Colpi di pistola esplosi contro la casa dell’ex vicesindaco di Ostuni, nessuno era dentro: indagini in corso

Grave intimidazione nella notte a Ostuni, dove almeno sette colpi di pistola sono stati esplosi contro le finestre dell’abitazione dell’ex vicesindaco Giuseppe Tanzarella, avvocato e amministratore comunale dal giugno 2023 al luglio 2025.

Sul posto è intervenuta la Polizia di Stato, che ha avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’accaduto e individuare i responsabili. Fortunatamente, al momento degli spari, né Tanzarella né i suoi familiari si trovavano in casa. I proiettili hanno comunque provocato danni agli infissi e forte preoccupazione tra i residenti.

L’episodio riporta l’attenzione sulla storia di intimidazioni che ha già coinvolto la famiglia Tanzarella. Il padre di Giuseppe, Domenico Tanzarella, ex sindaco di Ostuni e segretario regionale del PSI, era stato in passato destinatario di minacce e attentati, tanto da essere sottoposto a scorta. Gli investigatori stanno ora esaminando ogni possibile pista per chiarire il movente e risalire agli autori dell’intimidazione.

Omicidio a Molfetta, caccia al killer del 23enne Antonio La Forgia: aveva lasciato il carcere minorile 6 mesi fa

Era tornato in libertà da appena sei mesi Antony La Forgia, il 23enne ucciso ieri a Molfetta. Il giovane aveva scontato una condanna definitiva per reati legati allo spaccio di droga commessi quando era minorenne e aveva lasciato il carcere minorile Fornelli di Bari il 9 dicembre scorso, dopo la revoca dell’affidamento in prova ai servizi sociali.

Durante la detenzione, tra il 2024 e il 2025, aveva partecipato a un laboratorio di scrittura creativa e freestyle promosso da Antigone Puglia e dall’associazione Epochè, esperienza confluita nel progetto “Lettere d’amore dall’Istituto penale per minorenni di Bari”. Nel videoclip realizzato nell’ambito dell’iniziativa, La Forgia aveva raccontato il proprio passato e il valore della libertà maturato durante la permanenza in carcere.

Dopo il ritorno a Molfetta, sui social erano però ricomparse immagini e messaggi dal tono ostentato e violento, con riferimenti a uno stile di vita improntato ai simboli di status e frasi che richiamavano la logica dello scontro. Gli investigatori continuano a lavorare per ricostruire il contesto dell’omicidio e il movente che ha portato alla morte del 23enne.

Follia nel Foggiano, botte e colpi di pistola a salve dopo partita di calcetto: un ferito

Alcuni colpi di pistola, presumibilmente a salve, sono stati esplosi al termine di una lite nata su un campo di calcetto e terminata sotto l’abitazione di uno dei partecipanti alla partita, dove i proiettili sono stati sparati.

E’ quanto accaduto ieri sera a Torremaggiore, in provincia di Foggia. A quanto si apprende, un gruppo di giovani, tutti maggiorenni, avrebbe disputato una partita di calcetto su un campo privato, al termine della quale sarebbe nata una violenta lite continuata sotto l’abitazione di uno dei partecipanti: qui ci sarebbe stata una colluttazione e l’esplosione di almeno cinque colpi di arma da fuoco.

Nella zuffa è rimasto coinvolto anche il padre di uno dei ragazzi, intervenuto in difesa del figlio, che sarebbe stato colpito con il calcio della pistola al capo e avrebbe rimediato alcuni giorni di prognosi dopo essere stato soccorso dai sanitari del 118.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno repertato i bossoli esplosi e hanno avviato indagini per risalire ai responsabili, nel frattempo fuggiti, avvalendosi delle telecamere di sorveglianza.

Foggia, uccisa dal marito guardia giurata a colpi di pistola. Stefania e i segnali sui social: lascia due figli

Una donna di 46 anni, Stefania Rago, è stata uccisa ieri a colpi di pistola nella sua abitazione in via Gaetano Salvemini. A sparare il marito, Antonio Fortebraccio, 48 anni, guardia giurata.

Secondo le testimonianze dei vicini, poco prima degli spari si sarebbe verificato un violento litigio tra i due, seguito dall’esplosione di quattro colpi. Non si trattava di un episodio isolato: i contrasti in casa, spesso legati a gelosia, sarebbero stati frequenti.

La vittima, madre di due figli poco più che ventenni assenti al momento dei fatti, sui social condivideva messaggi contro la violenza sulle donne, rendendo la tragedia ancora più drammatica.

