Cade dal carro di carnevale e muore, assolta la mamma di Gianlorenzo: “Mai più simili tragedie”

Si è chiuso il processo di primo grado per omicidio colposo sulla morte del piccolo Gianlorenzo Manchisi, il bimbo di due anni morto il 5 marzo 2019 dopo essere caduto da un carro durante la sfilata del Carnevale dei Bambini a Bologna.

Il piccolo finì sotto le ruote del carro allegorico e si spense il giorno dopo all’ospedale Sant’Orsola. La mamma, Siriana Natali, è stata assolta. Per lei la Procura aveva chiesto 4 mesi. Sono stati invece condannati gli organizzatori della manifestazione.

La ringhiera non era a norma. Il responsabile del Comitato per le manifestazioni Petroniane e il presidente del Comitato organizzatore del Carnevale della Curia sono stati condannati a riconoscere ai familiari del bambino un risarcimento danni per oltre un milione di euro, oltre al risarcimento che verrà liquidato in sede civile. Nella somma rientrano anche le provvisionali dovute dall’allestitore del carro, Paolo Cannellini, già condannato a un anno e mezzo in abbreviato nel 2022. Abbiamo intervistato il papà del piccolo Gianlorenzo che ha voluto lanciare un appello tramite i nostri microfoni.

Mamma e figlio autistico sfrattati a Taranto, salta lo sgombero: rinvio di 30 giorni. Lei colta da malore

Dopo alcuni momenti di tensione e un’opera di mediazione, è stato rinviato di 30 giorni lo sfratto, previsto per ieri mattina, notificato ad Adriana Parisi, la mamma di Saverio, ragazzo autistico di 34 anni, che ha perso la casa all’asta in quanto lei e suo marito, da cui si è separata nel 2016, non sono più riusciti a pagare le rate del mutuo.

Adriana aveva presentato nuove offerte economiche per l’acquisto o semplice affitto dell’immobile, a Taranto, considerando che il figlio è abituato alla routine e i cambiamenti improvvisi potrebbero provocargli stress emotivo. Ieri mattina l’Ivg (Istituto vendite giudiziarie), le forze dell’ordine, la nuova acquirente, il suo legale e gli assistenti sociali si sono recati presso la casa di Saverio e Adriana per procedere in maniera esecutiva allo sgombero dell’immobile. Adriana e il Comitato spontaneo #iostoconSaverio hanno messo in atto azioni di resistenza.

Alcune rappresentanti del comitato sono salite sul tetto dell’immobile come atto dimostrativo di dissenso verso il provvedimento in corso e in attesa di una mediazione, avvenuta poi successivamente. Dopo circa due ore, è stata concessa la proroga dello sgombero di altri 30 giorni “per poter dare a Saverio e alla sua famiglia – scrive il comitato in una nota – il tempo di uscire dignitosamente e senza forzature dall’immobile, così come invece era previsto per oggi qualora non avessero voluto”. Durante la protesta Adriana Parisi è stata colta da malore.

“Ci riserviamo – conclude il comitato – la possibilità di intraprendere nuove azioni. Questo è l’epilogo triste di una storia che ha dell’inverosimile e che ci deve far pensare a quanto la legge non sia uguale per tutti e soprattutto non tuteli i più deboli”.

Tassista accoltellato, la mamma di Angela è distrutta: “Rovinata dalla droga perdonateci”

Abbiamo incontrato e intervistato la mamma di Angela De Vincenzo, la 31enne arrestata dopo aver partecipato all’aggressione ai danni del tassista Francesco Rubini, accoltellato qualche giorno fa a Bari. Un’intervista durissima e davvero forte.

Nei confronti di Giovanni Monno e Angela De Vincenzo è stata riconosciuta l’aggravante della crudeltà e per questo nei loro confronti è stato confermato il carcere. La 31enne è caduta nel tunnel della droga e non è riuscita a venirne fuori, la madre disperata invoca perdono e racconta i problemi affrontati con la figlia. Sui social sono centinaia le minacce rivolte non solo alla 31enne, ma anche ai suoi familiari.

“Non ho più voglia di vivere”, lettera choc al Politecnico di Bari: mamma riconosce il figlio e contatta la docente

L’autore della lettera anonima e straziante trovata sull’albero di Natale posizionato all’interno del Politecnico di Bari è stato individuato. La storia ha scosso la nostra community e i social. Tutto è partito dal post pubblicato sui social dalla professoressa Anna Castellano con la speranza di rintracciare l’autore della lettera anonima. “Caro Babbo Natale, vivere è diventato estenuante e non ho molta voglia di farlo. Se possibile, vorrei che ponessi fine alle mie sofferenze. Vorrei potermi addormentare e non svegliarmi più, non essere mai esistito, rimanere un ricordo lontano e vago che con il passare del tempo svanisca come tutti gli altri. Non ho più voglia di combattere per ciò che desidero. Please, let me fly away”, le parole contenuto all’interno.

In poche ore, grazie al passaparola, la mamma è riuscita a capire che era stato suo figlio a scriverla ed è riuscita a mettersi in contatto con la docente. Il Politecnico non ha commentato e confermato ufficialmente la storia vista la delicatezza del tema.

