Colpito dal palo muore nel cestello della gru, Taranto piange Domenico Di Ponzio: “Non si può morire così”

Taranto piange la morte di Domenico Di Ponzio, elettricista di 38 anni che ha perso la vita ieri nel quartiere Tamburi mentre svolgeva un intervento di manutenzione sull’illuminazione pubblica nei pressi del cimitero di San Brunone.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si trovava su un cestello elevatore quando, a causa delle forti raffiche di vento che hanno colpito la zona, un palo dell’illuminazione avrebbe ceduto improvvisamente, colpendolo in pieno. L’impatto si è rivelato fatale.

Di Ponzio lavorava per la Tec Gen srl, azienda incaricata — tramite subappalto — dei lavori commissionati dal Comune. Viveva con i genitori nel quartiere Taranto 2. Non era sposato e non aveva figli. La sua scomparsa ha suscitato profonda commozione tra familiari e amici, che sui social hanno espresso dolore e rabbia, denunciando presunte carenze in materia di sicurezza sul lavoro.

La tragedia riporta alla memoria un altro drammatico episodio avvenuto nel 2012, quando l’operaio Francesco Zaccaria morì durante un violento tornado mentre si trovava su una gru nello stabilimento dell’ex Ilva.

La Procura di Taranto ha aperto un’inchiesta per chiarire le responsabilità. Il pubblico ministero Raffaele Casto, insieme ai tecnici dello Spesal, ha effettuato i primi rilievi sul luogo dell’incidente. Al centro delle indagini vi sono le condizioni di sicurezza e l’eventuale incidenza del maltempo nella dinamica dei fatti. La salma dell’operaio è stata trasferita all’ospedale Santissima Annunziata, a disposizione dell’autorità giudiziaria per l’autopsia.

Con questa morte si allunga la lista degli incidenti sul lavoro nel territorio ionico. Solo negli ultimi mesi si erano registrati altri due casi mortali: Claudio Salamida, deceduto a gennaio, e Loris Costantino, morto a marzo, entrambi nello stabilimento siderurgico ex Ilva.

Dura la reazione dei sindacati. “È l’ennesima tragedia nel sistema degli appalti — ha dichiarato Giovanni D’Arcangelo, segretario della Cgil di Taranto —. Non si può morire così in un Paese civile”. Sulla stessa linea anche la Cisl, che chiede chiarezza e maggiori garanzie per la sicurezza dei lavoratori.

Si sgancia il “piede” del camion in corsa, distrutte le auto parcheggiate: venerdì 13 da dimenticare

Torniamo a parlare di quanto accaduto ieri mattina in corso Vittorio Veneto. Si è sganciato il piede di un camion in corsa e la gru ha danneggiato diverse auto parcheggiate sul lungomare di Bari.

I danni sono evidenti, c’è chi anche è stato costretto a salutare la propria auto una volta per tutte. Sul posto abbiamo intervistato alcuni proprietari e il camionista, dispiaciuto per quanto accaduto. Un venerdì 13 sicuramente da dimenticare.

Policlinico Bari, operaio travolto da carico nel cantiere. L’autopsia: “Petre è morto per lesioni al cranio estese”

Petre Zaim, il 58enne operaio rumeno deceduto martedì dopo essere stato travolto da un carico pendente staccatosi da una gru nel cantiere della nuova centrale termica del Policlinico di Bari, è morto a causa di lesioni cranio-encefaliche estese. Questo secondo i primi esiti dell’autopsia, durata sei ore, che si è svolta dal professor Francesco Introna dell’istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari. Non erano presenti consulenti di parte. Al momento l’unico indagato per omicidio colposo, nell’inchiesta aperta dalla Procura di Bari, è il collega che manovrava la gru. Il cantiere è posto sotto sequestro da martedì.

Policlinico Bari, operaio travolto da carico nel cantiere: indagato il collega che manovrava la gru

L’operaio che manovrava la gru, da cui si è staccato il carico pendente che ha colpito e travolto Petre Zaim, l’operaio rumeno di 58 anni morto due giorni fa a Bari nel cantiere per la costruzione della centrale termica del Policlinico, risulta indagato nell’inchiesta aperta per fare chiarezza sulla morte. Il suo nome compare nel registro degli indagati dalla pm Larissa Catella e l’accusa è di omicidio colposo.

Nella giornata di domani sarà svolta l’autopsia sul cadavere di Zaim da parte del professor Francesco Introna, direttore dell’istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari.

Policlinico di Bari, colpito dal carico di una gru: muore il 58enne Petre Zaim. Nel cantiere anche suo figlio

Quello di oggi era il suo primo giorno di lavoro a Bari. Un destino crudele per Petre Zaim, 58enne operaio rumeno, residente a Bassano del Grappa e dipendente di una delle ditte subappaltatrici di Edison, morto questa mattina nel cantiere per la costruzione della nuova centrale termica del Policlinico. L’incidente sul lavoro sarebbe stato causato da una manovra erronea del collega che guidava la gru. Il braccio infatti avrebbe sbattuto su una costruzione e avrebbe perso il carico, finito poi addosso alla vittima. Nel cantiere era presente anche il figlio del 58enne.

“Ancora una morte sul lavoro in un subappalto di lavori nel Policlinico di Bari – denunciano i sindacati Cgil, Fiom, Fillea -. Il 2025 inizia tragicamente in linea con l’anno appena trascorso. Mentre si continua a fare propaganda sulla sicurezza sul lavoro, nei cantieri si continua a morire: l’appalto, commissionato dall’Azienda Ospedaliera del Policlinico alla Edison è stato poi subappaltato a un’azienda metalmeccanica del milanese. Noi chiediamo subito interventi urgenti e seri sulla sicurezza sul lavoro: non ci rassegneremo mai all’idea che un operaio che esce al mattino per andare a lavorare, non debba avere la certezza di tornare a casa sano e salvo la sera. Esprimiamo vicinanza alla famiglia dell’operaio tragicamente morto e ci rendiamo disponibili a supportarla in tutte le opportune vie legali e previdenziali”.