Bari, stalkerizza l’ex compagna. Minacce, pedinamenti e 79 telefonate in poche ore: 48enne a processo

Settantanove telefonate in poche ore, tutte senza risposta, oltre a minacce, pedinamenti e appostamenti sotto casa. Sono alcuni degli episodi contestati a un 48enne del Brindisino, finito a processo a Bari con l’accusa di aver perseguitato la sua ex compagna, una 46enne del Barese, dopo la fine della loro relazione.

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe continuato a chiamarla anche durante la notte, minacciandola di presentarsi sotto casa se non avesse sbloccato il suo numero. In un’occasione avrebbe citofonato per quasi quattro ore consecutive, dalle 3 alle 6.45, chiedendole di incontrarlo.

La donna, spaventata e in uno stato di forte ansia, avrebbe modificato le proprie abitudini per timore della sua incolumità. Dopo essersi rivolta all’associazione Gens Nova, ha presentato denuncia assistita dalle avvocate Laura Bellanova e Anna De Tommaso.

Le indagini della Squadra Mobile della Questura di Bari, coordinate dalla pm Larissa Catella, hanno portato al divieto di avvicinamento alla vittima. Il procedimento è ora in corso davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Bari. La prima udienza si è svolta a luglio: la donna e Gens Nova si sono costituite parte civile.

Telefonate e pedinamenti, perseguita l’ex compagna dopo la separazione: 53enne a processo nel Barese

Telefonate insistenti, appostamenti e tentativi di entrare nell’abitazione dell’ex compagna: sono le condotte contestate a un 53enne, rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Bari con l’accusa di atti persecutori.

La relazione tra l’uomo e la donna era iniziata nel 2022 e si era conclusa il 31 gennaio 2025. Secondo l’accusa, tra la fine di gennaio e il 12 febbraio, a Mola di Bari, l’uomo avrebbe continuato a cercare l’ex compagna con centinaia di telefonate: 366 chiamate complessive, tra cui 109 in un solo giorno e 124 il 10 febbraio.

Il 53enne avrebbe inoltre effettuato appostamenti nei pressi dell’abitazione della donna, suonando ripetutamente al citofono. L’11 febbraio, dopo averla attesa davanti al portone e ricevuto un rifiuto a entrare, avrebbe utilizzato le chiavi ancora in suo possesso per accedere all’edificio e raggiungere il piano dell’appartamento, continuando a suonare il campanello.

Le condotte contestate avrebbero provocato nella donna un persistente stato di ansia e paura, spingendola a modificare le proprie abitudini: avrebbe infatti iniziato a farsi accompagnare da un’amica anche per uscire e si sarebbe rivolta a uno psicologo.

Il gup Anna De Simone ha disposto il rinvio a giudizio dell’imputato davanti alla Seconda sezione penale del Tribunale di Bari. La donna e l’associazione Gens Nova Odv si sono costituite parti civili.

Il carcere di massima sicurezza, le 4 telefonate al mese e il procedimento dell’Ordine: la nuova vita di Olivieri

Olivieri, interrogato lunedì a Bari, ha fatto già ritorno nel carcere di massima sicurezza di Lanciano. Trattandosi di fatti di mafia, Olivieri si trova lì perché deve trascorrere la custodia cautelare nel circuito della cosiddetta alta sicurezza. È rinchiuso in una cella doppia della sezione Alta Sicurezza 3, il regime è durissimo e sotto solo al 41bis.

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