Bari, cambio look per i candelabri ornamentali del lungomare: prima tranche restyling entro San Nicola 2026

Sono partiti questa mattina, lunedì 29 settembre, gli interventi di manutenzione straordinaria e restauro dei candelabri ornamentali del lungomare di Bari, con l’obiettivo di restituire piena funzionalità a uno degli elementi simbolo della città. I lavori (affidati alla Saulle Impianti S.R.L.) sono finanziati nell’ambito di due contratti attuativi di accordo quadro, per un importo complessivo di 2.200.00 euro a valere sul PN METRO PLUS E CITTÀ MEDIE SUD 2021-2027 – Azione 2.2.1.1 “Rinnovo Infrastrutture Pubbliche, Illuminazione Pubblica “ Smart Lighting” – Priorità 2 “Sostenibilità Ambientale” – Operazione Multi-Intervento BA2.2.1.1.A “Smart Lighting”.

Gli interventi sono partiti stamattina dai candelabri posizionati all’altezza della spiaggia cittadina di Pane e Pomodoro, e riguarderanno, con modalità diverse per ogni singolo manufatto, tutti gli elementi esistenti sino al piazzale Cristoforo Colombo, in prossimità del porto.

Le operazioni di manutenzione straordinaria si concentreranno esclusivamente sui manufatti segnalati come maggiormente critici sotto il profilo della sicurezza e della stabilità, secondo quanto emerso dalle indagini e dalle valutazioni tecniche condotte negli scorsi mesi da due restauratrici specializzate, incaricate dal Comune di catalogare i candelabri, stabilendo una scala di urgenza rispetto agli interventi da realizzare. Come richiesto dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari, infatti, l’amministrazione ha individuato due professioniste qualificate, esperte rispettivamente nel restauro di “Materiali e manufatti in metallo e leghe” e “Materiali lapidei, musivi e derivati”, cui è stato affidato l’incarico di consulenza tecnica relativa ai candelabri oggetto di intervento, realizzati in metallo e posti su basamenti lapidei.

Sul totale dei 197 candelabri esistenti, per circa un terzo è stata individuata la necessità di procedere a una rifunzionalizzazione complessiva. Sui primi 24 sono state avviate le attività di smontaggio, catalogazione, trasporto, manutenzione straordinaria e successivo rimontaggio, oltre alla sistemazione dei basamenti in pietra. Nello specifico, ogni singolo candelabro considerato in condizioni critiche sarà smantellato, e le singole componenti (dalla base ai bracci) saranno valutate a seconda dello stato di deterioramento. Le parti recuperabili saranno restaurate, mentre le componenti da sostituire saranno inviate in fonderia e ricostruite fedelmente, grazie agli stampi dei lampioni monumentali a disposizione dell’amministrazione comunale. Per gli esemplari a rischio di staticità, sarà sostituita anche l’anima in ferro con un palo in acciaio, saldato al basamento in muratura.

Per quanto riguarda gli elementi considerati in condizioni migliori, si procederà con interventi di restyling non strutturale, a partire dalla verniciatura. Oltre al restauro dei lampioni in ghisa e dei basamenti in pietra, i lavori prevedono la sostituzione dei corpi illuminanti con lampade a led di ultima generazione, a risparmio energetico e telecontrollate. L’obiettivo è concludere la prima tranche di lavori su 24 candelabri entro la festa di San Nicola 2026. Gli interventi finanziati con i due contratti attuativi, nel complesso, termineranno ad aprile 2027.

LA STORIA DEI CANDELABRI

I 197 iconici lampioni del lungomare che adornano i tre chilometri di strada, dall’entrata del porto a Pane e Pomodoro, sono tra i simboli più noti di Bari, immortalati in cartoline, fotografie e dipinti d’autore. I lampioni, in ghisa nera, furono installati durante la costruzione del lungomare cittadino voluto da Araldo di Crollalanza. Quindi con i tufi provenienti dalla “cava del prete” fu creato il waterfront barese, che si andò pian piano a illuminare proprio grazie ai caratteristici candelabri.

I lavori durarono dal 1929 sino alla metà degli anni 30 e originariamente previdero un uso più esteso delle lanterne che arrivavano addirittura fino all’entrata monumentale della Fiera del Levante. Ma i baresi potettero godere del nuovo lungomare solo per poco tempo: durante la seconda guerra mondiale l’industria bellica fece man bassa di tutto ciò che era composto di metallo per costruire armi; così i lampioni vennero smantellati e la strada costiera dovette rimanere priva sino al termine del conflitto mondiale.