Dopo il delitto, l’uomo avrebbe chiamato i carabinieri. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine, mentre familiari e figli della coppia, sconvolti, sono accorsi nell’abitazione.

Fortebraccio è stato sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale e portato in carcere questa mattina dai carabinieri.

Omicidio a Foggia, il 42enne Annibale Carta ucciso a colpi di pistola sotto casa: era da poco diventato papà

Foggia si è svegliata sotto shock dopo il violento omicidio avvenuto nella serata di ieri. La vittima è Annibale Carta, 42 anni, conosciuto in città come “Dino”, personal trainer incensurato e molto stimato.

L’uomo è stato freddato in via Caracciolo, nei pressi dello stadio Zaccheria, mentre era uscito per una passeggiata con il cane. Secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato colpito da almeno quattro proiettili esplosi con una pistola di piccolo calibro. Inutili i soccorsi del 118, che hanno potuto soltanto constatarne il decesso.

Sul luogo dell’agguato i carabinieri hanno rinvenuto quattro bossoli e un caricatore, elementi che fanno pensare a un’azione mirata e pianificata. L’omicidio, avvenuto in una zona solitamente tranquilla, ha scosso profondamente residenti e passanti presenti al momento dei fatti.  Poco chiara la dinamica e ancor meno il movente. Gli investigatori vogliono capire se ci sia stato un diverbio o meno tra vittima e l’omicida e se questi fosse un conoscente della vittima.

La notizia si è diffusa rapidamente, lasciando sgomenti amici e conoscenti. Carta, sposato e da poco diventato padre per la seconda volta (aveva due figlie , una di pochi mesi e l’altra di 12 anni), era descritto come una persona riservata e dedita al lavoro. Sono in corso le indagini per chiarire la dinamica e individuare i responsabili.

Esclusa la pista della criminalità organizzata o comune, le indagini dei carabinieri, che al momento mantengono il più stretto riserbo, sarebbero rivolte nell’ambito della sfera personale, lavorativa e di amicizie della vittima. I carabinieri hanno passato al setaccio la zona alla ricerca anche di telecamere di videosorveglianza che possano aver ripreso elementi utili. Nella notte sono stati ascoltati amici e parenti dai carabinieri che conducono le indagini alla ricerca di qualche elemento utile ad inquadrare l’accaduto.

Agguato a Sava, 45enne ferito da colpi d’arma da fuoco vicino casa: caccia ai responsabili

Agguato questa mattina a Sava, in via Cosimo, dove un fruttivendolo di 45 anni, già noto alle Forze dell’Ordine, è stato raggiunto da tre colpi di pistola a pochi passi dal suo portone di casa.

L’uomo è stato ferito alle gambe e alla spalla, non è in pericolo di vita. Ora è ricoverato all’ospedale Giannuzzi di Manduria dopo essere stato accompagnato dai familiari. Avviate le indagini per ricostruire l’accaduto e risalire ai responsabili dell’agguato.

Nel palazzo vicino è installata una telecamera di videosorveglianza che avrebbe potuto riprendere tutta la scena.

Sparatoria e coltellate nella notte a Latiano: due fratelli e un terzo uomo in ospedale. Indagini in corso

Tre uomini di Latiano sono rimasti feriti nella notte in circostanze ancora da chiarire e sono stati trasportati al Pronto Soccorso del Perrino di Brindisi.

I primi ad arrivare due fratelli, feriti in due distinti episodi. Uno è stato raggiunto da colpi d’arma da fuoco alle gambe, l’altro ha invece riportato ferite da arma da taglio alla schiena ed è stato trasferito in Rianimazione. Le sue condizioni sono gravi.

Poco dopo un terzo uomo di Latiano è arrivato in ospedale anche lui con ferite da arma da fuoco. I due episodi potrebbero essere collegati e non si esclude la pista del regolamento di conti. Uno dei due fratelli era già stato vittima di un accoltellamento nel marzo scorso, sempre a Latiano.

Omicidio a Sannicandro, il 19enne Gabriele Decicco ucciso a colpi di pistola: fermato il presunto killer

È stato fermato il presunto assassino di Gabriele Decicco, il 19enne ucciso la sera del 17 dicembre in pieno centro a Sannicandro di Bari. Si tratta di Alessio Gagliardi.

La vittima morì a causa delle diverse ferite provocate da colpi d’arma da fuoco concentrate per lo più tra addome e torace. Dall’autopsia effettuata sulla salma della giovane vittima è emerso che i colpi sparati sono stati tanti e hanno provocato lacerazioni gravi e profonde.