ore d’attesa in Pronto Soccorso, si tolse la vita lanciandosi da una rampa di scale. Le accuse sono di omicidio colposo e responsabilità colposa per morte in ambito sanitario dopo una consulenza effettuata.

Il paziente, affetto da una schizofrenia paranoide, fu preso in consegna alle 18.55 del 10 gennaio con un codice di urgenza, “senza essere ricoverato nell’apposito reparto di psichiatria e senza fornirgli alcun tipo di assistenza e trattamento”, si legge nelle carte. Alle 7.57 dell’11 gennaio, decise di lanciarsi nel vuoto da un’altezza di 2 metri e mezzo morendo sul colpo. L’udienza preliminare è fissata per il 12 febbraio 2026.

Capodanno a Taranto, festeggia sparando con una pistola a salve: identificato 14enne. Video rimosso dai social

Il ragazzino che ha sparato con una pistola a salve nella notte di Capodanno a Taranto, dal balcone di casa, è stato identificato. Ha solo 14 anni. L’episodio è stato immortalato in un video diventato virale sui social e rimosso poi dallo stesso protagonista.

I Falchi della Squadra Mobile, dopo aver visionato il video, hanno raggiunto a casa il minorenne che ha ammesso di aver esploso alcuni colpi con una pistola a salve e di essersi fatto riprendere dal cugino.

La mamma ha consegnato ai poliziotti l’arma a salve priva di tappo rosso e 68 cartucce a salve. Non sono state rinvenute altre armi.

Folle Capodanno a Taranto, sparano in pieno centro con pistole a salve: denunciati due giovanissimi

La notizia del 14enne, immortalato sui social con una a pistola probabilmente a salve durante i botti della mezzanotte di Capodanno a Taranto, ha creato parecchio scalpore. Ma non si tratta dell’unico caso a Taranto.

Due giovani pregiudicati tarantini di 26 e 19 anni sono stati sorpresi dai poliziotti nella centralissima ed affollata via Cesare Battisti, nei pressi di un distributre H24, mentre sparavano numerosi colpi in aria con due pistole, poi risultate a salve e fedeli riproduzioni di una calibro 9 e una calibro 8.

I due sono stati denunciati in stato di libertà perché ritenuti presunti responsabili del reato di spari in luogo pubblico in concorso. Le due armi, assieme ad oltre 70 proiettili, sono stati sequestrati.

Capodanno a Taranto, 14enne festeggia sparando con una pistola a mezzanotte: il video virale sui social

Un ragazzino di 14 anni spara in direzione di un altro palazzo, con una pistola a salve, durante i festeggiamenti della notte di Capodanno. Il video, girato da un coetaneo a Taranto, è diventato virale sui social.

Nel filmato, di pochi secondi, appare anche una scritta: “Buon anno a tutti tranne agli infami”. Diversi utenti hanno sottolineato la pericolosità del gesto e hanno mostrato il proprio disappunto per l’ennesima leggerezza spiattellata sui social.

A Taranto altre due persone sono state sorprese con una pistola a salve e sono state denunciate dalla polizia. Indagini in corso per risalire all’identità del 14enne.

Follia a Taranto, 40enne accoltellato davanti alla compagna: arrestato un uomo. Caccia ai complici

Un 40enne è stato arrestato dai carabinieri a Taranto con l’accusa di tentato omicidio per aver aggredito un coetaneo, il 20 dicembre scorso, in zona Porto.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la vittima passeggiava a piedi insieme alla compagna quando sarebbe stata aggredita da un gruppo di persone. Il 40enne sarebbe stato colpito con pugni e schiaffi al volto dall’aggressore che lo avrebbe fatto cadere per terra. Un’altra persona avrebbe infierito con calci.

La vittima è riuscita a divincolarsi e ha provato a nascondersi dietro alcune auto, dove sarebbe stata raggiunta e colpita nuovamente. L’arrestato avrebbe a questo punto estratto un’arma da taglio infierendo più volte sul 40enne, provocandogli una profonda lesione polmonare, mentre una terza persona teneva ferma la vittima.

Immediatamente soccorsa dal personale sanitario del 118, il 40enne è stato trasportato d’urgenza nell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto ed è stato operato, restando in prognosi riservata.

Le indagini hanno permesso ai carabinieri di identificare uno dei responsabili dell’aggressione che è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio e condotto nel carcere di Taranto. Caccia ai complici