“Difenderò questa santa società con sangue, pelle e ossa”: i riti di affiliazione e i “battesimi” nel clan Strisciuglio

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari, con il supporto del 6° Nucleo CC Elicotteri di Bari e del Nucleo Cinofili Carabinieri di Modugno, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della locale D.D.A., nei confronti di 12 soggetti, gravemente indiziati a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e tentata estorsione aggravate, porto e detenzione di armi da sparo clandestine e da guerra, ricettazione, lesioni personali aggravate, accensioni ed esplosioni pericolose, reati aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose.

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L’indagine, denominata “Lockdown” e condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Bari San Paolo dal settembre 2019 al maggio 2023, con il costante coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, rappresenta un approfondimento dell’inchiesta “Vortice – Maestrale” e fotografa le attività della consorteria criminale “Strisciuglio” nel quartiere San Paolo di Bari.

L’ordinanza cautelare, condividendo le risultanze investigative, ha acclarato l’operatività in tali anni nel quartiere San Paolo di Bari del clan “Strisciuglio”,e le e le numerose attività illecite commesse dagli stessi per il predominio del territorio in particolare il traffico di stupefacenti e le estorsioni imposte ai cantieri, pena l’interruzione dei lavori.

Sono stati anche rinvenuti manoscritti in cui erano specificati e riportati i riti di affiliazione necessari per entrare a far parte della “società camorristica”, formule (Difenderò questa santa società fino all’ultima goccia del mio sangue e con le mie ossa), rituali (baci) e giuramenti della consorteria mafiosa.

 

Bari, tentato omicidio di Nicola Vavalle al San Paolo: arrestati 5 affiliati al clan Strisciuglio

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un’ordinanza applicativa di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, con la quale vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico di cinque persone, accusate a vario titolo di “ tentato omicidio premeditato in concorso” e “detenzione e porto illegale in luogo pubblico di un’arma da guerra”(costituita da un fucile d’assalto Ak 47 kalashnikov), aggravati dalle modalità mafiose.

Le indagini, coordinate dalla DDA di Bari e sviluppate in più fasi dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri per mezzo di servizi di osservazione, pedinamenti e attività tecniche, nonché supportate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli odierni arrestati – tutti appartenenti alla compagine del quartiere San Pio del più ampio clan Strisciuglio, attivo sul territorio di Bari e provincia – e di individuare il movente del grave fatto delittuoso.

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip (fatte salve le valutazioni nelle fasi successive con il contributo della difesa), sono emerse le ragioni e le modalità esecutive del grave fatto criminoso consumato presso la zona Cecilia del Comune di Modugno (compresa nell’area geografica del quartiere San Paolo di Bari) il 18 giugno 2016 nel mentre la vittima, Nicola Vavalle, anche lui già nota alle Forze di Polizia, percorrendo a bordo della propria autovettura via Caposcardicchio, strada di notevole flusso veicolare abitata e altamente frequentata attesa la vicinanza di uno dei maggiori nosocomi regionali, l’ospedale San Paolo, in pieno giorno e in orario di piena affluenza urbana e davanti agli occhi di ignari passanti, veniva fatta segno da azione di fuoco da parte di un commando composto dagli indagati di cui uno esplodeva, all’indirizzo della vittima, numerosissimi colpi d’arma da fuoco utilizzando un fucile d’assalto Ak 47 kalashnikov.

L’indagine ha consentito di ricondurre l’evento delittuoso ad un quadro di situazione più ampio individuato nell’esigenza da parte degli esponenti del clan Strisciuglio di consolidare il loro ruolo egemonico nel proprio territorio di competenza criminale, ovvero il quartiere San Pio/Enziteto, mediante l’eliminazione fisica della vittima, responsabile, alcune ore prima, dell’aggressione fisica per futili motivi a danno di un fiancheggiatore del clan Strisciuglio.

