Bitonto, rubati i tablet delle cure domiciliari. La denuncia dell’Asl Bari: “Ladri di salute senza scrupoli”

Ladri senza scrupoli hanno rubato alcuni tablet di recente consegnati agli operatori delle Cure domiciliari del Distretto socio sanitario di Bitonto.

Il fatto sarebbe accaduto tra sabato e domenica nella sede ADI, situata all’interno del Presidio Territoriale di Assistenza. Oltre ai tablet, utilizzati per digitalizzare e migliorare l’assistenza a domicilio, sono state sottratte anche schede sim e chiavi.

La ASL Bari ha prontamente denunciato il furto. «Siamo di fronte a veri e propri “ladri di salute” – commenta il Direttore generale, Luigi Fruscio – delinquenti senza dignità che non si fanno scrupolo di rubare alla Sanità pubblica, che è un bene di tutti, gli strumenti usati per fornire cure e assistenza alle persone più in difficoltà. Non è la prima volta che fatti del genere accadono e noi, come ASL, non vogliamo restare in silenzio, anzi sentiamo il dovere di additare questi malfattori alla pubblica opinione».

Si tratta di un reato particolarmente odioso perché sottrarre strumenti di lavoro agli operatori sanitari, che proprio in questi giorni hanno avviato un nuovo modello di cure domiciliari digitali, significa danneggiare indirettamente ma concretamente pazienti cronici, oncologici e anziani che di quelle cure ne usufruiscono ogni giorno.

Scandalo Asl Bari, tangenti per appalti. Le sentenze: pene più alte per Sansolini, Iacobellis e Sciannimanico – NOMI

Il gup del Tribunale di Bari Valeria Isabella Valenzi ha condannato alla pena di 4 anni e 6 mesi di reclusione l’ex funzionaria della Asl di Bari Concetta Sciannimanico, ritenuta responsabile di associazione per delinquere, in qualità di partecipe e non di organizzatrice come contestato dalla Procura, e di un episodio di corruzione.

La vicenda è quella relativa ad un presunto giro di tangenti nella Asl di Bari – pagate in denaro, regali e ristrutturazioni – in cambio di affidamenti e appalti, tra cui i lavori al reparto dei detenuti ricoverati nell’ospedale San Paolo e la ‘Casa della Salute’ di Giovinazzo.

Al termine del processo celebrato con il rito abbreviato, la giudice ha condannato l’altro imputato, Giuseppe Rucci, consulente di una società di prodotti medicali, alla pena di 3 anni di reclusione.

Nel processo si erano costituiti parti civili Regione Puglia e Asl di Bari, che gli imputati dovranno risarcire dei danni da quantificare in un procedimento civile.

Il gup ha inoltre disposto la restituzione all’imputata Sciannimanico di molte delle borse di lusso che le erano state sequestrate, avendo dimostrato la difesa, rappresentata dall’avvocato Gaetano Sassanelli, che erano state acquistate online, anche su siti di commercializzazione di oggetti usati, con redditi leciti.

È stato, infine, ratificato il patteggiamento degli altri otto imputati: 5 anni di reclusione, oltre multe e confische per i due ex funzionari Asl Nicola Sansolini e Nicola Iacobellis; 3 anni per Paola Andriani, moglie di Iacobellis; fra i 3 anni e 8 mesi e i 2 anni e 6 mesi di reclusione per i cinque imprenditori coinvolti (Giovanni Crisanti, 3 anni e 8 mesi; Ignazio Gadaleta, 3 anni; Nicola Murgolo, 2 anni e 8 mesi; Nicola Minafra, 3 anni e 3 mesi; Cataldo Perrone, 2 anni e 6 mesi).3 anni e 8 mesi; Ignazio Gadaleta, 3 anni; Nicola Murgolo, 2 anni e 8 mesi; Nicola Minafra, 3 anni e 3 mesi; Cataldo Perrone, 2 anni e 6 mesi).

Bitonto, lite nel parcheggio: medico colpisce dipendente Asl con un pugno al volto. L’Asl apre un’indagine

L’Asl di Bari ha aperto un’indagine interna dopo la denuncia presentata da un dipendente amministrativo del distretto socio-sanitario 3 di Bitonto che sarebbe stato aggredito nel parcheggio interno della struttura da un medico al termine una lite.

Il professionista avrebbe sferrato un pugno in faccia alla vittima, procurandole una frattura alle ossa nasali e venti giorni di prognosi. Il medico da anni gli rivolgeva insulti e minacce, come raccontato dallo stesso dipendente al Corriere del Mezzogiorno. Il caso potrebbe poi spostarsi anche in Tribunale, visto che la vittima è pronta a presentare anche una denuncia penale.

