Una stazione dei Carabinieri nell’ex Manifattura Tabacchi, sopralluogo sul cantiere: “Lavori finiti entro Natale”

Questa mattina il sindaco Antonio Decaro, accompagnato dall’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso e dal comandante provinciale dei Carabinieri Francesco de Marchis, si è recato sul cantiere per la realizzazione della caserma dell’Arma nella ex Manifattura dei Tabacchi, dove sono ripresi i lavori dopo l’interruzione dovuta all’approvazione di una perizia di variante necessaria per ottemperare ad alcune prescrizioni della Soprintendenza. Secondo il cronoprogramma aggiornato i lavori, che interessano il corpo di fabbrica alla sinistra dell’ingresso carrabile di via Pietro Ravanas, si concluderanno nei primissimi giorni del prossimo anno, ma non si esclude la possibilità di poter consegnare la struttura ai Carabinieri già alla fine del mese di dicembre, in modo da consentire l’installazione degli arredi interni senza soluzione di continuità rispetto ai lavori in corso. Attualmente gli interventi riguardano la parte strutturale dell’immobile, con lavorazioni in cemento armato relative alle fondazioni, che reggeranno le zone soppalcate destinate agli alloggi, e alle celle di sicurezza. Successivamente si passerà alla suddivisione degli spazi interni, come da progetto, oltre alla realizzazione di nuove aperture nei setti murari esistenti. Nell’ambito del cantiere si procederà anche alla riqualificazione della fascia esterna del piazzale, a uso esclusivo dei Carabinieri, per ospitare sia le auto di servizio sia il camminamento di accesso alla stazione.

“L’insediamento di una stazione dei Carabinieri nella ex Manifattura dei Tabacchi, al Libertà, oltre ad avere un valore simbolico – ha dichiarato Antonio Decaro – risponde alle tante richieste di maggiore sicurezza dei cittadini di questo quartiere che certamente presenta delle criticità ma che ha anche tante risorse da valorizzare e opportunità da cogliere. Questo nuovo presidio rappresenta certamente una risorsa importante che rientra nel più ampio programma di rigenerazione declinato in diversi interventi e che coinvolge più enti con i quali da tempo stiamo collaborando. La ex Manifattura dei Tabacchi, grazie a questo intervento, ospiterà un’ulteriore funzione utile al quartiere e a tutte le risorse, umane ed economiche, che qui si concentreranno al termine dei tanti interventi in via di realizzazione”.

“Abbiamo ripreso i lavori di questo importante cantiere dopo una sosta dovuta alle integrazioni progettuali richieste tanto dall’Arma dei Carabinieri quanto dalla Soprintendenza per una serie di adeguamenti strutturali – ha spiegato Giuseppe Galasso -. La consegna dei lavori è prevista nei primi giorni del 2024 ma l’impresa ci assicura che, se il cantiere dovesse proseguire senza intoppi, gli interventi termineranno entro Natale. Siamo soddisfatti perché, con questo intervento, un’altra porzione significativa di questo complesso di grande valenza storica e architettonica tornerà a vivere”.

La nuova stazione dei Carabinieri nel quartiere Libertà rientra nella più ampia strategia dell’amministrazione comunale per la rifunzionalizzazione e valorizzazione del compendio dell’ex Manifattura dei Tabacchi, che già ospita il job center comunale Porta Futuro e che attualmente è interessata dal cantiere per la sede unica del CNR in buona parte dell’immobile. Il progetto complessivo riguarda anche la riqualificazione del mercato giornaliero che occuperà superfici più ridotte delle attuali e si concentrerà interamente al piano terra dei due edifici prossimi a via Nicolai. I lavori per la realizzazione della stazione dei Carabinieri, che riguardano una superficie di circa 600 metri quadri, ammontano a 1 milione 490mila euro.

Nuovo Parco della Giustizia a Bari, presentato il progetto a Roma. Decaro: “La più grande opera pubblica in città”

