Insulti razzisti, Dorval in Comune. Leccese: “A Bari nessuno è straniero. Se insulti un barese insulti tutta la città”

Nel pomeriggio il sindaco Vito Leccese, assieme a una delegazione della giunta e del Consiglio comunale, ha accolto a Palazzo di Città il calciatore della SSC Bari Mehdi Dorval, vittima di insulti razzisti da parte di un giocatore avversario durante l’ultima partita di campionato, per manifestargli la vicinanza della città di Bari.

“Oggi ho voluto esprimere, a nome di tutta la città, la piena solidarietà mia e dell’amministrazione al giocatore del Bari, Mehdi Dorval, vittima di beceri insulti razzisti – ha dichiarato il sindaco di Bari -. La nostra è terra di accoglienza, rispetto e inclusione, a Bari nessuno è straniero. Per questo ho voluto dire personalmente a Dorval che, insultare lui e chiunque faccia parte della nostra comunità, equivale a insultare Bari e i cittadini baresi”.

Al termine dell’incontro il sindaco ha donato a Mehdi Dorval un pumo e un gagliardetto della città di Bari

Medico aggredito a Cutrofiano, 48enne arrestato in flagranza differita: è tra i primi casi nazionali

I carabinieri hanno arrestato in flagranza differita un uomo di 48 anni, originario del Salento ma residente a Torino, ritenuto responsabile dell’aggressione e delle minacce avvenute nella notte fra il 17 e il 18 febbraio ai danni di un medico di 35 anni in servizio nella guardia medica di Cutrofiano (Lecce).

L’uomo, posto ai domiciliari, si sarebbe scagliato contro il professionista per futili motivi connessi alla richiesta del pagamento della visita, poiché residente fuori regione.

Il medico aggredito ha riportato lesioni giudicate guaribili in sette giorni. L’arresto, disposto dalla Procura, è avvenuto in flagranza differita sulla scorta della nuova normativa, poiché connesso con l’esito della visita medica per le lesioni subite dal professionista avvenuta ieri mattina. È il primo provvedimento del genere adottato in provincia di Lecce e tra i primi a livello nazionale.

Il Comune di Bari non sarà sciolto, il sindaco Leccese esulta: “Un giorno di riscatto ora questa città non è mafiosa”

“Abbiamo scongiurato l’ipotesi più nefasta, quello dello scioglimento” del Consiglio comunale. “Finalmente la città ritorna a vedere una prospettiva di straordinaria crescita. È un giorno di riscatto”.

Così il sindaco di Bari, Vito Leccese, parlando con i giornalisti al suo arrivo al convegno ‘La destra di governo di Tatarella. A 30 anni dalla nascita di Alleanza Nazionale’. “La reputazione – ha aggiunto – era stata in qualche modo messa in discussione con l’avvio del procedimento. Finalmente la città può dirsi risollevata rispetto a questa etichetta di città mafiosa che ovviamente non faceva onore e giustizia alla città”.

Ieri era l’ultimo giorno utile per decidere sullo scioglimento ma il ministero dell’Interno non ha portato il provvedimento in Consiglio dei ministri. La decisione avrebbe fatto seguito all’invio della commissione del Viminale a Bari per verificare eventuali infiltrazioni mafiose nell’amministrazione comunale dopo gli oltre 130 arresti eseguiti a febbraio scorso nell’ambito dell’inchiesta ‘Codice interno’ su un presunto intreccio tra mafia, politica e affari.

Il Viminale dovrebbe però procedere al commissariamento di due aziende comunali, in aggiunta all’Amtab che è già in amministrazione giudiziaria con un provvedimento della sezione per le misure di prevenzione del Tribunale di Bari. Alcuni dipendenti comunali potrebbero essere sanzionati.

“La Fatica”, tirocini retribuiti per disoccupati over 35: il sindaco Leccese incontra i primi 14 beneficiari e le 12 aziende

Si è tenuto questa mattina, nella sala consiliare di Palazzo di Città, l’incontro tra il sindaco Vito Leccese, i primi 14 beneficiari de “La Fatica” e i rappresentanti delle 12 aziende che hanno aderito all’iniziativa, attivando i tirocini. “La Fatica” è l’iniziativa sperimentale promossa dal Comune di Bari per l’inserimento o reinserimento lavorativo di donne e uomini fuoriusciti dal mercato del lavoro o con minori opportunità di accedervi. La misura prevede lo svolgimento di tirocini extracurriculari retribuiti presso imprese di Bari e della sua area metropolitana, oltre al riconoscimento di doti di apprendimento finalizzate ad acquisire nuove competenze o titoli abilitanti. Si possono candidare cittadine over 35 e cittadini over 45, residenti a Bari, inoccupati o disoccupati.

