“Alberto Stefani sarà il nuovo presidente della Regione Veneto. Una vittoria frutto del lavoro, della credibilità e della serietà della nostra coalizione. A lui vanno i miei complimenti e i migliori auguri per le sfide che lo attendono. Congratulazioni anche ad Antonio Decaro in Puglia e a Roberto Fico in Campania per la loro elezione. Che possano svolgere al meglio il loro mandato, nell’interesse dei cittadini che andranno a rappresentare. Un ringraziamento a Edmondo Cirielli, a Luigi Lobuono, a tutti i candidati e a tutti gli uomini e le donne del centrodestra che si sono impegnati in questa tornata elettorale”. Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni.
Regionali Puglia, Decaro è il nuovo presidente. Emiliano: “Giorno felice”. Il Pd esulta: “Vittoria scontata”
“Antonio Decaro non ha soltanto vinto le elezioni ma ha raccolto un consenso così forte che gli consentirà di governare in maniera solida, grazie anche al risultato del PD, che si conferma primo partito in Puglia e con una percentuale in crescita di 10 punti rispetto a cinque anni fa, quando risultò primo con il 17%. L’affermazione di Decaro era prevista, ma i numeri con cui si vince contano e hanno valore”.
Il segretario del PD Puglia, Domenico De Santis, ufficializza così la vittoria di Decaro alle Regionali 2025 in Puglia. Un esito scontato, l’europarlamentare ha superato la soglia del 66%, contro il 32% dello sfidante Lobuono del centrodestra.
“Il risultato delle elezioni regionali in Puglia è un segnale importante di cambiamento, dal Sud per il Sud e per l’Italia intera e farà da volano alle prossime elezioni politiche – aggiunge De Santis -. Il primo impegno, però, dev’essere riportare alle urne quanti hanno disertato e coloro che lavorano e studiano fuori regione, per i quali è un’impresa ogni volta tornare”.
“Oggi è un giorno felice per la Puglia e per tutti noi perché abbiamo assicurato altri cinque anni di buon governo alla regione che più è cresciuta nella considerazione di tutti negli ultimi venti anni. L’elezione di Antonio Decaro dà il senso al lavoro di una intera comunità che da vent’anni, ogni giorno, si è battuta per cambiare il proprio destino in meglio”. Questa la prima reazione a caldo del governatore uscente, Michele Emiliano.
“In questo modo si pongono le premesse per un governo lungo, un quarto di secolo, in una continua evoluzione di visione sempre però fondata sui principi della Costituzione, dell’antifascismo, della parità di genere, della tutela dei ceti più deboli, della salute e dell’istruzione, dell’ambiente e della cultura, garantendo uguaglianza e libertà a tutti e a tutte – ha aggiunto -. .Siamo stati al fianco di tutti gli esseri umani che ovunque nel mondo hanno avuto bisogno di noi e di trovare nella nostra terra rifugio, comprensione e sostegno nelle loro battaglie per il rispetto dei diritti umani e contro ogni genocidio. Ad Antonio spetta il compito di andare oltre ciò che è già stato compiuto e di affrontare le sfide del futuro in un permanente aggiornamento di metodo, strategia e obiettivi”.
“L’esperienza che ha maturato in questi anni lo ha indicato a tutti noi come il nuovo presidente della Regione Puglia. Egli rappresenta al meglio la vasta e plurale classe dirigente che in questi anni è nata e cresciuta grazie a questa Puglia straordinaria che ci ha riempito di passione ed entusiasmo. Sono le persone a condurci e a insegnarci la strada”, conclude Emiliano.
Regionali Puglia, affluenza al 42%: calo drastico. Decaro spedito verso la presidenza
Seggi chiusi in Puglia. L’affluenza si attesta attorno al 42%, in attesa dei dati ufficiali, ed è in forte calo rispetto al 2020 (56,43%). Antonio Decaro, il candidato del centrosinistra, si attesta tra il 64 e il 68% contro il 30-34 % dello sfidante di centrodestra, Luigi Lobuono.
E’ quanto emerge dai primi exit poll del consorzio Opinio per conto della Rai. Con una copertura dell’80% nelle elezioni regionali in Puglia, risulta inoltre tra lo 0,5 e il 2,5% la professoressa Ada Donno in corsa con la lista civica Puglia pacifista e popolare.
Mancano all’appello i primi dati di Sabino Mangano, ex consigliere comunale del M5s che corre per la lista Alleanza civica per la Puglia. Stesse stime per i primi instant poll di Swg per La 7: Antonio Decaro è fra il 65% e il 69% e il candidato di centrodestra Luigi Lobuono fra il 29% e il 33%.
