Chiede di ballare senza colpire la gente e viene accoltellato: reazione furiosa alla festa patronale

Torniamo ad occuparci di quanto accaduto ieri sera ad Adelfia durante l’evento Nostalgia 90 per la festa patronale. Una persona di 60 anni è stata aggredita e ha riportato ferite da taglio al volto, il suo aggressore è stato fermato subito dai Carabinieri.

Tutto ha avuto origine dalla richiesta fatta nei confronti di un gruppetto di ballare senza colpire la gente circostante, l’invito ha infastidito l’aggressore che ha provato a farsi giustizia da solo recuperando dalla borsa della moglie un coltello. Nel video allegato tutti i dettagli.

Adelfia, ferito da taglio al volto: uomo finisce in ospedale. Fermato l’aggressore

Attimi di tensione questa sera ad Adelfia in occasione dell’evento “Nostalgia 90”. Un 60enne è stato aggredito e ha riportato ferite da taglio al volto. La vittima è stata soccorsa e trasportata sanguinante al Di Venere dal 118.

L’aggressore, un uomo di Bitonto ed ex residente ad Adelfia, è stato fermato dai Carabinieri.

A quanto pare tutto è nato da una lite. L’uomo ha preso il coltello dalla borsa della moglie e ha colpito il rivale, prima di darsi alla fuga. A bloccarlo i Carabinieri e un fratello della vittima. L’aggressore ha anche cercato di disfarsi del coltello, lanciandolo in un tombino, ma l’arma è stata subita recuperata dai militari.

Mistero ad Adelfia, gatto morto nel secchio vuoto di vernice. Nogez: “Non si esclude atto intimidatorio”

“È stato rinvenuto un povero gatto, deceduto, adagiato in un bidone vuoto di vernice. Vogliamo pensare che sia stato messo lì da qualcuno di buon cuore che ha trovato il gatto investito e ha voluto evitare che venisse schiacciato lungo la strada”.

Inizia così il post pubblicato su Facebook dal Nogez. “Fermo restando il fatto che non è un’operazione corretta lasciare una carcassa dinanzi ad una abitazione privata – si legge -. Va chiamata la polizia locale che attiverà il servizio di recupero carcasse”.

“Il gatto è privo di microchip e presenta una rasatura sotto il collo come si usa quando si prepara l’animale per un prelievo del sangue – aggiunge il Nogez -. È un gatto adulto, maschio, tigrato. La carcassa verrà rimossa. Si potrebbe ipotizzare che possa trattarsi anche di un atto intimidatorio. Si stanno raccogliendo informazioni”.

Benito, in carcere 19 anni dopo la condanna. Maria: “Pronte petizione e una lettera a Mattarella”

Torniamo a parlare della storia di Benito, in carcere dopo 19 anni la condanna. L’uomo sta scontando una pena di 6 anni e 8 mesi senza aver avuto un processo regolare e senza essere stato mai ascoltato. I dubbi e le lacune sulla vicenda giudiziaria sembrano essere tanti.

L’intervista a Maria, che sta cercando di andare a fondo in una vicenda estremamente intricata e complessa, ha creato parecchio scalpore e discussione. Dopo aver parlato con un amico di Benito e con il sindaco Giuseppe Cosola, abbiamo incontrato nuovamente Maria, sorpresa positivamente dagli effetti dell’ondata social. Sono pronte alcune iniziative per accendere ancora di più i riflettori su questa assurda vicenda.

Adelfia, lite degenera in sparatoria: gambizzato 59enne

Un uomo di 59 anni B.G., è stato gambizzato questo pomeriggio ad Adelfia, nel Barese. Secondo quanto siamo riusciti ad apprendere, sarebbe stato ferito da un colpo di pistola alla gamba in seguito a una lite, poi degenerata.

L’uomo, ferito, avrebbe raggiunto da solo la vicina postazione del 118 per chiedere aiuto. Sarebbe stato soccorso e trasportato in ospedale. L’uomo abiterebbe lì nei pressi del luogo della sparatoria. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, anche con la Scientifica.

Benito, in carcere 19 anni dopo la condanna. Il Sindaco: “Cittadino modello misura spropositata”

Torniamo a parlare della storia di Benito, in carcere dopo 19 anni. L’uomo sta scontando una pena di 6 anni e 8 mesi in carcere senza aver avuto un processo regolare e senza essere stato mai ascoltato. I dubbi e le lacune sulla vicenda giudiziaria sembrano essere tanti.

L’intervista a Maria, che sta cercando di andare a fondo in una vicenda estremamente intricata e complessa, ha creato parecchio scalpore e discussione. Siamo tornati ad Adeflia e, dopo aver parlato con un amico di Benito, abbiamo incontrato e intervistato il sindaco Giuseppe Cosola.

Lo stesso primo cittadino definisce Benito un cittadino modello e afferma che il Comune sarebbe disposto ad accoglierlo nel caso di misure alternative alla carcerazione.

Benito, in galera 19 anni dopo la condanna. L’amico: “Suo padre mi puntò una pistola calibro 7.65”

Torniamo a parlare della storia di Benito. L’uomo sta scontando una pena di 6 anni e 8 mesi in carcere senza aver avuto un processo regolare e senza essere stato mai ascoltato. I dubbi e le lacune sulla vicenda giudiziaria sembrano essere tanti.

L’intervista a Maria, che sta cercando di andare a fondo in una vicenda estremamente intricata e complessa, ha creato parecchio scalpore e discussione. Siamo tornati ad Adeflia e questa volta vi proponiamo l’intervista ad un amico di Benito che ha svelato alcuni retroscena sulla sua vita privata e su un episodio in cui è coinvolto suo padre.

Chiusi da anni in un giardino trasformato in discarica, salvati due cani ad Adelfia: “Ora cercano casa”

“Dopo tante segnalazioni agli organi preposti finalmente siamo venuti a capo di una situazione alquanto ingarbugliata. Due cani rinchiusi in un giardino dove sono accatastate ferraglie e ogni tipo di immondizia. Vivono da anni in quel luogo, senza uscire mai e avendo come riparo dalle intemperie un’auto dismessa, un tavolo, un involucro di lavatrice”.

Inizia così il post pubblicato sui social dal Nogez di Bari.  “Insieme agli agenti della Polizia Locale di Adelfia e al veterinario dell’ASL, si è attivata la procedura per la quale sarà bonificata l’area e liberati gli animali”, si legge ancora.

“I cani, due maschi di taglia media e di circa 4 anni di età, sono docili e abituati al contatto umano. Chiunque volesse proporsi per l’adozione può contattare il numero 3294324872”, conclude il Nogez.

Amministratrice “sparisce” con 200mila euro. Oggi Condominio: “Possiamo aiutare lei e i truffati”

Torniamo a parlare della storia dell’amministratrice di condominio che sta facendo tanto parlare ad Adelfia. Secondo tanti è “sparita nel nulla” lasciando 40 condomini, alcuni senz’acqua, e un buco da quasi 200mila euro. Noi l’abbiamo contattata e intervistata per ascoltare la sua versione dei fatti.

Ci occupiamo nuovamente del caso questa volta con Isidoro Tricarico, presidente di Oggi Condominio, associazione che riunisce gli amministratori di condominio. Siamo stati contattati da lui dopo la pubblicazione del primo servizio.

“Sono disponibile a sostenerla, non è una truffatrice. Sembra abbastanza evidente, ha avuto delle difficoltà personali e la categoria si deve unire attorno a lei – racconta -. I danni ci sono e bisogna ripararli, ma stiamo parlando di una persona onesta e disponibile a farlo a quanto pare”. Nel video allegato l’intervista completa.