Crolla palazzo a Bari, accordo Adisu-Comune: gli alloggi vuoti degli universitari a chi è rimasto senza casa

Gli appartamenti vuoti destinati agli studenti per chi è rimasto senza una casa dopo il crollo del palazzo in via De Amicis a Bari. In giornata potrebbe essere già sottoscritto il protocollo tra l’Adisu e il Comune per mettere subito a disposizione una decina di alloggi.

L’Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario della Regione Puglia scende in campo a sostegno di chi ha visto sgretolarsi la propria casa e di chi è stato allontanato dall’abitazione per motivi di sicurezza nelle vie adiacenti.

Cani avvelenati e uccisi a Bari, il Comune avvia le indagini: “Accertamenti in corso ma fate attenzione”

La ripartizione tutela Ambiente, Igiene e Sanità rende noto che, in seguito a segnalazioni di presunti episodi di avvelenamento cani in alcune zone di Bari, la Polizia Locale ha avviato gli opportuni accertamenti.

Nelle more delle indagini della Polizia Locale, si invitano i possessori di cani a prestare la massima attenzione nel percorrere le vie indicate dai cittadini nelle segnalazioni giunte al Comune: via Postiglione, via Maria Cristina di Savoia, via dei Mille, via Amendola, via Pisacane, area cani di Vico Capurso, via Giuseppe Pellegrini. Si consiglia per precauzione di utilizzare museruola e guinzaglio, al fine di evitare il contatto tra il proprio animale ed eventuali sostanze tossiche.

In seguito a segnalazioni di sospetto avvelenamento, la ripartizione Ambiente procede attivando le verifiche con la Polizia Locale e la Asl di Bari (Servizi Veterinari): nel caso di ritrovamento di una possibile esca avvelenata, nelle more degli esiti delle indagini della Polizia Locale, la stessa viene inviata dalla Asl all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Putignano per gli accertamenti tossicologici.

Se vengono identificate sostanze tossiche nell’esca (o nel caso in cui venga accertata la presenza di sostanze tossiche a seguito dell’autopsia disposta sui cani oggetto di segnalazione), l’Istituto comunica il referto alla Ripartizione Ambiente, che procede a emettere apposita ordinanza sindacale per attivare ulteriori controlli della Polizia Locale, posizionamento della segnaletica di allerta e avvisi alla cittadinanza.

Legalità e trasparenza dell’azione amministrativa, il Comune di Bari sarà monitorato: diktat del Prefetto – I NOMI

Il sindaco di Bari Vito Leccese ha chiesto al segretario generale del Comune Donato Susca di procedere con la costituzione di un apposito gruppo di lavoro, composto da dirigenti comunali individuati in considerazione delle competenze utili a garantire il processo di collaborazione preventiva nel rispetto del buon andamento dell’azione amministrativa, come indicato nella nota del prefetto di Bari del 17 febbraio scorso, nella quale si rileva “l’insussistenza di collegamenti diretti dell’apparato politico-amministrativo con la criminalità organizzata tali da determinare il condizionamento o un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi”. Pertanto, in data odierna, il segretario generale ha proceduto alla nomina dei componenti del gruppo di lavoro.

“Come indicatoci dal prefetto – commenta Vito Leccese -, con la costituzione del gruppo di lavoro interno intendiamo implementare le misure già messe in campo da questa amministrazione per assicurare i principi di legalità e trasparenza dell’azione amministrativa. Il gruppo di lavoro, che vanta competenze nelle materie indicate nella comunicazione prefettizia, sarà impegnato a definire, nel più breve tempo possibile, le misure più opportune per potenziare l’attività amministrativa del Comune, i cui esiti saranno costantemente riferiti al prefetto”.

