Fiera del Levante, la prima volta di Leccese: “Emozionante essere qui Bari sarà protagonista di un cambiamento”

Il discorso integrale del sindaco di Bari, Vito Leccese, durante l’inaugurazione della 87esima edizione della Fiera del Levante. La prima per lui dopo aver raccolto l’eredità di Decaro.

Autorità, signore e signori, ministro Urso, è per me un grande onore darvi il benvenuto a Bari in una giornata così speciale per la mia città. Una giornata speciale, se posso dirlo, anche per me. E mi perdonerete l’emozione. Inutile negarlo, indossare questa fascia, su questo palco, ha un significato che va molto al di là di una inaugurazione. La fiera resta, per me, la passeggiata di un bambino tra i viali, le luci colorate, i profumi delle merendine appena sfornate. La fiera è il bianco e nero dei film trasmessi di mattina dalla Rai. La fiera è il giro del mondo nella Galleria delle Nazioni, una specie di Google Earth pieno di facce, parole, sorrisi e oggetti da toccare, senza la mediazione di uno schermo.

La fiera, da sempre, sancisce la ripresa dalla pausa estiva e, in questo caso, anche l’avvio del nuovo governo della città. Sono stati mesi intensi quelli appena trascorsi. Tanta strada è stata fatta, grazie a chi mi ha preceduto, e tanta altra ce n’è ancora da fare. Ci vorranno pazienza e temperanza per costruire un tempo nuovo per tutti quei cittadini che vorranno realizzare insieme a noi la Bari del futuro. Questo è il tempo del lavoro, della costruzione, della semina.

Semina, una parola a cui tengo particolarmente. La semina è il lavoro complicato di chi costruisce con pazienza. Chi semina non si accontenta di guardare il presente, ma con cura, dedizione e coraggio prepara il terreno per il futuro. Un futuro migliore. È questo l’auspicio che rivolgo a tutti voi porgendovi il saluto della città di Bari: benvenuti all’87esima Fiera del Levante!

Benvenuto a lei, ministro Urso: benvenuto nella città di Bari, dove l’Oriente incontra l’Occidente. Le do il benvenuto a nome della città dove i confini, nei secoli, si sono trasformati in margini porosi, ponti per i popoli che in cammino l’hanno attraversata, facendola crescere e maturare. Di ognuno di quei popoli, conserviamo testimonianze: nelle nostre strade, nelle nostre case e, più di tutto, nel nostro DNA.

Benvenuto nella città dove l’accoglienza, il rispetto per l’altro, la forza del multiculturalismo si sono incarnate nella figura del nostro santo patrono, San Nicola, che con il suo patrimonio di fede e di cultura ha reso la nostra città terra di incontro e di condivisione. Proprio qui, non molto tempo fa, il Santo Padre ha richiamato i patriarchi e i capi delle chiese del Medio Oriente al dialogo, in una giornata storica di preghiera per una terra martoriata dalla guerra.

Preghiere che, evidentemente, non hanno raggiunto il cuore degli uomini, che ormai da diversi mesi sono protagonisti di una nuova guerra, ancora più feroce. Una guerra ingiusta, come ingiuste sono tutte le guerre, per cui più volte abbiamo invocato con forza il cessate il fuoco. Perché per noi riportare la pace in Palestina significa riportare la pace in Medio Oriente.

Siamo costretti a parlare ancora e sempre di guerre, nel 2024, e sembra incredibile. Ne è pieno il mondo. Persino in Europa, nel cuore di quella che negli ultimi decenni sembrava essere una culla di pace, si torna a parlare di corsa al riarmo. Come dice David Grossman, il più grande intellettuale israeliano vivente: “La pace è l’unica strada, perché ogni spada è sempre un’arma a doppio taglio”. Per questo da Bari, città operatrice di pace, vorrei che si levasse, ancora una volta, un appello accorato affinché tacciano le armi.