Nel 1949 si decise, però, di avviare una sottoscrizione per raccogliere i fondi necessari al ripristino degli amati lampioni. Ne furono subito costruiti 21, ma ci passò una decina d’anni prima di veder completati gli altri 176.

A partire dal 1962 i lampioni furono oggetto di un considerevole restyling: le lampade sferiche che li avevano caratterizzati fino ad allora vennero sostituite con quelle cilindriche odierne. A realizzarli fu l’azienda barese “Officina Fonderia F. Corazza”, il cui marchio è impresso in rilievo sul basamento di ognuno di essi. La fabbrica era diretta dal commendatore Francesco Carrozza.

La notte di Capodanno del 1980 il lungomare fu devastato da una mareggiata e i blocchi in pietra spostati, compresi i lampioni, di parecchi metri. Alcuni lampioni andarono distrutti e, grazie alla stessa fonderia Corazza che conservava ancora il calco originale, poterono essere riprodotti. I lampioni portano incisa la scritta “Officina Fonderia F. Corazza”.

Ottobre di fuoco per il Lezzi Boxing Team: Bari protagonista tra rivincite e sfide internazionali

Un autunno incandescente attende il Lezzi Boxing Team di Bari. Si parte il 2 ottobre nella palestra Rodio di Brindisi, con due incontri che promettono scintille. Nei 68 kg Refat Helal incrocerà nuovamente i guantoni con Matteo Cazzato in una rivincita che si annuncia ad alta intensità. Spettacolo garantito anche nei 91 kg, dove Cristian Savarese affronterà Antonio Ruggeri in un’altra sfida di ritorno dal pronostico incerto.

Il mese proseguirà con un appuntamento che proietta Bari sul panorama internazionale. Venerdì 10 ottobre Francesco Lezzi, veterano con 53 match da professionista, volerà a Prasov per affrontare il rumeno Amansio Paraschiv, 33 anni, ancora imbattuto con 10 vittorie all’attivo.

Il match, sulla distanza delle sei riprese nei super welter (71 kg), rappresenta una grande occasione per Lezzi, che a 36 anni vede in questa sfida la possibilità di rilanciarsi e raggiungere un solo, chiaro obiettivo: tornare vincente e combattere per un titolo.

A Bari motociclisti da tutta Italia: si “corre”, si beve e si mangia al Trofeo delle Regioni

La settima edizione del Trofeo delle Regioni, la maggiore manifestazione mototuristica nazionale della Federazione Motociclistica Italiana, affiliata CONI in collaborazione con i moto club del territorio e itinerante attraverso le regioni, si è tenuta a Bari da venerdì 26 settembre a domenica 28 presso lo stadio Della Vittoria.

Non potevamo certamente mancare all’evento, patrocinato da Regione Puglia e dal Comune di Bari, al quale hanno preso parte i moto club delle 20 regioni italiane. Una manifestazione che coinvolge la passione per la moto, lo sport, il turismo e la cucina italiana.

Tensione col solito balordo strafatto, Carrieri (Lega): “Restituiamo le piazze ai baresi”

Attimi di tensione ieri pomeriggio in piazza Cesare Battisti a Bari dove due poliziotti in borghese si sono avvicinati ad un gruppo di 20 persone dedite allo spaccio. Qualcuno si è dato alla fuga, altri invece hanno aggredito i poliziotti. Uno dei due agenti è finito nell’aiuola dopo essere stato spinto ed è rimasto ferito. È stato soccorso dal 118. Due pusher sono stati fermati e portati in Questura, mentre sono state avviate le indagini per risalire all’identità degli altri protagonisti grazie anche alle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.

E non sono mancati i momenti di tensione neppure in piazza Umberto dove il solito balordo strafatto è andato in escandescenza alla vista della nostra telecamera. Siamo stati anche “rimproverati” dalla Polizia mentre svolgevamo il nostro lavoro. In scena anche una protesta del consigliere comunale di Bari Carrieri della Lega.