Di seguito i componenti nominati:

· con riferimento ai servizi di TPL: ing. Claudio Laricchia (dirigente ripartizione IVOP)

· con riferimento ai servizi di Igiene pubblica: ing. Antonio Toritto (dirigente ripartizione Ambiente, Igiene e Sanità)

· con riferimento ai servizi di Welfare: dott. Giancarlo Partipilo (dirigente ripartizione Servizi alla persona)

· con riferimento ai servizi del Commercio e Turismo: dott. Michele Cassano (dirigente settore Polizia annonaria, Ecologia e Attività produttive)

· dott.ssa Rosalba Cirillo (dirigente ripartizione Tributi)

· avv. Pierina Nardulli (dirigente ripartizione Personale)

· dott. Nichi D’Onchia (dirigente ripartizione Controlli, Trasparenza, Legalità e Antimafia sociale)

· avv. Annarita Amodio (dirigente Appalti, Contratti e Gestione L.L.P.P.)

· dott. Michele Palumbo (dirigente ripartizione Polizia Locale)

· dott. Giuseppe Ninni (dirigente ripartizione Servizio finanziario)

Le attività del gruppo di lavoro saranno guidate dal segretario generale comunale con il supporto amministrativo del suo ufficio di segreteria. Ai lavori del gruppo sarà invitato a partecipare il direttore generale del Comune di Bari Davide Pellegrino per le necessarie attività di coordinamento dei dirigenti e delle strutture amministrative dell’ente.

Inchiesta Codice Interno, la relazione del Viminale: “Nel Comune di Bari non c’è mafia ma relazioni ogni tre mesi”

Dai sei mesi di approfondimenti della commissione del Viminale sull’amministrazione e sulle società partecipate del Comune di Bari è emersa “l’insussistenza di collegamenti diretti e indiretti” con la criminalità organizzata che avrebbero potuto implicare lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

Questo è quanto scritto – secondo la Gazzetta del Mezzogiorno – nelle due pagine firmate dal prefetto di Bari, Francesco Russo, che contengono i motivi per cui il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha deciso di non sciogliere il Consiglio comunale di Bari a conclusione delle verifiche scattate dopo gli oltre 130 arresti a febbraio del 2024 nell’ambito dell’inchiesta Codice interno per voto di scambio politico-mafioso.

Nel documento che il prefetto ha notificato martedì sera al sindaco di Bari Vito Leccese c’è anche un elenco di sei punti sui quali l’ufficio territoriale di governo dovrà esercitare una “rigorosa azione di controllo” e il Comune dovrà redigere “appositi report trimestrali”.

Per quanto riguarda le aziende partecipate, ricostruisce il quotidiano, nell’Amiu sono emersi elementi di “agevolazione occasionale” della criminalità organizzata, collegati alla presenza tra i dipendenti di alcuni esponenti dei clan cittadini. Pertanto verrà disposta la “prevenzione collaborativa” per 12 mesi: una terna di esperti garantirà il “tutoraggio” dell’Amiu, mentre il gruppo interforze antimafia verificherà tutte le operazioni, gli incarichi professionali e gli atti di gestione.

L’ispezione nella Multiservizi, invece, ha dato atto che il presidente Francesco Biga, insieme al Comune, ha già “ripulito” l’azienda dalle presenze controindicate: verrà quindi applicata una misura di “tutoraggio” per completare il lavoro. Per quanto riguarda i vigili urbani, è annunciata la sospensione dal servizio per tre mesi di una vigilessa che a marzo 2017 evitò di sequestrare l’auto guidata da uno spacciatore 16enne collegato a un trafficante di droga. Altri 11 vigili rischiano di perdere la qualifica di pubblica sicurezza, decisione che comporterà la restituzione dell’arma di servizio.

Il prefetto ha infine apprezzato il sistema dei controlli anti-infiltrazioni mafiose adottato dal sindaco Leccese lo scorso settembre con la creazione della ripartizione ‘Controlli, legalità, trasparenza e antimafia sociale’.

Beneficienza e affari, la dottoressa manda un emissario. Angela: “È tardi rivoglio tutto indietro”

Torniamo ad occuparci dell’associazione Centro di Ascolto “Dal Silenzio alla Parola”. Un emissario inviato da Rossana D’Aprile si è fatto avanti con Angela e ha proposto un incontro tra le due, declinato per ora. L’incontro, se ci sarà, dovrà essere registrato dalle nostre telecamere. L’avvocato di Angela si è mosso.