Bentornato ministro Urso in questa terra, che grazie al suo Governo solo qualche mese fa ha ospitato il vertice del G7, una vetrina eccezionale che ha nuovamente permesso ai pugliesi di far conoscere al mondo le eccellenze della nostra terra. Da qualche anno stiamo sperimentando le ricadute e i benefici di eventi internazionali di tale portata. Già nel 2017 con il G7 Finanze, e poi nel 2021 con il G20 Esteri, Bari aveva richiamato su di sé l’attenzione di tutto il mondo.

Occasioni in cui siamo stati in grado di dimostrare la maturità e la vocazione internazionale della nostra città e della nostra terra. Occasioni che, sfruttate al meglio soprattutto da cittadini, imprenditori e da tutto il tessuto sociale della città, ci hanno permesso di scalare le classifiche delle mete turistiche internazionali. Di questo non possiamo che essere orgogliosi. Ma, al tempo stesso, siamo consapevoli che quelli che sembrano traguardi straordinari devono rappresentare per Bari punti di partenza per nuove sfide, altrettanto straordinarie.

Il turismo è oggi una leva economica importantissima per la città, ma si tratta di un fenomeno che va governato e indirizzato con un approccio strategico. Dobbiamo intervenire sui servizi per qualificare l’offerta ed evitare che, per vincere la classifica dei clic sui portali turistici, Bari perda la sua autenticità, la sua identità. Il cosiddetto “overtourism” riduce drasticamente l’offerta di alloggi disponibili, contribuendo a determinare per i cittadini un disagio abitativo che va affrontato con urgenza e determinazione per scongiurare la possibilità che la nostra diventi una città di “persone senza case e di case senza persone”.

Da baresi, ogni giorno siamo orgogliosi di vedere migliaia di turisti passeggiare nelle nostre strade, fermarsi nelle nostre piazze, entrare e uscire dai portoni dei nostri palazzi, con la disinvoltura di chi si sente a casa. Ma questo orgoglio non può cancellare una consapevolezza: oltre 400 famiglie baresi, donne, uomini, bambini, persone anziane sono alla ricerca di un tetto sulla loro testa. Ebbene, se la città, come dice Lévi-Strauss, è il progetto umano per eccellenza, noi davanti a questa richiesta di aiuto non possiamo voltarci dall’altra parte.

Negli ultimi anni, a causa del covid, della crisi economica e dell’inflazione, le famiglie sono diventate indubbiamente più povere. E questo fenomeno non coinvolge soltanto le fasce sociali più vulnerabili, ma anche la classe media. È un disagio evidente, che incrocio ogni mattina, al mio arrivo a Palazzo di Città, dove da 15 anni non si vedevano persone cercare un giaciglio per la notte tra le colonne del Teatro Piccinni. E purtroppo piove sul bagnato, perché questo quadro di disperazione viene aggravato dai tagli alle risorse previste sul contributo alloggiativo o sul reddito di cittadinanza, misure di protezione sociale che in questi anni hanno aiutato tanti sindaci a sostenere famiglie e persone in difficoltà. Nella sola città di Bari, oltre 20.000 persone rischiano di restare indietro. E noi siamo preoccupati, ministro Urso, inutile nasconderlo. Siamo preoccupati per i nostri concittadini.

Siamo pronti a lavorare, non ci spaventa, non ci ha mai spaventato. Siamo pronti a prendere decisioni, anche complicate. Siamo pronti a portare avanti, a tutti i costi, le opere importanti, fondamentali che il PNRR ha finanziato. Ma sappiamo che da soli non ce la faremo. Non ci interessa tagliare il nastro di un asilo per pubblicare un selfie su instagram, se quel nastro verrà riannodato subito dopo, perché quell’asilo, senza i soldi per gestirlo, resterà chiuso. Le chiedo dunque, ministro Urso, di farsi portavoce presso il Governo affinché ascolti i sindaci, tutti i sindaci d’Italia, che reclamano una nuova intesa tra Governo centrale ed enti locali. Le chiedo di farsi promotore di un’alleanza civile nell’interesse esclusivo dei cittadini.