Processo Codice Interno, 103 condanne a Bari. Leccese: “Segnale forte di difesa ma la città è stata ferita”

“La sentenza emessa dal gup del Tribunale di Bari, Giuseppe De Salvatore, a seguito dell’inchiesta ‘Codice Interno’ è un segnale forte a difesa di chi crede fermamente nei valori della legalità e della lotta alla mafia. Il Tribunale ha accertato l’esistenza di reati gravi che hanno ferito enormemente la città. Per questa ragione il Comune si è costituito parte civile e il Tribunale ha condannato gli imputati al pagamento di una provvisionale di 200.000 euro. Restano in ogni caso gli enormi danni arrecati all’immagine della città oltre che alle regole della democrazia”.

È il commento del sindaco di Bari, Vito Leccese, alle 103 condanne inflitte ieri. “È vero che l’Amministrazione ha colto l’occasione drammatica dell’inchiesta per intervenire implementando anticorpi in sede di controllo – aggiunge – ma è importante sottolineare come la città intera debba riflettere sul nuovo monito della Magistratura: il pericolo delle infiltrazioni mafiose, purtroppo, attraversa molti settori della nostra comunità. Per questo nessuno deve chiamarsi fuori da una battaglia di civiltà, che riguarda il futuro stesso di Bari”.

Processo Codice Interno a Bari, 9 anni a Tommy Parisi. Da Olivieri a Palermiti: tutte le condanne – NOMI

L’ex consigliere regionale pugliese Giacomo Olivieri è stato condannato a 9 anni di reclusione nel processo nato dall’inchiesta “Codice interno” sui presunti legami tra mafia, politica e imprenditoria a Bari.

Lo ha deciso il gup di Bari, Giuseppe De Salvatore, davanti al quale si è svolto il processo in abbreviato con 104 imputati. Olivieri, imputato per scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione, è accusato di aver raccolto a pagamento i voti da tre clan di Bari per favorire l’elezione al consiglio comunale della moglie, Maria Carmen Lorusso, nel 2019.

Francesco Abbrescia – 8 anni
Raffaele Addante – 13 anni e 4 mesi
Alessandro Anaclerio – 10 anni e 8 mesi
Vincenzo Azzariti – 4 anni
Marco Barone – 6 anni e 8 mesi
Giuseppangelo Barracchia – 9 anni e 2 mesi
Cataldo Bartoli – 7 anni e 2 mesi + €26.000 multa
Giuseppe Bellone De Grecis – 7 anni e 4 mesi
Luigi Bernaus – 8 anni
Roberto Boccasile – 4 anni, 5 mesi e 10 giorni + €5.300 multa
Massimiliano Bottalico – 7 anni e 4 mesi
Nicola Bruno – 7 anni e 6 mesi
Attilio Caizzi – 7 anni e 4 mesi
Edoardo Caizzi – 8 anni
Giovanni Caizzi – 3 anni, 6 mesi e 20 giorni + €3.200 multa
Ignazio Calabrese – 7 anni e 4 mesi
Michele Calzolaio – 13 anni e 4 mesi
Danilo Campanale – 4 anni, 5 mesi e 10 giorni + €5.300 multa
Riccardo Campanale – 8 anni
Giovanni Capriati – 8 anni
Antonio Cardinale – 9 anni
Antonio Carrassi – 7 anni
Francesco Cascella – 10 anni e 8 mesi
Raffaele Castoro – 7 anni
Vincenzo Chiumarulo – 8 anni
Michele Cirulli – 8 anni
Pietro Crocchianti – 7 anni e 4 mesi
Paolo D’Amato – 4 anni, 5 mesi e 10 giorni + €5.300 multa
Antonio De Fano – 7 anni
Giacomo De Gennaro – 8 anni
Davide De Marco – 6 anni e 8 mesi
Michele De Salvatore – 8 anni
Donato De Tullio – 8 anni e 4 mesi
Michele De Tullio – 9 anni e 4 mesi
Giovanni Di Cosimo – 8 anni
Bruno Di Lauro – 8 anni
Carlo Ferrante – 8 anni
Fabio Fiore – 7 anni
Cosimo Fortunato – 10 anni
Ignazio Froio – 7 anni e 4 mesi
Angelo Giannini – 10 anni e 8 mesi
Antonino Grasso – 7 anni e 4 mesi
Maria Gravina – 4 anni
Vito Guglielmi – 4 anni + €5.000 multa
Luciano Ignomeriello – 10 anni
Umberto Lafirenze – 10 anni e 8 mesi
Vito Lampugnani – 9 anni e 8 mesi
Cosma Damiano Lepore – 7 anni e 4 mesi
Giuseppe Loglisci – 9 anni e 8 mesi
Leonarda Loiodice – 4 anni
Nicola Lorusso – 8 anni
Tommaso Lovreglio – 14 anni
Mario Maffei – 8 anni
Michele Manzari – 7 anni e 2 mesi
Gennaro Marino – 9 anni e 8 mesi
Angelo Martiradonna – 6 anni e 8 mesi
Michele Martiradonna – 7 anni
Michelangelo Maselli – 2 anni, 2 mesi e 20 giorni
Mirko Massari – 4 anni
Giovanni Mastrorilli – 6 anni, 7 mesi e 10 giorni
Maurizio Mincuzzi – 9 anni e 4 mesi
Filippo Mineccia – 14 anni
Beniamino Misceo – 8 anni
Bruna Montani – 5 anni
Leonardo Montani – 7 anni e 6 mesi
Maria Montani – 4 anni
Antonio Moretti – 8 anni
Emilio Moretti – 6 anni e 8 mesi
Michele Nacci – 4 anni e 4 mesi
Otello Natangeli – 7 anni
Giacomo Olivieri – 9 anni + €2.000 multa
Antonino Palermiti – 7 anni
Eugenio Palermiti – 11 anni
Giovanni Palermiti – 10 anni
Nicola Palermo – 7 anni e 4 mesi
Nicola Parisi – 7 anni e 4 mesi
Radames Parisi – 14 anni e 8 mesi
Savino Parisi – 11 anni
Tommaso Parisi – 9 anni
Christopher Luigi Petrone – 7 anni e 4 mesi
Antonio Petroni – 4 anni e 4 mesi
Franco Pirrelli – 7 anni
Michele Piscitelli – 5 anni
Aldo Primavera – 8 anni
Vito Rinaldi – 7 anni
Antonio Ripoli – 13 anni
Romeo Risoli – 8 anni
Michele Ruggieri – 8 anni
Sebastiano Ruggieri – 8 anni e 8 mesi
Bernardo Schingaro – 3 anni e 2 mesi + €4.600 multa
Giuseppe Sciancalepore – 7 anni e 4 mesi
Vito Scorcia – 10 anni e 8 mesi
Vito Sebastiano – 8 anni
Giovanni Sforza – 7 anni e 8 mesi + €3.000 multa
Silvio Sidella – 14 anni e 8 mesi
Domenico Silecchia – 8 anni
Nicola Stramaglia – 8 anni
Gaetano Strisciuglio – 5 anni
Giuseppe Tagarelli – 8 anni
Pasquale Tisti – 7 anni e 6 mesi
Francesco Triggiani – 10 anni
Francesco Vessio – 6 anni e 10 mesi
Nereo Zanghi – 8 anni