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Il Comune di Bari è salvo: non sarà sciolto ma dipendenti multati. Commissariate due municipalizzate (oltre l’Amtab)

Il Comune di Bari è salvo e non verrà sciolto per infiltrazioni mafiose. Si conclude così la vicenda che per mesi ha tenuto con il fiato sospeso l’amministrazione comunale.

Il ministero dell’Interno ha deciso e nel Consiglio dei ministri non è stata infatti portata la proposta relativa alla conclusione del procedimento avviato a marzo con le ispezioni della Prefettura e l’insediamento della commissione nominata dal Viminale.

Sono però previste “sanzioni individuali” nei confronti di dipendenti e dirigenti comunali per il loro comportamento assunto con persone ritenute vicine alla criminalità organizzata. Oltre all’Amtab altre due aziende comunali saranno commissariate.

Morì dopo schianto su albero: Comune di San Pietro Vernotico risarcirà i familiari del 21enne Lorenzo Protopapa

Il giudice del tribunale civile di Brindisi, Francesco Gilberti, ha condannato il comune di San Pietro Vernotico (Brindisi) a risarcire i familiari di Lorenzo Protopapa, il 21enne morto il 31 maggio del 2017 in seguito allo schianto della sua auto contro un albero di pino che si erge sul ciglio della strada su un restringimento di corsia nei pressi del cimitero comunale.

Lo rende noto Giesse Risarcimenti Danni che ha assistito i familiari della vittima. Le condizioni della strada, come ha appurato il consulente tecnico nominato dal giudice, “erano pessime, con il manto stradale ridotto ai minimi termini con la presenza di grosse buche, rigonfiamenti dovuti alle radici degli alberi”.

“Il tribunale – ha spiegato Andrea Matarrelli della sede Giesse di Francavilla – ha accertato in capo al Comune la mancata manutenzione della strada, piena di grosse buche e rigonfiamenti dovuti alle radici degli alberi, il mancato posizionamento di adeguata segnaletica di strada dissestata e di restringimento di corsia, nonché la mancanza di barriere davanti al pino contro cui il povero Lorenzo ha purtroppo tragicamente perso la vita”. Pur essendo stata attribuita al 21enne una corresponsabilità per velocità non adeguata, tale è “l’entità delle mancanze e negligenze riscontrate nella gestione di quel tratto di strada da portare comunque alla condanna del Comune”.

Quanto allo stato della strada, che da quel giorno, in attesa del pronunciamento del tribunale, è rimasta ancora priva di barriere, i familiari offrono al Comune la propria disponibilità e “vorrebbero – ha concluso Matarrelli- poterla mettere in sicurezza a proprie spese, utilizzando una parte del risarcimento. Un gesto che sentono di dover fare in memoria del povero Lorenzo e a beneficio di tutti coloro che percorrono quel tratto di strada”.

Al Comune di Bari arriva la Commissione antimafia, anticorruzione e legalità. Leccese: “Per un’amministrazione sana”

È stata presentata questa mattina, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo di Città, la proposta di delibera per la modifica dell’art. 16 dello Statuto della Città di Bari, ai fini dell’istituzione della “Commissione consiliare Antimafia, Anticorruzione e Legalità”. A illustrare gli obiettivi del provvedimento il sindaco Vito Leccese, l’assessore alla Legalità, Trasparenza e Antimafia sociale Nicola Grasso, il presidente del Consiglio comunale Romeo Ranieri e i capigruppo dei partiti che compongono il Consiglio comunale.

