Bari, auto supera i controlli dell’imbarco e precipita in mare al Porto: conducente “distratto” dalla forte pioggia

Disavventura nel porto di Bari dove un’auto è finita in acqua. Secondo quanto ricostruito il conducente della vettura, dopo aver superato i varchi di controllo per l’imbarco in Albania, a causa della forte pioggia non si è reso conto della situazione e non è riuscito a fermarsi in tempo.

Fortunatamente era solo, con lui non c’era nessuno in auto. L’uomo è riuscito ad uscire dalla vettura e a mettersi in piedi sul tettuccio in attesa dei soccorsi.

Il recupero è stato effettuato poco dopo dalla capitaneria di porto, sul posto sono intervenuti anche i sommozzatori dei vigili del fuoco per recuperare la macchina.

Ustione con acqua bollente, bimbo di 8 mesi ricoverato a Bari: resta grave. È stato un incidente domestico

Restano critiche le condizioni del bimbo di 8 mesi di Torricella (Taranto) che ieri si è versato addosso l’acqua contenuta in un bollitore mentre la madre si era momentaneamente allontanata per andare in bagno.

Fonti sanitarie del Policlinico di Bari, dove il piccolo è stato trasportato d’urgenza dopo essere stato stabilizzato all’ospedale Giannuzzi di Manduria, riferiscono che «sono stati avviati i trattamenti ma è ancora in prognosi riservata e le condizioni restano gravissime. Ha ustioni profonde su oltre il 50% del corpo e, considerando anche la sua età, è considerato ancora in pericolo di vita».

Secondo una prima ricostruzione, il bimbo, che si trovava nel girello, è riuscito ad afferrare e trascinare il cavo del bollitore elettrico posizionato sul frigorifero. Il contenitore si è aperto e l’acqua bollente gli è finita addosso.

Le urla di dolore del piccolo, che ha riportato ustioni estese di primo e secondo grado, hanno attirato l’attenzione della madre che – a quanto si è appreso – gli ha tolto gli indumenti e lo ha avvolto un asciugamano bagnato, chiamando i soccorsi.

Quindi, la disperata corsa in ospedale a Manduria. Vista la gravità delle condizioni del bimbo è stato poi disposto il suo trasferimento al Centro Grandi Ustionati del Policlinico di Bari.

Bari, provoca lesioni a poliziotti durante manifestazione pro Palestina: 21enne condannato a 8 mesi

Il 21enne di Locorotondo, arrestato a giugno in flagranza differita per la presunta aggressione commessa due giorni prima durante un corteo pro-Palestina per aver avvicinato un fumogeno al volto di due poliziotti, è stato condannato a 8 mesi (pena sospesa). La Procura aveva invocato una pena di 2 anni e 6 mesi, la difesa l’assoluzione.

Si tratta del primo destinatario barese del decreto sicurezza che prevede l’arresto e pene fino a 5 anni di reclusione per chi causa lesioni alle forze dell’ordine. Il 21enne, secondo quanto ricostruito, avrebbe prima lanciato un fumogeno acceso ai piedi di uno di uno degli agenti della Digos che scortavano il corteo, poi lo avrebbe raccolto puntandolo al volto di due poliziotti, causando rossore cutaneo ed eritema a guancia e collo (prognosi di 10 giorni) e iperemia congiuntivale al collega (prognosi di tre giorni).

Entrambi i poliziotti furono costretti a recarsi nell’ospedale San Paolo per le cure. Ma non solo, il 21enne avrebbe minacciato i due poliziotti e un altro dirigente. Nel tentativo di colpire quest’ultimo gli avrebbe anche bruciato la giacca.

A manifestazione conclusa, gli investigatori sono riusciti a risalire al 21enne grazie alle immagini del corteo. Il 21enne, incensurato, è stato così arrestato due giorni dopo con le accuse di lesioni personali aggravate, resistenza a pubblico ufficiale e lancio illegittimo di fumogeno. Davanti al giudice il 21enne si è difeso, negando l’aggressione ai poliziotti, e 48 ore dopo fu rimesso in libertà perché il gip ritenne che non vi fossero esigenze cautelari tali da confermare la misura.