Processo Codice Interno, ecco le sentenze: 9 anni a Giacomo Olivieri, 10 anni a Savino Parisi ed Eugenio Palermiti

L’ex consigliere regionale pugliese Giacomo Olivieri è stato condannato a 9 anni di reclusione nel processo nato dall’inchiesta “Codice interno” sui presunti legami tra mafia, politica e imprenditoria a Bari.

Lo ha deciso il gup di Bari, Giuseppe De Salvatore, davanti al quale si è svolto il processo in abbreviato con 104 imputati. Olivieri, imputato per scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione, è accusato di aver raccolto a pagamento i voti da tre clan di Bari per favorire l’elezione al consiglio comunale della moglie, Maria Carmen Lorusso, nel 2019. La Dda aveva chiesto nei suoi confronti la condanna a 10 anni di reclusione.

Per l’accusa di voto di scambio: 9 anni e 4 mesi è la pena per Michele De Tullio, 8 anni e 4 mesi per il figlio Donato De Tullio, 14 anni per Tommaso Lovreglio (nipote acquisito di Savino Parisi), 5 anni per Bruna Montani, 7 anni e 6 mesi per Leonardo Montani, 5 anni per Mirko Massari, 4 anni per Maria Montani.

Per l’accusa di associazione di stampo mafioso 10 anni inflitti a Savino Parisi ed Eugenio Palermiti, ritenuti promotori e organizzatori del gruppo che ha insanguinato il quartiere Japigia inondandolo di droga.