“Il provvedimento che illustriamo questa mattina, che seguirà l’iter previsto per le proposte di modifica dello Statuto della Città di Bari, è stato condiviso dall’intero Consiglio comunale – ha esordito Vito Leccese -. Come annunciato all’atto della mia proclamazione, con questa iniziativa intendiamo dar vita a una commissione che sarà incaricata di verificare eventuali fenomeni di infiltrazione o pressione da parte delle organizzazioni criminali nel tessuto economico, produttivo e istituzionale della città. Siamo allo scadere della prima fase della procedura, quella che prevede i 30 giorni di pubblicazione della proposta di modifica statutaria al fine di informare la città, e ringrazio sin d’ora i consiglieri comunali per le valutazioni che formuleranno a valle di questo tempo. Ricordo che questa iniziativa è nata, tra le altre, per rispondere al dibattito che da un anno a questa parte ha alimentato la cronaca, politica e giudiziaria, in relazione alla necessità di potenziare la trasparenza e i controlli volti a rafforzare tutti i presidi di legalità necessari a contrastare qualsiasi tentativo di infiltrazione mafiosa all’interno dell’ente e delle sue società partecipate. La proposta di istituire una commissione dedicata risponde anche a quel richiamo alla responsabilità pronunciato lo scorso anno dal procuratore generale De Castris in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario e diventa ancora più attuale alla luce di alcuni passaggi della relazione tenuta sabato scorso dal presidente della Corte d’Appello Cassano. Nel suo intervento egli ha definito Bari una città splendente, capace di dispiegare un appeal straordinario sul piano dell’attrazione degli investimenti e dell’attrattività turistica, cresciuta molto rispetto agli anni ’90 anche grazie alle attività di bonifica svolta dagli investigatori e dagli inquirenti in tutti questi anni. Ma non ha nascosto una certa preoccupazione, dati alla mano, sulle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico e produttivo cittadino, ricordando la presenza di una sorta di “zona grigia” che favorisce un incremento del livello di penetrazione delle mafie pugliesi in vari settori economici. Questa amministrazione comunale intende, perciò, valutare, analizzare e studiare per dispiegare le azioni più efficaci e incisive a contrasto dei rischi di infiltrazione. La nostra è un’amministrazione sana, che non intende fare alcun passo indietro rispetto a questo obiettivo ma che anzi vuole continuare a lavorare per la crescita della città esorcizzando qualsiasi tipo di condizionamento da parte delle organizzazioni criminali, tuttora presenti e attive sul territorio cittadino e metropolitano. Mi permetterete di sottolineare l’importanza del dato che vede insieme maggioranza e minoranza perché, se è vero che l’unione fa la forza, dobbiamo avere la forza e la volontà condivisa di respingere qualsiasi tentativo di infiltrazione o condizionamento. Per questo ringrazio in particolar modo le forze di minoranza che oggi sono qui con noi, e sento di poter affermare che questa non sarà assolutamente un’iniziativa di facciata ma di sostanza”.

“La spinta propulsiva per questo provvedimento viene dal sindaco – ha spiegato Romeo Ranieri – ma la delibera è prerogativa del Consiglio comunale, che ha lavorato per questo obiettivo. A tal fine abbiamo già predisposto gli atti per la modifica dell’art. 16 dello Statuto che prevede la possibilità di istituire una commissione consiliare di controllo, cosiddetta commissione antimafia sociale con tutte le ulteriori denominazioni.

Dopo l’approvazione, a brevissimo, della modifica statutaria, predisporremo con i consiglieri di minoranza la delibera di istituzione della commissione per raggiungere l’obiettivo. La nuova commissione si occuperà dei temi già indicati dal sindaco secondo modalità di lavoro condivise tra maggioranza e opposizione sia in termini di composizione numerica sia di frequenza di convocazione. La presidenza sarà in capo alle opposizioni”.