Regionali Puglia, un abbraccio suggella la pace tra Vendola e Decaro: “Tra di noi non c’è stata mai guerra”
“Decaro ha collaborato con me da capogruppo del Pd quando io ero in regione e io ho collaborato con lui quando era sindaco di Bari. Abbiamo un buon rapporto di amicizia e credo che non possa che considerare un valore aggiunto la presenza di Avs e anche la mia candidatura”.
Così Nichi Vendola, candidato di Avs al consiglio regionale della Puglia, ieri sera al teatro Abeliano di Bari per la chiusura della corsa elettorale del suo partito, a cui ha partecipato anche il candidato presidente del centrosinistra alle Regionali. Tra i due ci sono state frizioni per il veto posto in estate da Decaro alla candidatura di Vendola.
Alla domanda se la presenza di Decaro all’evento sia segno di pace fatta, Vendola ha sorriso e aggiunto: “La mia candidatura non è mai stata inopportuna, è opportuna”. I due poi si sono abbracciati. “Quale pace, non c’è mai stata guerra”, le parole di Decaro.
Abbraccio tra Emiliano e Decaro a Bari, l’ex governatore su Whatsapp: “Scrivetemi e vi dico per chi votare”
Segni di distensione tra il governatore uscente Michele Emiliano e il candidato del centrosinistra alle Regionali, Antonio Decaro.
Un abbraccio tra i due ha segnato ieri il disgelo dopo mesi di tensioni e rapporti tesi dopo il veto alla candidatura a consigliere regionale di Michele Emiliano, imposto da Decaro.
L’occasione è stata l’iniziativa elettorale organizzata al Palamartino di Bari dal candidato dem Ubaldo Pagano e alla quale hanno partecipato entrambi.
Decaro è arrivato quando la manifestazione era iniziata e, non trovando posto in platea, si è seduto sul palco. Emiliano allora si è avvicinato, si è seduto vicino a lui e lo ha abbracciato mentre dal pubblico si è sollevato un caloroso applauso. A presentare Decaro sul palco è stato poi proprio Emiliano.
Curiosità . Emiliano, tramite un messaggio WhatsApp inviato alla sua rubrica telefonica, ha spiegato di non essersi potuto ricandidare in qualità di consigliere semplice per non “turbare il suo successore” ma di essere “a disposizione per un indirizzo di voto” e per “sapere quale potrebbe essere l’indirizzo di voto”.
Emiliano è pronto a dare consigli. “Se non volete riceverlo, potete espressamente chiedermi di escludervi da questa lista”, aggiunge poi nella parte finale del messaggio.
Estorsione a pescheria di Bari, condannati due affiliati del clan Parisi. Decaro presente in aula: “Lo Stato c’è” – NOMI
Il Tribunale di Bari ha condannato in primo grado Tommaso Parisi, detto il Cinese, a 12 anni e 8 mesi e Paolo Bruni a 9 anni e 8 mesi di reclusioni per estorsione aggravata dal metodo mafioso per aver imposto ad un imprenditore, titolare di un’azienda ittica, l’assunzione di un dipendente e prezzi di favore.
Entrambi sono ritenuti vicini al clan Parisi. I fatti risalgono al periodo tra il 2014 e il 2019, la vittima e la sua famiglia hanno presentato denuncia spinti dall’ex sindaco di Bari, Antonio Decaro.
Lo stesso Decaro si trovava in aula oggi. “Sono contento perché la sentenza dimostra che lo Stato c’è e che se vogliamo allontanare la criminalità organizzata dalla nostra comunità dobbiamo reagiare e dobbiamo denunciare”.
Disposto anche il risarcimento delle parti civili, Bruni è stato interdetto anche per 5 anni dai pubblici uffici. Interdizione perpetua per Parisi.
La proposta del candidato Decaro: contributo da 30mila euro alle giovani coppie per l’acquisto della prima casa
Tra le proposte lanciate da Antonio Decaro, candidato del centrosinistra alle prossime elezioni regionali in Puglia, c’è anche quella del contribuito a fondo perduto di 30mila euro in favore delle giovani coppie per l’acquisto della prima casa.
L’idea è quello di erogare la somma in favore di giovani coppie, famiglie monoparentali o under 40 con Isee fino a 30mila euro. Previsto anche un sistema di premialità per chi ha figli minori o persone con disabilità e per chi compra in aree interne o comuni con meno di 10mila abitanti.
