Oria, esce dall’azienda e viene travolta dal cancello: 66enne ricoverata in terapia intensiva

Una 66enne è ricoverata, in prognosi riservata, nel reparto di terapia intensiva all’ospedale Perrino di Brindisi dopo essere stata travolta dal cancello dell’azienda in cui lavora, a Oria.

L’episodio si è verificato martedì mentre la donna stava uscendo dalla sede dell’impresa che opera nel settore della movimentazione terra. La 66enne svolge mansioni amministrative.

Le indagini per ricostruire l’accaduto sono condotte dai carabinieri e dal personale dello Spesal dell’Asl di Brindisi.

Noicattaro, incendio in azienda dei rifiuti: 10 autocarri divorati dalle fiamme. Tra loro anche un mezzo elettrico

Una decina di mezzi della ditta che a Noicattaro (Bari) si occupa di raccolta dei rifiuti urbani sono stati distrutti da un incendio divampato ieri pomeriggio.

Le fiamme, sulla cui natura saranno effettuati accertamenti, hanno completamente bruciato piccoli autocarri usati per la raccolta dei rifiuti porta a porta alimentati a gas e un mezzo elettrico.

A domare il rogo sono state tre squadre dei vigili del fuoco che stanno completando le operazioni di messa in sicurezza della zona.

Infissi in PVC, azienda italiana rivoluziona il mercato: profili senza piombo allo stesso prezzo

Ci siamo recati nella Metal Gm infissi, azienda con sede a Modugno che ha deciso di rivoluzionare il mercato con una scelta controcorrente. Ha deciso di non acquistare più materiale dall’estero e di comprare profili in pvc italiani da Ital-Plastick.

Abbiamo indagato sulla produzione totalmente made in Italy, le macchine sono progettate e costruite in Italia. I costi? Gli stessi di quando i materiali sono comprati dall’estero, ma offrendo un prodotto competitivo, sicuro (con l’eliminazione del piombo) e italiano sul mercato. Nel video allegato tutti i dettagli.

Sventata maxi-frode informatica a Bari, azienda effettua bonifico a IBAN modificato: recuperati 120mila euro

Il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica di Bari ha nei giorni scorsi risolto un caso di B.E.C. (Business Email Compromise) denunciato da una impresa locale, commesso da persone al momento rimaste ignote. Indagini in corso per identificare gli autori. Accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

Un’impresa aveva ricevuto per email una fattura da un fornitore estero, di importo pari a 120.000 euro, che provvedeva a pagare con bonifico; alcuni giorni dopo, tuttavia, apprendeva dal fornitore stesso che il bonifico non era mai pervenuto e, dalle verifiche effettuate, constatava che l’IBAN della fattura era stato modificato con coordinate riferibili ad una banca situata a Bangkok (Tailandia).

La denuncia tempestiva e l’immediato intervento della Polizia Postale che ha attivato i canali di cooperazione internazionale dell’INTERPOL, hanno consentito il richiamo del bonifico e l’intero rientro dell’importo pagato dalla vittima.

Il B.E.C., anche noto come Man-in-the-Middle o C.E.O. fraud, è una forma di frode informatica perpetrata mediante l’accesso abusivo alla casella di posta elettronica, solitamente di imprese, che consente all’organizzazione criminale di monitorare il flusso di corrispondenza per porre in essere truffe di grande impatto economico. Tali frodi vengono attuate in due modalità diverse:

– mediante l’interposizione nella corrispondenza tra impresa vittima e controparte commerciale (da cui il nome Man-in-the-Middle), con l’indicazione di un IBAN diverso dove effettuare i pagamenti, che vengono quindi indirizzati su conti correnti controllati dall’organizzazione criminale;

– attraverso la creazione di corrispondenza interna apparentemente originata dal C.E.O. (amministratore delegato) o dal C.F.O. (direttore finanziario), che ordina al dipendente preposto di effettuare un pagamento verso un IBAN che ovviamente sarà nella disponibilità dell’organizzazione criminale.

Il B.E.C. è un fenomeno ampiamente diffuso e di alto impatto economico per le vittime, che inevitabilmente si ripercuote sull’ordinario svolgimento delle attività commerciali.