Bimbo sottratto dal papà durante la vacanza in Puglia: il piccolo Ethan riabbraccia mamma Claudia dopo 3 mesi

Di nuovo insieme. Erano circa le 23 a Los Angeles (quasi le 8 ora italiana) quando il piccolo Ethan ha potuto finalmente essere avvolto di nuovo dal calore dell’abbraccio materno. “Sono felicissima. Come mi ha visto, mi ha fatto il suo splendido sorriso – racconta raggiante Claudia Ciampa in videochiamata dall’America mentre Ethan non sta fermo un secondo -. L’ho trovato cresciuto, molto più pesante, ormai ha 6 denti e gattona velocissimo. Si mette dritto in piedi da solo, è meraviglioso essere di nuovo con lui”.

Erano circa tre mesi che non lo vedeva, da quando il 30 agosto scorso Eric Howard Nichols, il suo ex compagno statunitense, glielo aveva sottratto con l’inganno mentre erano in vacanza in Puglia. Tra poco avrebbe iniziato pure a camminare e lei non lo avrebbe visto se Eric non fosse stato rintracciato e bloccato dalla polizia statunitense due giorni fa nella contea di Orange, a Los Angeles. Pochi minuti prima della videochiamata tanto attesa, era arrivata la conferma ufficiale della Farnesina. “Il ministero degli Esteri conferma che Ethan è stato consegnato momentaneamente alla mamma”.

Il giudice infatti ha deciso l’affido temporaneo alla madre che da ieri sera è negli Stati Uniti. Inizia adesso un percorso giudiziario che vedrà come controparte il padre del bambino. Un secondo giudice deciderà sull’applicazione della Convenzione internazionale de L’Aja e a chi spetterà tenerlo definitivamente. Fino ad allora il padre lo potrà vedere solo durante incontri protetti.

“Ora cominceranno le udienze – continua Claudia dall’America – di cui la prima sarà già domani. Speriamo che si risolva tutto per il meglio e al più presto, così che possiamo tornare insieme in Italia”. “Il ministero – aggiunge l’avvocato Gian Ettore Gassani, difensore di Claudia e presidente dell’Ami, Associazione Matrimonialisti Italiani – invita tutti alla calma e siamo d’accordo anche io e la madre. Siamo solo all’inizio di un’avventura difficile che ci farà attendere ancora un po’ di tempo per la decisione finale del giudice sul rimpatrio della signora Ciampa e di suo figlio”.

Omicidio a Leporano, uccide a coltellate la mamma e le strappa il cuore: il figlio killer resta in carcere

Il gip di Taranto Francesco Maccagnano ha convalidato il fermo di Salvatore Dettori, l’ex sottufficiale della Marina militare di 46 anni, che ha confessato di aver ucciso giovedì scorso con diverse coltellate sua madre, Silvana La Rocca, ex insegnante di 73 anni, nel cortile della villetta in cui abitava la vittima, a Marina di Leporano (Taranto).

L’uomo ha confermato la versione resa ai carabinieri e al pm inquirente Salvatore Colella, aggiungendo anche altri particolari sul movente. Dalle indagini è emersa l’esistenza di rapporti conflittuali tra la 73enne (originaria di Saracena, in provincia di Cosenza) e il figlio primogenito, determinati in particolare dalla sua precaria situazione economica. Aveva anche acceso un mutuo per acquistare un’abitazione a Pulsano, ma non riusciva più a pagare le rate e aveva accumulato un debito importante. Il 46enne ha parlato del rifiuto della madre di ospitarlo a casa e della gestione della villetta, divisa per successione tra la vittima e i due figli (l’altro vive in Francia). Ma ha fornito anche dichiarazioni contrastanti e alcune giudicate inverosimili, come quella di aver ammazzato la madre perché lo costringeva, “influenzata da altre persone”, a mangiare “carne umana”, ossia i resti del corpo di suo padre, Cataldo Dettori, ex operaio specializzato dell’Ilva, morto nel 2002 in un incidente sul lavoro nello stabilimento siderurgico.

Il 46enne, ossessionato dall’idea che intorno ci fossero “i vampiri”, ha affermato di aver prima colpito la madre dietro la nuca e, successivamente, non essendo riuscito ad ucciderla subito, di averle inferto diverse coltellate alla gola, all’addome e infine allo sterno “per prelevarle il cuore”, restando a vegliarla “fino al momento del suo ultimo respiro”.

Omicidio a Leporano, il racconto choc del killer: “Mamma era un vampiro e mi faceva mangiare i resti di papà”

Non ci sono solo le tensioni economiche tra mamma e figlio dietro al macabro delitto di Leporano, c’è molto di più. Salvatore Dettori, il 46enne reo confesso dell’omicidio della madre, la 73enne Silvana Rocca, ha svelato altri raccapriccianti retroscena del delitto dopo aver già raccontato di aver accoltellato la donna e di averle estratto il cuore a mani nude. L’uomo era ossessionato dai vampiri, chiamati mangiacarne.

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Vita da rider, picchiata da un cliente. Just Eat licenzia mamma di 4 figli: “Ero in malattia”

Vi raccontiamo una storia davvero particolare. Protagonista è Marilena, ex rider di Just Eat e mamma di 4 figli. A luglio scorso ha preso in consegna un ordine dal McDonald’S e lo ha portato ad un cliente con la sua bici elettrica. Pretendeva che salisse al sesto piano, dopo uno scambio verbale acceso è sceso giù e l’ha picchiata. Marilena ha denunciato il suo aggressore e c’è un procedimento aperto, ma nel frattempo ha perso il lavoro. Just Eat l’ha licenziata dopo 3 anni di contratto a tempo indeterminato. L’ha scoperto per caso mentre si trovava in malattia per i danni dell’aggressione. Tutti i dettagli di questa storia nel video allegato.