Si è tenuta nell’aula della Corte d’Assise di Bari un’altra udienza del processo per l’omicidio di Salvatore Dentamaro, il trans barese di 40 anni noto come Ambra, ucciso a coltellate il 23 settembre 2018 a San Giorgio. La vittima fu trovata senza vita all’interno di una Fiat Punto. Ascoltata la figlia dell’imputato, Francesco Brandonisio, il pescatore 53enne di Triggiano che si trova in carcere dall’ottobre del 2022 con l’accusa di omicidio volontario. Le indagini, lunghe e complesse, hanno permesso di arrestare Brandonisio a 4 anni di distanza dal delitto, e si sono concentrate dal primo momento su una Fiat Punto grigia sul cui tettuccio era posizionato un piccolo gommone arancione, un tender, ripreso dalle telecamere di sorveglianza dell’area mentre si allontanava dal luogo dell’omicidio. La figlia di Brandonisio ha dichiarato però che il gommone agganciato all’auto di suo padre era di colore grigio.
Voto di scambio e mafia, dopo 8 mesi Mari Lorusso torna libera. E Olivieri ora spera di lasciare il carcere
Maria Carmen Lorusso lascia i domiciliari dopo 8 mesi. Nella giornata di ieri il Tribunale di Bari ha accolto il ricorso presentato dai legali della ex consigliera comunale di Bari, al centro dell’inchiesta Codice Interno sui rapporti tra mafia e politica. All’origine della scelta il fatto che non ha più avuto contatti con le persone che avrebbero procacciato voti a suo favore su input del marito Giacomo Olivieri. I giudici si sono uniformati alle recenti decisioni della Cassazione sulla permanenza delle esigenze cautelari a carico degli incensurati accusati di concorso in associazione mafiosa.
E attenzione a Olivieri. Dopo la libertà concessa alla moglie, in attesa dell’esito del processo, l’ex consigliere regionale, la mente del sistema di compravendita di voti secondo l’accusa, potrebbe ottenere l’attenuazione della misura cautelare e i domiciliari, visto che pure lui è incensurato e che sono già stati ritenuti insussistenti i rischi di inquinamento probatorio.
Antonio becca Aesthetic Franco al bar, Bacco durissimo: “Deve stare in carcere non a spasso”
Aesthetic Franco può inquinare le prove, può reiterare il reato e può scappare. Pasquale Bacco, medico legale, non ha dubbi: Aesthetic Franco deve essere arrestato e andare in carcere. Invece il chirurgo trasformatosi in dj è ancora libero e a spasso, tanto da essere beccato seduto al tavolino di un bar a Poggiofranco. Siamo tornati da Bacco dopo il nostro blitz e il silenzio di Franco davanti alla nostra telecamera. I dubbi intorno alla vicenda, al silenzio dell’Ordine dei medici e della magistratura sono tantissimi. Il numero delle vittime intanto continua a salire con il passare del tempo.
Femminicidio a Gravina, uccide la moglie e muore in carcere: disposta l’autopsia sulla salma di Lacarpia
Verrà conferito domani, al professor Biagio Solarino dell’istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari, l’incarico per svolgere l’autopsia sul cadavere di Giuseppe Lacarpia, il 65enne di Gravina in Puglia (Bari) morto ieri nella sua cella del carcere di Bari in cui era recluso per l’omicidio della moglie, Maria Arcangela Turturo.
Lacarpia si sarebbe tolto la vita la notte tra ieri e lunedì, legando un’estremità del lenzuolo al suo collo e l’altra alle sbarre del letto della sua cella. L’allarme è stato lanciato dagli altri detenuti, ma all’arrivo degli agenti della polizia penitenziaria non c’era già più niente da fare. Nel pomeriggio di lunedì, poco prima di morire, aveva visitato la tomba della moglie nel cimitero di Gravina. Dopo l’autopsia la salma sarà restituita ai familiari e si potranno svolgere i funerali. Lacarpia finì in carcere lo scorso 6 ottobre con l’accusa di omicidio premeditato, aggravato dalla crudeltà, della moglie: prima avrebbe tentato di darle fuoco mentre la donna si trovava in macchina, poi l’avrebbe uccisa a mani nude.