Nicola Vavalle, detto “Pacchione” o il “gatto”, è il fratello di Franco, considerato all’epoca il “re delle slot machine”, nei cui confronti era stato eseguito un sequestro da 50 milioni di euro. Nicola è stato arrestato nel febbraio 2017 per espiare una pena superiore ai 7 anni per i reati di rapina, inosservanza della sorveglianza speciale e resistenza a pubblico ufficiale. Già nel 2012 era stato arrestato e condannato a 5 anni e otto mesi per aver partecipato a diverse rapine con la famigerata banda della Porsche Cayenne.

Mafia a Bari, blitz della Polizia all’alba: 9 arresti nel clan Strisciuglio per traffico di droga

Dalle prime luci dell’alba, a Bari e provincia, la Polizia di Stato sta dando esecuzione all’ordinanza di applicazione di una misura cautelare personale, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di nove persone, ritenute appartenenti ad una associazione a delinquere, facente capo al clan Strisciuglio, dedita al traffico e alla illecita commercializzazione di sostanze stupefacenti.

I dettagli dell’operazione verranno resi noti nel corso di una conferenza stampa programmata per le ore 10:30 odierne, presso la Procura della Repubblica di Bari, alla presenza del Procuratore della Repubblica.

Mafia, estorsioni, droga e armi illegali. Colpo al clan Strisciuglio: 41 arresti e 266 anni di carcere – NOMI E VIDEO

La Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri hanno eseguito quarantuno ordini di carcerazione, emessi dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Bari (ufficio esecuzioni penali), nei confronti di altrettante persone colpite da sentenze definitive di condanna, per gravi reati commessi, tra il 2015 e il 2020. Le persone interessate dai provvedimenti, alcune delle quali si è accertato appartenere al clan Strisciuglio, operavano nei quartieri Libertà, San Paolo, San Pio (Enziteto), Catino e San Girolamo del capoluogo, nonché nei Comuni di Palo del Colle, Conversano e Rutigliano.

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Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e condotte, in diverse fasi, mediante servizi di osservazione controllo e pedinamento, attività tecniche, nonché supportate da diverse dichiarazioni di collaboratori di giustizia, hanno consentito, già nell’aprile del 2021, di eseguire 99 provvedimenti cautelari.

L’inchiesta, convenzionalmente denominata Vortice-Maestrale, ha contestato, documentandole, le diverse attività illecite del citato sodalizio mafioso, evidenziando la sua persistente operatività, le continue ambizioni di espansione e controllo del territorio, nonché la diffusione capillare sull’intera area metropolitana, nonostante la detenzione degli esponenti apicali che guidavano le diverse articolazioni attive nelle aree urbane e nei comuni dell’hinterland.

In particolare, è stato accertato come il sodalizio mafioso, grazie alla forza intimidatoria derivante dal vincolo associativo, sia all’interno del gruppo che sul territorio di riferimento, attraverso metodi particolarmente violenti ed efferati, riusciva a imporre ai titolari di alcuni esercizi commerciali del quartiere Libertà l’installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo, forniti da un’azienda gestita da uno dei membri dell’organizzazione. Quest’ultimo destinava una parte degli introiti alle casse della cosca, ottenendo in cambio il monopolio di fatto nel settore.

Inoltre, è stato provato che il sodalizio mafioso gestiva le fiorenti piazze di spaccio attive nei territori sotto il suo controllo, rifornendole con ingenti quantità di sostanze stupefacenti.

L’indagine ha anche fatto luce sulle responsabilità penali individuali e sulle motivazioni alla base della violenta rissa avvenuta l’11 gennaio 2016 all’interno del carcere di Bari, che ha coinvolto oltre 41 detenuti appartenenti al circuito di ‘alta sicurezza’. Tra questi, vi erano esponenti apicali del clan Strisciuglio e del clan Misceo, in conflitto a causa di uno squilibrio negli assetti interni dei due gruppi. Tale alterazione aveva portato all’espansione del clan Strisciuglio nel territorio di Palo del Colle, attraverso azioni violente che hanno permesso al gruppo di consolidare il controllo criminale di quell’area.

Le pene inflitte con gli odierni provvedimenti oscillano tra uno e i trenta anni di reclusione, per un totale di 266 anni di carcere.

