Sparatoria in piazza a Sannicandro, 22enne ferito: due fermi. C’è anche un minorenne

I Carabinieri hanno fermato una 36enne e un 16enne con le accuse di tentato omicidio e detenzione e porto abusivo di arma da sparo in quanto ritenuti responsabili della sparatoria avvenuta ieri sera a Sannicandro. Vittima un 22enne che è stato raggiunto da due colpi di pistola mentre si trovava in piazza Unità d’Italia. Il giovane è stato trasportato al Policlinico ed è stato sottoposto ad intervento chirurgico. I due indagati sono stati portati rispettivamente nel carcere di Trani e nell’Istituto Penale per Minorenni di Bari. Continuano le indagini per risalire al movente e alla dinamica dell’agguato.

Sparatoria in piazza a Sannicandro, 22enne ferito con due colpi di pistola: indagini in corso

Un giovane di 22 anni, con piccoli precedenti penali, ieri sera è stato ferito con due colpi di pistola che lo hanno raggiunto al torace mentre si trovava in piazza Unità d’Italia, a Sannicandro di Bari. Il ragazzo è stato soccorso dal 118 e trasportato al Policlinico, dove è stato sottoposto ad intervento chirurgico.

I medici si sono riservati la prognosi. I carabinieri hanno avviato le indagini per risalire ai responsabili e al movente dell’agguato. A sparare, secondo alcune testimonianze, sarebbe stata una persona a bordo di un’auto, che poi si è dileguata. Il 22enne era fermo nei pressi del monumento ai caduti, non lontano da una pizzeria, quando è stato raggiunto dai proiettili.

Corruzione in Puglia, tangenti nella Protezione Civile. Sannicandro: “La priorità era salvare vite”

“La priorità era salvare vite umane. I lavori sono stati fatti in una situazione di emergenza e in grande fretta» perché «a inizio lockdown, a marzo 2020, avevamo l’urgenza di mettere subito in funzione i nuovi reparti di degenza e terapie intensive”. Lo ha detto l’ex direttore generale dell’Agenzia regionale per lo sviluppo ecosostenibile del territorio (Asset) della Puglia, Elio Sannicandro, ascoltato come testimone della difesa nel processo che vede imputato l’imprenditore Donato Mottola per una presunta tangente da 20mila euro pagata all’ex dirigente della protezione civile, Mario Lerario, in cambio di appalti.

Per questa e per un’altra tangente da 10mila euro, Lerario è già stato condannato (in abbreviato) a 5 anni e 4 mesi di reclusione per corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio Sannicandro, citato dagli avvocati Vito Belviso ed Elisa Mirabelli che difendono Mottola, è a sua volta indagato (e interdetto per 12 mesi) perché accusato di avere intascato da un altro imprenditore una tangente da 60mila euro per lavori legati al dissesto idrogeologico. Nella sua testimonianza, l’ex direttore di Asset ha ricordato come i suoi compiti all’epoca fossero “di tipo tecnico” e “di coordinamento” tra il dipartimento Salute e la Protezione civile.

Sannicandro ha poi aggiunto come la direzione dei lavori e il Rup fossero invece compiti della Protezione civile. Tra i primi lavori da portare a termine all’epoca, ha sottolineato Sannicandro, c’erano i nuovi reparti di terapia intensiva da crearsi in container per gli ospedali “Perrino” di Brindisi e “Moscati” di Taranto. “Data la grande urgenza – ha aggiunto – i lavori furono completati nel giro di 30-40 giorni. Non c’erano molte ditte in grado di realizzare opere di questo tipo, in Puglia ne furono consultate un paio”, ha detto ancora Sannicandro. Quei lavori furono poi assegnati alla Dmeco di Mottola.