Girelle alla cannella, Mr. Cinnamon pronto a sbarcare a Bari. L’annuncio dell’azienda: “Cerchiamo personale”

A Bari arriva Mr. Cinnamon, la catena di bakery dedicata alle girelle alla cannella, dolce tipico svedese. Dopo le tre sedi in Campania (Napoli, Caserta e Aversa) tocca alla Puglia e al suo capoluogo. Il negozio dovrebbe sorgere in centro.

L’azienda cerca personale, tra aspiranti baristi e pasticceri fino a store manager.  “Entrare a far parte del team significa essere catapultati in una realtà dove il lavoro non è semplicemente la mera esecuzione di operazioni ma far vivere ai clienti una total food experience, una gustosa pausa dalla routine. Part-time o full-time non fa differenza. Dare una svolta alla giornata di qualcuno, anche attraverso un semplice sorriso, renderà migliore anche la tua”, si legge nell’annuncio. Cosa è richiesto? “Passione, affidabilità e intelligenza emotiva” oltre ad buona conoscenza della lingua inglese. 

 

Bari, tentato omicidio di Nicola Vavalle al San Paolo: dopo 9 anni arrestati 5 affiliati al clan Strisciuglio – I NOMI

Sono i fratelli Saverio e Giovanni Faccilongo, Vito Antonio Catacchio, Francesco De Marzo e Giovanni Sgaramella, le 5 persone arrestate e ritenute vicine al clan Strisciuglio accusate a vario titolo di “ tentato omicidio premeditato in concorso” e “detenzione e porto illegale in luogo pubblico di un’arma da guerra”(costituita da un fucile d’assalto Ak 47 kalashnikov), aggravati dalle modalità mafiose, per il tentato omicidio Nicola Vavalle.

Le indagini, coordinate dalla DDA di Bari e sviluppate in più fasi dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri per mezzo di servizi di osservazione, pedinamenti e attività tecniche, nonché supportate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli odierni arrestati – tutti appartenenti alla compagine del quartiere San Pio del più ampio clan Strisciuglio, attivo sul territorio di Bari e provincia – e di individuare il movente del grave fatto delittuoso.

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip (fatte salve le valutazioni nelle fasi successive con il contributo della difesa), sono emerse le ragioni e le modalità esecutive del grave fatto criminoso consumato presso la zona Cecilia del Comune di Modugno (compresa nell’area geografica del quartiere San Paolo di Bari) il 18 giugno 2016.

Quel giorno Vavalle, anche lui già noto alle Forze di Polizia, stava percorrendo a bordo della propria autovettura via Caposcardicchio, strada di notevole flusso veicolare abitata e altamente frequentata attesa la vicinanza di uno dei maggiori nosocomi regionali, l’ospedale San Paolo, quando in pieno giorno e in orario di piena affluenza urbana e davanti agli occhi di ignari passanti, il commando composto dagli indagati iniziò a fare fuoco, all’indirizzo della vittima, sparando numerosissimi colpi d’arma da fuoco e utilizzando un fucile d’assalto Ak 47 kalashnikov.

L’indagine ha consentito di ricondurre l’evento delittuoso ad un quadro di situazione più ampio individuato nell’esigenza da parte degli esponenti del clan Strisciuglio di consolidare il loro ruolo egemonico nel proprio territorio di competenza criminale, ovvero il quartiere San Pio/Enziteto, mediante l’eliminazione fisica della vittima, responsabile, alcune ore prima, dell’aggressione fisica per futili motivi a danno di un fiancheggiatore del clan Strisciuglio. Francesco Vavalle, figlio di Nicola all’epoca 14enne, il pomeriggio di quello stesso giorno fece intervenire il padre in un lido di Santo Spirito in cui il buttafuori non gli aveva consentito di entrare senza pagare. Il padre avrebbe quindi aggredito il buttafuori, provocando la reazione del clan Strisciuglio a cui i Vavalle non si erano mai voluti sottomettere.

