Tragedia nella Questura di Foggia: poliziotto di 58 anni si toglie la vita con la sua pistola d’ordinanza

Tragedia nella giornata di ieri nella Questura di Foggia dove un agente di polizia di 58 anni si è tolto la vita sparandosi un colpo di pistola mentre si trovava nell’alloggio di servizio.

Il corpo è stato ritrovato dai colleghi. La vittima, che arrivava da fuori regione, era in servizio da alcuni anni presso la Questura del capoluogo dauno. Grande dolore e sconcerto in Questura, si tratta dell’ennesimo suicidio nelle Forze dell’Ordine.

Foggia, sacerdote ripreso in rapporti sessuali con un uomo e ricattato: 45enne condannato a 8 anni per estorsione

Un 45enne foggiano è stato condannato a 8 anni e 6 mesi per estorsione aggravata. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’uomo ha ricevuto 11mila euro (davanti ad una richiesta iniziale di 20mila) da un ex direttore della Caritas diocesana di Foggia per evitare la diffusione di un video che lo immortalava in un rapporto sessuale con uomo.

La vittima è stata filmata a sua insaputa durante rapporti sessuali con un altro 45enne, coimputato ma non imputabile perché è stato dichiarato incapace di intendere come accertato da una perizia psichiatrica .

Choc a Foggia, turista milanese rapinata due volte in pochi minuti: arrestati due stranieri

Una turista milanese è stata rapinata due volte nel giro di pochi minuti prima vicino alla stazione di Foggia e poi dentro mentre aspettava il treno.

Stando a quanto ricostruito dalla polizia che ha arrestato i presunti autori della seconda rapina, la donna è stata avvicinata da due uomini, con la complicità di un’altra donna, in una strada adiacente la stazione ferroviaria e rapinata del denaro e del telefono cellulare. La vittima, dopo aver allertato le forze dell’ordine, è stata accompagnata in stazione dagli agenti per poter partire alla volta di Milano.

Ed è all’interno della stazione che è stata nuovamente raggiunta dai due uomini che, dopo averla avvicinata mentre era accovacciata vicino ad un cane e averle chiesto denaro per la restituzione di quanto sottrattole, l’hanno strattonata con violenza rubandole anche lo zaino, facendola cadere a terra e riuscendo a fuggire con il bottino.

Questa seconda fase dell’aggressione è stata ripresa dalle telecamere a circuito chiuso della stazione ferroviaria e le immagini hanno permesso alla polizia di risalire agli autori, individuati poco dopo. Due cittadini extracomunitari di 26 e 44 anni, uno sottoposto a fermo per rapina e furto con strappo, l’altro denunciato.

Foggia, foto fake di lei nuda sui social e sui muri della città. Il dramma di Arianna: “Sto vivendo un incubo”

Modificano e creano un’immagine sessuale con il suo volto e la diffondono per la città. È accaduto a Foggia, vittima una ragazza di soli 19 anni che ha avuto il coraggio di denunciare l’accaduto sui suoi profili social.

Sul caso è stato aperto un fascicolo d’indagine dopo la denuncia presentata, ma la situazione è degenerata. Vicino alle foto sono stati scritti anche il numero di cellulare e l’indirizzo di casa della ragazza.

“È stata creata un’immagine sessuale falsa che però porta il mio volto, il mio corpo e il mio nome. Sono stata travolta da un’ondata di odio e violenza. La mia vita è diventata un incubo. Ho smesso di dormire bene, di uscire tranquilla. Vivo con la costante paura che davvero qualcuno mi venga a cercare, convinta che sia davvero disponibile solo perché ha visto una immagine falsa e violenta”.

“Perché è stato fatto? Per divertimento, per vendetta non lo so – ha aggiunto -. Nessuno dovrebbe passare quello che sto passando io. Non sono io la persona sbagliata. Lo sono le persone che hanno fatto quelle immagini, quelle persone che le hanno condivise, sono le persone che hanno scritto quelle frasi infami e sono le persone che hanno modificato quelle foto e le hanno affisse per la città”.

La senatrice Anna Maria Fallucchi (FdI) ha postato sul suo profilo il video-denuncia di Arianna e ha annunciato che il caso è già all’attenzione della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio”.

