Mafia nel Barese, inchiesta sul clan Misceo: a processo 69 affiliati. Spunta un nuovo collaboratore di giustizia

Giuseppe Patruno, 33enne arrestato lo scorso aprile dalla Guardia di Finanza di Bari, ha deciso di collaborare con gli inquirenti, tanto da aver tenuto già lunghi interrogatori con il pm antimafia di Bari, Fabio Buquicchio.  Le sue dichiarazioni saranno depositate nell’udienza fissata il prossimo 20 ottobre con imputate 69 persone appartenenti ai clan Misceo e Annoscia di Bari e Noicattaro.

L’inchiesta, coordinata dai pm Fabio Buquicchio e Daniela Chimienti, portò lo scorso aprile all’arresto di 22 persone. Le indagini sono state condotte dal nucleo Gico della guardia di finanza e dai carabinieri, che eseguirono quattro arresti per un duplice tentato omicidio commesso a Noicattaro nel 2021. Un agguato, come è stato ricostruito dalle indagini, che si inserisce nelle frizioni tra il clan Misceo e il clan rivale Annoscia per il controllo dello spaccio sul comune di Noicattaro.

Nell’inchiesta è contestato anche un altro tentato omicidio nei confronti di un esponente del clan Di Cosola. Ai 69 indagati sono contestati a vario titolo i reati di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, tentato omicidio, porto e detenzione di armi, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale, trasferimento fraudolento di beni e utilizzo di cellulari da parte di detenuti.

Il clan Misceo, come emerso, avrebbe operato anche nei vicini comuni di Triggiano, Gioia del Colle e anche Bari. Il capo, Giuseppe Misceo, avrebbe continuato a controllare impartendo ordini dal carcere con il cellulare. Come persone offese ci sono i ministeri dell’Interno e della Giustizia, il Comune di Noicattaro e le tre vittime dei due tentati omicidi: due di loro sono anche imputati.

Agguato nel Foggiano, ucciso a fucilate Bartolomeo Pio Notarangelo: era cognato di un collaboratore di giustizia

Bartolomeo Pio Notarangelo, il 36enne ucciso oggi a colpi di fucile a Mattinata, in una zona impervia del Gargano, aveva legami di parentela con la famiglia Quitadamo, ritenuta vicina ad ambienti criminali.

Antonio e Andrea Quitadamo – soprannominati Baffino – collaborano con la giustizia da alcuni anni. E Notarangelo era il cognato di Andrea, il più giovane dei due fratelli. La vittima, inoltre, era il cugino di Angelo Notarangelo, ex boss di Vieste ucciso nel 2015. I carabinieri sono al lavoro per individuare gli assassini.

Mafia a Bari, tremano i clan Strisciuglio e Parisi-Palermiti: nuovi pentiti svelano retroscena su omicidi e malavita

Il 48enne Gaetano Mastrorilli è uno dei nuovi pentiti del clan Parisi-Palermiti. Nino, affiliato al boss Savinuccio Parisi con il grado di “quinta”, è stato già preso di mira su TikTok. Anche il 35enne Domenico De Palo, soprannominato Trentotto e del clan Strisciuglio, è diventato collaboratore di giustizia.

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Mafia a Bari, si pente anche “Miki occhi blu”: Michelangelo Maselli fa tremare il clan Palermiti di Japigia

Il 30enne Michelangelo Maselli, vicino al clan Palermiti di Japigia e soprannominato “Miki occhi blu”, si è pentito ed è diventato un nuovo collaboratore di giustizia. È uno degli arrestati della maxi inchiesta “Codice Interno” della Dda di Bari che ha portato in cella 137 persone in cui è emersa l’infiltrazione dei clan mafiosi nel tessuto economico, sociale e politico della città.

“Ho maturato la decisione di collaborare con la giustizia per i fatti di cui io ed i miei familiari sono state vittime e ho deciso di cambiare vita anche per loro”, le parole proferite ai magistrati e riportate da La Gazzetta del Mezzogiorno. I pm Antimafia lo avrebbero già interrogato nei giorni scorsi e Miki occhi blu avrebe già rivelato alcuni retroscena sugli agguati commessi a Japigia a gennaio e ad aprile 2017 in cui persero la vita i pregiudicati Giuseppe Barbieri e Nicola De Santis. Il primo fu ucciso perché iniziò a comprare la droga da Antonio Busco, rivale dei Palermiti, e non più da Domenico Milella, ex braccio destro del boss Palermiti, provocando così la reazione del clan di Japigia. La risposta di Buscopassò prima dall’omicidio di Giuseppe Gelao, in cui rimase ferito anche il nipote del boss Palermiti, e poi all’omicidio De Santis.

Parla la moglie dell’ex boss di Napoli: “Lavoro, stipendio e 130mila euro. Roma non ti abbandona”

“Buongiorno, io sono la moglie di un collaboratore di giustizia. Mio marito era il boss di Napoli”. Inizia così la telefonata che qualche giorno fa Antonio ha ricevuto sul suo numero di telefono. Dall’altra parte c’è una donna che ci ha chiamato per raccontare la sua esperienza con il programma.

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