La Polizia di Stato raccomanda di attuare ogni misura necessaria a tutelare il perimetro di sicurezza informatica delle imprese, per scongiurare accessi abusivi a banche dati e alla casella di posta elettronica, nonché a verificare gli IBAN sospetti prima di procedere ad un pagamento, anche contattando la controparte commerciale attraverso canali differenti.

In caso di patita frode informatica, si raccomanda di denunciare l’accaduto nel più breve tempo possibile alla Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, considerando che il richiamo del bonifico è possibile solo entro i giorni di valuta che intercorrono tra la data dell’operazione e la data di disponibilità dell’importo sul conto corrente destinatario.

Cerignola, in fiamme rifiuti nella discarica abusiva sotto sequestro: aria irrespirabile e colonna di fumo nero

Un incendio di vaste dimensione, quasi certamente di origine dolosa, si è sviluppato nella tarda serata di ieri nell’ex azienda Cianci in località strada comunale San Giovanni alle porte di Cerignola ma poco distante da Stornarella, nel Foggiano, dove sono andate distrutte dalle fiamme numerose ecoballe di rifiuti sotto sequestro da tempo.

L’area dell’ex opificio, oggetto negli anni passati di sversamenti illegali di rifiuti, è stata poi posta sotto sequestro dall’autorità giudiziaria. Sul posto anche il sindaco di Stornarella Massimo Colia che ha seguito le operazioni di spegnimento andate avanti tutta la notte da parte dei vigili del fuoco, impegnati questa mattina nella bonifica del sito.

A dare l’allarme numerosi cittadini che hanno visto le fiamme . Sul posto anche gli ispettori ambientali Civilis con il comandante Giuseppe Marasco che parla di “emergenza ambientale”.

Paura nella notte a Corato, incendio nel frantoio: Vigili del Fuoco salvano azienda – FOTO

I Vigili del Fuoco sono intervenuti la scorsa notte per un incendio divampato nei pressi di un frantoio nel comune di Corato. L’oleificio di vaste dimensioni era fortemente a rischio come gli stessi grandi silos serbatoi.

Al loro arrivo un’autocisterna, un’auto e qualche cassone in plastica erano avvolti dalle fiamme. Sul posto sono intervenute tre squadre di vigili del fuoco che hanno contenuto il rogo salvando l’azienda.

Fasano, incendio in un’azienda di smaltimento rifiuti: fiamme e fumo a ridosso della statale 16 – FOTO

Sono ancora in corso a Fasano le operazioni di spegnimento dell’incendio divampato nella tarda serata di ieri in contrada Fascianello, all’interno dell’azienda Eco Ambiente Sud.

Sul posto stanno operando diverse squadre dei vigili del fuoco provenienti anche dalle province di Bari e Taranto, oltre al personale del comando di Brindisi e dei distaccamenti territoriali.

“Alle 2 del mattino l’Arpa, che ringrazio per la tempestività del suo intervento, ha terminato i rilevi e mi ha comunicato – scrive in una nota il sindaco di Fasano Francesco Zaccaria – che i valori di particolato presenti nell’area non destano alcuna preoccupazione. I vigili del Fuoco stanno ultimando le operazioni di spegnimento che termineranno, con ogni probabilità, tra qualche ora. La situazione, pertanto, è sotto controllo e non si registrano feriti”.

“Nelle prossime ore verranno effettuati i rilievi per accertare la staticità delle strutture di proprietà della Eco Ambiente Sud, prospicienti la pubblica via. In attesa di ricevere rassicurazioni sulle strutture, il comando di Polizia Locale, d’intesa con il Comando dei Vigili del Fuoco, valuterà – conclude Zaccaria – l’emissione di una ordinanza che disciplini la viabilità intorno al sito interessato dall’incendio”.

Minox chiude dopo 30 anni, presidio davanti all’azienda. Minervino si mobilita per i 25 operai: “Lo Stato dov’é?”

“Perdere il lavoro a 63 anni significa essere giovani per la pensione e vecchi per un nuovo inizio lavorativo. È un dramma”. Queste le parola da Minervino, comune del nord Barese, di Antonio.

La Minox, la sua seconda casa, ora rischia di non riaprire più. Ha prodotto contenitori in acciaio inox per alimenti fino a pochi giorni fa, poi una sentenza emessa dal Tribunale di Lamezia Terme, dove c’è un’altra filiale aziendale, ne ha decretato la chiusura.

