Omicidio Decicco a Sannicando, la spavalderia del killer Gagliardi: sui social i proiettili come messaggio in codice

Uno screen con il decreto di sequestro di proiettili calibro 7,62 da parte dei Carabinieri, l’emoticon di una persona che sbadiglia e un’altra di una persona che dorme.

Alessio Gagliardi, il 23enne fermato per l’omicidio del 19enne Gabriele Decicco a Sannicandro di Bari, non aveva paura di esibire sui social e su Instagram la sua carriera “criminale”.

Ritenuto affiliato al clan Pace (vicino ai Parisi), come confermato da alcuni collaboratori di giustizia durante le indagini, Gagliardi ha postato lo screen sul proprio profilo Instagram un mese dopo l’omicidio. Una sorta di avviso ai suoi rivali dove si lascia intendere la disponibilità di altri proiettili.

L’omicidio si ritiene che sia avvenuto nell’ambito dei contrasti per lo spaccio di droga tra i gruppi criminali Pace e Giovinazzo, quest’ultimo legato e vicino agli Strisciuglio. Decicco sarebbe stato ucciso come atto di vendetta per un tentato omicidio compiuto nel marzo scorso, dalla madre e dal fratello minore del 19 enne, entrambi arrestati e condannati, nei confronti di Angelo Michele Di Turi. Proprio con lui Gagliardi si era visto prima di sparare contro Decicco, come confermato dai video delle videocamere.

In molti sapevano, ma nessuno ha denunciato, così si è arrivati alla verità settimane dopo. Tra loro due amici a cui il killer 23enne ha confessato l’omicidio qualche istante dopo.

Avetrana torna nel titolo della serie Disney+ sul delitto di Sarah Scazzi: “Non è stata diffamata”

Il titolo della serie Disney+ sul delitto di Sarah Scazzi torna a essere “Avetrana – Qui non è Hollywood”. Lo ha stabilito il Tribunale di Taranto che ha revocato il decreto emesso precedentemente che aveva impedito l’utilizzo del nome Avetrana nel titolo della serie.

“Il nome va rimesso perché non aveva intento denigratorio, al contrario simboleggiava uno spunto di riflessione, mettendo in luce non solo i fatti di cronaca, ma anche l’impatto mediatico che ha coinvolto l’intero paese”, si legge nella sentenza.

“La serie si riappropria finalmente di uno dei suoi elementi fondanti – le parole del regista Pippo Mezzapesa -. È, a tutti gli effetti, una restituzione. Per noi autori il titolo non poteva prescindere dal nome del paese in cui i fatti sono avvenuti. Avetrana è parte della storia e protagonista della serie”.

“Per l’industria audiovisiva si tratta di una decisione di estrema importanza in quanto riafferma con forza il principio della libertà di espressione artistica quale principio cardine del nostro ordinamento giuridico”, le parole di Daniel Frigo, Country Manager, The Walt Disney Company Italia.

La serie, composta da 4 episodi, ha debuttato il 20 novembre su Disney+ in EMEA e l’11 dicembre su Hulu negli Stati Uniti, diventando, al debutto, la serie di general entertainment più vista su Disney+ in Italia dal lancio della piattaforma nel 2020.

Omicidio De Cicco a Sannicandro, fermato il 23enne Alessio Gagliardi: stava per fuggire all’estero – VIDEO

I Carabinieri della Compagnia di Modugno, in Sannicandro di Bari (BA), hanno dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla locale Procura della Repubblica nei confronti di Alessio Gagliardi, 23enne di Sannicandro di Bari, con precedenti di polizia, ritenuto responsabile (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) dell’omicidio del giovane DECICCO Gabriele avvenuto a Sannicandro di Bari lo scorso 17 dicembre.

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All’esito di ininterrotte indagini, condotte dai militari della Sezione Operativa di Modugno, coordinate dai Pubblici Ministeri Dott. Domenico Minardi della locale Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Dott.ssa Larissa Catella della Procura della Repubblica di Bari, è stato possibile raccogliere numerosi indizi di reità a carico del venticinquenne ritenuto responsabile in ordine ai fatti contestati.