“Ringrazio il sindaco per il garbo e la sensibilità istituzionale con cui si è approcciato alla predisposizione di questo provvedimento – ha proseguito il consigliere Fabio Romito, coordinatore delle opposizioni – che per noi non può costituire in alcun modo un elemento su cui far propaganda, anche dato quanto accaduto Siamo qui perché crediamo molto nel lavoro che può svolgere questa commissione. Intervengo a nome di tutti i gruppi consiliari di opposizione: offriremo al sindaco una serie di elementi di riflessione ad esempio in merito alla composizione, convinti che più ristretta riusciremo a tenerla in termini numerici, più si riuscirà a lavorare speditamente e in maniera proficua. Come ha detto il sindaco, la commissione non avrà poteri né ispettivi né giurisdizionali, ma finalmente il Comune di Bari si doterà di un organismo, già presente sia in Consiglio regionale sia nel Parlamento italiano, che ci consentirà di accendere un faro quotidiano su un fenomeno che rischia di soffocare la nostra città, quello della criminalità organizzata, e di cui dobbiamo occuparci coadiuvando il lavoro straordinario del capo della Procura della Repubblica e del presidente della Cote d’Appello e delle altre istituzioni”.

“Questo è un atto molto significativo – ha sottolineato Nicola Grasso -, perché segna un momento nel quale l’integrazione dello Statuto sta a indicare che tra i suoi elementi fondativi il Comune vuole inserire questa Commissione, per renderla uno strumento di perpetua vigilanza e attenzione su tutti quei fenomeni criminali che tendono a insinuarsi, sia nella macchina amministrativa sia nell’attività imprenditoriale della nostra città, ora in grande espansione. Come in tutte le città che vivono momenti di forte crescita commerciale e imprenditoriale, vi è il rischio che fenomeni di questo genere possano aumentare.

Strumenti come la commissione che ci accingiamo a istituire servono a garantire che tali situazioni vengano monitorate, e vi si faccia fronte con l’ausilio importantissimo del Consiglio comunale, espressione di tutti i cittadini, e all’interno di esso delle forze di opposizione, che devono avere un ruolo di controllo, di impulso e di verifica. Avere istituito una ripartizione e un assessorato con focus specifici su questi temi è una scelta che va nella stessa direzione.

Si tratta, d’altronde, di realizzare i principi costituzionali: l’articolo 97, secondo cui i pubblici uffici devono essere organizzati in modo da garantire il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione, ed è fondamentale che imparzialità e buon andamento siano resi palpabili e percepiti da tutta la cittadinanza. E poi l’articolo 54, che dice che chi svolge funzioni pubbliche ha il dovere di farlo con disciplina e onore. La commissione avrà anche un importantissimo ruolo culturale, perché dovrà analizzare e favorire la consapevolezza di questi temi a tutti i livelli, dall’amministrazione alla società civile, dalle scuole a tutti i luoghi nei quali è necessario rendere tutti consapevoli che il fenomeno mafioso tende a insinuarsi anche laddove non ci si aspetta.. Questo momento segna un punto di contatto tra la funzione normativa del Consiglio comunale e quella amministrativa ed esecutiva della giunta, per l’interesse comune, per migliorare la nostra città, affinché sia al passo coi tempi e più impermeabile alle infiltrazioni, rispettosa dei principi costituzionali e dalla legalità.

Infine un’ultima considerazione: la presidenza della Commissione parlamentare antimafia è affidata a un parlamentare della stessa maggioranza di governo: l’amministrazione di Bari ha voluto dimostrare attenzione nei confronti delle opposizioni, affidando loro la presidenza della Commissione, perché siano ancora di più di controllo e di pungolo”.

“Credo che questa sia una bella giornata – ha concluso a nome della maggioranza Micheleangelo Cavone -, a dimostrazione di una condivisione forte rispetto a un tema importante, che nell’ultimo anno ha visto la nostra città alla ribalta della cronaca per alcune vicende poi divenute oggetto di indagini e che ha segnato la campagna elettorale, durante la quale tutti i candidati sindaco hanno preso impegni per la legalità e contro ogni tentativo di condizionamento criminale. Un fenomeno, come ricordava il coordinatore delle opposizioni, che riguarda non solo l’amministrazione comunale ma l’intera città, che negli ultimi anni ha conosciuto una forte crescita e ha ottenuto una serie di finanziamenti, comunitari e nazionali, che hanno inevitabilmente aumentato il rischio di infiltrazioni criminali.