Una produzione ininterrotta per 30 anni. Lo scorso 18 maggio è arrivata una sentenza di fallimento che ha fatto scattare la chiusura dell’esercizio provvisorio. Il 20 giugno scorso è poi arrivata l’ingiunzione di licenziamento.

Con le braccia incrociate sono rimasti 25 operai in Puglia e altri 12 in Calabria. A Minervino il paese si è mobilitato per stare accanto ai lavoratori: oggi alle 14 è in programma una manifestazione spontanea con i cittadini, le associazioni e le parrocchie che raggiungeranno il presidio.

“C’è chi ci porta la colazione al mattino, chi focacce e pizze durante la giornata e chi, come questa fabbrica di fronte alla nostra, oggi ha deciso di prepararci il pranzo – afferma Vincenzo -. È paradossale che un tribunale ci lasci a casa. Lo Stato dov’è?”.

Gli operai stanno presidiando l’azienda giorno e notte: non vogliono rassegnarsi all’idea che tutto finisca. Perché su quelle macchine hanno costruito famiglie e sogni. Mai un problema, ma uno stipendio saltato, mai una frizione con la proprietà al punto da non aver bisogno di una rappresentanza sindacale.

Discarica abusiva a Corato, sequestrati beni per 900mila euro: nei guai azienda e imprenditore

La Guardia di Finanza ha sequestrato un’azienda di Corato nel settore della demolizione dell’auto per gestione illecita di rifiuti e realizzazione di una discarica abusiva.

Sequestrati anche i rapporti bancari intestati alla società e alla persona fisica, le quote societarie e l’intero compendio aziendale, composto da 6 immobili tra terreni e fabbricati adibiti in parte a discarica abusiva per un valore complessivo di 900mila euro.

Le indagini hanno accertato che il legale rappresentante di una S.R.L. aveva acquistato negli anni rifiuti speciali (pericolosi e non) in totale assenza della prescritta documentazione di settore, attestante l’origine e il tracciamento dei rifiuti pericolosi.

L’impresa per le cessioni di rifiuti aveva emesso semplici ricevute fiscali invece della documentazione fiscale ed ambientale prevista dalla legge in relazione a conferitori abituali.

Le indagini hanno anche permesso di accertare che il rappresentante legale ha sistematicamente utilizzato suoli, dichiarati agricoli, non oggetto di autorizzazione da parte della Città Metropolitana di Bari.

Azienda del Foggiano salvata dai suoi dipendenti, riapertura a fine gennaio 2025: la storia dell’ex Dopla

Una fabbrica destinata a chiudere e che invece riaprirà i battenti a fine gennaio 2025. Una azienda che ha futuro grazie anche alla collaborazione dei propri dipendenti, 31 in tutto, che hanno avviato una raccolta fondi per conservare il posto di lavoro. È quanto accaduto alla ex Dopla di Manfredonia (Foggia), che fino a due anni fa produceva stoviglie monouso in plastica ma che adesso è pronta a farle in bioplastica.

“Un anno fa sembrava impossibile e invece oggi è realtà”, ha detto Giovanni Guerra, presidente della cooperativa di lavoratori nata lo scorso anno per acquisire la ditta. Questa mattina si è svolta una conferenza stampa a Bari, nella sede di Legacoop Puglia che ha assistito i lavoratori. “Stiamo chiudendo la lunga e difficile operazione che prevede l’acquisizione dei macchinari e dello stabilimento – ha continuato Guerra – ora oltre a riprenderci il lavoro vogliamo riscattare un territorio che vuole lavorare”.

“All’investimento di partenza da 1,5 milioni di euro – ha detto il presidente di Legacoop Puglia, Carmelo Rollo – si sono aggiunti 1,5milioni da impiegare nel processo produttivo e di formazione”. I fondi sono stati messi assieme grazie “all’investitore istituzionale per circa 900mila euro, 130mila euro da un primo intervento di Legacoop, 1,5 milioni di mutuo in corso di istruttoria con la garanzia di Cofidi.it, e 330mila di capitale dei lavoratori grazie all’anticipo della Naspi”. Importanti però sono stati i 30mila euro raccolti in 10 giorni con “crowdfunding popolare”, ha evidenziato Rollo auspicando che “la soluzione trovata alla crisi dell’azienda possa diventare esempio per altre aziende che dovessero trovarsi nella stessa situazione”.