Concorsi Arca e tessere PD, Molfetta caput mundi: tutti gli uomini del Presidente De Nicolo

Torniamo ad occuparci dell’Arca e dell’ombra del Partito Democratico sui diversi concorsi per l’assunzione di personale amministrativo e tecnico. Lo facciamo dopo il blitz nella sede del Pd di Molfetta e il confronto con il tesoriere che non aveva gradito la nostra incursione. Siamo in grado di fare i nomi e cognomi dei vincitori e parlare del rapporto dei vincitori con l’amministratore unico dell’Arca, Piero De Nicolo, e con il Pd di Molfetta, grazie anche al prezioso contributo di un aiutante improvvisato.

Le due squadre di calcio di Acquaviva si incontrano allo stadio e scoppia il caos: presidente colpito da uno schiaffo

Attimi di tensione al termine della partita Atletico Acquaviva-Nuova Spinazzola, valida per il campionato di Eccellenza pugliese e terminata con il risultato di 3-2 per i padroni di casa.

Il match si è disputato domenica pomeriggio, con fischio d’inizio alle 15, allo stadio comunale di Acquaviva. Alle 18 si è giocata invece Football Acquaviva-Trani, incontro valido per il campionato di Terza Categoria.

Le due squadre si sono incontrate al campo. Secondo quanto ricostruito è andato in scena un acceso litigio tra i presenti e il presidente della Football Acquaviva sarebbe stato colpito con uno schiaffo.

Minacce all’ex presidente Canonico per fargli vendere il Foggia calcio: chieste tre condanne fino a 7 anni – NOMI

Sette anni e 2 mesi di reclusione per Marco Lombardi ritenuto il regista della strategia mafiosa della tensione per cercare di costringere l’ex presidente del Foggia calcio Nicola Canonico a dimettersi e vendere il club.

Cinque anni e 6 mesi per il cognato Massimiliano Russo; 5 anni e 10 mesi per Fabio Delli Carri, che sarebbero stati assoldati per i 5 attentati a calciatori, dirigenti e tifosi rossoneri finalizzati a terrorizzare Canonico.

Il pm della Dda Bruna Manganelli, tenuto conto della riduzione di un terzo delle pene prevista dal rito, ha quindi chiesto condanne per complessivi 18 anni e 6 mesi ieri mattina nel processo abbreviato a Bari dal gup Giuseppe Battista ai 3 cinquantenni foggiani accusati di tentata estorsione; porto e detenzione illegale di fucile e munizione; incendi.

Reati aggravati dalla mafiosità per metodi usati, mentre lo stesso pm non ha insistito nel chiedere l’aggravante anche per agito per agevolare la batteria Sinesi/Francavilla della “Società” cui è ritenuto contiguo Lombardi. I 3 imputati detenuti dal 19 maggio 2025 hanno assistito all’udienza in videoconferenza. Lombardi ha confessato parzialmente; Russo e Delli Carri si dicono innocenti.

Le richieste di condanna e risarcimento sono state ribadite dagli avv. Graziano Carlo Montanaro e Michele Laforgia parti civili per Canonico, imprenditore edile barese presidente del Foggia dal 2021 sino a gennaio scorso quando ha venduto la squadra.

Nella prossima udienza spazio ai difensori: avv. Ettore Censano per Lombardi e Russo; Cristiano Conte e Liliana Iadarola per Delli Carri. Nell’inchiesta coinvolto anche Danilo Mustaccioli, 49 anni, sotto processo per gli stessi reati al Tribunale di Foggia: si dice innocente.

“Presidente vattene da Bari”, la dura vita del sosia di Luigi De Laurentiis: “Il problema è serio”

La vittoria del nuovo Bari targato Moreno Longo a Cesena è stata una boccata d’ossigeno per la tifoseria biancorossa. I tre punti hanno ridato un briciolo di speranza dopo una prima parte di stagione disastrosa. La dura contestazione dei tifosi contro il presidente Luigi De Laurentiis persiste e a farne le spese è anche il suo sosia, costretto addirittura a disertare il San Nicola per l’incredibile somiglianza con il patron biancorosso.

Bari, De Laurentiis rompe il silenzio: “Dialogo con soci stranieri. La ragione persa dopo la finale playoff”

Dopo sei mesi il Presidente della SSC Bari, Luigi De Laurentiis, è tornato a parlare alla stampa. L’occasione, i consueti auguri natalizi. La conferenza indetta da LDL si pone nell’immediata vigilia della sfida che vedrà i biancorossi affrontare il Catanzaro del DS Ciro Polito. Innumerevoli gli snodi affrontati dal tema della multiproprietà a quello dei possibili acquirenti, il mercato invernale in partenza tra poche settimane e gli obiettivi di una stagione tanto complessa quanto tribolata. Svariate le reazioni dei tifosi. Si passa da chi non attribuisce credibilità alle parole di De Laurentiis a chi cavalca l’onda della speranza. Unico aspetto al quale attualmente ci si possa affidare.