Sono 483 le istanze presentate fino a gennaio 2025, 331 da donne (circa il 70%) e 126 da uomini. A esito della valutazione affidata all’equipe di Porta Futuro Bari, le istanze ritenute non istruibili sono state 26. Rispetto ai titoli di studio degli ammessi, tra le donne il 57,7% ha conseguito il diploma di scuola superiore, il 22,7% la laurea e il 19,6% la licenza media; tra gli uomini, invece, il 50% ha conseguito il diploma di scuola superiore, il 39,7% la licenza media e il 10,3% la laurea. Delle domande complessivamente accolte, 102 sono riconducibili a persone di età compresa tra 45 e 49 anni, 108 tra 50 e 54 anni, 104 tra 55 e 59 anni, 59 sono le donne di età compresa tra 40 e 44 anni, 56 tra 35 e 39 anni, mentre 28 le persone con più di 60 anni. Le aziende candidate sono 80, il 55% con meno di 5 dipendenti e solo il 10% con un numero di dipendenti superiore a 20.

“Oggi è davvero una giornata bellissima, perché celebriamo un momento importante: la firma dei primi tirocini della misura La Fatica, un progetto che porta con sé un nome evocativo e una missione chiara. In dialetto barese, la fatica significa lavoro, ma anche impegno, dignità e possibilità. Citando Charles Darwin, il lavoro nobilita l’uomo, ma la sua mancanza lo debilita – ha commentato il sindaco Vito Leccese -. E la “fatica” è anche quella fatta dagli uffici comunali per avviare questa misura strategica. Nonostante le politiche attive del lavoro non siano competenza comunale e siano attribuite ad altre istituzioni, noi crediamo nel valore di queste azioni perché il lavoro è la leva per tenere coesa una comunità, per fare sentire tutti protagonisti della crescita e dello sviluppo sociale collettivo. Ringrazio dunque le strutture comunali, perché non basta ottenere i finanziamenti: occorre avere una buona dose di creatività affinché quei finanziamenti vengano utilizzati per portare reale benessere alla comunità.

Il mio messaggio oggi è colmo di gratitudine nei confronti di tutti i protagonisti di questo progetto, reso possibile grazie alla collaborazione tra enti pubblici, imprese e realtà del nostro territorio. Voglio ringraziare chi ha creduto nella misura e chi, ora, accoglie i tirocinanti nelle proprie aziende. È un segno di responsabilità sociale, ma anche di intelligenza economica: perché valorizzare il capitale umano è la strada migliore per crescere insieme. E voglio dire grazie anche ai cittadini che hanno riposto la loro fiducia e la loro speranza nel tirocinio e nella dote di apprendimento, cogliendo la possibilità di rimettersi in gioco, di conseguire nuove competenze e di costruire un futuro lavorativo solido, partendo da un rapporto di reciproco affidamento che nasce oggi con i datori di lavoro. Permettetemi di riservare una particolare riflessione alle tirocinanti donne che, numerosissime, si sono candidate per “La Fatica”, l’80 per cento con laurea o diploma superiore, di tutte le fasce d’età. La massiccia adesione femminile, la trasversalità e l’eterogeneità dei profili delle donne candidate, sono dati indicativi di quanto, fuori da ogni retorica, sia ancora difficile per le donne il pieno inserimento lavorativo. Anche su questo noi oggi vogliamo tracciare un percorso, perché il lavoro non è solo una fonte di reddito ma anche di indipendenza, identità, autoaffermazione, libertà. “La Fatica” ora è una start up, la prima misura varata come amministrazione comunale in tema di politiche attive del lavoro, ma speriamo possa crescere sempre più grazie alle disponibilità di altre aziende, perché la più grande opera pubblica che possiamo costruire insieme è la comunità: l’infrastruttura sociale è l’anima della nostra città. A voi che oggi firmate questi tirocini dico: è solo l’inizio. “La Fatica” è il primo passo verso la stabilità, da raggiungere insieme superando gli ostacoli con consapevolezza. Oggi è una giornata bellissima, ma sarà ancora più bella quando questi tirocini diventeranno contratti di lavoro”.