Elenco condanne

1. AMORE Arturo, nato a Bari il 22.08.1987 (anni 1, mesi 6 di reclusione) art. 416 bis c. 1 e 3 c.p.;

2. AMORUSO Giuseppe, nato a Bari il 20.07.1984 (anni 3 di reclusione) artt. 416 bis 1, 582, 585 c.p.;

3. ARMENISE Leonardo, nato a Bari il 27.09.1983 (anni 10 di reclusione) artt.10, 12 e 14 L.497/1974 e art.7 L.203/1974 – artt.628, 582 e 576 c.p.;

4. CALABRESE Felice, nato a Bari il 25.11.1989 (anni 10 di reclusione) artt. 73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art.416 bis1 c.p. – art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8;

5. CAMPANALE Felice, nato a Bari il 21.09.1987 (anni 5, mesi 4 e giorni 25 di reclusione) artt. 416 bis c. 1, 4, 5 e 8 e 391 ter c.p.

6. CASALINI Domenico, nato a Bari il 04.09.1978 (anni 9 di reclusione) artt. 73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p.;

7. CITARELLI Domenico, nato a Bari il 29.04.1986 (anni 12 di reclusione) art. 416 bis c. 2, 3, 4, 5 e 6 c.p. – artt. 73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art.416 bis 1 c.p.;

8. DE MARZO Francesco, nato a Bari il 04.02.1992 (anni 9, mesi 11 e giorni 16 di reclusione) art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8 – artt.73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p. – art. 629 c.p., art. 2 L. 895/1967 e art.416 bis 1 c.p.;

9. FERRARA Antonio, nato a Bari il 30.05.1995 (anni 7, mesi 7 e giorni 19 di reclusione) art. 582, 585 e 576 c.p. art. 4 L.110/1975 – artt. 56, 605, 582 e 416 bis 1 c.p. – art.73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art.416 bis 1 c.p.;

10. FERRARA Salvatore, nato a Bari il 18.10.1997 (anni 6 e mesi 8) art. 74 c. 1, 3 e 4 d.P.R. 309/1990 e 416 bis 1 c.p.;

11. GRIMALDI Emanuele, nato a Triggiano (BA) il 22.12.1969 (anni 22, mesi 1 e giorni 8 di reclusione) artt. 575 e 577, art. 7 L.203/1991, artt.10 e 12 L.497/1974 – art. 416 bis c.1, 3, 4 e 8 – artt. 588, 582, 585 e art.416 bis 1;

12. GUGLIELMO Lorenzo, nato a Bari il 14.02.1980 (anni 6 e mesi 8 di reclusione) art. 416 bis c.1, 3, 4, 5 e 8 c.p. – artt. 73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p.;

13. IUSCO Michele Paolo, nato a Bari il 19.04.1987 (anni 10 di reclusione) artt. 56, 110, 81, 629 e 628 c.3 c.p. – art.582 e 577 c.p. – art. 416 bis c. 2, 3, 4, 5 e 8 c.p. – artt. 73 e 74 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p.;

14. LATROFA Marco, nato a Bari il 10.01.1990 (9 anni di reclusione) art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8 – art. 74 c. 2, 3, 4 e 5 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p.;

15. LUBISCO Oscar, nato a Grumo Appula (BA) il 01.03.1991 (anni 30 di reclusione) artt. 56, 629, 628 c.3, 610 c.p., artt. 2 e 4 L.895/1967 e art. 7 L.203/1991 – artt. 582 585 e 576 c.p. – artt. 73 74 c. 1 3 4 d.P.R. 309/1990 e 416 bis 1 c.p.;

16. MASOTTI Rocco, nato a Conversano (BA) il 03.02.1978 (anni 25, mesi 11 e giorni 26 di reclusione) artt. 575, 577 c.p. e artt. 10, 12 e 14 L. 497/1974 – artt. 73 e 74 c. 2, 3 e 4 d.P.R. 309/1990, art. 416 bis 1 c.p. – artt. 588, 582, 585 e 416 bis 1 c.p. – art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8;

17. MASTROGIACOMO Vincenzo, nato a Bari il 25.11.1975 (anni 9 di reclusione) art. 74 c. 2, 3 e 4 d.P.R. 309/1990 e art.416 bis 1 c.p.