Sono state acquisite le registrazioni di numerose telecamere del sistema di videosorveglianza cittadino, analizzate oltre 500 ore di filmati che hanno reso possibile la ricostruzione delle fasi dell’azione omicida, compreso il percorso effettuato dal presunto assassino per raggiungere la vittima e freddarla con vari colpi di arma da fuoco. L’episodio si inquadra in un contesto di contrasto in seno alla criminalità organizzata, finalizzato ad imporre la forza intimidatrice del gruppo criminale operante su quel territorio come reazione ad un tentato omicidio di un affiliato al citato sodalizio, avvenuto nel marzo 2024.

Nello specifico, la sera del 17 dicembre 2024, dopo un primo tentativo non andato a buon fine, il presunto omicida riusciva, a bordo di un monopattino elettrico, a rintracciare la vittima sorprendendola in pieno centro, all’esterno di un distributore di bevande h24 ed esplodere nei suoi confronti 7 colpi di pistola.

Le successive e complesse attività di indagine consentivano agli investigatori di raccogliere numerosi gravi indizi di colpevolezza che hanno permesso di fermare il giovane che stava pianificando di trasferirsi all’estero. L’operazione odierna testimonia la costante attenzione dell’Autorità Giudiziaria e dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto agli efferati reati che avvengono sul territorio della Provincia di Bari.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza in ordine ai reati contestati all’uomo, che in attesa della convalida del decreto di fermo è stato associato presso il carcere di Bari, dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contradditorio con la difesa dell’indagato.

Omicidio a Sannicandro, il 19enne Gabriele Decicco ucciso a colpi di pistola: fermato il presunto killer

È stato fermato il presunto assassino di Gabriele Decicco, il 19enne ucciso la sera del 17 dicembre in pieno centro a Sannicandro di Bari. Si tratta di Alessio Gagliardi.

La vittima morì a causa delle diverse ferite provocate da colpi d’arma da fuoco concentrate per lo più tra addome e torace. Dall’autopsia effettuata sulla salma della giovane vittima è emerso che i colpi sparati sono stati tanti e hanno provocato lacerazioni gravi e profonde.

Omicidio a Ceglie, il 38enne Nardev Singh ucciso per testare la pistola: due ragazzi subito a processo

Il pm della Procura per i minorenni di Bari, Caterina Lombardo Pijola, ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per i due ragazzi, all’epoca dei fatti 17enni, accusati di aver sparato e ucciso il 38enne di nazionalità indiana Singh Nardev, trovato senza vita all’esterno di un capannone di Ceglie il 31 maggio scorso.

Il processo partirà il il prossimo 15 maggio. Secondo quanto sostenuto dall’accusa, i due ragazzi avrebbero ucciso la vittima per testare il funzionamento di una pistola appena comprata su un bersaglio umano. 

Le accuse ipotizzate sono quelle di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, e detenzione e porto abusivo d’arma da fuoco e ricettazione. Per la stessa vicenda è indagato ance un ragazzo maggiorenne. Tutti sono stati arrestati il 15 novembre scorso. 

Bari, omicidio Ladisa al Libertà: il 36enne Daniele Musciacchio condannato a 18 anni e 6 mesi

La Corte d’Assise di Bari ha condannato a 18 anni e 6 mesi di reclusione il 36enne Daniele Musciacchio, finito a processo per l’omicidio di Nicola Ladisa, ucciso a Bari il 28 dicembre 2023 con sette colpi di pistola.

La Corte ha concesso le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti contestate e ha condannato Musciacchio a risarcire la moglie e la figlia della vittima, costituite parte civile e nei cui confronti è stata prevista una provvisionale da 50mila euro a testa. La Procura aveva chiesto la condanna a 21 anni.

L’omicidio avvenne la mattina di quel giorno in via Canonico Bux, nel quartiere Libertà di Bari. Ladisa, 42 anni, era il cognato del suo presunto killer, e il movente del delitto sarebbe legato a dissapori di natura economica relativi a un’eredità lasciata ai figli dal padre della vittima, morto qualche settimana prima. Musciacchio fu arrestato poche ore dopo il delitto.