Di seguito l’elenco dei primi 14 tirocini avviati:

· Impresa Fashion Service (artigianato) per profilo ‘consulente di moda’

· Impresa Autenticert (controllo qualità e certificazione prodotti e servizi) per ‘addetto audit’

· Impresa Frizz Cafè (bar) per ‘commis di sala’

· Impresa Lan Architetture (ideazione e creazione prodotti di design) per ‘progettista prototipista’

· Impresa Anticousato (commercio di articoli usati da collezione) per ‘addetto vendita e-commerce’

· Impresa Madami Global Service (servizio di supporto alle imprese) per ‘addetto allo spostamento merci’

· Impresa Centro specialistico per cura diabete (studio medico) per ‘addetto segreteria’

· Impresa Tutum (locazione immobiliare) per ‘addetta funzioni segreteria’

· Impresa ‘Medica Sud’ (poliambulatorio) per ‘addetto segreteria’

· Impresa Centri odontoiatrici specialistici (studio medico dentistico) per ‘addetta funzioni segreteria’

· Impresa Studio diretto (studio commercialistico) per ‘addetta segreteria’

· Impresa Lama Distribuzione (catena di supermercati) per ‘addetta alle vendite banco panetteria’, ‘addetta alle vendite’ (cassiera/repartista), ‘addetta alla cottura cibi e banco gastronomia’.

L’avviso pubblico “La fatica” sarà attivo sino a esaurimento delle risorse complessive disponibili (3 milioni di euro dal Programma Nazionale Metro plus e città medie Sud 2021-27) e comunque entro e non oltre il 30 giugno 2026. Al 31 gennaio 2025, Porta Futuro ha incontrato e orientato 150 cittadini, per 50 è stato organizzato un colloquio con le imprese, sono stati avviati 14 tirocini in 12 imprese.

Scusa se insisto, in Comune c’è Silvio Sisto: baresi divisi sul sindaco Leccese

È venerdì e come di consueto torna su Quinto Potere la rubrica di Silvio Sisto. Questa volta il Bomber si è recato nelle strade principali della città per chiedere ai baresi cosa ne pensano del sindaco Leccese che ha raccolto l’eredità di Decaro in Comune.

C’è chi già si sbilancia, chi approva, chi prende tempo per valutarlo e chi lo boccia. E voi da che parte state?

Tragedia nel Leccese, auto si schianta contro la recinzione di una villetta: muore la 43enne Azzurra Cino

Tragedia nella notte sulla provinciale tra Cavallino e San Cesario di Lecce dove la 43enne Azzurra Cino è deceduta in seguito ad un incidente stradale. La vittima era alla guida di un’auto che, per cause da accertare, si è schiantata contro la recinzione di una villetta.

Per la donna non c’è stato nulla da fare, alcuni automobilisti di passaggio hanno allertato i soccorsi che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Sul posto sono intervenuti 118 e Vigili del Fuoco.

Neonato morto nella culla termica a Bari, Leccese non riesce a voltare pagina: “Martirio di una comunità sconfitta”

“Nel celebrare oggi San Sebastiano martire, sento di dirvi che di fronte a quel corpicino esanime, ho pensato al martirio di una comunità sconfitta, ferita al cuore per non essere riuscita a cogliere il disagio di una mamma né a offrire una speranza di vita”. Lo ha detto il sindaco di Bari, Vito Leccese, nel corso della messa per la ricorrenza di San Sebastiano, patrono della Polizia locale, officiata nella Basilica di San Nicola di Bari. Il primo cittadino ha voluto ricordare il neonato trovato senza vita lo scorso 2 gennaio nella culla termica che si trova vicino alla chiesa di San Giovanni Battista e di cui sabato scorso sono stati celebrati i funerali.

“Oggi non voglio nascondervi la commozione che ho provato – ha dichiarato Leccese – quando ho pregato davanti alla piccola bara bianca di Angelo”, nome scelto per il piccolo, morto quasi certamente per ipotermia a causa di un guasto al tappetino della culla termica, che non ha fatto scattare gli allarmi, e al climatizzatore della stanza, dal quale è uscita aria fredda.

