Alloggi vacanza nel Barese sconosciuti al Fisco, controlli della Finanza: evasi oltre 2,2 milioni di euro

Camere vista mare affittate per brevi periodi ma sconosciute al fisco. Strutture in cui veniva ufficialmente svolta una attività ricettiva a conduzione famigliare e in cui invece c’erano anche dipendenti impiegati in modo irregolare.

Una evasione fiscale di oltre 2,2 milioni di euro e un mancato versamento dell’Iva pari a più di 320mila euro. È quanto scoperto dai finanzieri di Bari impegnati, nelle ultime settimane, in attività monitoraggio delle zone turistiche con l’obiettivo di “individuare strutture irregolari, abusive, non in regola con la disciplina regionale e dal punto di vista fiscale”, spiega una nota.

In quattro strutture “è stata riscontrata l’assenza di qualsivoglia comunicazione obbligatoria, con esercizio abusivo dell’attività di affittacamere”, mentre in altri casi “è stato accertato come l’attività ricettiva non fosse a gestione famigliare ma avesse assunto le caratteristiche e modalità tipiche di una attività imprenditoriale” senza che fossero però state rispettate le regole amministrative e fiscali.

Come avveniva a Monopoli dove sono state scoperte strutture risultate “completamente sconosciute al fisco e che hanno evaso ricavi per oltre un milione di euro”, fanno sapere i finanzieri evidenziando che “la metà delle strutture controllate hanno dichiarato redditi non corrispondenti a quelli effettivamente incassati”.

Sono state riscontrate, poi, violazioni amministrative come la mancata esposizione della targhetta identificativa della tipologia della struttura ricettiva, del codice alloggio e del tariffario aggiornato oltre a violazioni delle disposizioni regionali, contravvenendo in alcuni casi all’obbligo di procedere all’identificazione degli ospiti. Tutte le anomali riscontrate sono state segnalate all’autorità giudiziaria.

Vacanze truffa, Federconsumatori su caso Olly. Nardelli: “Va sporta denuncia class action possibile”

Torniamo ad occuparci della storia e della presunta truffa dell’agenzia di viaggi di Mola di Bari. Sono diversi i clienti che, pur avendo pagato tutto, hanno rinunciato alle loro vacanze e non sono mancati negli ultimi giorni i momenti di tensione. Parliamo di oltre 50 prenotazioni, tra viaggi di nozze e crociere, e di un giro di centinaia di migliaia di euro. Ci siamo recati sul posto per raccogliere le loro disperate testimonianze, trovando l’agenzia chiusa. Abbiamo così sentito telefonicamente la proprietaria Olimpia. La sua versione non combacia con quelle dei clienti, alcune prenotazioni sono sempre risultate inesistenti, di loro infatti non c’è alcuna traccia. Per questo c’è chi ha presentato una denuncia, chi ha sollecitato l’intervento della Guardia di Finanza e chi sta valutando il da farsi con i propri legali.

La situazione resta molto delicata anche perché c’è chi ha dato i risparmi della propria vita e ha visto il suo sogno svanire nel nulla, anche se la proprietaria ha promesso il risarcimento. A confermarlo anche lo stesso legale della donna, anche se al momento non si sa che fine abbiano fatto i soldi. Siamo tornati sul posto e l’agenzia ormai è chiusa, probabilmente non riaprirà mai. Tramite l’avvocato Olimpia ha fatto sapere di essere incinta, ma anche questa storiella non convince la clientela. La sensazione è che sia un copione studiato per prendere tempo e così noi di Quinto Potere ci siamo messi sulle sue tracce. Fuori l’agenzia ci sono tanti clienti disperati che hanno raccontato ai nostri microfoni la loro disavventura, mentre pian piano stiamo raccogliendo i primi retroscena croccanti della vicenda e del passato di Olimpia. Questa volta vi proponiamo l’intervista a Emanuele Nardelli, avvocato e vice presidente di Federconsumatori Bari che sta raccogliendo le denunce delle vittime. Con lui abbiamo parlato delle possibili azioni legali e fatto chiarezza sul Fondo di Garanzia citato da Olimpia.