Inchiesta Codice Interno a Bari, l’imprenditore Petroni lascia il carcere: i legami con Olivieri e Strisciuglio
Candidato alla carica di consigliere comunale, avrebbe promesso a Giacomo Olivieri voti in favore della moglie candidata, Maria Carmen Lorusso, in cambio di utilità tra cui buoni benzina e spesa. Petroni non è riuscito comunque ad essere eletto.
Continue readingFemminicidio a Gravina, Lacarpia si toglie la vita in carcere a Bari. Dubbi sulla morte: aperta inchiesta
La Procura vuole vederci chiaro sulla morte di Giuseppe Lacarpia, il 65enne che si è tolto la vita nella sua cella del carcere di Bari nella notte tra lunedì e martedì. L’uomo era stato arrestato con l’accusa di aver ucciso la moglie, la 60enne Maria Arcangela Turturo, a Gravina.
Lunedì aveva fatto visita per un’ora alla tomba della moglie nel cimitero di Gravina, dopo aver chiesto e ottenuto il permesso. Poche ore dopo si sarebbe tolto la vita in cella. La figlia, dopo aver “festeggiato” sui social la morte del padre, ha poi precisato: “Non è un festeggiamento, è giustizia per la mia mamma. Sono tutte preghiere fatte per lei”.
Le indagini dovranno stabilire se ci sono state falle nel sistema di sicurezza e se il suicidio poteva essere evitato. In passato Lacarpia infatti aveva già tentato due volte di togliersi la vita, senza successo, tanto da finire anche in ospedale. Bisogna capire anche perché ad esempio non è stata disposta la sorveglianza a vista per 24 ore. Sul corpo verrà effettuata l’autopsia.
Ai domiciliari pubblica 300 video in 146 giorni, 41enne torna in carcere: la moglie lo filma anche durante l’arresto
Un 41enne di Manduria ha postato oltre 300 video sui social in 146 giorni passati agli arresti domiciliari e per questo è tornato in carcere. Non contento, ha documentato anche il ritorno nel carcere di Taranto sui social. Ma non solo, l’uomo avrebbe anche organizzato giochi d’azzardo online in cui svolgeva il ruolo del cosiddetto mazziere.
Lacarpia si toglie la vita in carcere: 24 ore fa il permesso per visitare la moglie al cimitero di Gravina
Lacarpia, il 65enne che si è tolto la vita in carcere dopo aver ucciso la moglie Maria Arcangela Torturo, proprio nella giornata di ieri era riuscito ad ottenere il permesso per visitare la lapide della donna al cimitero di Gravina. La sua salma ora resta sotto sequestro nel carcere di Bari. Lacarpia è stato trovato sotto le coperte e avrebbe utilizzato una busta di plastica nera avvolgendola intorno alla testa. La sua morte sarebbe arrivata dunque per soffocamento, ma saranno gli accertamenti medici a stabilirlo.
“Picchiata da mia figlia”, mamma disabile cambia versione in aula: 19enne assolta a Bari. Era stata in carcere
Una 19enne è stata assolta a Bari dall’accusa di aver picchiato la madre disabile di 56 anni. La donna aveva denunciato la figlia lo scorso aprile e la giovane era stata arrestata. Dopo aver passato una settimana in carcere, ha poi ottenuto i domiciliari a casa del padre. In aula la mamma, al termine del processo con rito abbreviato, ha però parlato di “normali litigi” tra mamma e figlia e così la 19enne è stata condannata a 6 mesi di reclusione solo per le presunte minacce rivolte alla donna. La madre, invalida al 100% e ipovedente, nella prima versione aveva parlato di continue vessazioni che andavano avanti da due anni in concomitanza con la separazione dei genitori.
Foggia, notte da incubo in carcere: detenuti sfondano cancelli e tentano rivolta
Il racconto del sindacato Sappe. La rivolta è stata sedata dalla Polizia Penitenziaria.
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