Neonato trovato morto nella culla termica, oggi i funerali. Leccese: “Grande dolore lo chiameremo Angelo”

“È un momento di dolore e di lutto in cui ogni parola diventa inutile e dannosa. È un qualcosa che ci fa molto riflettere, perché una cosa che era pensata per la vita si è rivelata una trappola mortale. Questo non può che rattristare tutti. Il mio pensiero va soprattutto alla mamma che aveva visto in questa culla un momento di opportunità”. Così l’arcivescovo di Bari, monsignor Giuseppe Satriano, al termine del funerale del bimbo trovato morto il 2 gennaio nella culla termica della chiesa san Giovanni Battista di Bari.

La celebrazione si è tenuta alle 9 ed è stata anticipata di un’ora rispetto a quanto inizialmente previsto. Al funerale ha partecipato anche il sindaco di Bari, Vito Leccese. “Forse a livello nazionale – ha aggiunto il vescovo – si dovrebbe prendere un impegno per una maggiore attenzione affinché questi servizi, che sono un’opportunità di vita, possano diventare oggettivamente sicuri”. “In questo momento – ha detto ancora Satriano – dobbiamo tanta discrezione e tanta delicatezza verso tutti. Spesso questi eventi diventano un’occasione per parlare, invece dobbiamo far fare alla magistratura il lavoro che deve fare. Che serve a migliorare la vita, non a condannare qualcuno e trovare un capro espiatorio”. Satriano ha anche aggiunto di non aver voluto prendere “l’onore e la presunzione” di dare un nome al bambino, “ma per noi è stato un angelo, che ci ha lasciato un messaggio importante. Molto probabilmente metteremo questo nome, il sindaco metterà questo nome, lascio a lui (questa decisione, ndr). Questo bimbo senza nome ci ricorda altri bimbi senza nome morti in situazioni drammatiche”. Per la morte del bambino sono indagati per omicidio colposo il parroco, don Antonio Ruccia, e il tecnico Vincenzo Nanocchio, che installò la culla nel 2014 e lo scorso 14 dicembre ne cambiò l’alimentatore. “Sento don Antonio – ha detto ancora Satriano – è un mio sacerdote e gli sono vicino, ma ho chiesto a tutti di non venire perché questi momenti non diventino una parata”.

“Ciò che è accaduto rappresenta una tragedia che ha ferito profondamente la nostra comunità – ha commentato il sindaco – che oggi, con grande dolore, si riunisce idealmente nel rendere l’estremo saluto a questo bambino, nella speranza che vicende come questa non accadano mai più. Auspico che questo dramma susciti in noi maggiore attenzione e cura verso la vita quando è più indifesa, offrendo sostegno concreto a chi vive ai margini. Eventi come questo non rimangano solo segni di dolore, ma anche di riflessione e cambiamento. Così come ha detto nella sua omelia mons. Satriano, tutti dobbiamo chiedere perdono per la nostra incapacità di guardare oltre, per le nostre omissioni. A margine della celebrazione abbiamo deciso di chiamare il piccolo, Angelo, riprendendo le parole con cui l’arcivescovo ha concluso la sua omelia: ‘Riposa in pace piccolo fratello, angelo che hai toccato nel profondo le nostre vite’”.

Bari, stop alle ordinanze antimovida all’Umbertino. Leccese: “Voglio dare fiducia ma prevalga il buon senso”

Basta strette e ordinanze per regolamentare la malamovida barese nel quartiere Umbertino di Bari. Ad annunciarlo il sindaco di Bari, Vito Leccese, nel corso dell’incontro “Costruiamo insieme le politiche della notte”, promosso dall’assessora alle culture Paola Romano in collaborazione con il “sindaco della notte”, Lorenzo Leonetti.

“Voglio dare fiducia sperando che prevalga il buon senso”, le parole del primo cittadino dopo i due mesi di sperimentazione e le due ordinanze firmate che hanno scatenato il dibattito tra commercianti, residenti, forze politiche e non solo. “Non volevo colpire i commercianti, ora ripartiamo insieme”, ha poi aggiunto.

Movida a Bari: Leccese riceve codice di autoregolamentazione per esercenti e attività commerciali dell’Umbertino

Questa mattina il sindaco ha ricevuto, tramite nota ufficiale, una proposta di codice di autoregolamentazione sottoscritta da 57 titolari di attività commerciali presenti nel quartiere Umbertino e dalle principali associazioni di categoria CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI, CONFARTIGIANATO e CNA, presenti anche al tavolo di monitoraggio che si è riunito a Palazzo di Città durante i mesi di sperimentazione dell’ordinanza sindacale emessa a seguito di una serie di controlli sull’inquinamento ambientale svolti con la collaborazione di Arpa Puglia.