Le altre condanne: 14 anni per Filippo Mineccia (genero di Eugenio Palermiti), 14 anni e 8 mesi per Radames Parisi e Silvio Sidella, 13 anni per Antonio Ripoli, 13 anni e 4 mesi per Michele Calzolaio, 10 anni e 8 mesi per Vito Scorcia, 10 anni per Francesco Triggiani, 9 anni per Tommy Parisi, cantante neomelodico figlio di Savinuccio, 9 anni e 8 mesi per Gennaro Marino, 8 anni per Aldo Primavera e Nereo Zanghi, 7 anni e 4 mesi per Antonino Grasso e Nicola Parisi, 7 anni per Vito Rinaldi, Antonino Palermiti e Otello Natangeli.

Tutte le condanne:

Francesco Abbrescia – 8 anni
Raffaele Addante – 13 anni e 4 mesi
Alessandro Anaclerio – 10 anni e 8 mesi
Vincenzo Azzariti – 4 anni
Marco Barone – 6 anni e 8 mesi
Giuseppangelo Barracchia – 9 anni e 2 mesi
Cataldo Bartoli – 7 anni e 2 mesi + €26.000 multa
Giuseppe Bellone De Grecis – 7 anni e 4 mesi
Luigi Bernaus – 8 anni
Roberto Boccasile – 4 anni, 5 mesi e 10 giorni + €5.300 multa
Massimiliano Bottalico – 7 anni e 4 mesi
Nicola Bruno – 7 anni e 6 mesi
Attilio Caizzi – 7 anni e 4 mesi
Edoardo Caizzi – 8 anni
Giovanni Caizzi – 3 anni, 6 mesi e 20 giorni + €3.200 multa
Ignazio Calabrese – 7 anni e 4 mesi
Michele Calzolaio – 13 anni e 4 mesi
Danilo Campanale – 4 anni, 5 mesi e 10 giorni + €5.300 multa
Riccardo Campanale – 8 anni
Giovanni Capriati – 8 anni
Antonio Cardinale – 9 anni
Antonio Carrassi – 7 anni
Francesco Cascella – 10 anni e 8 mesi
Raffaele Castoro – 7 anni
Vincenzo Chiumarulo – 8 anni
Michele Cirulli – 8 anni
Pietro Crocchianti – 7 anni e 4 mesi
Paolo D’Amato – 4 anni, 5 mesi e 10 giorni + €5.300 multa
Antonio De Fano – 7 anni
Giacomo De Gennaro – 8 anni
Davide De Marco – 6 anni e 8 mesi
Michele De Salvatore – 8 anni
Donato De Tullio – 8 anni e 4 mesi
Michele De Tullio – 9 anni e 4 mesi
Giovanni Di Cosimo – 8 anni
Bruno Di Lauro – 8 anni
Carlo Ferrante – 8 anni
Fabio Fiore – 7 anni
Cosimo Fortunato – 10 anni
Ignazio Froio – 7 anni e 4 mesi
Angelo Giannini – 10 anni e 8 mesi
Antonino Grasso – 7 anni e 4 mesi
Maria Gravina – 4 anni
Vito Guglielmi – 4 anni + €5.000 multa
Luciano Ignomeriello – 10 anni
Umberto Lafirenze – 10 anni e 8 mesi
Vito Lampugnani – 9 anni e 8 mesi
Cosma Damiano Lepore – 7 anni e 4 mesi
Giuseppe Loglisci – 9 anni e 8 mesi
Leonarda Loiodice – 4 anni
Nicola Lorusso – 8 anni
Tommaso Lovreglio – 14 anni
Mario Maffei – 8 anni
Michele Manzari – 7 anni e 2 mesi
Gennaro Marino – 9 anni e 8 mesi
Angelo Martiradonna – 6 anni e 8 mesi
Michele Martiradonna – 7 anni
Michelangelo Maselli – 2 anni, 2 mesi e 20 giorni
Mirko Massari – 4 anni
Giovanni Mastrorilli – 6 anni, 7 mesi e 10 giorni
Maurizio Mincuzzi – 9 anni e 4 mesi
Filippo Mineccia – 14 anni
Beniamino Misceo – 8 anni
Bruna Montani – 5 anni
Leonardo Montani – 7 anni e 6 mesi
Maria Montani – 4 anni
Antonio Moretti – 8 anni
Emilio Moretti – 6 anni e 8 mesi
Michele Nacci – 4 anni e 4 mesi
Otello Natangeli – 7 anni
Giacomo Olivieri – 9 anni + €2.000 multa
Antonino Palermiti – 7 anni
Eugenio Palermiti – 11 anni
Giovanni Palermiti – 10 anni
Nicola Palermo – 7 anni e 4 mesi
Nicola Parisi – 7 anni e 4 mesi
Radames Parisi – 14 anni e 8 mesi
Savino Parisi – 11 anni
Tommaso Parisi – 9 anni
Christopher Luigi Petrone – 7 anni e 4 mesi
Antonio Petroni – 4 anni e 4 mesi
Franco Pirrelli – 7 anni
Michele Piscitelli – 5 anni
Aldo Primavera – 8 anni
Vito Rinaldi – 7 anni
Antonio Ripoli – 13 anni
Romeo Risoli – 8 anni
Michele Ruggieri – 8 anni
Sebastiano Ruggieri – 8 anni e 8 mesi
Bernardo Schingaro – 3 anni e 2 mesi + €4.600 multa
Giuseppe Sciancalepore – 7 anni e 4 mesi
Vito Scorcia – 10 anni e 8 mesi
Vito Sebastiano – 8 anni
Giovanni Sforza – 7 anni e 8 mesi + €3.000 multa
Silvio Sidella – 14 anni e 8 mesi
Domenico Silecchia – 8 anni
Nicola Stramaglia – 8 anni
Gaetano Strisciuglio – 5 anni
Giuseppe Tagarelli – 8 anni
Pasquale Tisti – 7 anni e 6 mesi
Francesco Triggiani – 10 anni
Francesco Vessio – 6 anni e 10 mesi
Nereo Zanghi – 8 anni

