Parenti di boss assunti nella Sanitaservice di Foggia, il deputato FdI La Salandra: “Increduli”. L’Asl si difende

Nella Sanitaservice di Foggia, società in house della Asl, sarebbero stati assunti alcuni parenti di presunti esponenti della criminalità locale. Si tratta di personale ausiliario e di autisti-soccorritori impiegati nella rete di emergenza urgenza, con un contratto a tempo determinato di tre mesi. Sulla vicenda è intervenuto il deputato Giandonato La Salandra il quale annuncia che la questione sarà affrontata in commissione Antimafia.

“Esprimo totale incredulità – afferma il deputato di FdI – rispetto alle assunzioni in Sanitaservice della sorella del boss Romito, assassinato nel corso della strage di San Marco in Lamis in cui persero la vita i fratelli Luciani, vittime innocenti; ma anche di un’altra familiare legata alle famiglie mafiose foggiane Francavilla e Lanza”. “Questo – prosegue – fa il paio con una gestione oscura e vergognosa del 118 che ha portato con le sue negligenze al decesso di una cittadina di Vieste, a cui poteva essere salvata la vita, e rispetto alla quale ho già depositato una interrogazione in aula al ministero della Salute”.

La Salandra fa sapere di aver già formulato una richiesta di audizione in commissione Antimafia dei responsabili di Sanitaservice, della Asl e dell’assessore regionale pugliese alla Sanità.

Il direttore generale dell’Asl Foggia, Antonio Nigri, evidenzia che “queste persone non hanno nessun rapporto né con Sanitaservice né con la Asl Foggia” perché “Sanitaservice ha conferito la selezione del personale a Randstad Italia spa, primaria società internazionale di somministrazione di lavoro” che le ha “contrattualizzate”.

“Quando l’organizzazione sindacale ci ha avvisati – aggiunge – abbiamo provveduto ad avvisare gli organi competenti, sia a disporre l’obbligo dell’acquisizione del casellario giudiziale e dei carichi pendenti. La società ha detto che non era obbligata per legge a farlo e a questo punto abbiamo chiesto loro di acquisire almeno le autocertificazioni e agli uffici competenti la fornitura dei certificati di tutti gli assunti: i primi 30 sono già stati acquisiti e sono emerse le prime irregolarità. Per questo abbiamo chiesto immediatamente alla società di sospendere i rapporti di lavoro”.

La sorella del boss ucciso assunta in Sanitaservice come soccorritrice del 118: scoppia la polemica a Foggia

Polemica a Foggia per l’assunzione nella Sanitaservice di Grazia Romito, sorella di Mario Luciano, boss della mafia garganica ucciso in un agguato nel 2017 a San Marco in Lamis, arrivata tramite una società di lavoro interinale.

La donna prima gestiva un’attività di pompe funebri a Manfredonia, raggiunta da un’interdittiva antimafia, e ora ricoprirà il ruolo di soccorritrice 118 a Mattinata per tre mesi, come riportato dall’edizione pugliese del Corriere della Sera.

Il sindacato Usb ha chiesto chiarimenti, l’Asl e la Sanitaservice hanno informato Prefettura e Procura per le verifiche del caso.

Carcere di Foggia, abbattuto drone con droga e cellulari. Osapp: “Servono misure speciali e straordinarie”

Un drone è stato abbattuto mentre tentava di far entrare nel carcere di Foggia della droga e numerosi telefoni cellulari. Il drone è stato avvisato dagli agenti della polizia penitenziaria che hanno provveduto a bloccarlo.

Lo rende noto il sindacato autonomo di polizia penitenziaria Osapp. Nei giorni scorsi, inoltre, nel carcere di San Severo la polizia penitenziaria ha trovato un pacco con oltre 600 grammi di droga ed altro materiale nascosti sui tetti dei reparti detentivi del carcere, presumibilmente caduti per un mal funzionamento di un drone.

Il segretario regionale Osapp Rocco Gesualdi sottolinea come la polizia penitenziaria in Puglia, “particolarmente nella provincia di Foggia, sta subendo il disagio di una organizzazione complessiva che non funziona. Serve un intervento del Governo perché prenda finalmente atto che ci occorrono misure speciali e straordinarie”.

Il segretario generale aggiunto Pasquale Montesano evidenzia come serva un “immediato incremento degli organici già dalle prossime assegnazioni per la Puglia e per Foggia in particolare per cui ribadiamo nuovamente al governo di aprire un tavolo di confronto permanente per discutere di riforme, organici, equipaggiamenti, sovraffollamento detentivo”.