Glielo chiedo senza alcuna polemica. In tanti anni di servizio, pur senza rinunciare alle mie idee e ai miei principi, ho sempre preferito l’incontro allo scontro, il dialogo alla dialettica muscolare. E oggi, da sindaco, sento di appartenere a una comunità molto più grande della mia parte politica: quella della mia città. Una città che ha faticato per arrivare fin qui. Una città alla quale non è stato regalato niente e che ha scelto di investire su se stessa e sui suoi talenti. Una città che rivendica certamente più autonomia, purché questa non sia una formula ambigua, utile ad aumentare le distanze tra chi ha di più e chi ha di meno. Purché non sia la firma in bianco su un contratto capestro in cui si scopre, alla fine, che stiamo svendendo il nostro futuro.

Abbiamo lavorato tanto per arrivare fin qui e arrendersi non è un’opzione. E non perché siamo ostinati, anzi sì, forse un po’ lo siamo, devo ammetterlo, ma lo siamo perché amiamo profondamente questa città. Anche nei momenti più difficili abbiamo scelto di andare avanti a testa alta, senza paura né vergogna. La nostra città è stata vigilata speciale per sei mesi. Sei lunghissimi mesi. E noi, dopo lo sgomento iniziale per le modalità e la tempistica (argomenti su cui non voglio tornare), abbiamo fatto tutto il possibile, da servitori dello Stato, per consentire agli ispettori di svolgere nel migliore dei modi il loro lavoro. Abbiamo collaborato con senso istituzionale e spirito di servizio, con disciplina e onore, gli stessi con cui abbiamo lavorato negli anni per far crescere la nostra comunità e provare a liberarla dalla presenza asfissiante della criminalità organizzata. E se qualcosa non è andato come doveva, siamo pronti a fare ammenda.

Ciò che non possiamo permettere, è di essere accusati di connivenza con le mafie. Non possiamo permetterlo. E non per difendere il nostro onore ma per difendere la storia, l’impegno, i sacrifici di una città intera e della sua comunità negli ultimi vent’anni. Nei prossimi mesi lavoreremo alla nuova pianificazione urbanistica generale avendo come principio guida la Nature Restoration Law, la legge sul ripristino della natura, entrata in vigore lo scorso agosto dopo il voto del Parlamento europeo: espansione degli spazi verdi urbani, mobilità sostenibile, tutela della biodiversità, recupero degli habitat negli ecosistemi marini.

Questi sono solo alcuni degli obiettivi che ci siamo dati. La nostra sfida sarà rendere Bari protagonista di un cambiamento possibile. Qualcuno, ascoltandomi, potrebbe dire che sono un sognatore. Eppure una cosa posso darvela per certa: io ci proverò. Ogni giorno, ogni ora di questa nuova avventura. Anzi, ci proveremo. Insieme. Perché un sindaco, senza la sua comunità, non può fare nulla. Ci proveremo insieme, con determinazione, certo. Ma con temperanza. Una parola che è per me un simbolo. Perché il coraggio non sempre ruggisce. Il coraggio a volte parla con una voce piccola ma ferma. Quella voce che, alla fine del giorno, porti a casa con te, e che ti fa dire: “ci proverò di nuovo domani!”. Questo farò nei prossimi cinque anni: ci proverò ogni giorno. E, se non ci riuscirò, ci proverò ancora domani! Buona Fiera del Levante a tutti!

Suicidio assistito, il sindaco Leccese incontra Marco Cappato a Bari: “Vicini a chi lotta per i diritti sociali e civili”

Ieri pomeriggio Vito Leccese ha ricevuto a Palazzo di Città Marco Cappato che, accompagnato da alcuni rappresentanti locali dell’associazione Luca Coscioni, ha voluto ringraziare il sindaco e il Consiglio metropolitano per essersi fatti promotori (a maggio scorso), presso il Consiglio regionale pugliese, della proposta di legge in materia di “Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza della Corte costituzionale n. 242/2019”.

Nel corso dell’incontro Marco Cappato ha sottoposto all’attenzione del sindaco anche altre questioni relative ad alcune storiche battaglie dell’associazione, come il riconoscimento effettivo del testamento biologico e l’eliminazione delle barriere architettoniche. All’incontro hanno partecipato anche l’assessora alla Giustizia e benessere sociale e ai Diritti civili, Elisabetta Vaccarella, e il consigliere regionale Francesco Paolicelli, che ha testimoniato ai presenti la volontà del Consiglio regionale pugliese di proseguire con l’iter di approvazione di una legge regionale in materia, che vede come primo firmatario il consigliere Fabiano Amati.