È stato presentato oggi, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato, il progetto del nuovo Parco della Giustizia di Bari. L’intervento si inserisce in un più ampio quadro di collaborazione tra il Ministero della Giustizia e l’Agenzia del Demanio per la costruzione di un modello dei Parchi della Giustizia, capace di ottimizzare gli spazi in uso agli uffici giudiziari e di rispondere alle necessità del territorio con azioni di recupero urbano a beneficio della cittadinanza. Alla conferenza stampa sono intervenuti il vice ministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, il direttore dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme e il sindaco di Bari Antonio Decaro. Il Ministero della Giustizia è committente e principale finanziatore dell’intervento avviato nel capoluogo pugliese, il cui obiettivo prioritario è quello di unificare gli uffici giudiziari attualmente dislocati in più sedi sul territorio comunale, ottenendo così un miglior utilizzo degli spazi e delle risorse economiche. Sarà infatti possibile abbattere il costo delle locazioni passive che, per i soli uffici giudiziari baresi, ammontano a circa 2 milioni di euro annui. Con una convenzione del 2020, il Ministero della Giustizia ha affidato all’Agenzia del Demanio le funzioni di stazione appaltante e tutte le attività tecnico-amministrative finalizzate alla realizzazione dell’opera L’importo totale dell’investimento per la realizzazione dell’opera è di circa 405 milioni di euro, di cui 382 milioni sono già stati stanziati dal Ministero della Giustizia e per la restante quota sono stati messi a disposizione fondi dall’Agenzia del Demanio.

“Questo è un lungo viaggio che nella giornata di oggi segna una tappa importante per avvicinarci alla meta – ha dichiarato Antonio Decaro -. Abbiamo fatto tanta strada, sono cambiati i compagni di viaggio, ma ciò che conta, per me, è che la mia città oggi sia qui e sia protagonista del video che avete appena visto. Ringrazio il vice ministro Sisto, che ha dato un contributo determinante a questa vicenda, e la direttrice Dal Verme per aver impresso un’impronta innovativa e verde a quella che sarà forse l’opera pubblica più importante realizzata nel capoluogo pugliese nei prossimi anni. Ma, insieme alle due personalità che oggi siedono al mio fianco, sento di ringraziare tutti i rappresentanti istituzionali che da quando faccio il sindaco hanno avuto un ruolo in questa storia. Non li citerò per paura di dimenticarne o tralasciarne qualcuno. Ma, ve lo posso assicurare, sono stati tanti. Dico questo perché in questi anni, pur di arrivare a questo punto, mi sono seduto a tutti i tavoli, ho parlato con tutti i ministri, i vertici degli organi giudiziari, i dirigenti e i funzionari che si sono succeduti. Senza fare alcuna distinzione di parte politica. Perché questo deve fare un sindaco per la propria comunità, mettere l’interesse di tutti davanti all’interesse di parte. L’ho fatto per quei 1800 professionisti citati nella presentazione del progetto, perché a loro dobbiamo chiedere scusa per la vergogna di quelle tende, non l’ho dimenticato, e allo stesso tempo dire grazie per il lavoro sacrosanto che svolgono quotidianamente sul nostro territorio. L’ho fatto per la mia comunità, che merita una sede della giustizia dignitosa, innovativa, aperta alla città. Due caserme abbandonate che si trasformano nel Parco della Giustizia rappresentano un segnale forte per la nostra città. Una richiesta di fiducia nella giustizia e nelle istituzioni che si palesa anche attraverso i luoghi in cui questa funzione viene esercitata. Il nuovo Parco della Giustizia è un diritto per la mia città e, per me, un dovere istituzionale che da sindaco ho cercato di onorare. Sin da quando in sede di Commissione di Manutenzione, il 16 dicembre del 2014 in Prefettura, proposi la soluzione di una sede unica per tutta le funzioni giudiziarie indicando per la prima volte le caserme dismesse Milano e Capozzi, oggi al centro di questo importante progetto di riqualificazione. Qui da subito abbiamo immaginato un grande parco verde che restituisse ossigeno ed energie a questa città: 26 costruzioni, tra fabbricati e caserme, demoliti, a fronte di soli 4 edifici ricostruiti in cui saranno accorpati tutti gli uffici giudiziari, e 10 ettari di verde pubblico, ribaltando completamente la situazione attuale che vede la totalità di quello spazio chiuso alla città. I dettagli del progetto sono stati presentati e il Comune, anche nei prossimi giorni, sarà al lavoro per perfezionare gli ultimi dettagli delle procedure di nostra competenza. Ancora una volta mettiamo a disposizione tutti gli strumenti che abbiamo per dare a Bari la più grande opera pubblica dei prossimi anni. Un’opera sostenibile, aperta, di visione ma anche di sostanza. Che restituisce dignità agli operatori della giustizia e fiducia ai cittadini”.