Mesagne, spara e uccide la cognata: Adamo Sardella a processo per l’omicidio di Irene Margherito

Il gup del tribunale di Brindisi, Simone Orazio, ha rinviato a giudizio il 55enne Adamo Sardella, accusato dell’omicidio volontario, aggravato dai futili motivi, della cognata Irene Margherito.

L’omicidio avvenne il 26 maggio del 2024 nell’area esterna di un’azienda a Mesagne. La 47enne fu colpita con un proiettile alla nuca mentre si trovata in auto con il nuovo compagno e morì il giorno dopo in ospedale.

Sardella si trova in carcere e risponde anche dell’accusa di tentato omicidio dell’uomo che era in auto con la vittima e di porto abusivo di arma da fuoco in luogo pubblico. All’origine del delitto alcuni dissapori in famiglia. Il processo inizierà il prossimo 13 maggio.

Altamura, il 30enne Cavotta ucciso davanti a moglie e figlio: un abbreviato e un rinvio a giudizio 21 anni dopo

La sera dell’11 ottobre 2003, ad Altamura (Bari), avrebbero ucciso con sette colpi di pistola e due di fucile Massimiliano Cavotta, 30 anni, mentre tornava a casa insieme alla moglie e al figlio di tre anni, che riuscirono a mettersi in salvo. Per quell’omicidio in due, Giovanni Loiudice (63 anni) e Nicola Centonze (48), sono stati arrestati lo scorso novembre, a distanza di 21 anni dal fatto.

Oggi Loiudice è stato ammesso a rito abbreviato (si discuterà il prossimo 8 aprile) e Centonze è stato rinviato a giudizio davanti ai giudici della Corte d’Assise di Bari. I due rispondono di omicidio volontario premeditato, detenzione e porto di armi da fuoco, aggravati dal metodo e dall’agevolazione mafiosa.

La decisione è arrivata stamattina da parte della gup Paola Angela De Santis. Secondo quanto ricostruito dalla Dda di Bari, Cavotta fu ucciso perché, in passato, avrebbe avuto dei contrasti con alcuni esponenti della criminalità organizzata altamurana e, nel febbraio precedente, avrebbe ferito a colpi di pistola proprio Loiudice. Il suo omicidio, dunque, sarebbe stato ordinato come ritorsione.

Nel processo si sono costituiti parte civile la Regione Puglia, il Comune di Altamura e i parenti di Cavotta, assistiti dall’avvocato Angelo Dibenedetto. Lo scorso 20 febbraio Centonze, ex collaboratore di giustizia, è stato arrestato (mentre era già in carcere) perché ritenuto il coordinatore dell’attentato dinamitardo del 5 marzo 2015, avvenuto nel locale Green Table di Altamura, in cui rimase ucciso il calciatore 27enne Domenico Martimucci.

Omicidio a Francavilla, accoltella e uccide il figlio. Angelo Argentina: “Voleva soldi per la droga mi sono difeso”

“Voleva i soldi per la droga. Mi ha aggredito”. Sono alcune delle frasi che questa mattina Angelo Argentina, il 71enne in carcere per aver ucciso il figlio, Stefano di 44 anni, ha pronunciato davanti al gip del tribunale di Brindisi, Vittorio Testi, nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto.

Il 71enne ha reso spontanee dichiarazioni al giudice, evidenziando anche “di non ricordare di aver impugnato un coltello”. L’arma, che avrebbe colpito all’addome il 44enne, non è stata ancora trovata dai carabinieri che indagano sull’accaduto. L’arresto di Angelo Argentina, difeso dall’avvocato Massimo Romata, è stato convalidato dal gip.

Ora l’uomo è accusato di omicidio volontario aggravato dal rapporto di parentela e dai futili motivi. Il 71enne si trova in carcere da mercoledì pomeriggio poche ore dopo la lite avvenuta all’esterno dell’abitazione che si trova tra Francavilla Fontana e Villa Castelli.

Il 44enne è morto ieri pomeriggio a 24 ore dal diverbio con il padre, poi degenerato. La vittima è stata colpita all’addome con un coltello. Per chiarire le cause della morte la procura di Brindisi nelle prossime ore disporrà l’autopsia.