In apertura di conferenza il focus immediato è sulla questione dei soci. Poche le parole del Presidente a tal riguardo a causa del rispetto di un patto di riservatezza. Secondo quanto dichiarato si tratta di soci esteri che al momento stanno intrattenendo con la società biancorossa dialoghi e studio di numeri della piazza. Una breve parentesi sull’operato del direttore sportivo Magalini che guiderà il calciomercato invernale: “Magalini è arrivato tra le bombe in un anno difficilissimo prendendo un’eredità non facile. Ha messo in piedi una squadra in una realtà horror. E’ ovvio che nella gestione dell’anno uno qualcosa è mancato. Nel nostro caso sono mancati i playoff”. LDL ha ricordato anche che i pareri di media e tifosi in seguito al mercato estivo erano positivi e caratterizzati da ondate di entusiasmo poi smentite nel corso della fase iniziale della stagione. La certezza al momento è che Magalini continuerà con il Bari.

Una grande lusinga nei confronti della piazza e della sua storia, ma non solo: “Io comprendo l’essere contrari alla multiproprietà. Peraltro ho sempre detto che questa piazza merita di stare dov’è giusto. Diventa autolesionistico consegnare una spiacevole cartolina a dei soci. Fischiando i giocatori, disertando, lanciando bombe è normale che alcuni di questi ragazzi possano vivere male le situazioni. Paradossalmente noi risentiamo del clima ambientale aspetto che non avviene per altre realtà sportive minori quando vengono a giocare al San Nicola. Tremano le gambe. I giocatori non sono contro la piazza anzi sono venuti consapevolmente qui. E’ autolesionistico vivere questa situazione”. Il volere del presidente parrebbe essere quello di voler consegnare la società nella sua forma migliore. Utopia attualmente.

Fortemente contrario all’utilizzo dei termini “buco nero” per descrivere la situazione nella quale il Bari è caduto, LDL ha espresso il suo parere circa i campionati vissuti dopo la finale playoff persa contro il Cagliari: “Per me il buco nero è fatto da squadre importanti con grossi investimenti che sono finite in Serie C e parliamo di una decina. Mantenere la categoria non è scontato. Se noi avessimo affrontato il primo anno di Serie B arrivando decimi sicuramente l’evoluzione sarebbe stata differente. Tanti che hanno perso la finale di playoff hanno vissuto poi l’anno successivo in maniera dubbia”.

Circa il dialogo richiesto da parte del tifo organizzato con la società ed il Comune di Bari massima disponibilità anche se è parso di capire che al momento non ci siano stati colloqui tra le parti: “Io sono sempre disponibile nell’incontrare tutti. Sindaco, tifosi, tutti insomma. A volte passa il messaggio che io sparisca dalla circolazione ma non è così. Tanti di voi li vedo in trasferta o in casa. E’ raro che io manchi alle partite”. Sul tema mercato pochi spoiler. Al momento non parrebbero esserci interessamenti circa la cessione di Dorval ma sul fronte degli arrivi il presidente ha sostenuto che ci saranno ingressi importanti per andare a svoltare una stagione mal iniziata.

In chiusura: “Io sono dispiaciuto di ciò che sta accadendo. Il mio mestiere è ad alto rischio. Con investimenti e patrimonializzazioni non c’è sicurezza di far bene. Io accetto le provocazioni ma non che si venga detto che non ci metto la faccia. Il 5-0 è un evento. Io in quel momento ero più intento a parlare con l’allenatore. Ho lasciato campo a chi ha una conoscenza tecnico sportiva. Personalmente volevo risposte dal tecnico per cercare di capire le mosse future”.

 

 

Molfetta, distrutto l’uliveto del presidente di Coldiretti De Ruvo: tagliati 487 ulivi giovani ulivi impiantati 4 anni fa

Un intero uliveto a Molfetta, nel Barese, è stato distrutto nei giorni scorsi dal taglio di 487 giovani alberi. Ne dà notizia Coldiretti Puglia, parlando di “una vera e propria mattanza contro un uliveto giovane trapiantato appena 4 anni fa” ed esprimendo “solidarietà e grande vicinanza al presidente di Coldiretti Molfetta, Mauro De Ruvo”, proprietario del terreno, “per il danno subito”. L’episodio è stato denunciato alle forze dell’ordine che hanno avviato indagini per risalire agli autori del gesto.

“Oltre ai tagli brutali di ulivi, – aggiunge Coldiretti Puglia – non si arrestano i furti di ulivi resistenti alla Xylella e dei pali di sostegno, i danni collaterali agli uliveti rimasti a secco perché vengono tranciati di netto i tubi degli impianti idrici nelle aree rurali. La criminalità distrugge in pochi attimi il lavoro di anni degli olivicoltori e, con l’intermediazione, azzera la concorrenza e il libero mercato legale soffocando l’imprenditoria onesta, anche compromettendo in modo gravissimo la sicurezza delle campagne e la qualità dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy”.

