Sparatoria a Bari, gambizzato il 20enne Kevin Ciocca: aveva un bimbo di pochi mesi in braccio. Gli ha salvato la vita?

Avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia ben più grave l’agguato avvenuto una settimana fa sul lungomare di Bari, nei pressi del porto, dove il 20enne Kevin Ciocca è stato raggiunto da alcuni colpi di pistola esplosi da una moto in corsa.

Secondo le ricostruzioni investigative, al momento dell’attacco il giovane teneva in braccio un neonato, figlio di un affiliato al clan Capriati: una circostanza che potrebbe aver evitato conseguenze fatali. A riportarlo è il Quotidiano di Puglia.

Il ferimento viene collegato dagli inquirenti alla recente escalation di violenza tra i clan cittadini, in particolare come possibile ritorsione per l’omicidio di Filippo Scavo, ucciso all’interno del Divine club di Bisceglie. Nonostante la gravità dell’azione, Ciocca ha riportato solo una ferita alla gamba ed è stato dimesso dopo pochi giorni.

Gli investigatori ritengono improbabile che si sia trattato di un semplice avvertimento: chi ha sparato avrebbe avuto l’ordine di uccidere, ma potrebbe aver mirato agli arti per non colpire il bambino

Cade e si frattura il braccio durante escursione tra Molise e Campania: 34enne residente a Ruvo salvato nella notte

Un 34enne residente a Ruvo di Puglia è stato salvato sabato scorso da due squadre del Soccorso Alpino dopo essere caduto in una zona impervia di montagna in località Monte Orso nei pressi di Sella del Perrone sul confine tra Molise e Campania.

Secondo le prime ricostruzioni l’uomo è caduto e si è ferito al braccio, riportando una frattura. Si è reso così necessario l’intervento di due squadre del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), una proveniente dal Molise e l’altra dalla Campania, che hanno prestato un primo soccorso al 34enne e hanno aiutato il personale del 118 in arrivo con la postazione territoriale. Le operazioni si sono concluse verso mezzanotte e trenta

Sedato, con la febbre a 40 e l’agocannula nel braccio: Nanuccio scappa dall’ospedale. Il direttore: “Succede”

Nanuccio, barcollante e con ancora l’ago cannula nel braccio, avrebbe chiesto di andare in bagno e si sarebbe calato dalla finestra. Da lì avrebbe poi raggiunto la fermata del bus numero 3 per dirigersi a Bari. Ha viaggiato collassato nel mezzo pubblico fino a quando non è stato riconosciuto da Biagio, un nostro lettore.

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