“Per cultura e formazione – commenta Vito Leccese -, sono da sempre vicino alle battaglie per il pieno riconoscimento dei diritti sociali e civili, e sono al fianco dell’associazione Luca Coscioni nel suo impegno a difesa di diritti a tutt’oggi negati e per la libertà di cura e di ricerca”.

Fiera del Levante, sabato l’inaugurazione: Meloni verso il forfait. Prima volta per Leccese, l’ultima per Emiliano?

Non è ancora ufficiale, ma la premier Giorgia Meloni non sarà presente all’inaugurazione della 87esima Fiera del Levante in programma sabato 28 settembre a Bari. Nessun riferimento nella sua agenda personale, si tratterebbe della terza edizione di fila senza il premier. L’ultimo Giuseppe Conte nel 2020 in piena epoca Covid. Si attende dunque solo l’ufficialità.

Sarà la prima volta di Leccese, forse l’ultima di Emiliano (resta da sciogliere il nodo sull’ipotesi di un eventuale terzo mandato da presidente della Regione Puglia). La Premier Meloni è attesa a Bari comunque a fine ottobre per la firma del Patto di coesione, a margine del Festival delle Regioni che si svolgerà dal 19 al 22 ottobre al teatro Piccinni.

Movida selvaggia a Bari, Montaruli contro l’ordinanza del sindaco Leccese: “Non si possono imporre orari”

“A Bari si rischia di commettere lo stesso, identico grave errore commesso dal sindaco di Barletta che ha imposto la chiusura degli esercizi H24 da mezzanotte alle 7 di mattina”. Una decisione quella del sindaco della città della Disfida fortemente contestata dall’Attivista sindacale, Presidente di UniPuglia, Savino Montaruli che, carte alla mano e soprattutto in virtù di una profonda conoscenza tecnica di settore, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni.

“Il sindaco di Bari Leccese non si faccia prendere dalla sfrenata voglia populista di dare risposte nel modo sbagliato alle legittime istanze dei suoi concittadini residenti nelle aree della movida. Un’ordinanza come quella che Leccese vorrebbe emanare, che andrebbe a limitare la libera concorrenza ripetutamente sottolineata da tutte le norme: regionali, nazionali e comunitarie; ripetutamente sostenuta anche dalla Corte di Cassazione e persino citata all’art. 1 del Capitolo 1 (La Direttiva Servizi e la salvaguardia della programmazione commerciale) del vigente Documento Strategico del Commercio che lo stesso consiglio comunale della città di Bari ha approvato, quindi sarebbe oggetto di contestazione e, in caso di ricorso al Tar, sicuramente il sindaco si troverebbe in una delicatissima situazione dovendo riparare ad enormi danni che deriverebbero da un eventuale provvedimento illegittimo alla fonte, peraltro non sostenuto da motivazioni tali da risolvere problemi di sicurezza che andrebbero affrontati in maniera completamente differente o comunque in modo sinergico e non penalizzante per una sola categoria così importante per il servizio pubblico reso e così sostanziale per sostenere l’economia turistica della città di Bari e del territorio. Sono convinto – prosegue Montaruli – che Vito Leccese desisterà dall’assumere una decisione di tale gravità e soprattutto affronterà un problema diffuso qual è quello del disturbo della quiete pubblica, in modo coerente, non propagandistico e soprattutto confrontandosi con soggetti che abbiano conoscenza del territorio, esperienza e siano lontani da giochi politici che più volte tendono alla distruzione invece che a costruire percorsi virtuosi. I rimedi ci sono; gli strumenti pure ma i provvedimenti illegittimi, vessatori, discriminatori e persino persecutori no, quelli non vanno bene e non li sosterremo” – conclude il leader sindacale pugliese senza mandargliele a dire.