Abbiamo deciso di affrontare questo tema in maniera sinergica con le opposizioni, e credo che l’impegno della città e dell’amministrazione possa essere rappresentato plasticamente sia dall’intesa con i consiglieri di opposizione sia dalla nutrita presenza, questa mattina, di consiglieri di ogni gruppo, il che testimonia quanto sia prioritario per noi il tema della trasparenza e del contrasto alle mafie in città. Nel ringraziare il sindaco, i colleghi consiglieri e l’assessore Grasso, che individuerà insieme a noi i principi che dovranno caratterizzare il regolamento, desidero sottolineare che stiamo scrivendo, tutti insieme, una bella pagina per la città”.

MUVT in Bici, Comune al lavoro per il nuovo avviso: 190mila euro di incentivi e percorsi oltre 2 milioni di chilometri

La Ripartizione Infrastrutture, Viabilità e Opere Pubbliche rende noto che a partire da sabato 1 febbraio 2025 la misura MUVT in Bici sarà temporaneamente sospesa per consentire agli uffici comunali di avviare le procedure per il nuovo affidamento delle attività di gestione della piattaforma informatica propedeutica alla gestione del servizio.

La piattaforma PIN BIKE, quindi, dal 1 febbraio interromperà il calcolo dei km legato agli incentivi, mentre i voucher Bike to art erogati saranno spendibili entro un anno dalla loro emissione. All’avvenuta sospensione saranno liquidati solo gli importi pari o superiori a 20 euro, come già accaduto nella precedente sospensione della misura.

MUVT in Bici è il programma di tracciamento e rimborso chilometrico promosso dall’amministrazione comunale nel 2019, come programma sperimentale legato alla misura di incentivazione per l’acquisto di biciclette. Si tratta della prima iniziativa di questo tipo per favorire un cambio di abitudini nei cittadini baresi per i loro spostamenti sul territorio comunale, con l’obiettivo di attivare quello shift verso modalità di spostamento sostenibile che rappresenta uno degli obiettivi dell’Amministrazione Comunale.

La misura, che prevedeva incentivi tra 0,20 cent a km per le tratte casa – lavoro – casa e i 0,4 per il tempo libero, ha visto oltre 1.200 cittadini iscritti, quasi 190 mila euro di incentivi emessi, di cui poco più di 173.000 euro di incentivi economici puri e oltre 15.000 euro di voucher spendibili in cinema, teatri e musei e manifestazioni a carattere culturale che hanno aderito all’iniziativa.

MUVT in bici è stata citata anche dal World Economic Forum come esempio virtuoso, a livello mondiale, di incentivazione alla mobilità sostenibile. Dal 2019, anno di partenza della misura, sono stati percorsi oltre 2 milioni 113mila Km in oltre 410mila sessioni, per un risparmio di co2 che si attesta intorno ai 337mila Kg.

“MUVT in bici è stata la prima misura dedicata al bike to work attivata a Bari, una misura innovativa nel contesto cittadino con cui abbiamo cominciato e continueremo a cambiare le abitudini dei cittadini baresi, convincendoli che andare in bicicletta conviene, sia per le proprie risorse sia per l’ambiente – ha sottolineato l’assessore alla Cura del territorio Domenico Scaramuzzi – . In questo modo cerchiamo di favorire il processo di “normalizzazione” dell’uso della bicicletta per i propri spostamenti quotidiani, che siano essi lavorativi o per il tempo libero. La misura rappresenta un aspetto della strategia complessiva dell’Amministrazione sulla mobilità sostenibile, che va ad integrarsi con interventi infrastrutturali come le ciclabili (20 km di percorsi per collegare i quartieri cittadini) in fase di progettazione e la dotazione di nuovi stalli e nuove mini velo stazioni diffuse in tutta la città. Contiamo quindi di tornare presto con MUVT in Bici, gli uffici sono già al lavoro e contiamo di pubblicare il nuovo bando già entro la prossima primavera.”