Regione Puglia, il nuovo presidente Decaro esulta: “Risultato straordinario. Il primo passo sono le liste d’attesa”

“Il risultato è un risultato straordinario e ogni oltre aspettativa, sento il peso della responsabilità di questo risultato. Festeggerò stasera ma da domani mi devo mettere a lavorare, devo cercare di recuperare la fiducia di chi non mi ha votato e di chi è rimasto a casa. C’è il dato negativo dell’astensionismo, se i cittadini non si interessano alla politica è perché la politica non si interessa ai cittadini. Lavorerò per dare risposte ai miei concittadini: la politica non si fa nei corridoi dei palazzi ne per dare posti di potere ai propri amici, serve per i cittadini. Serve a ridurre le liste d’attesa, a permettere alle giovani coppie di comprare casa, a portare acqua agli agricoltori. Dedico la vittoria a mia figlia Chiara”. Queste le prime parole da presidente della Regione Puglia di Antonio Decaro.

“Il primo atto sarà occuparmi delle liste d’attesa – ha aggiunto -. Chiederò alle tutte le strutture sanitarie, pubbliche e convenzionate, di rimanere aperte fino alle 23 e anche nei fine settimana. Lo fanno già alcune strutture, il mio slogan è ‘Tutta la Puglia’ e non vedo perché non dovrebbero farlo in tutta la Puglia. Ringrazio gli altri candidati presidenti, ho sentito poco fa Luigi Lobuono. Li ringrazio per il garbo e il rispetto con cui hanno condotto la campagna elettorale: abbiamo dimostrato che si può fare politica senza urlare e senza litigare. Ringrazio tutti i cittadini pugliesi, anche quelli che non mi hanno votato”.

“Non voglio essere un duro o un lottatore di sumo, sono frasi che ho usato citando la canzone di Lucio Corsi. Rivendico le mie fragilità perché è di fragilità che mi devo occupare come presidente della Regione, di fragilità sociali e umane. Non avrò nemici ma avversari, così ho fatto sia da sindaco che da presidente Anzi, cercherò la leale collaborazione del governo, per la Puglia e per i pugliesi – ha concluso -. Ho sentito per telefono Elly Schlein già prima che uscissero i risultati, ho sentito Conte e Fratoianni, delle liste e dei partiti che mi hanno sostenuto. Li ringrazio anche per avermi spinto a candidarmi”.

Caso Fiorella-Caracciolo, laurea falsa per il posto in AdP: in cerca del Presidente di Commissione

La Procura di Bari ha disposto l’acquisizione di nuovi documenti nell’indagine per falso a carico di Carmela Fiorella, 38enne moglie del consigliere regionale del Pd Filippo Caracciolo, finita sotto inchiesta per la falsa laurea in Economia prodotta per partecipare a un concorso come manager delle risorse umane di Aeroporti di Puglia.

Fiorella, risultata poi vincitrice, è entrata in servizio lo scorso primo aprile e si è poi dimessa 15 giorni dopo, quando è emerso il raggiro. L’indagine è stata aperta dopo la denuncia di Aeroporti e la stessa cosa ha poi fatto l’Università di Bari.

Gli inquirenti, ora, esamineranno tutta la documentazione della procedura vinta da Fiorella, scelta – secondo quanto riportato da ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’ nei giorni scorsi – a discapito della manager delle risorse umane di Ita Airways di Londra.

La stessa donna, lo scorso 18 aprile, ha pubblicamente chiesto scusa per quanto accaduto ammettendo le proprie responsabilità e sostenendo di aver agito perché “accecata dall’ambizione”.

La 38enne, in passato consigliera di amministrazione di Acquedotto pugliese, al contrario di quanto dichiarato, ha una laurea in Scienze delle amministrazioni all’Università di Bari e un master di primo livello in Organizzazione del personale conseguito alla Bocconi di Milano. Titoli che non le avrebbero permesso di partecipare al bando poi vinto.

Torniamo ad occuparci dello scandalo, ci siamo recati nel dipartimento di informatica dell’Università di Bari perché siamo sulle tracce del professore Giuseppe Pirlo, presidente della Commissione nominata da Aeroporti di Puglia per il concorso finito al centro delle polemiche. I due, a quanto pare, si conoscono da diversi anni. Non solo perché Pirlo conosce anche il marito, Filippo Caracciolo. Che ruolo ha Pirlo in tutta questa vicenda? Come sempre restiamo a disposizione di tutti per i chiarimenti del caso.

Processo Codice Interno, l’annuncio della presidente della Commissione Antimafia: “Presto altre audizioni”

“Ho parlato con il procuratore di Bari, Roberto Rossi. Mi ha assicurato che siamo alla fine dell’inchiesta. Spero di commentare presto una serie di condanne. Le nostre attività? Ci potrebbero essere altre audizioni legate a quello che è stato scoperto con Codice Interno”.

Ad annunciarlo è Chiara Colosimo, presidente della Commissione nazionale Antimafia ieri a Bari. Potrebbe essere calendarizzata anche l’audizione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. “Ho richieste in tal senso – le parole riportate da La Gazzetta del Mezzogiorno -. Sento tutta la responsabilità della nostra storia nel guidare la Commissione Antimafia e per questo ogni nostro atto è volto a incidere, per lasciare tracce indelebili di azioni e cultura della legalità”.