Regionali, il sondaggio Ipsos prevede una vittoria facile di Decaro. La Lega rischia, preoccupa l’affluenza – I DATI
Vittoria facile e scontata per il centrosinistra in Puglia. Per il sondaggio realizzato da Ipsos in vista delle prossime elezioni regionali, in programma il 23 e il 24 novembre, Decaro diventerà il nuovo governatore della Regione. La percentuale si attesta sul 63,8% delle preferenze, solo il 33,1% per il candidato del centrodestra, Luigi Lobuono.
Poco più del 3% per gli altri due candidati: Ada Donno (Puglia pacifista e popolare, 2,2%) e Sabino Mangano (Alleanza civica, 0,9%). Ciò che preoccupa è la previsione sull’affluenza che si attesta attorno al 43%.
Queste invece le possibili preferenze dei partiti. Per il centrosinistra: Pd 23,5%, Decaro presidente 13,2%, M5S 8,7%, Per la Puglia 6,3%, Avanti Popolari 5,9%, Avs 5,6%. Per il centrodestra: FdI 17,3%, Forza Italia 9,6%, Lega-Udc-Nuovo Psi 4,5%, Noi Moderati 1,6%, La Puglia con noi 0,8%. La Lega balla sul filo dello sbarramento, fissato al 4%.
Guerra Decaro-Emiliano, i primi caduti. Sindaco trattato come un ragazzino: “Fai la lettera uagliò”
“Fai la lettera uagliò”. A pronunciare la frase che sta facendo il giro dei social è Luigi Lorusso, per molti il vero Sindaco di Altamura. Il destinatario è il professor Antonio Petronella, il reale primo cittadino, quello regolarmente eletto seppure con meno di una manciata di voti. Il contesto non è la chiacchierata al bar dello sport tra due amici, ma l’ennesimo Consiglio comunale saltato per mancanza del numero legale. La maggioranza scricchiola, lo abbiamo già detto.
“Fai la lettera uagliò”, manco se il presidente del consiglio comunale si stesse rivolgendo all’ultimo praticante del suo studio. Lorusso, che ha già espresso la sua volontà di querelarci, quasi certamente non sapeva di essere ancora registrato e quindi ha sentito l’esigenza di rivolgersi a Petronella nel modo più diretto possibile. “Fai la lettera uagliò”, all’uso pane al pane, quello doc, e vino al vino dalla Murgia più verace. Un avvertimento? Un ultimatum? Quale lettera? La nomina del nuovo comandante della Polizia Locale Maria Pia Stefanelli, parente dello stesso Lorusso? Oppure quella la revoca all’assessore Annarita Marvulli?
Il responsabile del verde pubblico, invece, nonostante la strage evitata resta al suo posto. Entrambe le cose, lo sanno anche le pietre dei muretti a secco, sono state caldeggiate da Lorusso, sponda Dem targata Emiliano. Il presidente uscente è ormai ai ferri corti con il ramo del lago targato Decaro. In ogni caso la situazione grottesca di Altamura è lo specchio dei più beceri giochi politici regionali. Avevamo iniziato a informarci sul nuovo comandante della Polizia Locale, sulla sua scontata riconferma, sul reale grado di parentela col Presidente del Consiglio, sugli evidenti attriti in maggioranza, ma ci siamo trovati nel pieno di una situazione vergognosa, tipica di una campagna elettorale. Giochi politici ad alto livello sulla pelle di intere comunità – Altamura è il solo caso – per vendette personali o per blindare posizioni e candidature. Vergognoso.
E allora il Sindaco Petronella, che ha motivato sui social la scelta di revocare l’incarico alla Marvulli, in quel post afferma di fatto ciò che stiamo dicendo. La Marvulli non è allineata e il politico al quale fa riferimento, Francesco Paolicelli, viene accusato a denti stretti. Ma esattamente di cosa si sarebbe macchiato, tirando in causa la coerenza e la trasparenza citate da Petronella? Mio nonno diceva che il più pulito ha la rogna. La Marvulli – abbiamo detto – appartiene a Francesco Paolicelli, delfino di Antonio Decaro. Appartiene, s’intende politicamente. Ad Altamura è facile trovare altri gradi di appartenenza. Luigi Lorusso e il suo gruppo dominante nella maggioranza di Altamura, invece, sono roba di Michele Emiliano. A meno di un mese dalle elezioni una situazione inconcepibile. Il maestro e l’allievo, quest’ultimo ormai più potente e influente del primo, litigano di brutto. Ma chi pensa ai cittadini mal governati? Tanto non sarà colpa di nessuno, in quel continuo scaricabarile tipico di un Paese alla deriva, in cui le apparenze sono tutto. Basta vedere spot, storie, post e reel ipocriti sui social. Dicevamo della guerra a livelli superiori. Emiliano, non smentendo il modo con cui ha saputo costruire il suo apprezzamento nei vent’anni da imperatore della Puglia, sta dando fondi, nomine e incarichi come mai finora. Il terreno sotto i piedi è sempre meno stabile a causa dell’incedere beffardo dell’ex figliolo prediletto. Una di queste nomine in extremis è andata manco a dirlo a Luigi Lorusso, cugino seppure non diretto del comandante Stefanelli. Emiliano l’ha nominato nel Colleglio dei revisori dell’Asl di Taranto, già nel collegio sindacale dell’Adisu.
