Bari, furto nella notte all’Euclide-Caracciolo: portati via pc e nuove attrezzatture. Ladri in fuga col bottino

Furto all’istituto tecnico tecnologico Euclide-Caracciolo al quartiere Japigia di Bari. Secondo le prime ricostruzioni i ladri sono riusciti ad entrare dal giardino interno della scuola, portando via 3 pc e attrezzature varie acquistate con i fondi PNRR.

Tra loro anche un mixer per la web-radio. I ladri sono poi scappati a causa dell’allarme innescato da alcune fotocellule. Sul posto è intervenuta la Polizia Scientifica.

Morte Giovanni Vittore, la fuga e i dettagli della moto: così il 71enne Francesco Milella è stato incastrato dai video

Sulla moto bianca di Francesco Milella, il 71enne di Sannicandro con l’accusa di aver causato l’incidente in via Gentile in cui ha perso la vita il 21enne Giovanni Vittore, ci sono i danni causati dallo scontro con lo scooter guidato dalla giovane vittima. Come accertato dalle indagini, Milella è poi scappato senza prestargli soccorso. Un tempestivo intervento forse avrebbe potuto salvargli la vita, come raccontato ai nostri microfoni da Antonia, la prima a soccorrerlo.

Oggi il 71enne sarà ascoltato davanti al gip, dopo il suo arresto ha dichiarato di essere scappato via perché aveva paura. Le telecamere però hanno ripreso tutto e lo hanno inchiodato, i video hanno permesso di leggere la targa del Piaggio (nascosto sotto un telo nella sua abitazione), di risalire al casco bianco con bande rosse e blu e all’orologio con cinturino arancione indossato quel giorno. Tutti oggetti trovati a casa sua dalla Polizia.

La giudice Rossana de Cristofaro dovrà decidere oggi se convalidare il fermo e disporre per lui una misura cautelare. Ritrovati e sequestrati anche i sandali marroni e la maglietta nera che il 71enne di Sannicandro indossava domenica, così come il motorino e il casco. Verranno eseguiti tutti gli accertamenti possibili per ricostruire con esattezza la dinamica dell’incidente. Ieri intanto sono stati celebrati i funerali a Japigia tra la commozione e il dolore di parenti, amici e conoscenti. 

Bari, omicidio Capriati a Japigia: chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per Domenico Monti e Ignazio Larizzi

Il pm antimafia Federico Perrone Capano ha chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per Domenico Monti e Ignazio Larizzi, con l’accusa di essere rispettivamente l’esecutore materiale e il mandante dell’omicidio di Mimmo Capriati. Il 21 novembre 2018 il boss fu sorpreso alle spalle nei pressi della sua abitazione in via Archimede e fu raggiunto da tre colpi di mitra. Morì il giorno dopo in ospedale.

Il 3 febbraio del 2021 furono arrestati Domenico Monti, Ignazio Larizzi e Christian De Tullio (scarcerato e assolto un anno dopo). Ieri pomeriggio si è celebrata l’udienza dinanzi alla Corte d’Assise a Bari e dopo 8 ore di requisitoria il pm ha avanzato la sua richiesta di condanna. Sono stati anche mostrati alcuni disegni realizzati da un condomino, conoscente della vittima, che riproducono l’agguato e che sono stati fondamentali nel corso delle indagini, così come le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.

Domenico Monti, detto Mimmo u biund, è stato uno storico affiliato al clan Capriati ma i rapporti con il boss Mimmo erano da tempo deteriorati. La vittima era uscita da poco dal carcere dove, in regime di 41 bis, aveva scontato 16 anni di reclusione. La sentenza è attesa il 27 settembre prossimo, il 19 saranno ascoltate le difese e sarà dato spazio alle repliche della Dda.

Bari, cade dalla moto a Japigia: Turi piange il 21enne Giovanni Vittore. Il cordoglio del liceo Salvemini

Giovanni Vittore, il 21enne tragicamente scomparso ieri in via Gentile nel quartiere Japigia di Bari dopo essere caduto dalla sua moto, era residente a Turi. Le indagini hanno stabilito che si è trattato di un incidente e che il giovane, per cause ancora da accertare, ha perso il controllo del mezzo.

Il 21enne ha frequentato il liceo scientifico Salvemini. L’Istituto gli ha dedicato un messaggio di cordoglio sui social network. “La comunità si unisce, affranta, al dolore della famiglia per la prematura scomparsa. Che la terra sia lieve”, si legge nel post.

 

Bari, trovato in una pozza di sangue a Japigia: muore 20enne. Ipotesi omicidio trovato foro sul casco

Il 20enne trovato in una pozza di sangue in via Gentile nei pressi del Sacrario militare, nel quartiere Japigia di Bari, è deceduto. Erroneamente a quanto raccontato poco fa, potrebbe trattarsi di omicidio e non di incidente. Nel casco è stato ritrovato infatti un foro riconducibile ad un proiettile.

Il 118 ha provato in tutti i modi a salvargli la vita, ma i tentativi sono stati inutili. Il corpo si trova ora al Policlinico dove verrà effettuata un’autopsia. Sul posto anche Polizia e Carabinieri.

Forte vento a Bari, da Japigia al Libertà. Rami si spezzano in corso Mazzini: colpite 3 auto parcheggiate

Attimi di paura questa mattina a Bari, nel quartiere Libertà, dove due grossi rami si sono spezzati in corso Mazzini, colpendo tre auto parcheggiate e provocando danni. Tra questi anche il furgoncino di un disabile che ha riportato danni sulla parte posteriore. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco.

Non si tratta di un caso isolato. Questa mattina un grande albero è crollato al centro della strada in via Loiacono a Japigia, ma sono decine le telefonate al numero d’emergenza questa mattina.

Morte Di Gioia, corteo funebre in stile Gomorra non autorizzato a Bari: 10 motociclisti a processo

La Dda di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per 10 motociclisti che hanno preso parte al corteo funebre composto da un centinaio di moto che, il 24 giugno 2023, accompagnò il feretro del 27enne Christian Di Gioia dal quartiere Japigia al cimitero di Bari, passando anche contromano sotto il carcere. Il corteo bloccò il transito dei veicoli in alcune strade cittadine e costrinse gli automobilisti a fermarsi o ad invertire la marcia. Christian Di Gioia morì la notte tra 21 e 22 giugno a causa di un incidente con la moto verificatosi sul ponte Padre Pio mentre era seguito da una pattuglia dei carabinieri.

Il caso ora approda in Tribunale, tutti sono ritenuti vicini all’ambiente della criminalità barese. L’udienza preliminare è in programma il 10 luglio e per l’occasione il Comune di Bari chiederà di costituirsi parte civile. L’accusa è di blocco stradale ma la Dda contesta loro anche l’aggravante del metodo mafioso per aver esercitato “quella particolare coartazione e conseguente intimidazione, propria delle compagini mafiose”, ed “in particolare del clan ‘Parisi-Palermiti’ predominante nel quartiere Japigia di Bari”; e dell’agevolazione mafiosa per aver dimostrato con il corteo “il potere di controllare il territorio e violare pubblicamente le leggi dello Stato”.