Gioia del Colle, si lancia nel vuoto dal cavalcavia della stazione: 14enne salvato dalla Polizia Locale

Tragedia sfiorata ieri alla stazione di Gioia del Colle dove un ragazzino di 14 anni si è lanciato nel vuoto dal cavalcavia, finendo tra i binari.

Due agenti della polizia locale, intervenuti sul posto, hanno immediatamente bloccato i due binari consentendo l’arrivo anche dei medici del 118. Trasportato in ospedale, il ragazzo ha subito fratture agli arti inferiori.

Beneficenza e affari, la dottoressa “sotto attacco” scrive ad Antonio: “Vediamoci senza telecamera”

Torniamo ad occuparci dell’associazione Centro di Ascolto “Dal Silenzio alla Parola” di Gioia del Colle. In redazione sono arrivate decine di segnalazioni e tanti vogliono raccontare qualcosa. La novità delle novità è che Rossana D’Aprile ci ha contattato, chiedendoci un incontro senza telecamere. 

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Beneficenza e affari, Centro di Ascolto nella bufera. Ex volontari in rivolta: i racconti da brivido

Gioia del Colle è divisa in due. Da un lato i fans di Rosanna D’Aprile, la “dottoressa” presidente indiscusso del Centro di Ascolto dal Silenzio alla Parola; dall’altro i cittadini che vogliono la verità, ovvero sapere a chi sono andati a finire nel corso degli anni il cibo e gli indumenti destinati ai più bisognosi del paese.

A far scattare il nostro approfondimento è stata la storiaccia dell’Atelier solidale “Petali di Rosa”, presentato in pompa magna come l’opportunità di avere un meraviglioso abito da sposa anche alle donne impossibilitate a comprarsene uno. La storia, come vi abbiamo già raccontato, è finita a porte in faccia. Nel senso letterale del termine.

Rosanna D’Aprile ha cacciato noi e Angela Antonicelli, l’anima, il braccio e la mente dell’atelier. Angela, per chi non avesse il video precedente, rivendica i suoi abiti, le attrezzature e il materiale messi a disposizione del progetto. Anche in questo caso ci si chiede quanto ci fosse di solidale.

Vi facciamo ascoltare alcune testimonianze da brivido di alcuni ex volontari del Centro di Ascolto, ognuno con mansioni diverse. Ciò che emerge dal loro racconto è un utilizzo personalistico dell’associazione di volontariato e dei suoi servizi da parte della sua “presindentissima”.

Omogeneizzati caduti e latte dato ai maiali di un uomo vicino all’associazione; vestiti donati e poi rivenduti senza lasciare traccia; cibo distribuito a piacimento; cestini delle offerte dei sacramenti rivenduti da un volontario e spese personali fatte con gli spiccioli delle offerte. Accuse gravissime, che speriamo possano essere tempestivamente smentite dalla diretta interessata.

Il nostro invito, ancora una volta, nonostante il comportamento inziale, è quello di interpellarci per poter dare anche la sua versione dei fatti. In questo nostro approfondimento non c’è niente di personale, non potrebbe neppure esserci calcolando che la D’Aprile non l’abbiamo incontrata prima di questa occasione.

Nel prossimo video vi racconteremo delle reazioni della stessa “dottoressa”, così come si fa chiamare, ma anche in città. Reazioni in alcuni casi scomposte. Per chiudere la polemica, qualora si trattasse solo di sterile polemica, basterebbe mostrare i documenti, le prove della distribuzione di ciò che i cittadini donano in buona fede al Centro di Ascolto, che adesso qualcuno chiama dalle Parole al Silenzio.

Beneficenza e affari, l’atelier solidale finisce a porte in faccia: Angela rivuole i suoi abiti

Da qualche settimana abbiamo iniziato ad accedere i riflettori sull’associazione Centro di Ascolto “Dal Silenzio alla Parola” di Gioia del Cole. Incontrando ex volontari e fonti riservate, abbiamo scoperto una situazione ambigua che a nostro avviso l’amministrazione comunale e le autorità competenti dovrebbero approfondire, per comprendere se davvero quello di cui si occupa Rosanna D’Aprile sia davvero solo volontariato.

Dovessero essere confermate le testimonianze di alcuni ex volontari e persone che hanno “beneficiato” dei favori del centro d’ascolto, che vi faremo ascoltare nel prossimo video, si tratterebbe di una gestione opinabile della cosa pubblica, calcolando che il Comune ha affidato diversi spazi all’associazione.

Intanto partiamo con l’operazione fallimentare dell’atelier solidale, messo in piedi per aiutare le donne meno abbienti con l’abito da sposa. Un’esperienza resa possibile dalla professionalità, dagli abiti e dal materiale di Angela Antonicelli, commerciante del settore tra le più apprezzate, messa in ginocchio dal Covid.

La donna, che sta valutando di denunciare l’accaduto in Procura, ha chiesto più volte alla D’Aprile la restituzione di tutto ciò che aveva messo a disposizione prima che fosse sbattuta fuori. Dopo mille chiamate e messaggi, ha chiesto a noi di accompagnarla nel tentativo di riuscire nel suo intento. I locali della struttura comunale che ospitata l’atelier solidale, che di solidale secondo qualcuno aveva poco, non sono più utilizzati.

Vestiti e materiali di Angela sono stati spostati in un altro locale. Abbiamo provato a chiedere alla dottoressa D’Aprile spiegazioni, ma ha chiuso la porta in faccia anche a noi. Nel video la prima parte della nostra inchiesta sul chiacchieratissimo centro d’ascolto.

Da ricco gioielliere alla vita in un buco, il Sindaco di Gioia incontra Nicola: “Non sei solo”

La storia di Nicola Cipriani, l’ex gioielliere di Bari che vive in condizioni disperate, ha creato parecchio scalpore. L’Amministrazione è subito intervenuta e il sindaco di Gioia del Colle, Giovanni Mastrangelo, fa il punto della situazione ai nostri microfoni. Nel più breve tempo possibile verrà trovata una nuova sistemazione in attesa degli sviluppi della vicenda.

Investita da auto mentre attraversa la strada: Gioia piange l’82enne Grazia Carmela Soranna

Tragedia al Miulli di Acquaviva dove l’82enne Grazia Carmela Soranna, 82enne residente a Gioia del Colle, è deceduta dopo essere stata investita da un’auto mentre attraversava la strada.

L’incidente si è verificato venerdì 13 settembre all’incrocio tra via Giovanni XXIII e via Ciccotonno, alla guida della Fiat Punto un 62enne. Pare che l’uomo, accecato dal sole, non abbia visto la donna che ha sbattuto la testa contro il parabrezza, per poi cadere sull’asfalto. Troppo gravi le sue condizioni.