La Squadra Mobile di Bari, su delega della Procura di Ravenna, ha eseguito nella giornata di ieri perquisizioni nei telefoni di nove medici in servizio in strutture ospedaliere della provincia di Bari.
L’obiettivo è verificare se siano state rilasciate, nei mesi scorsi, certificazioni mediche false per impedire il trasferimento di cittadini stranieri irregolari nel Cpr di Palese.
Il filone pugliese dell’inchiesta coinvolge sette medici del Policlinico di Bari, sei psichiatri e un infettivologo, e altri due professionisti di una struttura della provincia, che al momento non risultano indagati. Gli investigatori sarebbero arrivati ai loro nomi analizzando le chat di alcuni colleghi emiliani già coinvolti nell’indagine.
Secondo l’ipotesi della Procura, i certificati sarebbero stati utilizzati per evitare il trasferimento nei Cpr. I medici, invece, sostengono di svolgere valutazioni esclusivamente cliniche, verificando l’idoneità dei migranti alle condizioni di trattenimento.
L’inchiesta, partita in Emilia-Romagna, si è ora estesa a diverse città italiane. I professionisti, tutti esperti in Malattie infettive e psichiatri, secondo la procura ravennate lo avrebbero fatto non a scopo di lucro ma sulla base di ideologie politiche