“Il progetto del Parco della Giustizia di Bari è la prova di quanto un’accurata e convinta sinergia istituzionale possa portare a risultati importanti – ha affermato Francesco Paolo Sisto -. Ci troviamo di fronte ad un progetto di eccellenza, che unisce innovazione tecnologica, materiali di avanguardia, scelte organizzative sensibili al “pubblico”: magistrati, avvocati, utenza. Il ministero della Giustizia, così come il Demanio, ha dimostrato vicinanza ai cittadini di Bari”.

“La visione che ci guida – ha sottolineato Alessandra dal Verme – è quella di uno Stato generoso, capace di coniugare la logica della riduzione della spesa pubblica e razionalizzazione della logistica per la Pubblica Amministrazione con l’obiettivo di portare bellezza, rigenerazione e cura dei territori. L’intervento del Parco della Giustizia permette di restituire a Bari un’importante area verde molto attesa dal territorio e una logistica della Giustizia integrata con la città. Sarà l’avvio di un processo virtuoso che interesserà gradualmente i diversi quartieri con interventi di rigenerazione diffusa. Come a Bari in tutta Italia l’Agenzia è impegnata alla riqualificazione del patrimonio pubblico per fornire il proprio contributo agli obiettivi dell’Agenda 2030, allo sviluppo sostenibile, economico e sociale, delle nostre città”.

IL PROGETTO

Il Parco della Giustizia nascerà nell’area delle ex Caserme Milano e Capozzi, nel quartiere Carrassi, con l’obiettivo di far rivivere una porzione della città ad oggi sottoutilizzata, ma dalle grandi potenzialità di sviluppo. Al centro del progetto c’è la realizzazione di un “grande parco verde”, in linea con la politica di forestazione urbana, che punta a diventare il centro nevralgico e sociale del quartiere, in continuo dialogo con il centro della città e il mare. Grazie a questo intervento, la nuova superficie da destinare al verde, sarà più che triplicata, fino ad arrivare a oltre 10 ettari, con al suo interno un lago artificiale che coprirà una superficie di quasi un ettaro. Sono previsti anche parcheggi e percorsi dedicati alla mobilità dolce che attraverseranno e disegneranno il parco. Su una superficie complessiva di quasi 15 ettari, impegnata dalle 26 caserme in disuso, gli edifici destinati ad attività giudiziarie si svilupperanno invece solo su una superficie di poco più di 3 ettari e mezzo, ovvero solo il 30% dell’intera area, lasciando al parco il restante 70% della superficie. Il complesso sarà formato da 4 edifici a corte a pianta quadrata e disposti tra loro con dei minimi sfasamenti, quasi a richiamare l’immagine di un Quadrifoglio scomposto, tra le cui foglie si aprono spazi di percorrenza e di sosta. Gli spazi, dove si stima lavoreranno circa 1800 professionisti, tra giudici, procuratori, magistrati, avvocati e altre figure professionali, saranno articolati in una serie di corti giudiziarie e luoghi di formazione, accompagnati da ambienti amministrativi e di supporto, incardinati da ampi spazi di relazione. Il Polo permetterà infatti di unificare tutti gli uffici giudiziari di Bari: il Tribunale Penale, il Tribunale Civile, la Corte d’Appello, il Tribunale dei Minorenni, il Tribunale di Sorveglianza e il Giudice di Pace. Gli investimenti messi in campo garantiranno la minimizzazione delle emissioni di CO2, la riduzione o il raggiungimento della neutralità carbonica attraverso l’integrazione di soluzioni ad elevate prestazioni energetiche, interventi di rinaturalizzazione, l’utilizzo di tecnologie per la riduzione dei consumi idrici e di materiali a contenuto riciclato, in linea con i principi ESG (Environmental, Social e Governance) adottati dall’Agenzia del Demanio. Si tratta di un progetto complesso e articolato che vede tutti gli attori coinvolti nelle diverse fasi di sviluppo, a partire dal bando di concorso internazionale per la progettazione, pubblicato dall’Agenzia e affidato al raggruppamento Atelier(s) Alfonso Femia, Proger, Magnanimo Ingegneri Associati e Land Italia. L’operazione vede impegnati Ministero della Giustizia, Agenzia del Demanio e Comune di Bari nello sviluppo e nella trasformazione del territorio attraverso un articolato piano di interventi strategici che riguardano, tra gli altri, la mobilità dolce, la riqualificazione di quartieri decentrati e degradati e la lotta al cambiamento climatico. Da oggi è possibile avere informazioni di dettaglio sull’operazione e sullo stato di avanzamento delle attività per la realizzazione del polo giudiziario, collegandosi al sito dedicato su www.parcodellagiustiziadibari.com.