Femminicidio a Foggia, la 46enne Fatimi Hayat uccisa dall’ex: presidio in piazza per dire no alla violenza

Centinaia di persone hanno affollato la piazza centrale della città di Foggia per dar vita al presidio rumoroso organizzato per non dimenticare Fatimi Hayat, la 46enne uccisa nelle settimane scorse davanti alla sua abitazione dall’ex compagno.

Un presidio spontaneo per “ribadire il no al patriarcato, ai femminicidi e a tutte le pratiche di normalizzazione della violenza maschile”. Presenti anche rappresentanti dei centri antiviolenza, associazioni e molti giovani, oltre ai rappresentanti dell’amministrazione comunale tra cui la sindaca Maria Aida Episcopo.

“C’è stata una risposta molto forte della cittadinanza. Una numerosa presenza di giovani”, ha sottolineato l’assessore alla legalità del comune di Foggia Giulio De Santis.

“Ma resta il fatto – aggiunge – che lo Stato ha fallito. Una persona, in questo caso Fatimi Hayat, ha denunciato ma è stata uccisa. Cosa non ha funzionato?”.

Nel giorno dei funerali, che saranno celebrati probabilmente domani, ci sarà un saluto religioso nella moschea di Foggia, secondo quanto comunicato dall’assessore De Santis con lutto cittadino già proclamato, poi la salma tornerà in patria come da volere dei familiari della 46enne.

Femminicidio a Foggia, attesa l’autopsia sul corpo di Fatimi Hayat. Proclamato lutto cittadino per i funerali

Lutto cittadino a Foggia il giorno dei funerali di Fatimi Hayat, la 46enne marocchina uccisa la notte del 7 agosto con alcune coltellate nei pressi della sua abitazione dall’ex compagno, Tariq El Mefedel.

L’uomo, con regolare permesso di soggiorno sul territorio nazionale ma senza fissa dimora, è stato catturato a Roma dopo un inseguimento dai carabinieri. Aveva ancora gli abiti sporchi di sangue. Nei prossimi giorni verrà eseguita l’autopsia per stabilire il numero delle coltellate inferte alla donna e le modalità del femminicidio.

Fatimi stava tornando dal lavoro e si è accorta della presenza dell’uomo. Ha allertato la Polizia, ma non ce l’ha fatta. All’arrivo degli agenti era già riversa sull’asfalto. Aveva presentato una denuncia nei confronti del killer ed era protetta dalla normativa codice rosso.

Uccide l’ex compagna a coltellate nel centro di Foggia, è caccia al killer. Un testimone: “Sentito urlo disumano”

È ricercato dalla scorsa notte l’ex compagno della donna di 46 anni uccisa attorno all’una a coltellate dinanzi alla sua abitazione nel centro storico di Foggia.

Sembra che l’uomo, anche lui marocchino come la vittima, dopo essere stato denunciato dall’ex compagna fosse sottoposto a misure a tutela della donna, come il divieto di avvicinamento. Non avrebbe una dimora fissa.

Non è ancora chiara la dinamica dell’aggressione, ma sembra che la donna sia stata aggredita per strada dall’uomo che poi è scappato. A quanto si apprende, la vittima, accortasi della presenza del suo ex compagno, sarebbe riuscita a telefonare alle forze di polizia che però sono arrivate quando l’aggressione mortale si era già consumata.

“Ho avvertito un urlo disumano. Poi le grida di un’altra donna accorsa fuori. Qualche minuto dopo sono giunti sul posto la polizia e i sanitari del 118. Ma per la marocchina non c’era nulla da fare”, racconta un residente della zona.

Tragedia nella notte a Foggia, uccisa a coltellate dall’ex compagno: muore 46enne

Una donna di 46 anni di origini marocchine residente a Foggia è stata uccisa a coltellate nel corso della notte.

A quanto si apprende, aveva presentato una denuncia nei confronti dell’ex compagno, suo connazionale, ed era protetta dalla normativa codice rosso.

Abitava da sola in un appartamento nel centro storico, ed è stata ritrovata a pochi metri dalla sua abitazione.

A dare l’allarme alla polizia sono stati alcuni residenti che hanno sentito le sue urla mentre tentava di sfuggire al suo aggressore.