Nel progetto di autoregolamentazione i gestori dei locali hanno condiviso l’obiettivo di creare e mantenere un ambiente sicuro, rispettoso e accogliente per tutti i clienti, i turisti e i cittadini residenti della zona Umbertina. Gli esercenti aderenti si impegnano, quindi, a rispettare le normative vigenti, promuovere la sicurezza pubblica, il rispetto delle persone e la qualità della vita nell’area interessata. L’adesione al “codice di autoregolamentazione” è stata volontaria e, ad oggi, vede la partecipazione della quasi totalità degli esercenti operanti nella zona.

“Il rispetto di queste linee guida – si legge nel documento presentato – contribuirà al miglioramento della qualità della vita nella zona Umbertina, rafforzando il senso di responsabilità collettiva e la collaborazione tra cittadini e commercianti. L’adozione di questo codice è un passo fondamentale per favorire la sicurezza, la serenità e il benessere di tutti, contribuendo a rendere nuovamente la zona Umbertina un luogo dove vivere e lavorare possa essere un piacere per tutti”.

“Ho consegnato al prefetto il documento che mi è stato trasmesso dai commercianti della zona Umbertina e dai loro rappresentanti con una proposta di codice di autoregolamentazione che li impegna alla tutela e alla salvaguardia dei diritti di tutti, operatori, residenti e cittadini che vivono nell’Umbertino – dichiara il sindaco Vito Leccese -. Innanzitutto, apprezzo questa loro disponibilità perché non era un atto scontato e perché credo questo sia un segnale di maturità offerto da un pezzo di città che è stato oggetto di pesanti critiche e restrizioni. Credo che questo codice sia anche il frutto del dialogo che abbiamo portato avanti in questi mesi, anche durante la sperimentazione dell’ordinanza che limitava le aperture. Non abbiamo mai rinunciato al confronto e abbiamo fortemente voluto la presenza di tutte le parti interessate intorno al tavolo, a dimostrazione che il nostro obiettivo non era punitivo ma conciliativo delle parti. Dal primo momento ho chiesto a tutti di ispirarci al buon senso affinché si potesse trovare un equilibrio per la salvaguarda e la tutela dei diritti di tutti i protagonisti di questa vicenda. Credo che l’assunzione di impegni e responsabilità, con una partecipazione anche nei costi, da parte degli operatori economici, sia un segnale che va nella direzione giusta. Per questo crediamo si possa oggi avviare una nuova fase di sperimentazione, dove le regole sono dettate non da un’ordinanza ma dalla partecipazione di ognuno alle regole della convivenza civile della comunità. Oggi si delinea un patto di fiducia, che richiederà il rispetto degli impegni assunti spontaneamente con l’obiettivo condiviso di veder crescere una Bari più bella e più giusta. Dal canto nostro, proseguiremo con i controlli, nel rispetto delle regole nazionali che erano e restano in vigore e con una nuova attività di monitoraggio dell’inquinamento acustico nelle principali vie dell’Umbertino con la collaborazione di Arpa, così da monitorare costantemente la zona e garantire che il diritto alla salute dei residenti sia sempre rispettato. Dopo anni di dispute e di conflitti, potrebbe aprirsi una nuova stagione nella quale il futuro delle attività economiche è anzitutto nelle mani degli esercenti. Sono certo che i residenti sapranno cogliere questo importante cambio di prospettiva. Gli esiti del monitoraggio, che resterà collettivo, orienteranno le scelte future”.

Nello specifico il “Codice” proposto si articola 6 articoli che riportano le azioni che le attività economiche si propongo di attuare:

Articolo 1: Collaborazione con le Autorità

1.1 Gli esercenti aderenti al presente codice si impegnano a collaborare attivamente con le autorità competenti per la promozione della sicurezza e della legalità.

1.2 I locali commerciali aderiranno ai progetti realizzati dalle associazioni di categoria con il Ministero degli Interni per il collegamento delle telecamere di sorveglianza, già collegate con i Carabinieri, anche con la Questura e la Polizia Locale.