 

Sanitaservice Foggia, sospesa la sorella del boss ucciso dopo le polemiche: con lei anche altri 9 dipendenti

Grazia Romito, la sorella di Mario Luciano, boss della mafia garganica ucciso in un agguato nel 2017 a San Marco in Lamis, è stata sospesa dal servizio dall’Asl dopo essere stata assunta nella Sanitaservice Foggia tramite una società di lavoro interinale.

Con lei anche altri 9 dipendenti (due soccorritori, un autista e sei ausiliari) sono stati sospesi dopo le verifiche del casellario giudiziale e dei carichi pendenti.

Il caso dell’assunzione della donna, che prima gestiva un’attività di pompe funebri a Manfredonia raggiunta da un’interdittiva antimafia, come soccorritrice 118 a Mattinata per tre mesi, aveva fatto scalpore e aveva suscitato diverse polemiche che non si sono ancora placate sulle modalità di assunzione.

Follia a Foggia, maxi rissa nel bar con asce: ricercate 15 persone. Indagini in corso

Una rissa alla quale hanno partecipato 15 persone, alcune delle quali armate con asce, è scoppiata ieri sera in un bar a Foggia.

Una donna si è rivolta agli agenti della polizia locale, che erano in zona impegnati nei rilievi per un incidente stradale, chiedendo di intervenire perché in un locale vicino era in corso un violento litigio.

Quando sono arrivati, il gruppo – a quanto si apprende di etnia rom – si è dileguato a bordo di più mezzi, tra cui un furgone rintracciato poco dopo dalla Polizia.

Il proprietario del veicolo, trovato in possesso di un’ascia, è stato denunciato per porto abusivo di armi. Sono in corso indagini per risalire alle altre persone che hanno partecipato alla rissa.

Femminicidio a Foggia, l’ultimo saluto della città a Hayat Fatimi: “Cicatrice aperta chiediamo tutti perdono”

È stato dato questa mattina l”ultimo saluto della città di Foggia ad Hayat Fatimi, la 46enne marocchina uccisa a coltellate dal suo ex compagno la notte tra il 6 e 7 agosto scorso a pochi metri dalla sua abitazione nel centro storico di Foggia.

L’uomo è stato fermato dalle forze dell’ordine ore dopo a Roma dove era riuscito a fuggire. Il breve saluto si è svolto, su espressa volontà dei familiari, davanti all’obitorio del policlinico Riuniti.

Presenti, tra gli altri, esponenti dell’amministrazione comunale, operatrici del centro antiviolenza che hanno seguito la vittima nel suo percorso di richiesta di aiuto e denuncia e diversi operatori sanitari. Tanta la commozione e gente in lacrime al passaggio del feretro. L’amministrazione comunale ha proclamato il lutto cittadino e ha annunciato che il Comune si costituirà parte civile nel processo a carico dell’ex compagno.

“È una nostra cittadina naturalizzata da circa un ventennio nella nostra città la sindaca Maria Aida Episcopo – oltretutto con un comportamento lodevolissimo, da encomio. La piangono e la rimpiangono anche i suoi datori di lavoro. Per noi è un lutto con una cicatrice aperta che sgorga sangue perchè Hayat è una di noi, è una donna di Foggia, è una donna delle nostre, come le nostre sorelle e amiche più care. Per cui noi la accompagneremo anche simbolicamente in questo suo ultimo viaggio (verso il Marocco)”.

“C’è una mamma anziana che l’aspetta – ha detto ancora – e che è ancora incredula e sbigottita di quanto accaduto a sua figlia. Devo dire che la dignità umana della famiglia di Hayat è da encomio”.

Secondo la sindaca, per questa morte “deve chiedere perdono la comunità intera, le istituzioni, lo Stato. Ma non generalizzando perché ci sono state delle istituzioni presentissime. La mia vicinanza va all’impegno del centro antiviolenza, c’è stato ascolto, richiesta di aiuto, un sos anche nero su bianco. Hayat di suo ci ha messo la fiducia in se stessa, la sicurezza che certe cose non possano accadere. Invece accadono davanti casa e dietro l’angolo ed è vergognoso”.