 

Movida selvaggia a Bari, Leccese come Decaro. Ecco l’ordinanza: locali chiusi alle 24 e alle 2 nel weekend

Il sindaco di Bari, Vito Leccese, è pronto a firmare un’ordinanza per placare la movida selvaggia in città. Negli ultimi giorni sono stati intensificati i contatti con il Prefetto, mentre il collega notturno Leonetti (il Sindaco della notte) e l’assessore allo Sviluppo Locale Pietro Petruzzelli lo hanno aiutato nel tentativo di riassumere i provvedimenti necessari per contrastare il fenomeno. Sono stati individuati più focolai in città, non solo in centro.

L’ordinanza sarà simile a quella del predecessore Decaro, mai firmata. L’obiettivo è quello di disciplinare la movida, tutelando così i residenti, senza però avere ripercussioni sul commercio e penalizzare le attività. Dalla domenica al mercoledì la chiusura dovrà avvenire non oltre la mezzanotte, da giovedì a sabato alle 2 di notte. Regole che saranno estese anche ai food truck presenti sul lungomare. Nei prossimi giorni sono in programma altri incontri con i comitati dei residenti e con le associazioni di categoria dei ristoratori e si discuterà del provvedimento finale.

Bari sporca, Leccese chiede un cambio di marcia. Amiu Puglia risponde: “Implementati i nostri servizi” – LE INFO

“In merito alla nota, inviata dal sindaco Vito Leccese sulla situazione complessiva del servizio di igiene urbana sul territorio della città di Bari, Amiu Puglia, accogliendo tutte le legittime segnalazioni, precisa di aver predisposto un piano di implementazione dei servizi, proprio in risposta a quanto chiesto”. Inizia così la nota di Amiu Puglia dopo la richiesta del primo cittadino barese avanzata ieri. 

“Nel dettaglio, è previsto un incremento del servizio di raccolta del vetro, con un aumento dei passaggi, soprattutto nelle zone particolarmente frequentate e quindi più facilmente soggette all’abbandono incontrollato di bottiglie. Si tratta, purtroppo, di una ricaduta prevedibilmente legata al costante aumento delle presenze di visitatori e turisti, frutto dell’indubbio e crescente potere attrattivo della nostra città. Per quanto riguarda, invece, il ritiro di carta e cartoni, il lavoro di riorganizzazione e controllo, concordato proprio con l’Amministrazione comunale, con il rilancio del programma “Le vie del cartone” e con la predisposizione di orari di conferimento dedicati per tutte le utenze non domestiche della città, sta continuando e possiamo registrare lievi miglioramenti, consci del fatto che ci siano ancora ulteriori margini da raggiungere e per i quali, anche in questo caso, stiamo lavorando – si legge -. Proprio a proposito delle utenze non domestiche, Amiu Puglia sta predisponendo, insieme a Conai, la progettazione che permetterà, in un ragionevole periodo di tempo, di estendere la raccolta differenziata porta a porta per tutti gli esercizi commerciali: siamo convinti che si tratterà di un’iniziativa in grado di dare risultati veloci e tangibili”.