18. MASODINE Claudio, nato a Bari il 21.09.1977 (anni 3 e mesi 6 di reclusione) art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8 – art. 74 c. 2, 3 e 4 d.P.R. 309/1990;

19. MIGLIETTA Egidio, nato a Bari il 25.05.1968 (anni 6 di reclusione) artt. 588, 582, 583, 585 e 416 bis 1 c.p.;

20. MISCEO Paolo, nato a Bari il 05.09.1989 (anni 3, mesi 7 e giorni 18 di reclusione) artt. 588, 582, 583, 585 e 416 bis 1 c.p.;

21. NOVELLI Felice, nato a Bari il 22.02.1990 (anni 14 e giorni 19 di reclusione) artt. 56, 629, 628 c.3 e art. 416 bis 1 c.p. – art. 416 bis c. 1, 3, 4 e 8;

22. RAGGI Francesco, nato a Bari il 01.09.1980 (anni 8, mesi 10 e giorni 15 di reclusione) artt. 73 e 74 c.2 e 3 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p.;

23. SAVARESE Gianpiero, nato a Bari il 04.11.1980 (anni 10 di reclusione) art.74 c. 2, 3, 4 e 5 d.P.R. 309/1990 e art. 416 bis 1 c.p. – art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8 c.p. – artt. 582, 585 e 576 c.p.;

24. SCHINGARO Nicola, nato a Bari il 20.12.1979 (anni 9, mesi 7 e giorni 24 di reclusione) artt. 56, 629, 628 c.3 c.p. e art. 7 L. 203/1991 – artt. 582, 585 e 576 c.p – art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8 c.p. – art. 74 c. 2, 3 e 4 d.P.R. 309/1990;

25. SCHINGARO Simone, nato a Bari il 20.03.1966 (anni 21 e mesi 3 di reclusione) art. 416 bis c. 1, 3, 4, 5 e 8 c.p. – 74 c. 2, 3 e 4 d.P.R. 309/1990 – artt. 110, 629 e 416 bis 1 c.p.;

26. VALERIO Vito, nato a Bari il 30.01.1977 (anni 12 di reclusione) art. 416 bis c. 1, 3, 4 e 8 c.p. – 74 c. 2, 3, 4 e 5 d.P.R. 309/1990 e art.416 bis 1 c.p.

27. CARBONARA Biagio, nato a Bari il 04.08.1980 (anni 4, masi 2 e giorni 27 di reclusione), artt. 4 e 7 L.895/1967, artt. 629, 648 c.p., artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

28. DI FIORE Girolamo, nato a Bari il 04.03.1989 (anni 3, mesi 6 di reclusione) art. 629 e 416 bis.1 c.p.;

29. DI PALO Corrado, nato a Bari il 22.05.1977 (anni 9 di reclusione), art. 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

30. DRAGO Giuseppe, nato a Bari il 16.04.1987 (anni 3 e mesi 6 di reclusione), art. 416 bis c.p., art. 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

31. LAFIRENZE Umberto, nato a Bari il 26.01.1990 (anni 15, mesi 2 e giorni 27 di reclusione) artt. 385, 610, 624, 625 c.p., artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

32. LANAVE Luca, nato a Bari l’11.09.1990 (anni 16, mesi 9 e giorni 17 di reclusione) artt. 337, 582, 585, 628 c.p., art. 2 e 7 L.895/1967, art. 416 bis c.p., artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

33. MASTROGIACOMO Francesco, nato a Bari il 31.07.1990 (anni 10 di reclusione) art. 74 L. 309/90 e art. 416 bis c.p.;

34. MIRIZZI Antonio, nato a Bari il 23.12.1989 (anni 8 di reclusione) artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

35. MUSCIACCHIO Antonio, nato a Bari il 27.09.1986 (anni 4, mesi 9 e giorni 12 di reclusone) artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