Nicola Vavalle, detto “Pacchione” o il “gatto”, è il fratello di Franco, considerato all’epoca il “re delle slot machine”, nei cui confronti era stato eseguito un sequestro da 50 milioni di euro. Nicola è stato arrestato nel febbraio 2017 per espiare una pena superiore ai 7 anni per i reati di rapina, inosservanza della sorveglianza speciale e resistenza a pubblico ufficiale. Già nel 2012 era stato arrestato e condannato a 5 anni e otto mesi per aver partecipato a diverse rapine con la famigerata banda della Porsche Cayenne.

 

Bari, tentato omicidio di Nicola Vavalle al San Paolo: arrestati 5 affiliati al clan Strisciuglio

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un’ordinanza applicativa di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, con la quale vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico di cinque persone, accusate a vario titolo di “ tentato omicidio premeditato in concorso” e “detenzione e porto illegale in luogo pubblico di un’arma da guerra”(costituita da un fucile d’assalto Ak 47 kalashnikov), aggravati dalle modalità mafiose.

Le indagini, coordinate dalla DDA di Bari e sviluppate in più fasi dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri per mezzo di servizi di osservazione, pedinamenti e attività tecniche, nonché supportate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli odierni arrestati – tutti appartenenti alla compagine del quartiere San Pio del più ampio clan Strisciuglio, attivo sul territorio di Bari e provincia – e di individuare il movente del grave fatto delittuoso.

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip (fatte salve le valutazioni nelle fasi successive con il contributo della difesa), sono emerse le ragioni e le modalità esecutive del grave fatto criminoso consumato presso la zona Cecilia del Comune di Modugno (compresa nell’area geografica del quartiere San Paolo di Bari) il 18 giugno 2016 nel mentre la vittima, Nicola Vavalle, anche lui già nota alle Forze di Polizia, percorrendo a bordo della propria autovettura via Caposcardicchio, strada di notevole flusso veicolare abitata e altamente frequentata attesa la vicinanza di uno dei maggiori nosocomi regionali, l’ospedale San Paolo, in pieno giorno e in orario di piena affluenza urbana e davanti agli occhi di ignari passanti, veniva fatta segno da azione di fuoco da parte di un commando composto dagli indagati di cui uno esplodeva, all’indirizzo della vittima, numerosissimi colpi d’arma da fuoco utilizzando un fucile d’assalto Ak 47 kalashnikov.

L’indagine ha consentito di ricondurre l’evento delittuoso ad un quadro di situazione più ampio individuato nell’esigenza da parte degli esponenti del clan Strisciuglio di consolidare il loro ruolo egemonico nel proprio territorio di competenza criminale, ovvero il quartiere San Pio/Enziteto, mediante l’eliminazione fisica della vittima, responsabile, alcune ore prima, dell’aggressione fisica per futili motivi a danno di un fiancheggiatore del clan Strisciuglio.

Nicola Vavalle, detto “Pacchione” o il “gatto”, è il fratello di Franco, considerato all’epoca il “re delle slot machine”, nei cui confronti era stato eseguito un sequestro da 50 milioni di euro. Nicola è stato arrestato nel febbraio 2017 per espiare una pena superiore ai 7 anni per i reati di rapina, inosservanza della sorveglianza speciale e resistenza a pubblico ufficiale. Già nel 2012 era stato arrestato e condannato a 5 anni e otto mesi per aver partecipato a diverse rapine con la famigerata banda della Porsche Cayenne.

Bari, tentato omicidio di Nicola Vavalle al San Paolo. Blitz dei Carabinieri all’alba: arresti

Dalle prime ore di questa mattina, è in corso un’operazione del Comando Provinciale Carabinieri di Bari, delegata dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – finalizzata all’arresto dei presunti autori (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) del tentato omicidio aggravato dalle modalità mafiose di Nicola Vavalle, commesso nel quartiere San Paolo il 18 giugno 2016 in danno di un uomo verso il quale erano esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco.

Maggiori dettagli sull’operazione saranno forniti nel corso della conferenza stampa, che si terrà, alle ore 10.00 odierne, presso la Procura della Repubblica di Bari, alla presenza del Procuratore della Repubblica di Bari e del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Bari.

