Caos a Bari, la premier Meloni difende il ministro Piantedosi: “Accuse vergognose ha agito correttamente”

Anche la premier Giorgia Meloni interviene a gamba tesa sul caso della città di Bari e difende il ministro Piantedosi dopo la nomina della commissione per valutare lo scioglimento del Comune per infiltrazione mafiosa. “Penso che le accuse rivolte a Piatendosi siano francamente vergognose. Penso che il ministro abbia agito correttamente. L’accesso ispettivo che è stato disposto dal ministero dell’Interno non è pregiudizialmente finalizzato allo scioglimento: è una verifica che va fatta. Ed è esattamente la stessa misura che sarebbe stata utilizzata nei confronti di qualsiasi altro comune – le parole della Premier -. Le accuse di utilizzare politicamente queste misure le reinvio al mittente – continua Meloni – Noi non abbiamo fatto nessuna forzatura. Avremmo fatto una forzatura se non avessimo disposto un accesso ispettivo che sarebbe stato disposto nella stessa condizione per qualsiasi altro comune italiano”.

Decaro in posa con la sorella del boss Capriati, la foto “dimenticata” e il commento shock: “Roba nostra”

L’editoriale prende vita dalla foto pubblicata sui social da Annalisa Milzi, figlia di Lisetta Capriati, sorella del boss Antonio e moglie del defunto Vincenzo Milzi. Una foto in cui si vede un Sindaco sorridente, assolutamente non imbarazzato e non a disagio dal contesto. Decaro abbraccia le due donne e si mette anche davanti al negozio quasi a “sponsorizzarlo”. Una foto già inquietante, resa ancora più inquietante dal commento di Vincent Capriati: “Roba nostra”.

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“Giù le mani da Bari”, migliaia in piazza per esprimere solidarietà a Decaro. Il Sindaco: “Risposta meravigliosa”

La manifestazione è nata spontaneamente dall’iniziativa di migliaia di cittadini come segno di solidarietà al sindaco Antonio Decaro dopo la decisione del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, su richiesta dei parlamentari pugliesi del centrodestra, di nominare una commissione di accesso per valutare l’esistenza di condizionamenti mafiosi nel Consiglio comunale.

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