36. PANZA Tommaso, nato a Bari il 13.01.1991 (anni 14 di reclusione) artt. 4 e 7 L.895/1967, artt. 648 c.p., art. 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

37. RANIERI Giuseppe, nato a Bari il 01.04.1986 (anni 18, mesi 7 e giorni 15 di reclusione) artt. 4 e 7 L.895/1967, artt. 624, 625, 628, 648 c.p., artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

38. SAVARESE Fabio, nato a Bari il 12.06.1989 (anni 11, mesi 11 e giorni 18 di reclusione) artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

39. STRAGAPEDE Francesco, nato a Bari il 25.06.1975 (anni 11, mesi 7 e giorni 27 di reclusione) artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

40. TAURINO Patrizio, nato a Bari l’11.06.1985 (mesi 11 e giorni 10 – con decreto di sospensione) artt. 73 e 74 L. 309/90 e art. 416 bis.1 c.p.;

41. VALENTINO Domenico, nato a Bari il 05.08.1998 (anni 4, mesi 1 e giorni 27 di reclusione) artt. 582, 585, 576, 628 e art. 416 bis.1 c.p..

Bari, tentato omicidio al rione Madonnella nella faida Strisciuglio-Palermiti: chieste 7 condanne a 14 anni

La Direzione distrettuale antimafia di Bari ha chiesto la condanna a 14 anni di reclusione per sette imputati finiti a processo, in abbreviato, per il duplice tentato omicidio – aggravato dal metodo mafioso – avvenuto nel quartiere Madonnella di Bari il 18 settembre 2018.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, quel giorno un commando di tre moto e un’Alfa Romeo si recò tra via Dalmazia e via Cafaro e sparò almeno due colpi di arma da fuoco in direzione di due bersagli a bordo di uno scooter.

I proiettili raggiunsero uno dei due in varie parti del corpo, la vittima finì in prognosi riservata e si salvò dopo un delicato intervento chirurgico e un lungo ricovero in ospedale.

L’agguato, per la Dda, fu organizzato ed eseguito da membri del clan Strisciuglio del quartiere San Paolo per la conquista delle piazze di spaccio del rione Madonnella a danno del clan Palermiti, da sempre egemone nella zona. La sentenza, dopo le discussioni delle difese, è attesa per ottobre.

Estorsioni, armi e droga. Arrestati 4 affiliati al clan Strisciuglio: tra loro il 25enne Ivan Caldarola – TUTTI I NOMI

Sono Ivan Caldarola (25 anni), Antonio Raggi (25 anni), Francesco Mastrogiacomo (34 anni) e Saverio De SAntis (36 anni) i 4 affiliati al clan Strisciuglio di Bari arrestati questa mattina perché accusati di estorsione e tentata estorsione nei confronti dei titolari delle bancarelle di fuochi d’artificio (abusivi) nel quartiere Libertà di Bari, di detenzione e porto illegale d’arma da fuoco – armi usate anche per intimidazioni -, detenzione al fine di spaccio e spaccio di cocaina, hascish e marijuana sempre nel quartiere Libertà. Agli arrestati è contestata anche l’aggravante mafiosa, i fatti risalgono ai mesi di novembre e dicembre 2018. L’ordinanza, richiesta dalla Dda di Bari, è stata emessa dal gip.

Questi arresti, spiegano gli investigatori, costituiscono gli “ultimi provvedimenti cautelari derivanti dalle indagini avviate nel 2018 dalla Procura Distrettuale Antimafia, a seguito del duplice tentato omicidio di due pregiudicati del clan Palermiti, consumato nel quartiere Madonnella di Bari”. Nell’estate del 2018, infatti, il clan Strisciuglio del quartiere San Paolo provò a conquistare la piazza di spaccio del Madonnella estromettendo i Palermiti, da sempre egemoni sul quartiere. Una faida, questa, che il 24 settembre di quell’anno – dopo il tentato omicidio di due pregiudicati dei Palermiti – portò all’omicidio di Walter Rafaschieri e al grave ferimento del fratello, Alessandro. Per quella vicenda, di recente, Giovanni Palermiti (figlio del boss Eugenio) è stato condannato a 20 anni di reclusione in Appello. In primo grado era stato condannato all’ergastolo.