Bari, fermato in auto con la moglie senza documenti. Era ricercato da due anni: arrestato 37enne

Un uomo di 37 anni ricercato dal settembre del 2023, è stato arrestato ieri dagli agenti della polizia locale di Bari mentre, a bordo di un’auto assieme alla moglie, stava percorrendo una strada del quartiere Carrassi del capoluogo pugliese.

Secondo quanto accertato, il 37enne che scontava una pena di circa sette anni per cumulo di varie condanne precedenti, era destinatario di un avviso di rintraccio emesso per il suo mancato rientro nel carcere di Lecce dopo un permesso premio di una settimana.

Fermato nell’ambito di controlli del territorio, all’uomo sono stati chiesti i documenti ma oltre alla carta di circolazione e alla polizza assicurativa per l’auto, era sfornito di carta di identità e si è presentato con le generalità del fratello. Attraverso i controlli delle varie banche dati, gli agenti sono risaliti alla sua identità e lo hanno arresto per evasione e false generalità.

Gli è stata comminata anche una sanzione pari a 5.100 euro per guida senza patente con contestuale fermo del mezzo per tre mesi. Ora si trova in carcere a Lecce.

Fiumi di eroina nel giardino maledetto. Il tossico georgiano: “Non buttate le siringhe per terra”

Un posto abbandonato e dimenticato da tutti, a pochi passi dal centro di Bari. Siamo tornati nel Far West di via Cifarelli dopo diverse settimane in quello che abbiamo battezzato il Giardino dei Dannati.

C’è chi ha eletto questo posto come dormitorio, ma soprattutto è qui che si fa un uso massiccio di sostanze stupefacenti, come confermato ai nostri microfoni da un eroinomane.

Molta più gente frequenta questo inferno e sono diverse le aggressioni a mano armata registrate negli ultimi giorni.

Crisi del grano, protesta degli agricoltori a Bari. Trattori e corteo sul lungomare: “Stop import massiccio”

È partito dal Lungomare antistante la spiaggia cittadina di Pane e pomodoro il corteo degli agricoltori del grano, scesi in piazza anche a Bari per protestare contro il boom di importazioni dall’estero, a causa delle quali il prezzo del prodotto italiano è crollato.

Migliaia di agricoltori, provenienti da sei regioni del centro-sud, si sono radunati con in testa alcuni trattori. Prima dell’avvio del corteo, il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, e il direttore, Pietro Piccioni, insieme ad altri vertici territoriali, si sono recati in Prefettura dove hanno consegnato al prefetto, Francesco Russo, un documento con le rivendicazioni della categoria.

Il corteo proseguirà sul lungomare Nazario Sauro arrivando fino alla sede della presidenza della Regione Puglia. È inoltre previsto un collegamento da remoto della piazza con il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini.

I manifestanti espongono cartelli che recitano, fra le altre cose, “Salviamo il grano italiano”, “Senza agricoltori non c’è cibo”, “Sos grano italiano in difesa del reddito degli agricoltori e della filiera”.