Asl Bari, al via il reclutamento di 12 psicologi di base: 24 ore a settimana per 6 mesi sperimentali

A partire da oggi, primo dicembre, la Asl Bari ha avviato il reclutamento di 12 psicologi di base, secondo quanto disposto dalla legge regionale pugliese 11/2023.

Lo annunci l’Azienda sanitaria spiegando che si tratta di “figure centrali nel nuovo modello di assistenza territoriale pensato per intercettare e sostenere i bisogni psicologici dei cittadini”.

La Asl ha quindi predisposto e trasmesso alla Regione Puglia il progetto relativo a 24 ore settimanali di attività per ciascun professionista, per un periodo sperimentale di sei mesi. Il progetto è stato approvato, mediante delibera, dalla direzione generale.

Come stabilito dalla normativa regionale, spiega l’Azienda sanitaria, “il personale sarà selezionato mediante lo scorrimento della graduatoria già approvata.
Successivamente, l’area del personale della Asl attiverà tutte le procedure necessarie per il reclutamento e l’assegnazione dei professionisti nei distretti socio sanitari dell’azienda”.

L’obiettivo è avviare il servizio nel minor tempo possibile. Gli psicologi di base opereranno in sinergia con medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali nelle strutture distrettuali, garantendo un accesso rapido e qualificato all’assistenza psicologica primaria. Tra le attività previste ci sono interventi su difficoltà di adattamento, disagi emotivi transitori, sintomi ansioso-depressivi, problematiche legate al ciclo di vita, supporto alla cronicità, aderenza ai percorsi di cura e promozione del benessere psicologico.

Scandalo Asl Bari, tangenti e borse di lusso in cambio di appalti: chiesti 4 anni e 4 mesi per Connie Sciannimanico

La procura di Bari ha chiesto una condanna a 4 anni e 4 mesi di reclusione per la Concetta Sciannimanico, ex funzionaria dell’Asl di Bari accusata di associazione per delinquere e corruzione corruzione nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti alla Asl Bari. Chiesta anche una condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione per l’imprenditore Giuseppe Rucci, anche lui accusato di corruzione.

Secondo quanto emerso dalle indagini gli imprenditori coinvolti, in cambio degli appalti avrebbero riconosciuto tangenti, borse di lusso ed eseguito ristrutturazioni delle case. Nel novembre 2024 furono emesse 10 misure di custodia cautelare. L’udienza davanti al gup Isabella Valenzi proseguirà il prossimo 9 dicembre.

Bari, l’Asl rinnova 17 sedi di Neuropsichiatria infantile. Nuovi mobili e attrezzature: finanziamento da 220mila euro

Tavolini, sedie, librerie, pouf, lettini, scrivanie e armadi per rendere gli ambienti della Neuropsichiatria infantile più funzionali e accoglienti rispetto alle esigenze dei piccoli utenti. I nuovi mobili sono stati acquistati dalla Asl Bari per riqualificare le 17 sedi di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza sul territorio.

Lo comunica l’Azienda sanitaria in una nota, evidenziando che l’investimento complessivo è di circa 220mila euro per la fornitura di oltre 1.700 pezzi tra arredi di ufficio, arredi sanitari e arredi per l’infanzia utili per migliorare gli ambulatori in cui si svolgono visite e terapie dedicate ai piccoli utenti da zero a diciotto anni.

La Asl ha utilizzato un finanziamento regionale destinato specificamente al ‘Potenziamento dei servizi territoriali di Npia’, riuscendo a rinnovare le sedi di Altamura, Santeramo in Colle, Gravina, Ruvo di Puglia, Toritto, Triggiano, Gioia Del Colle, Castellana Grotte, Putignano, Noci, Turi, Mola Di Bari, Acquaviva delle Fonti, Conversano e tre centri a Bari (Santo Spirito, Japigia e Colli Grisoni).

“Accanto ad aspetti di funzionalità – spiega il direttore generale, Luigi Fruscio – ha un grande valore quello dell’umanizzazione delle cure che riguarda bambine e bambini, giovanissimi, le loro famiglie e anche gli operatori che potranno garantire assistenza in spazi adeguati alle esigenze di ognuno e, soprattutto, pensati per essere a misura dei più piccini”.

Bari, lavorano in ospedale ma non sono iscritti all’albo professionale: a processo 54 tecnici dell’Asl

Sono diversi gli infermieri e i tecnici dell’Asl Bari (tra loro tecnici di radiologia, riabilitazione, fisioterapisti, veterinari e audiometristi), residenti nel Barese, finiti a processo con l’accusa di esercizio abusivo della professione per non essersi iscritti all’albo professionale. In totale gli indagati sono 54.

