San Severo, bomba carta esplosa davanti alla casa consigliera comunale Damone: indagano i Carabinieri

Un ordigno artigianale, presumibilmente una bomba carta, è esploso nella tarda serata di ieri, intorno alle 23.00, davanti all’abitazione della consigliera comunale di San Severo (Foggia) Anna Maria Damone, appartenente al gruppo politico Con e medico della struttura di Nefrologia e dialisi dell’ospedale cittadino.

Damone, al momento dell’esplosione, era in casa con il marito e i suoi due figli. Nessuno è rimasto ferito ma il boato ha spaventato tutti i residenti nella zona. La bomba ha inoltre danneggiato due auto parcheggiate nei pressi e non di proprietà della consigliera. Indagano i carabinieri.

Gallipoli, trovata bomba carta tra l’erba in una scuola durante la manutenzione del giardino: arrivano gli artificieri

Durante le operazioni ordinarie di manutenzione del verde all’interno del cortile di un istituto scolastico di Gallipoli, gli operai hanno trovato un piccolo oggetto tra l’erba incolta.

Il manufatto, che sin da subito ha suscitato sospetti per la sua forma e composizione, si è rivelato essere un ordigno artigianale del tipo ‘bomba carta’. La scuola era chiusa e pertanto non erano presenti studenti e personale.

I carabinieri, giunti sul posto, hanno subito delimitato l’area e richiesto l’intervento dei colleghi del nucleo Artificieri antisabotaggio del comando provinciale di Lecce che hanno provveduto al recupero in sicurezza dell’ordigno.

La bomba carta è stata poi fatta brillare in una cava nella zona di Casarano, come da protocollo.

Foggia, bomba carta nella notte contro un negozio: danneggiata un’auto. Indagano i Carabinieri

Un ordigno rudimentale è stato fatto esplodere la notte scorsa nei pressi di un esercizio commerciale in via Bari a Foggia: si tratta del negozio di abbigliamento Paradiso Selvaggio.

Secondo quanto si apprende, persone ancora non identificare avrebbero fatto esplodere la bomba carta ai piedi della saracinesca, causando danni anche alla vetrata dell’esercizio commerciale.

Danneggiata anche un’autovettura parcheggiata vicino all’ingresso del negozio. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno avviato le indagini sull’episodio. Al vaglio le telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.

Il boato ha svegliato molte persone che, allarmate, hanno telefonato al numero di emergenza 112.

Esplosione nella notte a Corato, bomba carta danneggia pizzeria e auto parcheggiata: indagini in corso

Una bomba carta è stata fatta esplodere la scorsa notte davanti all’ingresso di una pizzeria di Corato, nel Barese. La deflagrazione, avvenuta intorno alle due e trenta in piazza Salvo D’Acquisto, ha danneggiato la porta in ferro del locale, parte dell’insegna e un’auto che era parcheggiata lì vicino.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia di Stato che hanno acquisito le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della zona. Al momento nessuna ipotesi è esclusa. Le indagini sono coordinate dalla procura di Trani.

Estorsione a Corato, bomba carta esplosa davanti a negozio: 4 arresti

Avrebbero estorto ad un piccolo imprenditore di Corato, nel Barese, titolare di una attività commerciale di materiale elettrico, circa 6 mila euro in due mesi, danneggiando infine il suo locale con una bomba carta, nella notte tra il 17 e il 18 novembre 2021, dopo il rifiuto di un ultimo pagamento.

Per i reati di estorsione aggravata in concorso e detenzione e porto di ordigno esplosivo, i carabinieri hanno arrestato quattro persone, tre in carcere e una 31enne agli arresti domiciliari.

La prima richiesta estorsiva risale a settembre 2021, quando uno degli arrestati avrebbe chiesto all’imprenditore 150 euro in cambio della cessione di alcuni attrezzi da lavoro, risultati poi rubati. Così, alcuni giorni dopo, all’imprenditore sarebbe stata chiesta la restituzione degli attrezzi e anche 300 euro per risarcire il proprietario dei beni per il danno causato dal furto subito.

A novembre poi, la vittima sarebbe stata ricontattata per una ulteriore richiesta di 5 mila euro finalizzati a chiudere la presunta vicenda penale che – avevano fatto credere gli arrestati – si era aperta su quel vecchio furto. Avrebbero anche redatto un finto atto giudiziario e simulato una telefonata da parte di un sedicente magistrato barese.

A quel punto nei confronti dell’imprenditore, non più disposto a pagare, sarebbero iniziate le minacce fino all’attentato dinamitardo. All’identificazione dei presunti autori dell’estorsione e dell’attentato dinamitardo gli investigatori, coordinati dalla Procura di Trani, sono arrivati grazie ai filmati dei sistemi di sorveglianza della zona, alle dichiarazioni di testimoni, all’analisi dei tabulati telefonici e del contenuto dei messaggi tra la vittima e i suoi presunti aguzzini.