1.3 Il sistema di monitoraggio ha lo scopo di fungere da deterrente contro atti delinquenziali, contribuire a migliorare la sicurezza pubblica e favorire una risposta tempestiva in caso di necessità.

1.4 Le telecamere contribuiranno, inoltre, a monitorare le zone a rischio di sovraffollamento e a garantire la sicurezza dei locali e delle aree circostanti.

Articolo 2: Street Controllers

2.1 Nell’ambito del progetto di sicurezza di cui all’art. 1, è altresì prevista la presenza di un numero non inferiore a quattro “Street Controllers”, ovvero figure professionali di riferimento operanti nella zona Umbertina, per garantire e la tranquillità e la vivibilità dell’area.

2.2 Questi controllori saranno operativi 7 giorni su 7, dalle ore 22:00 alle ore 03:00, con l’obiettivo di monitorare la situazione nelle ore serali e notturne, prevenendo atti di vandalismo e comportamenti incivili.

2.3 Gli “Street Controllers” saranno dotati di un distintivo riconoscibile e saranno formati per interagire con i clienti, con i commercianti e con le forze dell’ordine, contribuendo a mantenere un ambiente tranquillo e sicuro.

Articolo 3: Noise Regulation Ambassadors

3.1 Ogni locale commerciale si impegna ad individuare tra i propri dipendenti ed a nominare un “Noise Regulation Ambassador” (anche, più brevemente, “N.R. Ambassador”).

3.2 II “Noise Regulation Ambassador” avrà il compito di monitorare livelli di rumorosità all’interno e nei pressi del locale, sensibilizzando ed educando i clienti in modo amichevole, cortese ed informale al rispetto delle normative sul rumore

3.3 II “Noise Regulation Ambassador” sarà facilmente identificabile tramite un apposito cartellino di riconoscimento e riceverà una formazione specifica da parte della Questura, come stabilito dagli accordi tra la FIPE e la Questura di Bari.

3.4 In caso di situazioni che possano generare disturbo o che vadano oltre i limiti consentiti dalla legge, il “Noise Regulation Ambassador” interverrà in modo discreto e professionale per segnalare tempestivamente alle autorità competenti eventuali comportamenti inappropriati.

Articolo 4: Promozione dei principi di Civile Convivenza

4.1 Gli esercenti si impegnano a promuovere la cultura della civile convivenza all’interno dei propri locali e nelle aree adiacenti, adottando comportamenti responsabili e rispettosi.

4.2 I locali commerciali affiggeranno cartelli ben visibili che incoraggino i clienti a mantenere un comportamento reciprocamente rispettoso, evitando atti di disturbo, atti di vandalismo o qualsiasi altro comportamento che possa ledere la tranquillità pubblica.

4.3 Nell’ipotesi in cui i locali commerciali dispongano, a qualsiasi titolo, di un patio, dehor o plateatico, il cartello dovrà indicare anche la superficie in metri quadrati (mq) e il numero massimo di persone consentite.

Articolo 5: Rispetto delle Normative di Somministrazione

5.1 Gli esercenti si impegnano a rispettare rigorosamente la legislazione nazionale e locale in materia di somministrazione di alimenti e bevande.

5.2 In particolare, gli esercenti garantiranno il rispetto degli orari di apertura e chiusura, nonché delle modalità di somministrazione, sia per quanto riguarda il consumo in loco che per l’asporto.

5.3 Gli esercenti verificheranno che i propri dipendenti siano adeguatamente formati riguardo le normative sulla somministrazione di alcolici, con particolare attenzione alla vendita ai minori e al consumo responsabile.

5.4 Saranno adottate specifiche misure per evitare il sovraffollamento all’interno dei locali, in modo da garantire la sicurezza dei clienti e il rispetto delle normative in materia di sicurezza e salute pubblica.

Articolo 6: Interventi di Prevenzione e Monitoraggio

6.1 Gli esercenti si impegnano a collaborare con le forze dell’ordine e le altre autorità locali per monitorare l’efficacia delle misure di autoregolamentazione.

6.2 Ogni sei mesi, gli esercenti parteciperanno a incontri di aggiornamento e valutazione, per verificare l’efficacia delle misure adottate e per proporre eventuali miglioramenti.

6.3 Sarà istituito un canale di comunicazione tra i commercianti e le autorità locali, attraverso il quale sarà possibile segnalare tempestivamente eventuali problematiche o situazioni di rischio.