Ai venditori abusivi di fuochi d’artificio del quartiere Libertà di Bari avrebbero chiesto soldi (tra i 100 e i 300 euro per bancarella) o batterie di fuochi per poterli vendere nel territorio di competenza del clan Strisciuglio. A due venditori, poi, il 25enne Ivan Caldarola avrebbe chiesto 5mila euro in fuochi pirotecnici per “dare il pensiero a papà” Lorenzo, capo dell’articolazione del Libertà del clan, e per mantenere amici e compagni in carcere. Caldarola, oggi, è finito in carcere insieme a Antonio Raggi (25 anni), Francesco Mastrogiacomo (34) e Saverio De Santis (36), con le accuse a vario titolo di estorsione e tentata estorsione, detenzione e porto illegale di arma da fuoco (reati con aggravante mafiosa), detenzione a fine di spaccio e spaccio di cocaina, hascisc e marijuana. Le armi sarebbero state usate in più occasioni per alcune plateali intimidazioni, i fatti si riferiscono ai mesi di novembre e dicembre 2018.

Armi, droga ed estorsioni ai venditori abusivi di fuochi d’artificio al Libertà: in carcere 4 affiliati al clan Strisciuglio

Nelle prime ore della mattinata, personale della Polizia di Stato di Bari ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di quattro pregiudicati baresi, organici al clan Strisciuglio.

Con la doverosa premessa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa, gli arrestati rispondono, con l’aggravante mafiosa, dei delitti di estorsione e tentata estorsione in danno dei titolari delle bancarelle abusive di fuochi pirotecnici natalizi, stanziati sulle vie del quartiere Libertà di Bari; numerosi episodi di detenzione e porto illegale di armi da fuoco, utilizzate all’occorrenza per esplodere colpi in aria con finalità intimidatorie, anche in occasione di fibrillazioni sviluppatesi con esponenti di altri clan criminali; numerosi episodi di detenzione al fine di spaccio e spaccio, sempre nel quartiere Libertà, di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana. Tutti fatti avvenuti nei mesi di novembre e dicembre del 2018.

Si tratta degli ultimi provvedimenti cautelari derivanti dalle indagini avviate nel 2018 dalla Procura Distrettuale Antimafia, a seguito del duplice tentato omicidio di due pregiudicati del clan Palermiti, consumato nel quartiere Madonnella di Bari. Nell’estate del 2018, la frangia del clan Strisciuglio del quartiere San Paolo, tentò di conquistare la fiorente attività di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti nel quartiere Madonnella di Bari, cercando di estromettere il clan Palermiti, da sempre dominante in quel rione.

La sera del 18 settembre gli obiettivi dell’azione di fuoco erano due pregiudicati del clan di Japigia, che viaggiavano su uno scooter: il commando armato, a bordo di un’autovettura rubata e di tre motoveicoli, aprì il fuoco, incurante della presenza di ignari cittadini che passeggiavano per strada. Il passeggero dello scooter riuscì a sottrarsi ai proiettili esplosi da un revolver Colt 38 special e da una pistola semiautomatica CZ, calibro 9 mm, mentre il conducente, colpito in più parti del corpo, dopo un delicato intervento chirurgico ed una lunga degenza ospedaliera, riuscì a salvarsi. La risposta del clan Palermiti per l’agguato del 18 settembre non tardò ad arrivare: infatti, sei giorni dopo, il 24 settembre, nel quartiere Carbonara di Bari, Michele Walter Rafaschieri fu assassinato e suo fratello rimase gravemente ferito. Il 18 giugno 2024, la Squadra Mobile di Bari ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Bari, su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di dieci pregiudicati baresi, responsabili dell’agguato armato, mafioso, del 18 settembre 2018.