Decaro contro Emiliano, una guerra senza esclusione di colpi, sulla pelle dei cittadini ai quali chiedono il voto per continuare a gestire la cosa pubblica come fanno da vent’anni a questa parte. Intanto l’assessore “amico” di Decaro è stato revocato e siamo pronti a scommettere che arriverà presto il rinnovo della Stefanelli al comando della Polizia Locale di Altamura, nonostante molti scivoloni e scelte discutibili. E allora davvero quel “Fai la lettera uagliò” sarebbe potuto essere “Fai le lettere uagliò”.
Del resto io sono io e voi non siete un cazzo. E se Sparta piange, Atene di sicuro non ride. L’avvocato Michele Barattini, dal primo minuto alleato di Petronella, si stacca e passa in Fratelli d’Italia che lo candida nelle sue liste alle regionali. Un altro discorso, ma indispensabile per comprendere il quadro generale altamurano. Il vero dramma è un alto: alle urne e subito dopo il voto sarà tutto dimenticato e tra qualche mese non sarà mai nemmeno esistito. Altamura, però, è l’unica città al mondo con tre Sindaci. Sì, perché c’è quello ombra Alessio Dipalo, che continua a sollevare sospetti e smascherare ogni giorno presunte magagne. Si votasse oggi sarebbe lui il più suffragato.
Sanità , crisi idrica, ex Ilva, urbanistica, agenzie regionali e rifiuti: primo confronto in tv tra Decaro e Lobuono
Primo confronto tra i principali candidati presidente di Regione in Puglia. Davanti alle telecamere di Telenorba, intervistati dal direttore Domenico Castellaneta e dal vicedirettore Antonio Procacci, Antonio Decaro candidato per il centrosinistra e Gigi Lobuono, candidato del centrodestra si sono mostrati cordiali tra loro ma con idee molto distanti sui principali temi: sanità , crisi idrica, ex Ilva, agenzie regionali, consorzi di bonifica, urbanistica e rifiuti.
Approccio opposto anche sull’arrivo dei leader nazionali a sostenerli. Per Lobuono “la premier Meloni verrà in Puglia il 10 novembre per chiedere un cambio di passo. Non per darci privilegi ma per avere un governo regionale che parli la stessa lingua del governo nazionale”. Di diverso avviso Decaro: “Non chiedo aiuti da casa. Se i leader nazionali vogliono venire ben venga. Ma normalmente mi candido con i cittadini”.
Due le emergenze che per entrambi sono da affrontare nei primi 100 giorni di mandato: le liste di attesa in sanità e la crisi idrica. Su quest’ultimo punto a proposito della condotta da costruire per portare acqua dal Molise alla Puglia, Decaro ha ricordato di aver “fatto una richiesta per farla finanziare dal Ministero delle Infrastrutture, perché è un’opera di interconnessione: l’acqua non riguarda le singole regioni, ma l’intero sistema nazionale”. Lobuono ha denunciato l’inerzia del passato: “Si parla di emergenza idrica da almeno vent’anni. Senza acqua non c’è vita”.
A fronte di una emergenza condivisa e che riguarda la sanità , la soluzione per i due candidati è differente: per Lobuono, la priorità assoluta è “formare e assumere medici per potenziare i pronto soccorso. Invece si continuano a inaugurare ospedali vuoti”. Per Decaro, “non è un problema di assunzioni ma di mancanza di medici del pronto soccorso, perché è una specializzazione che non persegue più nessuno. Servirebbe una norma nazionale per pagare di più chi lavora al pronto soccorso”.
L’antidoto alle liste d’attesa per Decaro è il centro unico di prenotazioni, per Lobuono la disdetta obbligatoria in caso di rinuncia. Sul destino dell’ex Ilva, i due candidati hanno condiviso l’obiettivo della decarbonizzazione ma con visioni divergenti sul ruolo dello Stato. Per Lobuono “lo Stato non deve fare impresa” per Decaro, invece, “lo Stato deve nazionalizzare l’ex Ilva”.










