Bari, stalking alla cognata dell’ex moglie. Poliziotto assolto dopo tre anni: “Il fatto non sussiste”

Un poliziotto barese, in servizio a Taranto, è stato assolto dopo tre anni dal Tribunale di Bari dalle accuse di stalking nei confronti della cognata dell’ex moglie perché “il fatto non sussiste”.

Secondo l’accusa, l’agente avrebbe minacciato con condotte ripetute la cognata della sua ex moglie, causandole “uno stato di ansia e di paura perdurante e grave, nonché un fondato timore per la propria incolumità e quella della sua famiglia”.

Secondo quanto denunciato dalla controparte, oltre ad appostamenti e pedinamenti, il poliziotto avrebbe anche aggredito il marito della donna. Le accuse però sono state risultate “prive di ogni fondamento” da parte dei giudici. In questi tre anni, all’imputato, è stato impedito di tornare a Bari.

Palpeggiamenti e abusi sessuali sulla cognata disabile: fasanese finisce in carcere a 88 anni

Un 88enne di Fasano è finito in carcere per aver abusato della cognata disabile. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa, l’anziano è stato prelevato dalla sua abitazione e condotto nel carcere di Bari.

L’uomo è stato condannato a 9 anni di reclusione, la sentenza è diventata definitiva. La vittima è affetta da oligofrenia, ovvero da uno sviluppo mentale inferiore alla norma.

L’88enne ha abusato di lei, con palpeggiamenti sul seno e nelle parti intime, ma anche tramite rapporti sessuali completi. Le violenze sono avvenute quando la disabile viveva in casa della sorella, la moglie dell’uomo.

Uccise fratello e cognata con colpi di fucile nel Brindisino: chiesti 30 anni di reclusione per l’87enne Cosimo Calò

Il pubblico ministero della procura di Brindisi, Francesco Carluccio, ha chiesto una condanna di 30 anni di reclusione per l’87enne Cosimo Calò, imputato per il duplice omicidio del fratello (Antonio Calò di 70 anni) e della cognata (la 64enne Caterina Martucci), compiuto il 28 febbraio del 2023 nelle campagne di Carovigno, in provincia di Brindisi.

Marito e moglie vennero uccisi con alcuni colpi di fucile. L’uomo risponde di omicidio aggravato dal rapporto di parentela, ma è stata esclusa l’aggravante della premeditazione.

Secondo le indagini Calò sparò al fratello e alla cognata per questioni legate all’eredità, e in particolare a un terreno conteso che si trovava a qualche centinaia di metri dall’abitazione delle due vittime. La prossima udienza è fissata per il 23 settembre.