Dal procedimento penale originario, relativo al duplice tentato omicidio, si sono sviluppati due procedimenti stralcio: con il primo, il 29 dicembre 2018, sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto, sempre dalla Direzione Distrettuale Antimafia, sei esponenti del clan Strisciuglio del quartiere Libertà, ai quali è stata contestata una tentata estorsione in danno dei titolari di una agenzia di onoranze funebri del quartiere Libertà, la detenzione ed il porto illegali di armi da fuoco, l’esplosione di colpi di arma da fuoco sulla saracinesca di un circolo ricreativo. Il secondo procedimento stralcio, sempre relativo a soggetti ascrivibili al clan Strisciuglio del quartiere Libertà, è quello che ha favorito l’esecuzione, in data odierna, del provvedimento cautelare nei confronti dei quattro esponenti di spicco del sodalizio mafioso.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Bari, processo “Vortice Maestrale” contro il clan Strisciuglio: condanne confermate e ridotte in Appello – NOMI

Nei giorni scorsi sono state confermate le condanne nei confronti di 22 imputati coinvolti nel processo legato al “Vortice Maestrale”, il blitz eseguito nell’aprile del 2021 dalle Forze dell’Ordine che ha inflitto un duro colpo al clan Strisciuglio. Per altri 55 presunti affiliati è arrivata una riduzione di pena, mentre altri 7 sono stati assolti dalle accuse.

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Mafia a Bari, lotta tra i clan Strisciuglio e Palermiti. Duplice tentato omicidio al Madonnella: 10 arresti

Alle prime luci dell’alba, personale della Squadra Mobile della Questura di Bari ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Bari, su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di dieci pregiudicati baresi che, la sera del 18 settembre 2018, nel quartiere Madonnella di Bari, via Cattaro, angolo via Dalmazia, attentarono alla vita di due pregiudicati.

Con la doverosa premessa che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa, gli arrestati rispondono, con l’aggravante mafiosa, dei delitti di duplice tentato omicidio aggravato in concorso, detenzione e porto illegali di armi da fuoco, ricettazione, calunnia e danneggiamento seguito da incendio.

Nell’estate del 2018, la frangia del clan Strisciuglio del quartiere San Paolo, tentò di conquistare la fiorente attività di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti nel quartiere Madonnella di Bari, cercando di estromettere il clan Palermiti, da sempre dominante in quel rione. La sera del 18 settembre, gli obiettivi dell’azione di fuoco erano due pregiudicati del clan di Japigia, che viaggiavano sullo scooter: il commando armato, a bordo di un’autovettura rubata e di tre motoveicoli, aprì il fuoco, incurante della presenza di ignari cittadini che passeggiavano per strada.

Il passeggero dello scooter riuscì a sottrarsi ai proiettili esplosi da un revolver Colt 38 special e da una pistola semiautomatica CZ, calibro 9 mm, mentre il conducente, colpito in più parti del corpo, dopo un delicato intervento chirurgico ed una lunga degenza ospedaliera, riuscì a salvarsi. Compiuto l’agguato, una delle moto utilizzate dai sicari fu data alle fiamme, sulla strada provinciale Bitonto Palese, mentre per le altre moto, appartenenti ad esponenti del clan Strisciuglio, furono presentate false denunce di furto, con l’obiettivo di ostacolare le indagini. La risposta del clan Palermiti, per l’agguato del 18 settembre, non tardò ad arrivare: infatti, sei giorni dopo, il 24 settembre, nel quartiere Carbonara di Bari, Michele Walter Rafaschieri fu assassinato e suo fratello rimase gravemente ferito.

Per le persone arrestate in data odierna, di età compresa tra i 25 ed i 47 anni, è stata disposta la custodia in carcere. Solo uno dei destinatari del provvedimento è stato collocato agli arresti domiciliari. È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Olivieri e la “strana versione” sui clan Montani, Parisi e Strisciuglio: il procuratore Rossi sbotta nell’interrogatorio

Giacomo Olivieri, durante l’interrogatorio che si è tenuto lo scorso 6 maggio in Procura alla presenza del procuratore Roberto Rossi e dei pm della Dda, ha fornito la propria versione dei fatti, smentendo di conoscere le persone vicine ai clan mafiosi a cui si sarebbe rivolto per far eleggere la moglie, Maria Carmen Lorusso, al Comune di Bari.

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