Secondo l’accusa i professionisti, regolarmente abilitati, avrebbero omesso di iscriversi all’apposito albo professionale, introdotto dalla legge soltanto nel 2018. La Procura inizialmente aveva chiesto l’archiviazione, ma poi è stata disposta l’imputazione coatta, ritenendo che gli infermieri dovessero essere consapevoli degli obblighi previsti dalla legge. Il processo partirà per tutti il prossimo 12 maggio.

Bari, l’Asl attiva due nuovi ambulatori: “Assistenza sanitaria a turisti, studenti fuori sede e persone non residenti”

Offrire assistenza sanitaria a turisti, studenti fuori sede e persone non residenti in città. Questo è l’obiettivo dei due nuovi ambulatori diurni di Medicina generale attivati dalla Asl Bari nel capoluogo pugliese.

Nelle strutture, spiega l’Azienda sanitaria in una nota, opereranno a rotazione numerosi medici del ruolo unico di assistenza primaria. Gli ambulatori sono già attivi nella sede di via Martiri di via Fani, dal lunedì al giovedì (dalle 8.30 alle 18.30) e il venerdì (dalle 8.30 alle 14.30).

L’iniziativa del Distretto unico di Bari, prosegue la Asl, “va a coprire una fascia di domanda di assistenza di tipo occasionale e realizza concretamente una delle possibilità offerte dal nuovo accordo collettivo nazionale della Medicina generale, in aggiunta a quella della scelta del proprio medico curante prevista prioritariamente per la popolazione residente”.

All’interno del nuovo accordo viene individuata la figura del medico del ruolo unico di Assistenza primaria con i diversi impieghi previsti, accanto a quello classico del medico di libera scelta.

Asl Bari, all’ospedale Di Venere inaugurata una foresteria per accogliere le mamme dei bimbi ricoverati

All’ospedale di Venere di Bari ha inaugurato oggi la sua prima foresteria, uno spazio ricettivo destinato ad accogliere le mamme dei neonati ricoverati in Neonatologia e terapia intensiva neonatale con patologie complesse che richiedono degenze prolungate e un’intensa continuità di cure. L’apertura, spiega la Asl Bari in una nota, è coincisa con la giornata che in tutto il mondo viene dedicata alla prematurità.

Erano presenti, fra gli altri, il direttore generale dell’Azienda sanitaria locale, Luigi Fruscio, il direttore della Neonatologia e Utin, Michele Quercia, e il direttore medico di presidio, Maurizio Marra.

Lo spazio, al settimo piano dell’ospedale, è riservato alle madri dei piccoli pazienti ricoverati per periodi medio-lunghi o in condizioni cliniche che richiedono una presenza genitoriale costante. Le assegnazioni saranno coordinate dall’unità operativa, secondo criteri di priorità clinica e assistenziale.

Nella foresteria ci sono sei posti letto, uno spazio comune e una cucina. Le camere sono dotate di letti e comodini coordinati, mentre le aree comuni dispongono di divani, tavoli e sedie per favorire momenti di relax e convivialità.

Completano l’allestimento scrivanie, mobili contenitori e una poltroncina operativa. Gli ambienti sono resi più confortevoli anche dai disegni dell’artista Maddalena Marzulli, realizzati con il sostegno dell’azienda Masmec, nel passaggio che collega la foresteria all’ingresso della Terapia intensiva neonatale.

Green pass falsi per lavorare durante il periodo Covid, in 69 a processo: tra loro un funzionario dell’Asl Bari

Sono 69 le persone a processo con l’accusa avario titolo di traffico di documenti falsi, concorso in reato e associazione a delinquere per aver falsificato i Green Pass durante il periodo Covid per continuare a lavorare pur non avendo ricevuto la dose del vaccino.

Al centro della vicenda c’è un funzionario dell’Asl Bari. L’inchiesta è nata dalla denuncia presentata da un’infermiera in servizio all’ospedale di Grumo.

L’operatrice sanitaria ha consultato il sistema informatico regionale e ha scoperto che due suoi colleghi, apertamente contrari alla vaccinazione con tanto di post anche sui social, erano vaccinati. Ma non solo perché sul sistema risultava come la somministrazione, effettuata nell’hub di Bari, era attribuita proprio a lei.

Dopo diverse segnalazioni presentate all’Asl ma andate a vuoto, la donna ha deciso di presentare denuncia ai Carabinieri, dando così via alle indagini. E dietro è emerso un sistema più ampio.