Bimbo di 6 mesi si ustiona con acqua bollente nel Tarantino, trasferito d’urgenza a Bari: aperta inchiesta

Un bimbo di sei mesi è rimasto gravemente ustionato da acqua bollente, forse versata accidentalmente da un bollitore, con lesioni che coprono circa il 90% del corpo.

L’incidente sarebbe avvenuto in un’abitazione di Manduria (Taranto). Il piccolo è stato portato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale Giannuzzi di Manduria, dove i sanitari lo hanno stabilizzato prima di disporre il trasferimento al Policlinico di Bari.

La dinamica non è ancora chiara: la madre avrebbe raccontato di essersi allontanata per pochi istanti per andare in bagno, quando ha sentito le urla del figlio. Non è stato accertato se in casa vi fossero altre persone. Sono in corso approfondimenti per ricostruire con precisione l’accaduto.

Tari a Bari, controllate 709 attività commerciali: irregolari quasi il 50%. Importo da recuperare di oltre 2 milioni

Nell’ambito delle attività condotte dal Nucleo Ispettivo Tributi con l’obiettivo di individuare soggetti non dichiarati, al 31 ottobre scorso sono 709 le utenze non domestiche baresi sottoposte a controllo. Le ispezioni, mirate a contrastare l’evasione e le irregolarità legate al mancato pagamento della TARI, hanno riguardato fin qui in particolare le attività commerciali caratterizzate da elevata superficie tassabile in metri quadri (e dunque anche ad alto volume di produzione rifiuti).

I sopralluoghi effettuati restituiscono un dato significativo, confermando l’importanza delle attività realizzate dal Nucleo: su 709 attività oggetto di controllo, infatti, ben 329 (il 46,5% del totale) non risultavano iscritte alla TARI.

L’iter, come previsto dalla Legge 147/2013, prevede la predisposizione e l’invio di un questionario alle attività controllate, cui viene offerta la possibilità di regolarizzare la propria posizione entro 60 giorni dal rilievo, allegando il modulo di dichiarazione di iscrizione TARI debitamente compilato; per chi aderisce all’invito è previsto, come da Regolamento, un abbattimento della sanzione al 50%.

La mancata risposta al questionario comporta invece l’applicazione di una specifica sanzione amministrativa e, con l’accertamento d’ufficio, un aggravio delle sanzioni tributarie piene oltre che, in ogni caso, degli interessi.

Con riferimento alle 329 attività risultate irregolari, l’importo totale da recuperare tramite l’invio degli avvisi di accertamento ammonta a 2.366.000 euro, cifra comprensiva di sanzioni e interessi. Ad oggi risultano 109 le attività che hanno proceduto alla dichiarazione di iscrizione TARI; delle mancanti 220 attività, 145 sono state già accertate d’ufficio.

Si ricorda che l’istituzione del Nucleo Ispettivo Tributi è stata voluta dall’attuale amministrazione con l’obiettivo di garantire equità contributiva tra le diverse categorie di utenti, contrastando il fenomeno diffuso dell’evasione tributaria che incide direttamente sulla distribuzione del costo del servizio integrato rifiuti e, quindi, sull’imposta che tutti i cittadini sono chiamati a pagare. Chi non si iscrive alla TARI, infatti, fa ricadere i costi del suo servizio sui cittadini che invece pagano, in quanto la regola comunitaria prevede che il costo del servizio debba essere sopportato dagli utenti, con il risultato che l’evasione determina un aumento diretto della TARI per cittadini e imprese regolari.

Carolina cacciata di casa, Luciano fuori di testa: “Loporco volevi una relazione con mia madre”

Pensavamo di metterci alle spalle tutto, dopo la nostra ultima visita a San Nicandro Garganico, ma la storia di Carolina purtroppo si arricchisce di un nuovo colpo di scena. Sta decidendo se tornare a Bari, lontano da Max, e lasciare la casa dove ha convissuto con il figlio Luciano negli ultimi tre mesi. Anche a questo giro non sono mancate da parte di Luciano offese, insulti e minacce.