“Pur nelle evidenti difficoltà legate ai limiti di budget e ai relativi aumenti di spesa che si susseguono e con i quali l’Azienda deve fare i conti da tempo, il nostro impegno nel fornire i servizi richiesti non è mai venuto meno. Giovi ricordare che, il capillare e attento lavoro che Amiu Puglia sta svolgendo – pur nelle difficoltà e comunque con ulteriori spazi di miglioramento – ha portato a circa 10mila tonnellate in meno di rifiuti indifferenziati nel 2023 e con la stessa prospettiva per il 2024: si tratta di risultati frutto della graduale estensione del porta a porta nelle varie zone della città. Proprio in queste zone servite dal porta a porta, registriamo un lusinghiero 65% di raccolta differenziata raggiunta – aggiunge Amiu -. Continua, poi, incessantemente, il nostro lavoro per contrastare l’odiosa pratica dell’abbandono selvaggio degli ingombranti: ricordiamo, a questo proposito, che Amiu Puglia fornisce un servizio di ritiro su prenotazione totalmente gratuito: nel 2023 abbiamo registrato circa 23mila richieste, da noi tutte evase; ciononostante il malcostume continua, soprattutto in alcune zone, restituendo, purtroppo, a queste stesse zone una contestuale sensazione di degrado e sporcizia. Apprezziamo il fatto che i nostri sforzi continui, grazie anche alla possibilità che ci è stata data delle assunzioni stagionali, si siano trasformati in alcuni piccoli miglioramenti, che sono stati puntualmente registrati, e concordiamo con il sindaco sul fatto che sia necessario continuare a lavorare in questo senso, per una città virtuosa e moderna, dal punto di vista delle pratiche ambientali. Per questo motivo rinnoviamo, ancora una volta, il nostro invito ai cittadini a rispettare le regole e a conferire correttamente i rifiuti. Le nostre operatrici e i nostri operatori, che ringraziamo ancora una volta, perché svolgono quotidianamente il proprio lavoro con grande professionalità, forte abnegazione e notevole spirito di sacrificio, si trovano costantemente di fronte a situazioni estremamente difficili da affrontare: oltre al già citato abbandono selvaggio degli ingombranti, ci sono da segnalare anche i ripetuti fenomeni di spazzatura non correttamente differenziata, spesso conferita nelle giornate sbagliate e non negli orari prescritti – sia che si tratti della raccolta porta a porta che di quella stradale – e, soprattutto, con l’odioso, intollerabile e insopportabile malcostume del littering. Mozziconi di sigarette, cartacce, contenitori di alimenti ma anche deiezioni canine, gomme da masticare, lattine – in totale spregio di quanto previsto dalle ordinanze sindacali che sono state emanate negli anni – vengono costantemente abbandonati sulle nostre strade, pur in presenza di cestini appositamente destinati ai conferimenti. A questo proposito, confidiamo in un aumento dei controlli e delle conseguenti sanzioni da parte della Polizia locale, che è costantemente al nostro fianco: ciò permetterebbe di svolgere un’azione ancora più deterrente, per contrastare questi ripetuti comportamenti. Siamo, infine, assolutamente convinti che l’apporto dei cittadini virtuosi sia indispensabile per raggiungere gli agognati standard europei, obiettivo imprescindibile – siamo certi – per chiunque, esattamente come noi, abbia a cuore il futuro della nostra città”.

Caos al Comune di Bari, dietrofront del M5S: i pentastellati tornano nella maggioranza Leccese

Dietrofront del Movimento 5 stelle. In una nota firmata dal vicepresidente nazionale del partito Mario Turco, dal coordinatore regionale Leonardo Donno, da quello provinciale Raimondo Innamorato e dai consiglieri comunali di Bari Antonello Delle Fontane e Italo Carelli, il partito dichiara di “essere pronto a lavorare al servizio dei cittadini baresi all’interno della maggioranza e della Giunta guidata dal sindaco Leccese con responsabilità e serietà”.

I due consiglieri del M5S lo scorso 21 agosto avevano annunciato di lasciare la maggioranza Leccese dopo la nomina dell’esterno Raffaele Diomede come assessore con deleghe importanti come Controlli, alla Legalità, alla Trasparenza, all’Antimafia sociale, Gare e Appalti, Trasparenza, Patrimonio, Beni confiscati, ERP, Emergenza abitativa.

“La ritrovata sinergia e compattezza, a seguito dei confronti interni avuti nelle settimane successive al consiglio comunale dello scorso 21 Agosto, ci consentono di confermare il convinto e concreto sostegno al sindaco Vito Leccese, ritenendo convintamente il gruppo del MoVimento 5 Stelle all’interno del perimetro della maggioranza consiliare Lavoreremo senza sosta per l’attuazione del programma elettorale votato dai cittadini baresi e nel loro esclusivo interesse – si legge -. Nei prossimi giorni sarà sottoposto alla valutazione del sindaco Leccese, che ringraziamo per la sua disponibilità e fiducia, un profilo qualificato designato per assolvere il ruolo assessorile attribuito al M5S su temi importanti e caratterizzanti come Controlli, alla Legalità, alla Trasparenza, all’Antimafia sociale, Gare e Appalti, Trasparenza, Patrimonio, Beni confiscati, ERP, Emergenza abitativa”.