Foggia, insulti sessisti alla sindaca Episcopo. Lei denuncia: “Indegnità morale imperdonabile”

La sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, da giorni riceve sui social insulti sessisti. “Chiunque scriva o proferisca insulti sessisti ad una donna – evidenzia la prima cittadina – si macchia di un’indegnità morale imperdonabile. Chiunque usi la forza delle parole, la violenza delle parole contro le persone più deboli, meno protette, solo in virtù di una diversa ideologia, una diversa posizione di pensiero, non è né un buon padre, né un buon figlio, né un buon fratello, né un buon compagno di vita. Infatti l’indegnità di quelle parole deve far riflettere. E la moral suasion comune non può che nascere da una costruzione sociale dal basso, che amministratrici e amministratori non possono fare a meno di promuovere, sostenere e condizionare, anche col ricorso alle vie legali”.

Sul caso era intervenuto anche il figlio della sindaca: “Criticare fa parte del gioco – aveva scritto sul suo profilo Facebook – ognuno è libero di avere idee diverse e di esprimerle. Ma arrivare a questo genere di insulti rivolti a mia madre non è politica, non è opinione: è solo squallore”.

Per il Partito democratico di Foggia, “quanto accaduto non è un semplice sfogo sui social: è un atto vergognoso, che colpisce non solo una donna, ma l’intera comunità che essa rappresenta. Offendere la sindaca con insulti sessisti significa insultare la dignità delle istituzioni e di tutti i cittadini foggiani”.

Urla “il cono è piccolo”, lo lancia nel bidone e insulta gelataia con frasi razziste: follia a Foggia

Acquista un gelato ma si arrabbia con la banconista pretendendo che metta più gelato di quanto previsto nel cono. E per questo – denuncia il titolare del locale – l’ha aggredita verbalmente, agitando le mani in modo aggressivo all’altezza del suo volto, urlando contro di lei. Avrebbe poi lanciato il gelato nel bidone della spazzatura sbattendo con forza il coperchio.

Poi, ha spalancato la porta con cui ha colpito un cliente, continuando a insultarla. Poco dopo, in una recensione negativa, l’ha appellata con una frase razzista. È accaduto a Foggia venerdì pomeriggio nella gelateria Rocco Navigli.

È stato lo stesso titolare in un post sui social a denunciare l’accaduto. “Questo comportamento è inaccettabile, vergognoso ed umiliante – scrive -. Non riguarda il gelato, riguarda la dignità delle persone. La bottega di Rocco Naviglio difende i propri collaboratori e non accetterà mai violenze o discriminazioni. Qui il gelato può piacere o non piacere, ma il rispetto non è negoziabile. Chi non lo porta con sé non è il benvenuto. Siamo orgogliosi della nostra collaboratrice e saremo sempre al suo fianco”.

Interpellato telefonicamente il titolare ha poi spiegato che “la ragazza è molto provata e che vorrebbe che tutta questa eco sull’accaduto si spegnesse. C’è stata enorme solidarietà”.

Femminicidio a Foggia, Hayat Fatimi e la telefonata al 113 prima di morire: “Lui è dietro di me”. Poi le coltellate

“Ho finito di lavorare, il tempo di arrivare a casa e lui sta correndo dietro di me, sta dietro di me. L’ho denunciato, sta arrivando verso di me”. Sono queste le ultime parole al telefono alla Polizia di Hayat Fatimi, la 46enne uccisa a coltellate dall’ex compagno la notte del 7 agosto scorso a Foggia.

La telefonata è finita tra gli atti dell’inchiesta. “Io ho chiamato anche l’altra volta. Ho la minaccia di uno, un ragazzo marocchino come me. Mi seguiva tutti i giorni, però lui ha il divieto che non può entrare a Foggia, mi minacciava sempre. Mo’ tutti i giorni viene vicino casa mia: lo caccio, ma lui viene lo stesso. Mo’ ho finito di lavorare, il tempo di arrivare a casa e lui sta correndo dietro di me, sta dietro di me. L’ho denunciato, mo’ sta arrivando verso di me”, le parole della vittima dopo aver visto Tariq El Mefedel nei pressi della sua abitazione in vico Cibele.

La conversazione poi si interrompe e il poliziotto sente le urla della donna mentre viene colpita a coltellate. Gli agenti arrivano sul posto e la 46enne viene ritrovata riversa a terra in una pozza di sangue. Per lei non c’è nulla da fare, l’uomo viene arrestato poche ore a Roma con gli abiti sporchi di sangue.

Si trova nel nel carcere di Regina Coeli ed è a processo con l’accusa di omicidio aggravato da premeditazione e dall’essere stato commesso ai danni di una donna già vittima di stalking.